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Cattolica, un ponte con la Cina

Convegno internazionale Cattolica, un ponte con la Cina L’Ateneo centro di diplomazia culturale tra Chiesa cattolica e Repubblica popolare cinese. Martedì 14 maggio in largo Gemelli un convegno promosso dall’Istituto Confucio con la partecipazione del cardinale Pietro Parolin e del vescovo di Pechino Li Shan 08 maggio 2019 Nel 1919 il mondo stava uscendo a fatica dalla tragedia della Prima guerra mondiale. Nel 1919 erano diffuse in un Occidente che parlava di autodeterminazione dei popoli e di Società delle Nazioni; nelle diverse confessioni cristiane che esprimevano un nuovo universalismo; in una Cina che nel Movimento culturale e politico del 4 maggio cercava nuovi valori per fondare il suo futuro. Nel 2019 attese e speranze emergono in una Chiesa cattolica che con papa Francesco propone una larga fraternità umana; in un’Europa alla ricerca del suo futuro; in una Cina che sta prendendo un posto nuovo nel mondo. Realizzando questo evento – afferma il professor Giovagnoli - l’Università Cattolica del Sacro Cuore si offre come luogo di confronto culturale tra prospettive diverse, in particolare quella della Chiesa cattolica e della Cina contemporanea, in sintonia con gli orientamenti del pontificato di Papa Francesco». La Seconda sessione sarà dedicata alla Cina dopo la Prima guerra mondiale, esaminando la sua posizione nel mondo (Rossabi e Samarani), il mutato approccio della Chiesa cattolica nei suoi confronti (Giunipero), i nuovi orientamenti degli intellettuali cinesi (Liu Guopeng) e il ruolo delle donne (De Giorgi). La terza sessione è invece dedicata alle speranze e alle attese dell’Occidente nel 1919 e negli anni seguenti, per la promozione della dignità dei popoli e di una maggiore solidarietà internazionale (Tosi), i primi progetti di unificazione europea e le prospettive di un nuovo umanitarismo.

 

De Scalzi, l’Ateneo laboratorio di dialogo

Speranza di pace tra oriente e occidente”, il vescovo ausiliare di Milano afferma che l’Università Cattolica ancora una volta risponde al suo impegno di essere luogo di confronto culturale, diplomatico e geopolitico. maggio 2019 Il vescovo ausiliare di Milano monsignor Erminio de Scalzi (a sinistra nella foto) ha portato il saluto dell’arcivescovo monsignor Mario Delpini al convegno internazionale “1919-2019. Speranza di pace tra oriente e occidente”, l’evento promosso il 14 maggio in occasione dei 10 anni dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica, a cui hanno preso parte il Segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin e, per la prima volta in un incontro pubblico, due vescovi cinesi. di monsignor Erminio de Scalzi Porto il saluto di sua eccellenza monsignor Mario Delpini arcivescovo di Milano a tutti i partecipanti al convegno internazionale “Speranza di pace tra oriente e occidente” e agli illustri relatori. Vorrei salutare in particolare sua eminenza il cardinal Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano, sua eccellenza il vescovo di Pechino e sua eccellenza il vescovo di Shantou che l’arcivescovo si onora di accogliere domani per celebrare con loro la santa messa e vivere un momento di fraternità. La nuova fase di relazioni tra Santa Sede e Pechino, nell’accordo del 22 settembre dello scorso anno, dice la speranza di duraturi rapporti di collaborazione e di stima reciproca che si vogliono coltivare e approfondire. Mi piace ricordare un grande amico del popolo cinese, il senatore Vittorino Colombo: figura di singolare cristiano ambrosiano, ben noto a questa università, nella quale si è laureato e che ha vissuto una profonda amicizia con il rettore di allora, l’indimenticabile prof. Giuseppe Lazzati.

 

Fine vita, manifesto interreligioso

Roma Fine vita, manifesto interreligioso Il documento, promosso da Asl Roma1, GMC - Università Cattolica e Tavolo interreligioso di Roma, sarà sottoscritto da diverse confessioni religiose. gennaio 2019 Si terrà il prossimo martedì 5 febbraio a Roma la cerimonia di presentazione e firma del Manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita (Complesso monumentale del Santo Spirito – Asl Roma1). La cerimonia di presentazione, con inizio alle 11.30, sarà aperta dai saluti istituzionali di Angelo Tanese , direttore generale Asl Roma 1, Pier Francesco Meneghini , presidente Gmc – Università Cattolica del Sacro Cuore, e Maria Angela Falà , presidente Tavolo interreligioso di Roma. Poi Monica Mondo , giornalista di Tv2000, presenterà il progetto mentre l’attore Sebastiano Somma darà lettura dei diritti della persona morente. dialogo #religioni #finevita Facebook Twitter Send by mail.

 

Un dialogo necessario tra genitori, avvocati e assistenti sociali

Brescia Un dialogo necessario tra genitori, avvocati e assistenti sociali I risultati della ricerca qualitativa condotta su un campione di famiglie sono stati presentati durante il seminario “L'indagine psico-sociale: una ricerca empirica sulle relazioni tra famiglie, professionisti e istituzioni”. by Bianca Martinelli | 27 marzo 2019 Il dialogo tra i professionisti del settore sociale e di quello giuridico, è un aspetto cruciale per il buon esito dei provvedimenti operati su quelle famiglie sottoposte a situazioni di indagine o intervento da parte dei servizi sociali. I risultati sono stati discussi con i rappresentanti delle istituzioni giudiziarie (Tribunale per i Minorenni, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario) e con diversi professionisti, quali psicologi, avvocati e assistenti sociali. La paura che il proprio punto di vista non venga compreso è generalmente fonte di tensione e sfiducia nei confronti degli operatori; mentre fondamentale diviene la serenità nel potersi esprimere liberamente senza che questo abbia conseguenze inaspettate sull’esito del percorso. Vergogna, timore di essere giudicati, senso di rabbia e ingiustizia, sono alcuni tra i sentimenti più comuni manifestati dal campione di genitori intervistato. Ne consegue la paura che questa venga osservata dall’esterno, giudicata e messa in discussione, secondo un’immagine stereotipata – talvolta erroneamente alimentata dai media – secondo cui il nucleo famigliare sottoposto a questo genere di prassi sia composto da genitori inadeguati, pericolosi, incapaci di provvedere ai propri figli. La ricerca è di stampo qualitativo, pertanto non possibile generalizzare i risultati che, tuttavia, risultano decisamente in linea con quanto emerso della letteratura di settore.

 

Hélé Béji, narrare l'identità

Brescia Hélé Béji, narrare l'identità Il 22 febbraio la scrittrice franco-tunisina è stata ospite a Brescia in occasione della conferenza “L'écriture de Hélé Béji entre narration et essai”. Dopo aver lavorato all'Unesco come funzionario internazionale, ha fondato nel 1998 il Collège international di Tunisi: uno spazio di dialogo e di libertà, all'interno della Medina, con il chiaro obiettivo di avere un'influenza nella gestione politica del proprio paese in un momento drammatico della sua storia. Partendo dalla sua infanzia e dalla sua esperienza personale, Hélé Béji ha parlato di letteratura ma anche di identità e alterità, nonché del suo rapporto con la lingua e la cultura francese. Hélé Béji sostiene che per comprendere l'altro sia necessario partire da se stessi, ed è quello che essa propone in prima persona nelle conferenze che organizza al Collège international de Tunisi che conta nella sua storia ospiti illustri, da Derrida a Semprun. Pur trattandosi di una lingua parlata da gente che non sa scrivere, essa, contrariamente a ciò che pensano molti studiosi, diventa il veicolo di una riflessione che parte dalla conoscenza diretta degli esseri umani e della loro psicologia, imparata direttamente dalle relazioni sociali. Esse sono per Hélé Béji come due vasi comunicanti poiché la lingua dell'istruzione le ha permesso di comprendere che esisteva una lingua rurale, che è diventata per lei la voce dell'antropologia, dell'etnologia e soprattutto di una parte fondamentale di se stessa. In conclusione, la scrittirice è stata la protagonista di un incontro vivo, che ha permesso al pubblico di entrare in dialogo con un’esperienza: quella di una grande donna che continua ad avere il coraggio per dare voce agli intellettuali in un periodo difficile.

 

Dialogare con gli stakeholder: novità per i canali social di EDUCatt

Grazie anche ai sempre più numerosi canali offerti dalla rete gli studenti in particolare hanno la possibilità di manifestare le proprie esigenze in continua evoluzione e di fornire suggerimenti per incrementare la qualità dei servizi esistenti: è questo l'invito che EDUCatt estende a tutti i suoi portatori di interesse. socialmedia #educatt #stakeholder #dialogo #comunitauniversitaria #studenti Facebook Twitter Send by mail Tutti gli strumenti per comunicare con EDUCatt Web: www.educatt.it | www.educatt.org | www.educatt.com | www.educatt.net Filodiretto: www.educatt.it/filodiretto MyEDUCatt: myeducatt.unicatt.it Facebook: www.facebook.com/EDUCatt Twitter: twitter.com/EDUCattUC Collegi e residenze: twitter.com/EDUCattUC Notizie sulle attività: www.educatt.it/news.

 

Paolo VI e la beatitudine del dialogo

BRESCIA Paolo VI e la beatitudine del dialogo A conclusione dell’anno montiniano, che chiude le celebrazioni per la beatificazione del papa bresciano, Riccardi , Melloni , De Giorgi , Giovagnoli e altri storici, teologi e pedagogisti, studiano l’impulso educativo che Montini diede alla Chiesa del Concilio. dicembre 2015 Il 3 e 4 dicembre 2015 , per iniziativa dell’ Archivio per la storia dell’educazione in Italia in collaborazione con la Diocesi di Brescia, si tiene nella sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (via Trieste 17) un convegno scientifico su papa Paolo VI in occasione dell’anno della sua beatificazione . Il convegno, che sarà aperto dalla parole di saluto del rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli , del vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari e dell’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori è dedicato al tema: Montini – Paolo VI: la missione di educare nella Chiesa del Vaticano II . Ma la due giorni di studio intende anche far luce sul contributo con cui, soprattutto nelle sue responsabilità di pontefice, concorse a incentivare nella vita della Chiesa un nuovo impegno educativo. Ma se il dialogo era senza dubbio la chiave di volta dell’ Ecclesiam suam , il documento mostrava altresì come la Chiesa, per trovare ascolto presso l’umanità e trasmettere il vangelo di Cristo, dovesse riappropriarsi dello spirito di povertà e di carità. Solo così essa avrebbe potuto entrare a colloquio con gli uomini – con tutti gli uomini e non solo con i credenti in Dio – e sollecitarli a intrattenere tra di loro relazioni fondate sull’amore e sulla giustizia. Il convegno si concluderà con una tavola rotonda cui recheranno il loro contributo il rettore della Libera università Maria Assunta Francesco Bonini , il direttore della Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII Alberto Melloni e il direttore dell’Archivio per la storia dell’educazione in Italia Luciano Pazzaglia .

 
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