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Quando la pace scrive la storia

Quando la pace scrive la storia by Alessandro Socini | 18 marzo 2010 Non è solo la guerra a fare la storia, ma anche la pace. Secondo Alessandro Duce , docente di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Parma, i periodi successivi ai conflitti sono più lunghi e hanno molto di più da dire allo storico. Le fasi di decomposizione del sistema (guerre, attacchi, invasioni) sono sempre brevi ed estemporanee, mentre le fasi di stabilizzazione sono assai più lunghe e significative, soprattutto per vedere le strategie dei paesi vincenti – ha spiegato -. Tali fasi sono sempre regolate da coloro che hanno vinto e lo studio di congressi e accordi internazionali post bellici è fondamentale per comprendere appieno la logica e la ratio della storia seguente di questi paesi». Lo storico ha spiegato, poi, il paradosso della bomba atomica: «La più grande arma di pace è stata proprio l’atomica, la quale non ha permesso altri conflitti mondiali, poiché il costo sarebbe stato troppo elevato». Hiroshima e Nagasaki hanno in qualche modo cambiato la storia del mondo, anche in relazione alle ideologie: «Quando si parla di radicamenti delle idee, uno degli elementi che ha spinto il sistema mondiale ad andare in crisi e a frenarsi è stato proprio la bomba atomica». Alla domanda sull’eventualità che si vada verso un gioco a due tra Usa-Ue e Cina, il professor Duce ha risposto in modo netto: «Non vedo alcuna animosità negli equilibri attuali che porti a un gioco a due.

 

My Mentor sul campo di rugby

 

Public Policy, in mille a Milano

La conferenza è un’iniziativa dell’ Associazione internazionale di scienza politica (Ipsa) e delle altre organizzazioni mondiali delle discipline politologiche. I partecipanti, provenienti da tutti i continenti, sono riuniti per quattro giorni di intensi approfondimenti sulle principali tematiche e sfide che l’intervento pubblico si trova oggi ad affrontare nei vari contesti geografici e settoriali: dall’ambiente alla sanità, dall’amministrazione pubblica all’immigrazione. La conferenza è articolata in diverse sessioni parallele nel corso delle quali docenti universitari, ricercatori, esperti del settore e practitioners illustreranno i propri lavori scientifici. A queste si affiancheranno tre sessioni plenarie e tre tavole rotonde alle quali interverranno i massimi esperti mondiali in tema di politiche pubbliche, che forniranno occasioni di dialogo e confronto con alcuni rappresentanti del mondo politico. Tra questi Raffaele Cattaneo , presidente del Consiglio regionale della Lombardia, e Fabrizio Barca , già ministro per la coesione territoriale.

 

In rete per fare volontariato

Brescia In rete per fare volontariato Al via il progetto “VolontariaMente in rete” con cui la facoltà di Psicologia promuove l’inserimento dei propri studenti all’interno delle realtà associative della città. Numeri che si sposano con quei “3.838 enti non profit registrati a Brescia alla data 31 dicembre 2017, ovvero più del 14% del totale presente in Lombardia” come dichiarato dalla consigliera di CSV e terzo settore Margherita Rocco . Da questi dati l’Ateneo ha avviato la creazione del progetto che farà incontrare l’offerta degli studenti con la costante richiesta espressa da parte delle associazioni. Tutto ciò avverrà anche grazie alla presenza dei due tutor Alessandra Scollato , Psicologa di Comunita e Tutor degli studenti della Facolta di Psicologia e Federico Maffezzoni , laureato alla Cattolica in Psicologia degli interventi clinici nei contesti sociali. Ai due è affidato il compito di “essere punti di riferimento e indirizzare ogni partecipante verso la realtà più adatta, sia per in termini di competenze acquisite sia a livello di inclinazioni personali. L’effetto positivo sarà duplice secondo Silvia Bonizzoni , dirigente responsabile del Settore Servizi Sociali per la Persona, la Famiglia e la Comunita del Comune di Brescia. “Per gli studenti la possibilità di sperimentare sul campo le skills relazionali fondamentali per la futura professione, mentre per una città come la nostra, in cui l’80% dei servizi di prossimità è reso possibile grazie al volontariato, questo significa un’iniezione di nuove e fresche energie”.

 

Il “mostro di ferro” raccontato in tv

Milano Il “mostro di ferro” raccontato in tv La prima puntata del documentario “ L’Italia del treno ” in onda dal 22 ottobre è stata presentata agli studenti di Storia dei media del professor Massimo Scaglioni . by Agostino Picicco | 09 novembre 2018 Il treno e la ferrovia hanno segnato la storia d’Italia, comprensiva di costume e società. È questo il concetto di fondo emerso dalla “lezione speciale” nell’ambito del corso di Storia dei media del prof. Massimo Scaglioni del Ce.R.T.A. (Centro di ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi) nel quale è stata proiettata la prima puntata del documentario storico L’Italia del treno (in cinque puntate) in onda su History Channel . E cosi, racconta il video, l’avvento del treno come mezzo di trasporto interviene sull’urbanistica modellando le città con un nuovo centro, le stazioni. E anche a livello sociale cambiano i colori dell’abbigliamento a causa del “nerofumo” del treno a vapore e viene introdotto il sugo di pomodoro, più facile da trasportare, per realizzare il piatto più famoso del mondo. A trasformarsi è anche la circolazione delle notizie, facilitate da lettere e telegrammi: treno e telegrafo agiscono su spazio e tempo, accorciandoli.

 

Marketing, la sfida è glocal

alumni Marketing, la sfida è glocal Parola di Federica Ceretti , Global Digital Account Manager per Hearst Digital Media Global, il gruppo che pubblica periodici come “Elle” e “Marie Claire”. Interverrà a Engaging the reader giovedì 15 novembre nell’ambito della kermesse milanese di Bookcity 12 novembre 2018 Gestire la produzione e la distribuzione di contenuti editoriali in partnership con brand di alto livello su scala globale. È il lavoro di Federica Ceretti , che, dopo la laurea in Economia all’Università Cattolica ed essere stata Account Manager del Media Arts Lab di Apple, è ora Global Digital Account Manager per Hearst Digital Media Global . Attualmente il mio incarico a Londra è di gestire tutta la produzione e distribuzione di contenuti editoriali in partnership con brand di alto livello su scala globale» racconta. In particolare modo mi occupo di assistere il team internazionale con sede a Milano nel processo di educazione dei grandi brand italiani (soprattutto le case di moda) relativamente alle potenzialità che Hearst offre a livello di contenuti digitali nel mondo». Qual è il grado di complessità di questo compito? «La sfida è pensare locale ma agire globale. Avere uno sguardo internazionale sembra essere uno dei caratteri distintivi delle nuove professioni e ancor più nel settore dei contenuti e dell’intrattenimento, tra carta, digitale, moltiplicazione dei formati sempre più destinato a varcare i confini nazionali.

 

SSN, quarant'anni dopo

Roma SSN, quarant'anni dopo Un convegno promosso dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) dell’Ateneo ha fatto un bilancio dei primi 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale, analizzando le sfide che la sanità italiana è chiamata ad affrontare in futuro. by Federica Mancinelli | 12 novembre 2018 “A 40 anni dalla legge 833 del 1978: le sfide per la sanità e la salute” è il titolo del convegno che si è svolto lo scorso 9 novembre nella sede di Roma dell’Università Cattolica, in occasione del quarantesimo anniversario dell’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. Il convegno è stato aperto da Domenico Bodega, Preside della Facoltà di Economia all’Università Cattolica, e Americo Cicchetti, Direttore dell’ALTEMS. “Il convegno – ha affermato Vincenzo Antonelli, coordinatore del Master - coinvolgendo qualificati esponenti del mondo accademico e delle istituzioni, intende non solo fare un bilancio dei primi 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale, ma soprattutto prospettare ed approfondire le sfide che la sanità italiana è chiamata ad affrontare nel futuro. Tali sfide vanno dalla riorganizzazione delle aziende sanitarie al riassetto dell’assistenza primaria, da un nuovo ruolo dei privati alla dimensione internazionale ed europea dell’assistenza sanitaria, dalle ricadute delle nuove tecnologie sulla sanità al ripensamento della relazione terapeutica medico-paziente”.

 

Horizon, 100 mld per la ricerca

Ateneo Horizon, 100 mld per la ricerca A tanto ammonta il budget del programma quadro europeo per il quinquennio 2020-2025. A Bruxelles la presentazione delle modalità di allocazione delle risorse del nuovo bando e un confronto sul rapporto tra ricerca di base e ricerca industriale. Tra il pubblico erano presenti più di 20 rettori, numerosi direttori di Servizi ricerca, esponenti della Commissione europea e del Parlamento. A rappresentare la Cattolica, la Direzione ricerca e l’ Ufficio di rappresentanza di Ateneo a Bruxelles , che sarà la sede a dicembre dell’incontro di tutte le istituzioni che partecipano a UniLION. L’evento del 17, che si è svolto a porte chiuse al Parlamento Europeo, ha visto quali relatori il parlamentare europeo Dan Nica , Rapporteur sulle regole e la partecipazione a Horizon Europe e futuro membro della prossima Presidenza rumena del Parlamento, e Julia Prikoszovits , membro dell’attuale Presidenza austriaca. I temi trattati hanno riguardato principalmente le politiche della ricerca, i rapporti tra Ricerca di base e Ricerca industriale, l’importanza dell’impatto sociale ed economico della Ricerca nonché le priorità tematiche. Agli incontri ha fatto seguito una intensa attività di networking che ha aiutato ad individuare e approfondire diversi campi di collaborazione tra le istituzioni.

 

Brasile, dalla parte degli ultimi

Charity Work Program Brasile, dalla parte degli ultimi Anna e Arianna , di Psicologia, hanno svolto il loro Charity Work Program a Casa Familia Rosetta, un centro che si occupa del supporto psicologico e del reinserimento sociale di tossicodipendenti e bambini con disabilità fisiche e mentali. novembre 2018 di Arianna Antonelli e Anna Mazza * Se non fosse per il motore di ricerca lo staremmo ancora cercando sul mappamondo: “Porto Velho: capitale della Rondonia”. Pensando al Brasile vengono subito in mente le spiagge di Rio de Janeiro, il Corcovado con l’imponente statua del Cristo Redentore, i moderni grattacieli di San Paolo e le strade invase da ballerini di Samba o Capoeira. Il paesaggio che ci ha accompagnato nelle nostre quattro settimane di Charity Program è completamente diverso, ma altrettanto suggestivo. Tutto questo è però un Paese che, accanto alle sue naturali bellezze, porta sulle spalle una grave crisi politico-economica e numerosi episodi di violenza e corruzione. L’associazione Casa Familia Rosetta, dove abbiamo svolto la nostra esperienza, lavora proprio per dare una risposta alle urgenze di tale contesto, occupandosi in particolare del supporto psicologico e del reinserimento sociale di soggetti tossicodipendenti e bambini con disabilità fisiche e mentali. Gli studenti beneficiano della possibilità di vivere un'esperienza di volontariato internazionale in strutture situate in Paesi Emergenti e in via di Sviluppo.

 

Assoreti, 20mila euro in borse di studio

MILANO Assoreti, 20mila euro in borse di studio A tanto ammonta il valore dei premi messi a disposizione degli studenti di Economia più meritevoli dall’Associazione delle Società per la Consulenza agli Investimenti. Il riconoscimento rientra nell’ambito di una convenzione stipulata nel 2015 tra Università Cattolica e Assoreti - che ha portato al conferimento di tre borse di studio - e poi rinnovata nell’ anno accademico 2017/2018 , mettendo in palio ulteriori sette premi economici per un totale di 28mila euro. L’accordo, insieme all’assegnazione di borse di studio, prevede di agevolare l’inserimento dei giovani talentuosi nel mondo professionale grazie all’attivazione di tirocini formativi in società associate ad Assoreti. Tra i requisiti richiesti per vincere la borsa di studio: essere iscritti al secondo anno in corso della laurea magistrale in Management per l’impresa, aver indicato nel piano di studi gli insegnamenti di Risk Management e di Private Banking , conseguire uno stage aziendale in una delle associate Assoreti. L’attività che il consulente finanziario svolge quotidianamente richiede specifici requisiti di conoscenza e competenza espressione di consolidata professionalità che gli permettono di comprendere gli obiettivi, le esperienze e le esigenze dei clienti investitori, instaurando una relazione di fiducia che privilegia il “contatto umano”. Ci auguriamo, pertanto, che la convenzione con Assoreti apra in futuro la possibilità a diversi studenti del nostro Ateneo di entrare in contatto con questa realtà offrendogli la possibilità di mettere la loro preparazione al servizio degli intermediari operanti nel settore». Al dibattito sono intervenuti alcuni esponenti di associate Assoreti, tra cui Marta Cozzi , Sviluppo Professionale & Training Pfa - Human Resources di FinecoBank, Luca Iandimarino , Responsabile Investment Center di Bnl-Bnp Paribas - Life Banker, Paolo Lecco , Marketing e Vendite Gruppo Fideuram, Alberto Romano , Senior Executive Manager Recruiting di Banca Mediolanum.

 

Osservatorio Cpi: quando il debito fa male

MILANO Osservatorio Cpi: quando il debito fa male Il problema vero è quando cresce più rapidamente del Pil, che misura quanto viene prodotto in un anno dal Paese. Il problema è quando cresce più rapidamente della dimensione dell’economia, cioè del Pil che misura quanto viene prodotto in un anno dal Paese». Il debito pubblico è costituito dalla somma di tutti i prestiti che lo Stato ha contratto in passato e che ancora sono in essere» spiega Cottarelli. Come si è formato un debito pubblico così massiccio nel nostro Paese? «Il debito si forma perché lo Stato non ha abbastanza entrate per coprire le proprie spese, cioè quando ha un deficit. Bisogna preoccuparsi quando cresce troppo? «No, il problema è quando cresce più rapidamente della dimensione dell’economia, cioè del Pil che misura quanto viene prodotto in un anno dal Paese». Come è successo in Italia… «Sì, il rapporto tra debito pubblico e Pil è cresciuto negli anni ’70 e ’80 perché si era aperto un grosso divario tra spese pubbliche, che crescevano, ed entrate pubbliche, che non erano state alzate in tandem con la crescita della spesa. Che cosa indica e quanto conta il rapporto debito pubblico/Pil per la crescita del Paese? «Più è alto il debito pubblico più cresce il rischio che lo Stato non sia in grado di ripagare chi gli ha prestato soldi.

 

La carezza del dottore

Charity Work Program La carezza del dottore Anna, avendo appena finito il terzo anno di Medicine and Surgery , temeva di non potersi rendere utile al Benedict Medical Center di Kampala cui era stata destinata ma ha capito che anche un solo sorriso è una cura per chi soffre. ottobre 2018 di Anna Quagliariello * Il mese trascorso in Uganda mi ha arricchito molto dal punto di vista professionale e, soprattutto, sotto il profilo umano. Mi ha dato l’opportunità di assistere a procedure mediche che non avevo mai visto prima e di affiancare infermiere e medici locali nel loro lavoro quotidiano. Avendo appena finito il terzo anno, ero consapevole che le mie conoscenze fossero piuttosto limitate e temevo di non avere i mezzi per rendermi utile. Ho capito, invece, che a volte basta un sorriso, una parola di conforto o una carezza per stare vicino a chi soffre. Kampala è una città caotica e disordinata ma in grado di regalare emozioni forti: mi tornano in mente gli odori intensi, i colori sgargianti delle stoffe, il rumore dei motorini che sfrecciano in tutte le direzioni, il rosso della terra e i bambini che giocano scalzi per strada. Gli studenti beneficiano della possibilità di vivere un'esperienza di volontariato internazionale in strutture situate in Paesi Emergenti e in via di Sviluppo.

 

L’ospedale? Una scuola sul campo

Charity Work Program L’ospedale? Una scuola sul campo Al Benedict Medical Centre mancano i mezzi, ma ci sono medici che non sono solo professionisti, sono amici, sono confidenti, nei quali i pazienti e noi studentesse, abbiamo trovato una guida. ottobre 2018 di Francesca Albanesi * Quando sono atterrata a Entebbe i colori sono stati la prima cosa a avermi colpita: il rosso della terra, il verde delle piante. L’Uganda, il BMC, sono stati i luoghi in cui ho vissuto una delle esperienze più belle, forse la più assurda finora, della mia vita. Ma ci sono medici che non sono solo professionisti, sono amici, sono confidenti, nei quali i pazienti e noi studentesse, abbiamo trovato una guida. Persone che mi hanno fatta sentire a casa, accolta, persone che porto nel cuore e spero di poter rivedere un giorno. Ho imparato a accontentarmi, a fare a meno di molte cose, ho imparato a essere felice solo per il sorriso delle mie compagne di viaggio e delle persone che mi circondavano. Le parole per descrivere tutto ciò sono difficili da trovare, sicuramente le fotografie possono raccontare meglio questo viaggio, e il mio augurio a chiunque mi legga è: andate.

 

C’è un po’ di Cattolica a Matera

ALUMNI C’è un po’ di Cattolica a Matera Paolo Verri , direttore generale della Fondazione che cura il progetto della capitale europea della cultura 2019, è laureato nel nostro Ateneo. Che cosa cambierà per la città dei sassi, dal 1993 patrimonio mondiale Unesco? A raccontarlo in prima persona è Paolo Verri (qui sopra la nostra intervista) . Parlo di 83 realizzazioni tutte partecipate e prodotte con partner europei: una grande occasione per una piccola cittadina del Sud che negli ultimi 25 anni è diventata patrimonio Unesco, centro cinematografico internazionale e paradigma di un nuovo modo di guardare alla cultura e al turismo». Oltre 2.000 musicisti che, nella cerimonia inaugurale, dalle 11 del mattino a notte fonda allieteranno le strade della città lucana che si trasformerà nell’Europa della musica e dei popoli – ha anticipato il direttore di Matera 2019 –. Quattro mostre principali in programma dal 20 gennaio al 19 dicembre che, come un grande libro di quattro capitoli, racconteranno la storia di tutte le città in pietra fino ad arrivare al futuro dell’umanità con la definizione di Antropocene. Restituire, collaborare, conoscere, sviluppare insieme : queste le quattro parole chiave alla base delle proposte culturali che coinvolgono diversi attori, in primis gli oltre 600 studenti provenienti dalla Basilicata iscritti a percorsi di laurea dell’Università Cattolica. Per Matera, viceversa, avere un partner di tale portata rappresenta una grande opportunità, se vuole essere protagonista di un progetto a lungo termine e attestarsi come hub fondamentale della cultura contemporanea».

 

Medicina, doppia laurea con Filadelfia

Roma Medicina, doppia laurea con Filadelfia Quella tra Università Cattolica-Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS insieme alla Jefferson University è la prima esperienza italiana di “double degree” per una laurea in Medicina e Chirurgia riconosciuta nei Paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti. Grazie a questa intesa i due Atenei attiveranno, oltre al Doppio titolo, uno scambio di studenti dei rispettivi corsi di laurea in Medicina e chirurgia per esperienze cliniche della durata di un mese (Clinical Rotation) o per periodi di ricerca fino a due mesi (Research Rotation). medicina #doubledegree #jefferson #ricerca Facebook Twitter Send by mail L'ACCORDO Il programma prevede una fase preliminare, che porterà gli studenti coinvolti fino al conseguimento del titolo di Bachelor of Science erogato da Jefferson. Alla fine del terzo anno, infine, gli studenti potranno candidarsi per proseguire gli studi presso la Jefferson dove completeranno il corso di MD presso il ‘Sidney Kimmel Medical College’ per poi tornare nuovamente in Cattolica per concludere gli studi e conseguire la Laurea italiana. Il secondo pilastro dell’accordo riguarda l’attività di ricerca e prevede l’elaborazione di un Programma di Ricerca congiunto tra i due Atenei e la Fondazione Policlinico Univesritario Agostino Gemelli IRCCS. Il programma di ricerca congiunta prevede di esplorare opportunità di cooperazione che includano ogni tipologia di ricerca che generi diritti di brevetto, copyright e altri diritti di proprietà intellettuale. Jefferson si colloca alla posizione 379 nel ranking Shanghai a livello mondiale, pertanto è comprovato il valore sia della produzione scientifica (numero di pubblicazioni) sia della qualità delle pubblicazioni (numero di citazioni) ( http://www.jefferson.edu/ ).

 

Santucci e il servizio della parola

MILANO Santucci e il servizio della parola In una stagione culturale che dava spazio di preferenza alla rappresentazione della crisi e del negativo fu autentico «testimone della gioia». A darne testimonianza è il convegno celebrativo del centenario organizzato dal Centro di ricerca “Letteratura e cultura dell’Italia unita” dell’Università Cattolica e dal Centro nazionale di studi manzoniani dal titolo Il testimone della gioia. Laureato all’Università Cattolica, allievo di Mario Apollonio, Santucci è stato un autore prolifico, che ha spaziato dalla letteratura per l’infanzia al romanzo, dal teatro alla poesia e fino alla saggistica. In una stagione culturale che dava spazio di preferenza alla rappresentazione della crisi e del negativo fu autentico «testimone della gioia». Ad analizzare il pensiero e le varie sfaccettature della poetica e della narrativa di Luigi Santucci interverranno docenti dell’Università Cattolica e di altri atenei, giornalisti e rappresentanti di istituzioni culturali. Dopo la seconda guerra mondiale approfondì la sua vena narrativa con brevi testi di riflessioni e con il primo romanzo In Australia con mio nonno vincitore del premio Mondadori (1947) salutato dalla critica come prova di uno «scrittore nuovo, dotato di vivace carica satirica e grottesca». Sempre mercoledì 7 novembre, alle ore 21, al Teatro Franco Parenti è stata organizzata una serata in ricordo di Luigi Santucci, nel corso della quale saranno letti brani tratti dalla sua opera più famosa Il velocifero, da poco riproposto negli Oscar Mondadori.

 

Il contributo di Altems al SSN

Roma Il contributo di Altems al SSN L’intervento del Sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi al centro dell'Open Evening dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica, l'evento annuale di presentazione dell'offerta formativa. by Federica Mancinelli | 06 novembre 2018 «La sostenibilità è un impegno congiunto di tutte le istituzioni che operano nella Sanità. In realtà i finanziamenti non sono insufficienti, ma troppi sono ancora gli sprechi, le duplicazioni. Sono onorato di prendere la parola in questo contesto - ha detto il professor Bartolazzi nel saluto ai presenti - e mi congratulo per l’interdisciplinarietà di questa Alta Scuola. Il tema di cui parliamo stasera impegna il ministero della Salute a tutto campo. A distanza di quarant’anni dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, il panorama è profondamente cambiato, anzitutto dal punto di vista demografico, con l’aumento della speranza di vita per tutti, grazie a migliori stili di vita e ai progressi della scienza medica». A seguire si è aperto il dibattito, moderato dal giornalista Roberto Iadicicco, al quale hanno partecipato Roberto Bernabei, direttore del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, e il preside Rocco Bellantone .

 

Giurisprudenza, quattro nuovi profili

MILANO Giurisprudenza, quattro nuovi profili La laurea triennale in “Servizi giuridici” cambia architettura per l’anno accademico in corso, proponendo nuovi percorsi dedicati alle attuali sfide del mercato del lavoro, tra cui la protezione dei dati in rete e della privacy. L’uso della Rete, oltre a modificare le nostre abitudini quotidiane, ha aperto innumerevoli problemi che non di rado la letteratura scientifica qualifica in termini di «rivoluzione» senza precedenti. Questioni che richiedono nuove competenze in campo giuridico, toccando da vicino l’intera filiera della formazione e della conservazione dei dati, del trasferimento e dell’eventuale eliminazione dei diversi contenuti reperibili nel cyberspazio. Con l’obiettivo di rispondere alle attuali sfide la facoltà di Giurisprudenza ha avviato per l’anno accademico 2018-2019 una nuova architettura della laurea triennale in Servizi Giuridici , con la finalità di migliorare il raccordo tra contesto produttivo e formazione post-laurea. Si tratta di profili studiati e suggeriti per sbocchi professionali già affermati o in fase di emersione, che possono idealmente completarsi con master e corsi di perfezionamento in parte già attivi all’interno dell’Ateneo. Tra gli insegnamenti caratterizzanti di nuova attivazione, che possono essere scelti come complementari anche dagli studenti iscritti alla laurea magistrale, si segnalano in particolare quelli riguardanti il Diritto della privacy , la Sicurezza dell’informazione e il Processo telematico . Ma quali sono le ricadute, a livello giuridico, delle trasformazioni che attraversano la rete? Con il passaggio dal Web 1.0 al Web 2.0 si fa riferimento alla trasformazione della cosiddetta rete libera nella cosiddetta rete sociale rappresentata dai Social Network (Facebook, Twitter, Instagram, Linkedin, per citare quelli più utilizzati).

 

Piacenza, nuova linea a Mensa.7

ristorazione Piacenza, nuova linea a Mensa.7 Uno spazio funzionale con una capacità di circa novanta posti a sedere e col self service che, oltre all’offerta tradizionale della Sala Pioppo e della Sala Acero, propone piatti originali particolarmente pensati per il pubblico di riferimento. ottobre 2018 Apre agli studenti la Sala Frassino , una nuova struttura ristorativa dedicata agli studenti della sede di Piacenza, situata all’interno di Mensa 7, al piano terra dell’edificio che ospita il Collegio S. Isidoro. Si tratta di uno spazio funzionale con una capacità di circa novanta posti a sedere e con una nuova linea self service che, oltre all’offerta tradizionale della Sala Pioppo e della Sala Acero, propone piatti originali particolarmente pensati per il pubblico di riferimento. Le tre sale di ristorazione della sede di Piacenza si trovano tutte presso il Collegio S. Isidoro, di fianco alle strutture universitarie. Il servizio è gestito direttamente da Educatt, che ha pensato a menù che rispecchino la tradizione culinaria emiliana, proponendo anche piatti tipici locali, pur nel rispetto di una dieta adatta a giovani studenti. L’intero complesso di Mensa 7 è stato recentemente ristrutturato e comprende ambienti luminosi e gradevoli con blocchi di seduta colorati e un sistema di aria condizionata. Completano l’offerta ristorativa degli studenti di Piacenza il Bar dell’Università all’interno del Campus e il Cafè, un punto di ritrovo per colazioni, spuntini e aperitivi.

 

Al Cairo a studiare arabo

ottobre 2018 La prima cosa che mi ha colpito appena arrivate al Cairo è stata la quantità di gente presente sulle strade, a piedi o sui mezzi, e le regole stradali assenti. All’inizio i giorni sembravano non passare, ma poi ho conosciuto quelli che non erano solo dei professori, ma si sono rivelati anche degli amici, che ti sembra di conoscere da sempre. La sento anche adesso tutti i giorni, dal buongiorno alla buonanotte, perché il rapporto che si è istaurato, sia con Nadia che con Emad, va oltre la distanza. Come tutte le persone che ho conosciuto al Cairo è stato molto disponibile e abbiamo avuto l’opportunità di fare un’ora di lezione con lui in lingua araba. Tra i ricordi più belli, c’è un bambino, che ha passato tutta la giornata con noi accompagnato dalla madre e dal fratello, con un sorriso enorme, il bambino più felice del mondo; felice di accompagnarci a conoscere la sua cultura e la sua religione nella loro purezza e integrità. Chiudo con un pensiero per le mie compagne di viaggio, un gruppo di 17 studentesse molto unito; mi sono divertita molto con loro tra viaggi in pullmino, tra i nostri amati pranzi da 0,60 , tra le varie gite o le sere passate in hotel. Anna Tallon * 21 anni, di Bregnano (Co), secondo anno del corso di laurea triennale in Scienze Linguistiche, profilo in Esperto linguistico d’impresa, facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere, campus di Milano #postcard Facebook Twitter Send by mail.

 

L’editore geniale di Elena Ferrante

milano L’editore geniale di Elena Ferrante Sandro Ferri , editore di Edizioni E/O , ha accompagnato il successo mondiale della scrittrice, con romanzi tradotti in 40 lingue, approdo al cinema e sul piccolo schermo. Sarà in Cattolica il 15 novembre per Engaging The Reader 2018 nell’ambito di Bookcity 07 novembre 2018 di Paola di Giampaolo È stato tradotto in quasi 40 lingue, con 10milioni di copie vendute ed è approdato nei cinema italiani dove i primi episodi della serie in pochi giorni di programmazione hanno battuto anche Gli Incredibili. Eppure, quando abbiamo pubblicato il suo primo romanzo nel 1992, L’amore molesto, ne abbiamo vendute poco più di duemila copie» racconta Sandro Ferri , editore di Edizioni E/O. «Questo per dire che il successo enorme dell’autrice viene da molto lontano, più di 25 anni. Ovviamente non potevamo prevedere che molti anni dopo i quattro volumi dell’Amica geniale avrebbero venduto nel mondo oltre dieci milioni di copie. L’amica geniale e i tre romanzi che lo hanno seguito sono al tempo stesso romanzi di formazione, quella parallela di due amiche, romanzi corali che danno voce alle storie di personaggi molto diversi. Pubblichiamo molti autori di varie nazioni che traduciamo in inglese, ma anche scrittori e scrittrici di lingua inglese. editoria #elenaferrante #libri #letteratura Facebook Twitter Send by mail ENGAGING THE READER Sandro Ferri , editore di Edizioni E/O , sarà giovedì 15 novembre in Università Cattolica a Engaging The Reader 2018 nell’ambito di Bookcity .

 

L’esperienza di sentirsi diversi

Charity Work Program L’esperienza di sentirsi diversi «Bambini dolcissimi, credenze vive e una cultura pulsante mi hanno permesso di entrare nel vivo del mio Charity Work Program in Bolivia». Bambini dolcissimi, credenze vive e una cultura pulsante mi hanno permesso di entrare nel vivo di questa incredibile esperienza. Io e la mia compagna di viaggio di giorno lavoravamo al Centro Riabilitativo Mario Parma e soggiornavamo nella parrocchia di Munaypata. La vita parrocchiale è stata molto attiva e ci ha permesso di non limitare la nostra esperienza unicamente al lavoro da svolgere al Centro ma di frequentare attivamente anche la mensa dei bambini, conoscendo le parrocchie vicine, il collegio di bambini accanto alla nostra abitazione e l’asilo delle hermanas. Penso che questo genere di situazioni non possano che aiutare una persona, nutrirla dall’interno e smuovere qualcosa che ti cambierà per sempre. Grazie anche alla parrocchia e alla sua atmosfera di festa, che ci ha permesso di sentirci come a casa. Gli studenti beneficiano della possibilità di vivere un'esperienza di volontariato internazionale in strutture situate in Paesi Emergenti e in via di Sviluppo.

 

Annalisa, un Erasmus in corsia

ucsc international Annalisa, un Erasmus in corsia La studentessa di Medicina ha trascorso gran parte del suo progetto a Cardiff nell’ospedale universitario del Galles, imparando sul campo i segreti dell’arte medica, fatta di conoscenze specialistiche ma anche di attenzione al paziente. Archiviate le normali apprensioni iniziali, fin da subito mi sono sentita accolta sia dai colleghi inglesi, sia dagli altri ragazzi Erasmus che ho incontrato i primi giorni e con cui è nato un bellissimo rapporto. Inizialmente questo atteggiamento mi ha spaventata perché non ero abituata ad avere un ruolo così attivo all’interno di un reparto, mi sembrava quasi “surreale” che chiedessero a me di andare a visitare i pazienti, scrivere in cartella e riferire loro quanto appreso nel colloquio. Ho trascorso il primo mese nell’ospedale pediatrico e, grazie alla dedizione dei medici e di tutto il personale sanitario che mi hanno seguita giorno dopo giorno, ho iniziato ad acquisire sempre più sicurezza e autonomia nell’ambito diagnostico-terapeutico, ma soprattutto ho avuto modo di sviluppare le cosiddette “communication skills”. Ciò che mi ha sorpreso fin da subito, infatti, è stata l’attenzione degli operatori sanitari per il malato nella sua interezza, attenzione che cercano costantemente di insegnare agli studenti dedicando anche lezioni apposite in cui vengono inscenati casi clinici e lo studente deve interagire con degli attori. Ho imparato, dunque, che è davvero importante comunicare col paziente, ascoltarlo e condividere con lui anche parte di sé in modo tale che egli si senta protagonista del percorso di cura. Durante il tirocinio a ginecologia, svoltosi il mese seguente, sono rimasta piacevolmente colpita dall’organizzazione capillare dei servizi forniti alla donna, in particolare dall’ambulatorio dedicato alla visita delle gravide con problemi mentali e dalle cliniche che accolgono e ascoltano donne vittime di abusi e violenze.

 

L’Ateneo al Sinodo dei giovani

Ateneo L’Ateneo al Sinodo dei giovani L’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e il professor Giuseppe Colombo hanno consegnato nelle mani del Papa il libro che raccoglie il contributo di studenti e professori per l’assemblea sinodale in programma dal 3 al 28 ottobre. Il libro, pubblicato da Educatt, è stato consegnato nelle mani del Papa , lo scorso 26 settembre, al termine dell’Udienza generale del mercoledì, dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori e dal curatore professor Giuseppe Colombo (nella foto in alto) . In particolare, come scrive il rettore Franco Anelli nell’introduzione, «quell’annuncio invitava ognuno a farsi carico personalmente delle domande e delle sfide che oggi segnano la vita delle nuove generazioni». L’insieme delle disponibilità individuali sono confluite in un lavoro condiviso, che ha condotto a chiedersi chi sono e cosa desiderano, realmente e al di là di ogni stereotipo, i ragazzi e le ragazze del nostro tempo. Quello compiuto è stato dunque un cammino fruttuoso e animato dalla volontà di far emergere, senza filtri o edulcorazioni, le aspettative e, nello stesso tempo, i timori e le speranze delle nuove generazioni» scrive ancora il Rettore nell’introduzione al volume. Un percorso di conoscenza, anzitutto sul piano umano, coerente con la tradizione e lo stile dell’Ateneo, dato che la Cattolica, ponendosi costantemente al servizio della Chiesa nel suo incedere nel mondo reale, non si è mai concepita come un’enclave separata dal proprio tempo e dalla storia». Tra queste il superamento delle ingiustizie e delle povertà, la mobilità umana e il contrasto alla cultura dello scarto, la questione della “casa comune” e dell’ambiente, le nuove frontiere dello sviluppo biologico e tecnologico, assieme a molti altri temi di stringente attualità».

 

Scrivere una storia per riscriverla

ottobre 2018 di Erica Gallesi* Dieci sconosciuti, accumunati dalla passione per lo storytelling si ritrovano nella sala conferenze del caratteristico Hotel Dolonne di Courmayeur per assistere alla lezione di presentazione della prima settimana di Summer School Cinema Internazionale . L’opportunità che ci è stata data dall’Università Cattolica grazie al finanziamento vinto con il bando della Siae “Sillumina”, rivolto a progetti di formazione artistica per giovani autori italiani. Cinque di noi partecipano come autori, portando un proprio progetto di lungometraggio o serie tv che è stato selezionato da una giuria di qualità; gli altri cinque intervengono come editor e lavoreranno insieme agli autori sui progetti selezionati. Innanzitutto, è organizzata in collaborazione con la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e ora si compone di due sessioni, ciascuna di una settimana: una a Courmayeur in giugno, la seconda a Rimini in settembre. Nel 2016 avevo avuto la fortuna di poter partecipare come editor a una precedente edizione della Summer School organizzata dall’Almed a Torchiara, nel Cilento, e lì ho capito cosa volessi fare una volta terminata l’università: la sceneggiatrice. Masters of Florence , coproduzione Rai-Netflix; Roberto Jannone , autore, regista e producer di Telemilano e poi Canale 5 e Luisa Cotta Ramosino , sceneggiatrice e creative producer di numerosi e importanti progetti nazionali e internazionali ( Distretto di polizia , Medici, Master of Florence …). Abbiamo imparato davvero molto e i nostri soggetti sono maturati grazie alle due settimane di Summer School: sicuramente c’è ancora tanto da imparare, ma è stata un’ottima occasione di crescita che, si spera, porterà ulteriori buoni frutti.

 

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