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Comunicazione, la rivoluzione del digitale

Come quelle che hanno dimostrato di avere sei studenti del master in Digital Communications Specialist che sono stati fra i nove finalisti di Twitter4Uni con i loro progetti creativi. Sotto la guida di Paolo Iabichino , Chief Creative Officer di Group Ogilvy &; Mather Italy e docente di Tecniche di Creatività al master, hanno ideato diversi progetti, due dei quali sono stati selezionati fra i progetti finalisti. A “ Dolomitwt ” hanno lavorato Andrea Aramini, Luca Oggioni e Margherita Sabbi , che hanno pensato a un servizio utile agli appassionati di sci e snowboard mirato a fornire attraverso Twitter informazioni su meteo, mappe e percorsi ma anche a dare possibilità di acquistare i biglietti attraverso i social network. Il corso di “Tecniche di creatività” in particolare ci ha aperto nuovi modi di pensare e ideare una strategia di comunicazione vincente e che avesse al centro il “racconto di una storia”. Paolo Iabichino ci ha ispirato profondamente sia nel suo ruolo di docente che in quello di direttore creativo di una delle agenzie di comunicazione più importanti al mondo». Oggi siamo chiamati a dotarci di una nuova sensibilità verso i nostri interlocutori ed è bello sapere che anche una materia così impalpabile possa trovare spazio all’interno di un master dedicato a formare i nuovi professionisti della comunicazione digitale” conclude Iabichino. Il master ha come obiettivo la formazione di figure professionali con un elevato grado di specializzazione, capaci di operare sul fronte della comunicazione digitale all’interno di agenzie e aziende, anche in una dimensione internazionale.

 

Sociologia, nuove parole per raccontare nuovi fenomeni

MILANO Sociologia, nuove parole per raccontare nuovi fenomeni Giovedì 4 luglio in Cattolica la prima giornata del convegno annuale della Società Scientifica Italiana -Sociologia, Cultura, Comunicazione. luglio 2019 “La sociologia deve trovare nuove parole per raccontare nuovi fenomeni”. Arriva da un filosofo, Cosimo Accoto , la sfida per i sociologi che si sono riuniti in Cattolica giovedì 4 luglio per la prima giornata del secondo convegno annuale della Società Scientifica Italiana -Sociologia, Cultura, Comunicazione. L’edizione 2019, ospitata dalla Cattolica, ha subito messo in chiaro il difficile compito della sociologia, alle prese con un mondo in continua evoluzione. Accoto, Research Affiliate al MIT di Boston, ha posto l’accento soprattutto sulle nuove frontiere della rivoluzione digitale: «Lo stimolo per la sociologia è andare oltre lo studio delle relazioni tra gli individui. Quotidianamente interroghiamo i dispositivi elettronici e se, per il momento, il rapporto è di domanda-risposta non è lontano il momento in cui le macchine eseguiranno ordini senza lo stimolo umano. E la sfida generazionale è anche una sfida educativa come sottolineato dal prof. Pier Cesare Rivoltella che ha ricordato come troppo spesso, anche tra gli stessi assistenti socio-sanitari, ci si approcci al mondo dell’adolescenza secondo schemi vecchi ormai superati #comunicazione #sociologia #digitale #rete Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Al lavoro tra libri, web e serie tv

master Al lavoro tra libri, web e serie tv Parte a novembre la seconda edizione del master BookTelling per imparare a comunicare, promuovere e vendere contenuti editoriali. Iscrizioni entro il 3 ottobre 11 settembre 2019 Duecento nuovi titoli pubblicati ogni giorno, quasi 5.000 editori attivi: l’editoria libraria in Italia è un settore ricco di offerta, il primo comparto dell’industria culturale, ma ancora troppi libri non arrivano al lettore. Professionisti che la nuova legge sulla promozione del libro approvata dalla Camera potrebbe rendere ancora più richiesti: se la riduzione del prezzo potrà incidere sempre meno nell’incoraggiare gli acquisti, sarà sempre più necessario trovare nuove vie per promuovere libri. Gli allievi della prima edizione, che si avvia a conclusione, sono ora in stage presso case editrici, agenzie letterarie e agenzie di comunicazione, librerie online e offline e vari di loro hanno già ricevuto l ’interessamento di case di produzione e autori per progetti di trasposizione cinematografica . master #editoria #booktelling #comunicazione Facebook Twitter Send by mail Print MASTER BOOKTELLING, SECONDA EDIZIONE La seconda edizione partirà a novembre 2019 a Milano ( Iscrizioni alla prova di ammissione entro il 3 ottobre 2019 ). Partecipano inoltre DGLine, che collabora alla realizzazione del blog e dei profili social del Master, Editrice Bibliografica, con la quale sono organizzati incontri dedicati ai mestieri del libro, Argentovivo, Con3 Contenuti Connessioni Condivisioni, MVGPress e Manzoni22, che partecipano alla promozione e comunicazione su diversi canali. A queste realtà si affiancano molte case editrici, agenzie letterarie e di comunicazione, librerie online e offline, aziende del settore editoriale e dei media che collaborano con il master BookTelling mettendo a disposizione stage, offerte di lavoro, borse di studio e i propri professionisti come docenti.

 

Ge.Co laurea i primi studenti

Per i primi quattro “dottori” del nuovo corso di laurea magistrale in Gestione di contenuti digitali per i media, le imprese e i patrimoni culturali il lavoro pare assicurato . Dopo la stage curricolare in azienda, ora è arrivata per tre di loro (una è già proprietaria di un’agenzia di comunicazione) quello extracurricolare e retribuito con prospettiva di assunzione. Ge.co forma professionisti della comunicazione digitale in grado di gestire contenuti narrativi, argomentativi, persuasivi, drammaturgici, grafico-visivi e audiovisivi in primo luogo all’interno del web e dei social media, e quindi all’interno delle rete interconnessa dei media contemporanei. Figure professionali di cui il mercato pare abbia davvero bisogno. geco #comunicazione #studenti #laureati #brescia #lavoro Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Media, studenti da tutta Europa a Milano

Milano Media, studenti da tutta Europa a Milano Per la prima volta in Italia, ospitata dalla Cattolica, la European Media and Communication Doctoral Summer School accoglie 45 dottorandi provenienti da un network di 21 atenei. I contributi di Nico Carpentier , Fausto Colombo, Sonia Livingstone e Montse Bonet 04 agosto 2016 Sono 45 i giovani dottorandi che hanno partecipato fino al 5 agosto alla “ European Media and Communication Doctoral Summer School ” in Università Cattolica. Attraverso l’analisi puntuale di ogni singolo progetto di ricerca, ogni studente riceve suggerimenti preziosi per il proprio lavoro accademico. Inoltre il confronto con teorie, approcci, metodi diversi, perché appartenenti a differenti accademie, costituisce la solida base per un arricchimento culturale reciproco. L’idea della Summer school è nata nel 1992 come progetto per promuovere la dimensione europea degli studi sulla comunicazione e vedeva coinvolti poco più di dieci atenei. Oggi le università che fanno parte del consorzio sono 21 in Europa e molti degli studenti coinvolti sono di provenienza extra europea. L’Università Cattolica sarà anche per i prossimi due anni promotrice della Summer School a Milano, con il dipartimento di Scienze della comunicazione e dello spettacolo e con l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo - Almed .

 

Talent Academy, il talento è donna

MILANO Talent Academy, il talento è donna Finalissima tutta al femminile per la tredicesima edizione del project work del Cimo, che offre l’opportunità agli studenti di creare progetti di comunicazione per grandi realtà imprenditoriali. by Marco Tangerini | 11 luglio 2017 Da Maserati a Nestlé Baci Perugina, da Adecco Group a Intesa Sanpaolo, fino a Si-log, azienda fiorentina con sede americana attenta a far risaltare i giovani esperti di comunicazione. Ad aggiudicarsi il podio il team di Francesca De Villa , Marta Michelis e Beatrice Bellotto per Adecco Group, grazie anche all’aiuto della coach Paola Amendola , ex vincitrice di Talent Academy. Le studentesse sono state premiate da Giorgio Brenna , Chairman &; Ceo Continental Western Europe di Leo Burnett Company Worldwide, e si sono aggiudicate un anno di associatura alla prestigiosa International Advertising Association. Novità di quest’anno il premio della critica per il progetto più rivoluzionario, vinto dal team di Anna Leggeri con Isabella Tagliabue e Laura Rurali , premiate da Angelo D’Alessandro , fondatore di buddybank, la banca esperienziale di Unicredit. Cinque i team finalisti di questa edizione: oltre a quelli capitanati da Francesca De Villa, per Adecco Group, e da Anna Leggeri, per Maserati, i gruppi di Stefania Melina , per Baci Perugina, di Alice Giacomini , per Si-Log, e di Giulia Frassica , per Intesa Sanpaolo. Avvicinare i Millennials al brand, rivoluzionare l’esperienza del prodotto, tattiche innovative di employer branding: questo e molto di più nel corso dell’esposizione dei cinque team, capaci di tenere il palco come delle professioniste.

 

Maria Latella, giornalismo a tutto campo

Maria Latella, giornalismo a tutto campo La giornalista di Sky TG24, che ora conduce anche “24 Mattino” su Radio24, ha parlato agli studenti del master Media Relation e Comunicazione d’Impresa . È il consiglio prezioso che una giornalista di lunga data e di grande esperienza come Maria Latella ha suggerito agli studenti del master Media Relation e Comunicazione d’Impresa . Assunta successivamente al quotidiano genovese Il Secolo XIX la sua carriera è stata un crescendo professionale che l’ha portata a specializzarsi in giornalismo politico e a lavorare con alcuni dei più importanti gruppi editoriali nazionali. Spinta dal voler rifilare un “buco” agli altri giornali fece una cosa deontologicamente scorretta, si presentò alla mamma del ragazzo omettendo chi fosse e passando quindi per una delle tante assistenti sociali che seguivano il caso. Maria Latella è nota al grande pubblico per il suo programma “L’intervista” che l’ha portata a incontrare esponenti della scena politica nazionale e internazionale. La giornalista ha descritto questa sua nuova esperienza come la novità della sua vita e poiché le sfide l’attraggono, confessa: «Non avevo mai fatto radio live sui temi che mi appassionano, è una meravigliosa opportunità ma certamente il mio primo amore rimane sempre scrivere». E proprio interrogata sul futuro del giornalismo, Maria Latella, riconoscendo l’evoluzione verso il digitale, ha affermato che la carta non è destinata a sparire perché il giornalismo di qualità è la risposta a tutto.

 

Il cibo? Sempre più "social"

Brescia Il cibo? Sempre più "social" Dalla figura dei food-blogger agli strumenti che permettono maggiore interattività da parte degli utenti, la comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è tra le più seguite oggi. dicembre 2017 La comunicazione di tutto ciò che riguarda l’universo del food è, come tutti possiamo rilevare, molto seguita nella società contemporanea e, secondo alcune previsioni, lo sarà ancora di più in futuro. Del rapporto che intercorre tra i media e la gastronomia si è parlato durante l’incontro Dieta Mediale, storie e racconti di cibo tra carta stampata, tv e nuovi consumi che si è tenuto, venerdì 15 dicembre presso la sede bresciana dell’Università Cattolica. Nella sala della Gloria sono intervenuti la dottoressa Paola Abbiezzi , docente di Storia della radio e della televisione, all’Università Cattolica; Leonardo Romanelli , critico, giornalista e scrittore enogastronomico di spicco e Iginio Massari , primo Maestro Pasticciere d’Italia ed allenatore della nazionale di pasticceria italiana. Storie di risvegli e vite quotidiane" , ha passato la parola all’autore del libro per una presentazione dello scritto e a Massari per chiedere al mago dei dolci quale leccornia per eccellenza meriti di essere consumata durante il pasto che precede ogni nostra avventura. Il maestro bresciano ha suggerito di mangiare, tra i pochi dolci che ci sono concessi, in quanto non esistono dessert dietetici, a colazione e sempre, quelli che riportano indietro a rivivere un momento piacevole del passato. Questa intermittenza del cuore di proustiana memoria è trattata anche da Romanelli nel suo libro come nel racconto "Tè e Curry" dove il protagonista in viaggio nell’India meridionale avvicinando una tazza di tè alle labbra si ricorda della persona amata e della prima volta che l’avevano bevuto insieme.

 

La comunicazione oggi, utile o molesta?

Brescia La comunicazione oggi, utile o molesta? L’incontro col filosofo della comunicazione Silvano Petrosino e Giacomo Scanzi ha messo in luce alcune peculiarità del processo comunicativo nella società attuale. by Bianca Martinelli | 25 maggio 2016 Cosa significa comunicare oggi? Quando è opportuno farlo? Ed è sempre un atto positivo? Sono solo alcune delle questioni sollevate dal filosofo della comunicazione Silvano Petrosino , in dialogo col direttore editoriale dell’Editoriale bresciana Giacomo Scanzi , intervenuto nell’ambito dell’incontro Comunicare è molesto? Secondo Scanzi “L’atto comunicativo in sé non è mai né molesto né utile, è l’uomo ad assumere entrambi gli atteggiamenti . Oggi ci troviamo al centro di una grande trasformazione antropologica: l’ansia di comunicare a tutti i costi ci ha fatto perdere di vista una delle caratteristiche fondamentali della comunicazione, ovvero che ad avere importanza dev’essere il contenuto. Petrosino, dal canto suo, ha sollevato la questione circa la distinzione fondamentale tra il concetto di comunicazione e il semplice scambio d’informazion i. “Oggi ci troviamo a vivere in una società non della comunicazione, bensì basata sullo scambio d’informazioni e questo, se abusato, può risultare molesto. La comunicazione , quella vera, non è mai molesta, tutt’altro: è qualcosa di drammatico e impegnativo poiché implica il processo di ascolto , il tentativo di capire cosa sta dicendo l’altro e l’elaborazione di una cosa difficilissima come la risposta”. Senza generalizzare, penso che oggi molti di noi siano vittime di questo…i giovani lo sono in particolar modo.

 

Così il Museo diventa virale

brescia Così il Museo diventa virale Il Musil , spazio espositivo dell'industria e del lavoro, ha coinvolto i comunicatori del futuro per reinventarsi. Gli studenti del Geco hanno risposto con la campagna social #AdottaUnOggetto , usando media del presente per ridare vita a oggetti del passato. maggio 2017 Utilizzare i media del presente per ridar vita ad oggetti del passato: una vera e propria sfida creativa per i futuri professionisti della comunicazione. Il progetto nasce nell’ambito del laboratorio di Storytelling digitale e transmediale , tenuto dai docenti Fabrizio Martire e Alessandro Mininno , fondatori dell’agenzia di comunicazione bresciana Gummy Industries . Nel corso del workshop, gli studenti sono stati chiamati a ideare e sviluppare dei progetti per raccontare il Musil e il suo valore attraverso gli oggetti presenti nelle collezioni e gli strumenti del web, con l’obiettivo di riavvicinare il pubblico della rete al museo. Durante l’evento #Museo: Far Parlare il Patrimonio Culturale nell’Epoca dei Social , si svolgerà un pitch dei gruppi di lavoro, i quali presenteranno ufficialmente i diversi progetti realizzati per #AdottaUnOggetto. Oltre ai docenti che li hanno guidati nel corso del laboratorio, i professor Martire e Mininno, interverranno Renè Capovin , rappresentante del Musil, e Matteo Tarantino , docente del corso di laurea GeCo.

 

La moda come valore

milano La moda come valore Dall’incontro in largo Gemelli con il direttore mondiale della comunicazione di Gucci Alessio Vannetti emerge l’importanza di “vendere” i valori dell’azienda. Prossimi appuntamenti con Angela Missoni e con il direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti by Elena Pavin | 20 marzo 2019 Un piccolo viaggio nel fascinoso mondo della moda. Avviato nel migliore dei modi con Alessio Vannetti , Worldwide Communications Director di Gucci , e l’ Editor-in-chief di NowFashion.com Gianluca Cantaro , alla presenza del console francese Renaud Levy . Obiettivo di queste conversazioni è cercare forme di collaborazioni tra docenti e studenti che vadano al di là dell’attività didattica più classica. Vannetti ha infatti iniziato la sua carriera in un mondo lontano da quello dei brand di moda, come giornalista professionista per l’inserto “Musica” de La Repubblica. Con «un colpo di fortuna» trova uno spazio come assistente al fianco di Caterina Pazzi , all’epoca direttrice della comunicazione di Costume National , che, però, dopo poco più di sei mesi dall’arrivo del giovane collega decide di lasciare la maison, lasciandogli il lavoro di gestione della comunicazione. Da quel momento, da ormai quasi vent’anni, Vannetti collabora con alcune delle più grandi case di moda italiane, da Prada a Ermenegildo Zegna.

 

Bettetini, un pioniere della comunicazione

Sono lavori integralmente suoi o a volte in collaborazione con Fausto Colombo - oggi direttore del dipartimento di Scienze della Comunicazione e dello spettacolo dell’Università Cattolica -, Stefania Garassini , Barbara Gasparini , Nicoletta Vittadini e altri giovani allievi che poi si sono via via affermati nei loro campi. A partire dal 1989, con il suggestivo Deserto sulla terra (una frase del Trovatore di Verdi) si era cimentato anche in diversi romanzi, in cui emergeva una vena poetica che a volte sconfinava in tocchi di sorprendente surrealismo, come in Un tram senza rotaie (2000). Il campo più direttamente semiotico e di teoria cinematografica sarà invece il settore di riferimento di Francesco Casetti , oggi docente a Yale, e di Ruggero Eugeni , così come di altri allievi e collaboratori più giovani. Lo spettro di questi percorsi e di questi interessi mostra, credo, molto bene come Bettetini sia stato un pioniere in molti campi, ma anche abbia saputo individuare talenti e incoraggiare le persone a muoversi con coraggio e determinazione secondo le loro inclinazioni e le loro passioni intellettuali. Bettetini aveva una dimensione di paternità vissuta non solo nella sua bella famiglia (fra l’altro diversi dei suoi cinque figli, e in particolare Maria, Andrea, Massimo, sono studiosi e intellettuali ben noti nel loro campo), ma anche con tanti allievi, che lo ricordano con grandissimo affetto. E ha formato anche tantissimi professionisti che ora lavorano nel mondo della televisione, e ricordano non solo i suoi libri a volte ardui, ma anche - con grande gratitudine - l’esempio di rigore intellettuale e umano che hanno imparato nelle aule della Cattolica. Una volta il professore (gli ho sempre dato del Lei) mi raccontò che aveva avuto un breve incontro con Giovanni Paolo II , e, saputo che si occupava di mass media all’Università Cattolica, il Papa gli aveva detto una sola cosa: «È molto importante che Lei faccia scuola».

 

L’Ateneo a Milano Digital Week

Almed L’Ateneo a Milano Digital Week L’Università Cattolica partecipa all’iniziativa con tre eventi organizzati dall’Almed e con un incontro promosso dai master Professione Editoria cartacea e digitale e BookTelling in cui verrà presentata una mappa dei bookinfluencer italiani. marzo 2019 Sono tre gli eventi organizzati da Almed - Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo in Università Cattolica del Sacro Cuore per Milano Digital Week . Tre appuntamenti che riflettono sulle potenzialità della comunicazione digitale in quanto connettore a servizio della città, della comunicazione della salute e dell’ advertising . Cogliendo la proposta della Milano Digital Week , Almed ha promosso tre appuntamenti che accostano il tema da tre punti di vista differenti, evidenziando l’ampiezza e la complessità delle sfide che la relazione fra comunicazione digitale e territorio oggi pone» spiega Mariagrazia Fanchi , direttore Almed. L'ultimo evento ( 15 marzo ), promosso da Almed con la collaborazione di Regione Lombardia, ragionerà sulle opportunità che gli strumenti digitali offrono per diminuire i fattori di rischio per i giovani che vivono in situazioni relazionali complesse come quelle delle attualità città (vedi a lato). In particolare, gli studenti si sono occupati di ideare l’hashtag di campagna, di aprire e gestire i profili su Facebook e Instagram dedicati alla campagna #abbicuradite nei mesi di ottobre e novembre al fine di promuovere gli eventi. digitalweek #digitale #comunicazione Facebook Twitter Send by mail Print UNA MAPPA DEI BOOKINFLUENCER Gli studenti del master Booktelling hanno realizzato una mappa dei bookinfluencer italiani.

 

Save the Cut, la startup nata sui banchi

cattolicapost Save the Cut, la startup nata sui banchi La storia di Bianca Sartirana e Federico Caponera è quella di un incontro al master in Scrittura per la fiction e il cinema , che è diventato una famiglia e un’avventura professionale : un’agenzia di comunicazione basata sullo storytelling sempre e comunque. Soprattutto l’utilizzo dello storytelling sempre e comunque: che si tratti di un video, di un sito, di una campagna. “Trasformare la comunicazione in cinema”: un concetto affascinante, ma c’è qualcosa che non può diventare “opera d’arte”? «Siamo convinti che il modo di comunicare qualcosa sia, talvolta, più importante del messaggio stesso. Bisogna cercare un progetto veramente originale, che sappia inserirsi in ambiti non ancora esplorati e circondarsi di una squadra di persone professionalmente capaci, affidabili e umanamente valide, perché i momenti di stress e di fatica, inevitabili per una start-up, si superano sempre insieme alla squadra. Il progetto è l’esito di un contest che abbiamo realizzato a marzo 2016 e a cui hanno partecipato in gara molti giovani professionisti. Abbiamo avuto modo di approfondire, sia nella teoria che nella pratica, le lezioni di numerosi esperti di sceneggiatura, da Robert McKee a John Truby , da Dara Marks a Christopher Vogler . Senza dimenticare i contatti che ci siamo creati grazie al master, sia per quanto riguarda ruoli tecnici e creativi, sia dal punto di vista delle aziende e dei professionisti con cui siamo entrati in contatto durante i mesi in Cattolica e che abbiamo potuto incontrare nuovamente in seguito».

 

Una guida per la media relation

Nella sede di Assolombarda la presentazione del volume curato da Simonetta Saracino e Alberto Negri : un vademecum che racconta l’evoluzione decennale del master di Almed dedicato alla comunicazione aziendale. by Daniela Fogliada | 06 aprile 2016 Una vera e propria guida sull’universo della comunicazione aziendale, ricca di strategie, consigli di professionisti senior e junior, e di riflessioni del mondo accademico. Storie, tecniche e passioni di giovani comunicatori dall’Università all’Impresa ” a cura di Simonetta Saracino e Alberto Negri , edito da Franco Angeli, che verrà presentato mercoledì 11 maggio alle ore 18.30 nella sede di Assolombarda a Milano. Un professionista che si distingue dall’uomo di marketing, cosi come dal pubblicitario, per l’approccio con cui si pone rispetto alla comunicazione, “con la forma mentale e l’atteggiamento di un diplomatico di carriera. Racconti di scelte di vita, della passione e dell’impegno per la comunicazione e per il master, che inevitabilmente si concludono con istruzioni per l’uso a disposizione di chi desidera entrare nel mondo affascinante ma complesso e delicato della comunicazione d’impresa. Pre-requisito sine qua non, la speranza, intesa come “atto di fiducia in una scelta positiva che ti può cambiare la vita” e che accompagna il percorso nelle diverse fasi, da quella accademica del programma, allo stage, fino alla crescita in azienda. Fattore che ritorna, fondamentale, nel ruolo delle diverse realtà professionali che hanno reso e rendono possibile la storia del percorso formativo: “L’università, le imprese e i testimonial che ci hanno creduto e ci credono ”.

 

Comunicare la sostenibilità

Ecologia Comunicare la sostenibilità Il 17 marzo al Giornale di Brescia si è svolta la prima lezione del master Circular economy, sviluppo umano e green jobs promosso dall'Alta Scuola per l'Ambiente. by Andrea Bonfiglio | 21 marzo 2017 Cosa si intende per sostenibilità alimentare? Quali leggi la regolamentano? E quali strategia possono essere attuate per una corretta comunicazione del tema? Se ne è parlato nell'ambito di "Gestione e comunicazione della sostenibilità" , prima lezione del master Condividere per gestire e comunicare la sostenibilità. Circular economy, sviluppo umano e green jobs promosso da Asa - l'Alta Scuola per l'Ambienta diretta da Pierluigi Malavasi e tenutasi presso la Sala Libretti del Giornale di Brescia. Questa legge non si occupa di una gestione del rifiuto, bensì di recuperare prodotti che non sono solo generi alimentari ma anche farmaci e oggetti, prima che si deteriorino. A tal proposito la legge francese si concentra sulla grande distribuzione che, per la sua organizzazione, si configura come il moderno sistema di vendita al dettaglio attraverso una rete di supermercati e di altre catene di intermediari di diversa natura. Si tratta di una borsa in acciaio, carta, alluminio, legno o plastica che ha l’obbiettivo di rendere il riutilizzo del cibo avanzato al ristorante un’abitudine socialmente condivisa e non più imbarazzante. Diversa dallo spreco alimentare è l’eccedenza alimentare, ossia quel ‘surplus' che per diverse ragioni, non sempre eliminabili, si genera nella filiera alimentare.

 

Il master? Una rampa di lancio

Cattolicapost Il master? Una rampa di lancio È stato così per Mario Canziani che, dopo un programma executive, ha rivoluzionato l’azienda di famiglia fino a farla diventare fornitrice dei missili spaziali Ariane. Le loro sono solo due delle tante storie che si potrebbero raccontare di percorsi riusciti, grazie ai contenuti, al network, al talento e all’impegno di chi ha conseguito un master. Haleigh Elizabeth Higgins, Filippa Uran, Giulia Libertino hanno avuto la possibilità di inserirsi in aziende italiane e straniere grazie all’ampio network del master International Business , da quest’anno con una Executive class per chi ha già una breve di esperienza professionale. CULTURA E COMUNICAZIONE La cultura può diventare un lavoro? La risposta è affermativa, almeno per Chiara Brughera che, dopo il master in Ideazione e progettazione di eventi culturali – Mec di Almed, ha fondato la piattaforma di crowdfunding BeCrowdy e fa parte di Girls in tech Italy. La start up ha lo scopo di finanziare artisti emergenti, con l’ambizione di diventare punto di riferimento della community culturale in Italia e di aprirsi all’estero. Dalla produzione alla comunicazione, all’organizzazione di eventi, sono moltissime le storie di chi ha potuto trasformare una passione in una professione, come Marco Danelli , ora a MTV , Micol Ferrari redattrice a Virgin Radio, Chiara Crispino , cofondatrice di Musikee , startup e piattaforma web musicale. Grazie al Google Online Marketing Challenge gli studenti del master Comunicazione, Marketing digitale e pubblicità interattiva hanno conquistato posizioni di rilievo, fino al secondo posto a livello mondiale nella categoria NGO della competizione internazionale di marketing online.

 

La comunicazione responsabile è il “tu”

festival dela dignità umana La comunicazione responsabile è il “tu” Nell’epoca dei social, dobbiamo indossare non lo strumento per contare i passi, ma quello che conta gli ‘io’ che pronunciamo. Per questo è importante cogliere i problemi legati alla comunicazione, soprattutto in un contesto universitario che stimola e agevola la riflessione sulle parole». È l’appello lanciato da Silvano Petrosino , docente di Filosofia della comunicazione e Filosofia morale nella sua brillante conversazione sul tema “ La mistificazione dei Social. Una lezione aperta, quella del 2 ottobre, che rientrava nell’ambito degli eventi del Festival della Dignità Umana e riguardava un argomento oggi molto sentito, un tema civile che incide nel tessuto sociale, come ha detto il professor Roberto Cicala , docente del laboratorio di editoria, nell’introdurre l’incontro. Per il professor Petrosino, in via preventiva, occorre evitare di cadere nella trappola di considerarsi pro o contro i social, dire se la Rete sia buona o cattiva, se si stava meglio prima (che non è neppure vero). La nostra comunicazione tende ad essere autoreferenziale, a mettere sempre al centro quello che si fa: «Dobbiamo indossare non tanto lo strumento per contare i passi, ma uno strumento che conta gli ‘io’ che pronunciamo. Comunicazione responsabile allora anche tramite le parole: «In definitiva le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste», ha concluso il prof. Petrosino citando R. Carver.

 

Comunicazione, è tempo di ibrido

cattolicapost Comunicazione, è tempo di ibrido Nel primo Libro bianco sulle professioni, l’Almed ha fotografato i radicali cambiamenti dei profili richiesti dal mercato. Un progetto guidato da Nicoletta Vittadini , docente di Sociologia della comunicazione e di Web e social Media, e Ruggero Eugeni , docente di Semiotica dei media e direttore di Almed. Facciamo un esempio… Sarà richiesta sempre di più un’alfabetizzazione informatica di base, soprattutto nel mondo della comunicazione, che non significa dover diventare programmatori, ma sapere che cosa vuol dire programmare. Comparti che tradizionalmente erano differenti oggi si stanno avvicinando, tanto che una serie di professioni è del tutto trasversale: il social media manager, figura che si inserisce in vari ambiti come l’agenzia, l’azienda, le media companies tradizionali o i quotidiani. In Italia cosa succede? «Le trasformazioni nel mondo della comunicazione e delle sue professioni in generale, ma nel nostro Paese in modo particolare, avvengono con velocità differenti: abbiamo dei settori di resistenza di modalità professionali precedenti, oppure dei fenomeni di modalità di adattamento lievi. È in atto una riconversione delle redazioni ai nuovi settori del web, del digital e del social e, soprattutto, sempre di più giornali e testate televisive fanno ricorso a free lancer in grado di garantire quel prodotto veloce e innovativo di cui hanno bisogno». Le start-up in Italia, nate come micro-imprese al servizio di imprese più grandi, in questo momento sono sempre più fagocitate da queste; sempre più i “cacciatori di teste” prendono direttamente giovani professionisti dalle start-up o giovani che sono maturati al loro interno, saltando una serie di passaggi anche generazionali.

 

Il fake candidato alle presidenziali

milano Il fake candidato alle presidenziali Alex Anderson, alter ego di Alessandro Nardone , è uscito dal libro Il Predestinato per candidarsi alle primarie repubblicane, creando un’incredibile case history che ha interessato i media di mezzo mondo. by Maria Mondelli | 23 gennaio 2019 È una storia intrigante quella di Alessandro Nardone , esperto di marketing digitale, docente, autore di libri e fautore di un’impresa senza precedenti. Con l’intento di lanciare sul mercato anglofono il suo romanzo “ Il Predestinato ”, Alessandro Nardone decide di candidare il suo protagonista, Alex Anderson , alle primarie repubblicane, creando un’incredibile case history che ha interessato i media di mezzo mondo. Una case history a dir poco incredibile quella di Alex Anderson, così come incredibile è il meticoloso piano di comunicazione sviluppato dal suo autore. Una scelta dettata sia dall’esigenza di arrivare nel minor tempo possibile a instaurare un rapporto diretto con il maggior numero di elettori americani, sia dalla capacità propria di twitter di trasformare un contenuto in notizia. Agli studenti Alessandro Nardone spiega che, qualsiasi sia l’obiettivo che ci si prefigge, è fondamentale la costanza, senza la quale ogni sforzo rischia di essere vanificato da qualcun’altro che ne avrà di più. Una lezione che è anche un invito a essere pragmatici senza però precludersi obiettivi e sogni, facendo di tutto per rendere possibile ciò che sembra impossibile: «Se ve lo dice uno che è riuscito a candidarsi alle elezioni americane, allora credeteci» ha concluso.

 

Ge.Co va in scena a Supernova

Brescia Ge.Co va in scena a Supernova Una performance di Slam poetry ha evidenziato come la tecnologia possa essere al servizio della parola. Nuovi aspetti della comunicazioni che sono al centro dell’attività formativa della laurea magistrale Geco. by Bianca Martinelli | 05 ottobre 2016 Anche l’Università Cattolica è stata tra i protagonisti di Supernova , il festival bresciano dedicato all’innovazione tecnologica. Lo spirito dell’iniziativa è stato ben riassunto dal prof. Ruggero Eugeni , coordinatore del Ge.co: « L’Università Cattolica è stata parte attiva di un’importante iniziativa all’interno del tessuto urbano e accanto alle principali realtà bresciane. Grazie a Ge.Co l’intero Ateneo è stato protagonista e ha potuto illustrare le proprie attività didattiche e di culturali». geco #universita #comunicazione #media Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Toolbox: studenti in gara col video-contest

Per partecipare gli studenti, divisi in quattro gruppi, hanno realizzato un brevi video di due minuti circa, a partire da una ricerca scientifica proposta loro ad inizio corso. L’obiettivo è stato quello di divulgare le ricerche scientifiche o prendere spunto dai risultati di alcune di esse per aprire delle riflessioni. Tra le tematiche scelte dai gruppi: il brainstorming, la responsabilità, la barriera corallina e la celebre massima di Tucidide “La storia si ripete”. Così all’evento "Oltre il video" ogni gruppo ha presentato il proprio progetto, che è stato poi visionato da una giuria composta da Francesca Milano , social media editor de “IlSole24Ore”, Felice Florio , videojournalist di "Open", e Nicholas Berardo , video editor di Newsroom Web e Social per Università Cattolica. La giuria ne ha apprezzato lo stile ben definito e l’uso di fotografie di personaggi storici importanti per mostrare come spesso nella storia vengano affrontate tematiche essenziali per la società da persone che diventano poi il simbolo di lotte o ontestazioni o semplicemente di ideali. Quello che spesso si ripete nella storia è che quegli ideali finiscano nel dimenticatoio, non appena il portavoce scompare. L’invito allo spettatore è dunque quello di non dimenticare il rispetto e la responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti dell’ambiente: far sì che l’appello di pochi mesi fa di Greta Thunberg non venga dimenticato.

 

Musica, giovani produttori crescono

cattolicapost Musica, giovani produttori crescono Nell’ambito della Milano Music Week il master in Comunicazione musicale ha promosso un incontro per presentare una delle figure più eclettiche del mercato musicale. by Chiara Martinoli | 27 novembre 2018 Riprese in bianco e nero: un gigantesco studio di registrazione, pianoforti, chitarre, batterie, e la voce fuori campo di Dave Grohl che esclama: “Mi sento come un bambino in un negozio di caramelle”. Play è stato proiettato venerdì 23 novembre all’Università Cattolica nell’ambito di una lezione aperta dedicata a Lo studio di registrazione come luogo di formazione e la figura del produttore musicale . Presenti all’evento, in qualità di moderatori, Gianni Sibilla , direttore didattico del master in Comunicazione Musicale, e Luca De Gennaro , curatore artistico della Milano Music Week, la cui seconda edizione si è svolta a Milano tra il 19 e il 25 novembre. Luca De Gennaro ha evidenziato uno dei principali elementi di confusione legati alla figura del produttore musicale: «Molti pensano che sia come il produttore cinematografico, cioè quello che ci mette i soldi. Fantacone smonta un’idea diffusa nell’ambiente musicale: «Si crede spesso che il produttore stia dalla parte del discografico e non da quella dell’artista: non è così, non deve mai essere così». Alessandra Brizzi ricorda il marito Carlo Ubaldo Rossi, una delle figure più e autorevoli della recente scena musicale italiana, produttore ma anche musicista, compositore, ingegnere del suono: «Secondo Carlo – racconta Brizzi – non è possibile fare il produttore senza essere anche un buon musicista.

 

La stampa aziendale va sempre più in Rete

In quest’ultimo caso, per il 45% si tratta di una testata “migrata digitale” che ha sostituito quella cartacea e per il 55% di una testata “nativa digitale ”. Insomma numeri che la dicono lunga sui cambiamenti che sta attraversando l’editoria aziendale, dove è in atto una progressiva integrazione degli strumenti online e offline con una carta che cerca di resistere alle rivoluzioni imposte dalla comunicazione social. È questa la fotografia scattata dall’indagine “Dalla carta al web: l’editoria aziendale in Italia” , il rapporto curato dall’Università Cattolica per conto di Ascai , l’Associazione che da sessant’anni riunisce i migliori comunicatori aziendali in rappresentanza di aziende e multinazionali d’eccellenza che operano nel Paese. In quest’ultimo caso, per il 45% si tratta di una testata “migrata digitale” che ha sostituito una precedente testata cartacea e per il 55% di una testata “nativa digitale”. Va precisato che, pur in presenza di una forte innovazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, prevale il trend a proporre in rete la stessa tradizionale versione tipografica del periodico, con testi e linguaggi adatti a essere letti e approfonditi su carta piuttosto che su pc o tablet. Infatti, nei casi di coesistenza di periodici cartacei e digitali, ben l’81,8% ha l’edizione online che replica esattamente quella cartacea , mentre nel restante 18,2% l’edizione online è diversa per contenuti, aggiornamenti e formati multimediali, e solo parzialmente aperta alla condivisione e partecipazione dei lettori. La comunicazione aziendale nel futuro? «Oggi – aggiunge Incletolli – consiste più che mai nella riscoperta di valori che l’innovazione tecnologica difficilmente è in grado di sostituire.

 

Generazione Holly e Benji

I risultati della ricerca coordinata da Osscom 18 settembre 2009 «Noi, quelli che…»: Lascia o raddoppia per i sessantenni, Carosello per i cinquantenni, DriveIn per i trenta/quarantenni, Holly e Benji per gli adolescenti e ventenni di oggi. Tuttavia molti studiosi, come per esempio il sociologo Alberto Marinelli , intervenuto alla tavola rotonda finale del Convegno - insieme a Renato Fiocca , docente di marketing della nostra università e Alessandro Rosina , professore di demografia - invitano alla prudenza nell’attribuire le cause delle differenze alla solo diffusione delle tecnologie. Guardando oltre le schematizzazioni del dibattito giornalistico, gli interventi di Piermarco Aroldi e Fausto Colombo hanno proposto di ripensare l’idea di generazione secondo un approccio multidimensionale, in cui al dato anagrafico si unisce l’importanza dei tratti biografici, storici e culturali. In questo articolato quadro interpretativo si è inserita la presentazione di alcuni risultati più in dettaglio provenienti dalla ricerca condotta dal pool di atenei italiani (le Università degli studi di Urbino, di Trento, di Bergamo, e La Sapienza di Roma). Una generazione, quella degli anni Ottanta (oggetto di uno speciale approfondimento della ricerca), che attraverso gli scrittori sembra avere messo in scena proprio la difficoltà a coagulare un “noi” e – attraverso quel noi – una visione del futuro condivisa. In particolare, l’intervento di Luca Rossi e Matteo Stefanelli ha permesso di descrivere in profondità le “retoriche” e i cosiddetti “repertori culturali” presenti nei vissuti dei quattro gruppi, attraverso il supporto di alcune “mappe memoriali” in grado di rappresentare schematicamente la diversificazione e complessificazione delle ricostruzioni mediali generazionali. Repertori implicati e “agiti” da complessi processi sociali di differenziazione e autodefinzione, ma anche serbatoi di riferimenti condivisi “di per sé”, come ancoraggi dell’identità e - attraverso la memoria - della propria posizione nel continuum della Storia.

 

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