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Aldo Moro e le lettere dalla prigione

 

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Un coach virtuale per chi cerca lavoro

MEETING DI RIMINI 2018 Un coach virtuale per chi cerca lavoro Con Jobiri l’Ateneo mette a disposizione di studenti e laureati un consulente di carriera che aiuta a definire obiettivi professionali, costruire cv e allenarsi ai colloqui. Si potrà testare allo stand Unicatt al Meeting di Rimini 12 luglio 2018 Simulare un colloquio di lavoro davanti al proprio pc o cellulare, ricevendone in cambio consigli utili su espressioni, gesti e posture da usare o evitare quando si è di fronte a un vero recruiter. L’Università Cattolica la propone ai suoi studenti e ai suoi laureati proiettati nel mondo del lavoro grazie a Jobiri , la piattaforma sviluppata da Claudio e Roberto Sponchioni ( nella foto a sinistra ), che ha già sfiorato in pochi mesi i 6.000 accessi. Jobiri , startup innovativa a vocazione sociale, è nata proprio con questo intento: mettere a disposizione di chiunque un consulente di carriera intelligente, così che nessuno sia lasciato più solo nella ricerca di un lavoro. lavoro #placement #jobiri Facebook Twitter Send by mail Print RIMINI, LO STAND DELLA CATTOLICA L’Università Cattolica anche quest’anno sarà presente alla 39° edizione del Meeting per l’Amicizia fra i popoli, che ha come titolo “Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono l'uomo felice”. Claudio Sponchioni , fondatore di Jobiri, - la piattaforma basata su algoritmi di intelligenza artificiale proprietari, adottata dall’Università Cattolica per i propri studenti e laureati - interverrà martedì 21 agosto alle 11.40 sul tema “Trovare lavoro con l'intelligenza artificiale: il caso Jobiri” . ALUMNI UCSC AL MEETING L’edizione 2018 del Meeting, nel contesto di “MeshArea” , rappresenta un’importante opportunità per tutti gli Alumni dell’Università Cattolica: partecipando alle attività e ai talk, gli ex studenti potranno approfondire le proprie conoscenze e interessi in ambito professionale e accedere alle iniziative legate al mondo del lavoro.

 

Identità digitale dello studente in Europa, una settimana di eventi

Si tratta della MyAcademicID Workshop Week , in programma dal 19 al 23 ottobre 2020. L'obiettivo dell'iniziativa è sostenere e integrare l'internazionalizzazione nell'istruzione superiore, cercando comunque di organizzare e mantenere la specificità di ogni Paese coinvolto e rappresentato dal consorzio. Italia, Svezia, Croazia e Grecia dialogheranno in sincronia per un'intera settimana di eventi online. Il workshop nazionale italiano sarà organizzato da Educatt con la collaborazione di Fondazione Endisu e si terrà in chiusura della settimana, il 23 ottobre su piattaforma Teams. Per maggiori dettagli sulle date della week e per rimanere aggiornato sulle iniziative del progetto, visita l’area dedicata www.myacademic-id.eu . educatt #mobilita' internazionale #studenti #endisu Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La fuga davanti a Dio

Da sempre interessato alla filosofia, decise di chiudere con la medicina e di trasferirsi in Ticino per vivere come libero scrittore, a contatto con la natura, prendendosi cura della moglie malata. Pubblicato nel 1934, in piena epoca nazista (e ripubblicato da poco da Vita e Pensiero), La fuga davanti a Dio descrive con toni quasi apocalittici tutti i pericoli della società tecnocratica e la sua implicita tendenza verso la dittatura. Eppure, anche in questo fuggire continuo, in questo continuo rincorrere la possibilità non ancora esplorata, rimane un luogo in cui ancora è possibile la contemplazione, un luogo in cui 'stare'. L’amore» scrive Picard «è ciò che generalmente trattiene l’uomo dal mettersi in moto per la fuga. Hermann Hesse in una recensione coeva dell’opera, interamente riportata nel volume, ne ha scritto: «è un libro da veggente, la sua immagine di una fuga davanti a Dio non è metafora ma visione, è un'opera tremenda e al tempo stesso consolante ». L'autore» scrive ancora Hesse «legge i lineamenti del mondo della fuga nel volto dell’epoca, un mondo in cui è stata cancellata l’impronta delle idee e quindi privo di immagine (bildlos), ma dimentico anche del silenzio come pure della parola, entrambi stritolati fino all’annientamento dal brusio verbale. Un mondo dunque, senza profondità e che difetta di presenza, di interezza, durata e amore».

 

Ritornare in Collegio e ritrovare sicurezza e aria di casa

Ormai è diventato un inno alla vita, un modo per ricordarci che, nonostante l’emergenza, se ci impegniamo tutti, t utto tornerà a splendere e anche più di prima. Le ragazze del collegio_paolosesto che sono rimaste a Milano vogliono ricordarlo a tutte le altre che sono lontane, nella speranza di poter presto prendere il treno dei nostri desideri che ci riporti tutte nella nostra seconda casa ». Come ogni anno le settimane precedenti la ripresa delle lezioni universitarie vedono l’arrivo di ragazzi e ragazze che fanno per la prima volta il loro ingresso nelle residenze collegiali, mentre tanti altri vi fanno ritorno, in questo caso dopo un inaspettatamente lungo periodo di tempo. I riscontri da parte dei membri delle commissioni sono stati molto positivi», scrive Matteo Viadana Piovesan , che in relazione alla modalità telematica del CollegeCamp aggiunge: «È uno strumento che si può sicuramente affinare, nell’ottica di mantenerlo in futuro accanto ai colloqui in presenza». È la medesima opinione di Pietro Rossi , che ha avuto la possibilità di seguire passo dopo passo lo svolgimento del concorso per le sedi di Milano, Piacenza e Roma, dove i numeri delle domande di partecipazione, nonostante la situazione particolare, sono stati buoni. Anche da remoto sono stati palpabili l’entusiasmo e la voglia di condividere i bei momenti che anche solo fino all’anno scorso si sono ovviamente svolti in presenza, come le presentazioni, i colloqui, le testimonianze e i racconti dei collegiali ai loro potenziali “colleghi”. Il rientro in Collegio porta dunque con sé delle obbligate novità, ma non vengono dimenticate le “vecchie” abitudini; anche quest’anno è previsto infatti per i collegiali un regalo di benvenuto/bentornato, ovviamente in linea con le necessità dell’attuale situazione.

 

Lo storytelling che traina le vendite: il caso "Cinica"

Brescia Lo storytelling che traina le vendite: il caso "Cinica" Ha riscritto le regole della comunicazione in ambito beauty e oggi, grazie al digital, vanta una delle storie imprenditoriali più emblematiche d’Italia. Il ché è paradossale se pensiamo che - numeri alla mano - una pubblicità istituzionale su una rivista è vista al massimo da 20mila lettrici al mese, mentre le mie stories si Instagram totalizzano 200mila visualizzazioni al giorno. E a proposito di Fedez e di quella capacità di arrivare in modo capillare ad un vastissimo pubblico di giovani, rapportata alla pandemia mondiale in corso e alla gestione della situazione italiana operata dal governo Conte, la Cinica non ha dubbi. Secondo voi a chi ha più senso affidare un messaggio che deve colpire i giovani: al feed di Fedez o alla pubblicità grafica del ministero dell’istruzione? Trovo che il premier Giuseppe Conte sia stato assolutamente lungimirante». Tra i temi affrontati con gli studenti nel corso della lezione anche quello dei contenuti sponsorizzati, che per il marchio Vera Lab non rappresentano una priorità. Capita di fare esperimenti promuovendo un contenuto A e un contenuto B, vedere quale dei due è maggiormente performante per poi mandarlo avanti, ma si tratta di investimenti economici assai contenuti poiché nel mio caso non sono le sponsorizzate ad alzare i numeri del mio e-commerce». Data la sua struttura profondamente innovativa e in linea con le richieste più recenti del mercato del lavoro, il corso unisce a una solida formazione teorica una serie di occasioni pratiche di contatto con il mondo professionale: esercitazioni pratiche, laboratori e uno stage finale di almeno 300 ore .

 

Oh Happy Day! Salviamo lo spirito del Natale

NATALE 2020 Oh Happy Day! Salviamo lo spirito del Natale Mercoledì 16 dicembre sul grande palco social Unicatt lo spettacolo scritto e interpretato dai docenti Paolo Colombo e Chiara Continisio . Un viaggio fatto di parole, musica e immagini per ritrovare ciò che rende questa festa così speciale by VALENTINA STEFANI | 10 dicembre 2020 Natale, che cos’è il Natale? «Dovrebbe essere speranza, gioia, serenità, attesa trasparente del futuro, eccitazione infantile per ogni piccolo stupore possibile. È con questa riflessione che si apre Oh Happy Day! Storia e storie del Natale , una lezione spettacolo di e con Paolo Colombo e Chiara Continisio , docenti in Università Cattolica, che verrà trasmessa sui canali social Unicatt mercoledì 16 dicembre alle ore 19.30 . Un viaggio fatto di parole, musica e immagini per salvare lo spirito del Natale, soprattutto in quest’anno di pandemia e di distanziamento, dove il 25 dicembre rischia di diventare un incubo anche per gli “anti-natalisti”. I nostri docenti saliranno sul palco per parlarci di ciò che da sempre rende il Natale una festa speciale. Questa lezione – dice Chiara Continisio – fa parte del nostro progetto ‘ Storia &; Narrazione ’ che vuole raccontare la Grande Storia che si nasconde dentro le storie di tutti i giorni». “ Oh happy day! Storia e storie del Natale” di e con Paolo Colombo e Chiara Continisio mercoledì 16 dicembre ore 19.30 sui social Unicatt #natale Facebook Twitter Send by mail Print.

 

«Non abbiate paura dei dati, sono uno stimolo alla creatività»

COMUNICAZIONE «Non abbiate paura dei dati, sono uno stimolo alla creatività» Matteo Starri , Research &; Insight Director di We Are Social Italia è stato il primo ospite del ciclo “Gli scenari e le professioni della comunicazione”. Un appuntamento che si ripete da qualche anno e che permette ai giovani di entrare in contatto diretto con i professionisti del settore, approfondire temi specifici, capire come indirizzare il proprio percorso di stage o orientare le scelte lavorative. Lo ha ricordato Barbara Scifo , docente di Linguaggi e strumenti dei nuovi media, introducendo ai ragazzi l’ospite dell’incontro intitolato Comunicazione di marca e creatività: il ruolo dei dati nella branded digital communication. Proprio questa è l’espressione utilizzata da Starri per spiegare ai ragazzi l’approccio metodologico definito ‘social thinking’: «con il termine social non intendiamo Facebook, Instagram o Tik Tok – precisa – ma i rapporti sociali e le interazioni tra le persone». Abbiamo ‘sfruttato il dato’ – racconta Starri – il trend di visualizzazioni che continuava a crescere, lo abbiamo interpretato, abbiamo cercato di capire che cosa stesse succedendo, costruendoci sopra la nostra creatività». L’obiettivo, secondo Starri, è lavorare perché ci sia uno scambio valoriale forte fra i brand e le persone: «questa è la parte più stimolante, cercare di individuare dove il brand viene percepito come una componente interessante nella vita delle persone e non come la classica interruzione pubblicitaria». Quando siamo bravi – racconta – riusciamo a creare dei progetti che fanno parlare le persone tra di loro e quando lo siamo ancora di più, riusciamo addirittura a modificare alcuni comportamenti, con un impatto ampio sulla cultura».

 

Addio Pablito, bomber fragile di un'impresa impossibile

PAOLO ROSSI (1956-2020) Addio Pablito, bomber fragile di un'impresa impossibile «Sei gol valgono una vita lunga una settimana. Sei gol tracciano la parabola di un'estate che non tramonta e ci restituiscono il mito di un riscatto tanto clamoroso quanto inaspettato». Sul Sole 24 Ore il professor Giuseppe Lupo ricorda l'eroe di Spagna '82 10 dicembre 2020 di Giuseppe Lupo * Dicono che Enzo Bearzot conservasse l'abitudine, ricevuta dai tempi in cui frequentava il liceo, di leggere Plutarco, Strabone, Svetonio, Senofonte, Tacito e tanti altri storici greci e latini. Dicono che dalle pagine in cui si raccontavano le battaglie avesse tratto ispirazione per schierare la Nazionale italiana nei giorni gloriosi del Mondiale spagnolo nel 1982. C'erano tutti, ognuno con i compiti assegnati e non è difficile credere, visti i risultati ottenuti, che la fiducia, il rispetto, l'obbedienza concessa al loro supremo condottiero abbiano spinto all'impresa. Il problema non sta nei numeri, piuttosto nel paradosso della strategia studiata dal Vecio per fare di quel ragazzo dal piglio malinconico e l'aspetto dimesso, il meno appariscente degli undici, l'eroe di un'epopea omerica. Continua a leggere sul Sole 24 Ore * docente di Letteratura italiana moderna e contemporanea presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell'Università Cattolica #calcio #paolorossi Facebook Twitter Send by mail Print.

 

The Economy of Francesco è anche un business game

Piacenza The Economy of Francesco è anche un business game Cinquanta studenti del campus di Piacenza si sono sfidati a colpi di idee di marketing nell’Etichal Business Game per valorizzare l’Emporio solidale. Anche il marketing può aiutare la solidarietà a crescere, e lo hanno dimostrato gli otto gruppi di studenti di Food marketing e strategie commerciali (50 in tutto) che si sono sfidati a colpi di idee per lo sviluppo dell’Emporio solidale di Piacenza . I ragazzi sono stati stimolati a elaborare progetti per migliorare l’organizzazione e la comunicazione dell’Emporio (Challenge #1: il Retail Marketing dell’Emporio) e per sviluppare un’azione efficace di attrazione di fondi e personale (Challenge #2: Fund &; People Raising). Da una piccola analisi sul territorio sono emerse le leve su cui lavorare per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla challenge: migliorare le rotture di stock ed ottimizzare l'assortimento dei prodotti alimentari. Per il target aziende gli studenti hanno proposto due iniziative, "Adotta uno scaffale" e "Socio dell'Emporio", con l'obiettivo di creare un rapporto sinergico e di Win-Win con l'Emporio. Per i cittadini abbiamo lavorato su due fronti: la comunicazione online e la comunicazione offline, utilizzando il digitale per informare e sensibilizzare i donatori e organizzando eventi per coinvolgere i cittadini, con un’attenzione particolare per le scuole del territorio piacentino». Ci avete offerto - ha commentato Mario Idda presidente di Emporio solidale e Responsabile della Caritas Diocesana - un esempio di maturità, donare è dono sia per chi lo riceve che per chi lo produce.

 

La pace non è assenza di guerra ma presenza di giustizia

economy of francesco La pace non è assenza di guerra ma presenza di giustizia Un nuovo modello di sviluppo è possibile. La prospettiva di un nuovo modello di sviluppo che guardi al sociale e all’ambiente così come è stato auspicato dal Santo Padre richiede riflessioni e proposte sulla nostra concezione di economia. Di questo si è dibattuto nell’incontro “Peace economics and industrial reconversion: a recovery plan for the world” , apertosi con un’affermazione forte: la pace non è solo l’assenza di guerra, ma anche la presenza di vera giustizia. Questo è ben visibile proprio nel mercato internazionale degli armamenti che è ampiamente deregolato, ma che dovrebbe essere posto sotto il controllo di un organismo internazionale e indipendente. A ribadire il concetto che la pace sia un fenomeno complesso è proprio il primo relatore dell’evento, Juan Camillo Cardenas , docente all’Universidad de los Andes in Colombia: la pace non esiste quale entità a sé stante, ma è strettamente legata ai concetti di natura e bene comune. Per il professor Cardenas, questo punto costituisce la chiave di volta per spostarsi dal concetto di homo economicus a quello di uomo “nella terra”, ovvero immerso in una fitta rete di relazioni tra il suo comportamento e il contesto umano e ambientale che lo circonda. La più concreta manifestazione di un’economia che non contribuisce alla pace è il comparto dell’industria bellica: nel solo 2019 le spese militari mondiali hanno raggiunto la cifra di 2 trilioni di dollari, dei quali 72-73 miliardi per lo sviluppo di armi nucleari.

 

#Viciniadistanza, così le università italiane reagiscono alla crisi

COVID-19 #Viciniadistanza, così le università italiane reagiscono alla crisi Il mondo accademico del nostro Paese ha saputo adattarsi e affrontare l'emergenza Coronavirus: per tornare rinnovato, più forte e con più strumenti di prima. Il video della CRUI 24 aprile 2020 Gli atenei italiani non si sono piegati all'emergenza Coronavirus. E lo hanno dimostrato con una clip realizzata dalla CRUI , la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane , per dimostrare come il mondo accademico del nostro Paese, grazie alla didattica a distanza, ha saputo affrontare la crisi causata dalla pandemia. Perché l'università è una comunità sociale fatta di menti, di persone, di relazioni che si sono sapute adattare attingendo alla propria creatività con l'obbligo morale di continuare a essere una comunità. “Per continuare a stare vicini, a distanza. E tornare rinnovati, più forti di prima e con più strumenti di prima” #crui #coronavirus #covid-19 #ecatt Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Per Papa Francesco il mercato da solo non basta

Speciale "Fratelli tutti" Per Papa Francesco il mercato da solo non basta Uno speciale per approfondire la Fratelli tutti , la nuova Lettera sulla fraternità e l’amicizia sociale del papa argentino. Le voci di alcuni docenti dell’Ateneo sul documento che raccoglie il pensiero sociale di Jorge Mario Bergoglio. Parla Paolo Rizzi 04 novembre 2020 «Uno stile comunicativo caldo, in alcuni tratti persino poetico, come quando parla dell’importanza della comunicazione anche fisica, con i colori, con i sapori, col profumo». Ma anche «un documento che si innesta nella tradizione della dottrina sociale della chiesa ma che ha elementi di novità nella chiarezza con cui affronta temi come la guerra, la pena di morte, la difesa dei migranti». Così il professor professor Paolo Rizzi , docente di Economia applicata alla facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica, parla, nel suo podcast , della nuova enciclica di papa Francesco “ Fratelli tutti ”. Oltre al professor Paolo Rizzi, sulla Lettera sulla fraternità e l’amicizia sociale - la terza del papa argentino - abbiamo chiesto ad alcuni docenti dell’Università Cattolica di proporre un commento dal punto di vista della loro sensibilità e delle loro competenze. Dopo il video-commento introduttivo del vescovo monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo, ogni giorno una video-analisi o un podcast con le voci dei nostri esperti.

 

La pandemia non ferma il volontariato

Con il loro impegno, i volontari rinforzano la cultura della solidarietà e della partecipazione e contribuiscono a diffondere alcuni dei valori fondamentali come l’attenzione alla persona, la condivisione, l’impegno, il rispetto e il senso di responsabilità. Interverranno Domenico Simeone , direttore Cesvopas, e la proferssoressa Livia Cadei e sarà l’occasione per annunciare la ricerca “Volontariato giovanile ed emergenza sanitaria” per comprendere come l’emergenza sanitaria abbia impattato il volontariato dei giovani. Porteranno la loro testimonianza le associazioni presenti sul territorio e un gruppo di giovani volontari racconterà con quali modalità modalità e strategie abbiano messo in atto nel periodo complesso della pandemia, per destinare parte del loro tempo libero alla comunità. Il Centro Studi sul Volontariato e la Partecipazione Sociale (Cesvopas) lavora da anni sulla forte tradizione di volontariato della città. Esso vuole essere punto di riferimento per una lettura preparata e approfondita del fenomeno del volontariato che coinvolge tutte le generazioni e tutte le fasce sociali allo scopo di favorire l'espressione di bisogni manifesti, inespressi ed emergenti. Il Cesvopas svolge anche funzione di osservatorio di ciò che si muove nella realtà del territorio coniugando il rigore della ricerca e la sensibilità degli operatori sul campo. Tra gli obiettivi specifici: studiare i fenomeni sociali del volontariato, della partecipazione e della cittadinanza; disseminare le conoscenze a diversi tipi di pubblico, specialistico, istituzionale e allargato; stabilire relazioni di collaborazione con il terzo settore; diffondere presso la popolazione universitaria opportunità di formazione e volontariato.

 

Covid-19, diminuisce la pressione sui diversi settori assistenziali

All’8 dicembre 2020 - afferma il professor Americo Cicchetti , direttore dell'Altems – appare ridotto il numero di Regioni che hanno esaurito la capacità di posti letto aggiuntivi di terapia intensiva: sono, infatti, 10 le Regioni che, seppure con percentuali diverse, stanno attingendo al momento alla dotazione strutturale di questi posti letto. All’8 dicembre quindi considerando la dotazione delle Regioni pre-DL34 il 65,3% dei posti letto di terapia intensiva è occupato da pazienti Covid-19. Diminuisce anche l’occupazione dei posti letto in Area Non Critica, ovvero dei posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia. Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Dal report #24 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione della capacità extra in termini di posti letto di terapia intensiva. Queste regioni stanno, quindi, utilizzando la capacità strutturale di posti letto di terapia intensiva, ovvero quei posti letto che dovrebbero essere dedicati ai pazienti No-Covid-19. Dal report #28 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in Area Non Critica, ovvero dei posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia.

 

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