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PA, il cambiamento è possibile

Roma PA, il cambiamento è possibile Giovedì 11 aprile al via le edizioni milanese e romana degli Executive Master Mipa e Mipac, che formano funzionari del settore, con un evento tra i campus di Roma e Milano. L’evento, dal titolo “Pa: un cambiamento possibile” , si è svolto nell’Aula Necchi del campus di Roma dell’Università Cattolica, in collegamento video con la Sala degli Stucchi dell’Alta Scuola di Impresa e Società a Milano. Nella Pubblica Amministrazione, la formazione deve riguardare anche la leadership e la capacità di lavorare in squadra», ha affermato il Ministro Bongiorno . Altro tema cruciale è la digitalizzazione, sul quale c’è ancora tanto da fare: in molte realtà il processo di trasformazione digitale non è nemmeno stato avviato. In un provvedimento approvato nei giorni scorsi alla Camera, ho previsto tra l’altro un nucleo di esperti che avranno il compito di aiutare la Pa in affanno proponendo modelli organizzativi. Giunti rispettivamente alla IX e alla IV edizione, i due percorsi didattici hanno l’obiettivo di formare funzionari della Pubblica Amministrazione, fornendo loro le conoscenze e gli strumenti di gestione necessari sia per poter operare efficacemente nel settore di riferimento sia per sviluppare progetti concreti orientati all’innovazione della Pubblica Amministrazione. Alla giornata erano presenti anche i partecipanti alle ultime due edizioni dei master dell’area Pa di ALTIS.

 

Iniziative In Campus

collegi Iniziative In Campus Dagli assaggi dei piatti tipici dei diversi Paesi del mondo a Piacenza alle occasioni di formazione sulla legalità, sulla demografia e sul welfare. I collegi ampliano l’offerta formativa offrendo opportunità di crescita sia professionale che personale. Il Collegio San Damiano martedì sera ha ascoltato la testimonianza di don Antonio Coluccia , da anni al servizio degli ultimi nella periferia romana, con un incontro dal titolo “Educare alla legalità”: tra i temi trattati quello del bullismo, dell’antimafia sociale e l’esortazione all’impegno cristiano. A Roma inoltre gli studenti avranno l’occasione di trascorrere un weekend sulla neve grazie all’iniziativa del Consiglio Organizzativo Intercollegiale (COI) che quest’anno organizzata una gita tra Roccaraso e Sulmona dal 22 al 24 marzo. Se gli anni universitari, come sosteneva padre Gemelli, preparano alla vita educando l’aspetto «umano, professionale, religioso e morale» delle singole personalità, nei collegi non mancano occasioni significative di crescita che possono essere colte da ognuno nel rispetto delle proprie inclinazioni e dei propri interessi personali. collegi #formazione Facebook Twitter Send by mail.

 

Più formazione contro la povertà

brescia Più formazione contro la povertà Più di 1.400 persone vivono in condizione di assoluta indigenza nel comune di Brescia. Povertà in corso ”, iniziativa che rientra nel progetto di Welfare in azione “Brescia città del noi ”, finanziato da Fondazione Cariplo e che vede la partecipazione dell’Università Cattolica. L’iniziativa di informazione e approfondimento ha richiamato a palazzo Loggia operatori dei servizi, istituzioni, associazioni e realtà del terzo settore che a vario titolo operano in città sul tema del contrasto alla povertà. La vasta galassia bresciana del sociale è stata esaminata da Gerolamo Spreafico , docente della facoltà di Scienza della Formazione dell’Università Cattolica, e raccolta in un Compendio sulle principali teorie e pratiche per contrastare la povertà. Questo perché il tema delle condizioni di povertà nelle quali si trovano ampie fasce di popolazione e delle relative azioni di contrasto messe in campo da enti pubblici e organizzazioni private è una materia complessa non sempre affrontata con la profondità necessaria. In questo si ritiene auspicabile la costituzione di gruppi di lavoro coordinati e molto rigorosi nei metodi che aumentino le competenze dei soggetti in questione, come per esempio Think Tank locali, Comunità di pratiche con forte attenzione alla valutazione». Aggiungendo anche che la mobilità sociale di fatto non esiste più e nell’attuale stato di crisi economica, se guardi la tua famiglia d’origine conosci già, in linea di massima, quale sarà il tuo reddito futuro.

 

L’Augustinianum si racconta nei Colloquia

milano L’Augustinianum si racconta nei Colloquia Edizioni speciali a tiratura limitata, a cura di Educatt, presentano il resoconto delle attività culturali proposte ogni anno dal collegio, dedicano le loro pagine al ricordo di Agostini illustri, raccolgono testi di lezioni di particolare interesse. novembre 2018 Nata nel 2008 con l’obiettivo di sostenere i collegiali e alimentare uno spirito di fratellanza e collaborazione, l’associazione Agostini Semper continua a ispirarsi a quanto voluto da padre Agostino Gemelli in merito all’orientamento del Collegio Augustinianum. L’associazione coinvolge in maniera attiva gli studenti di ieri e di oggi per continuare a raccontare un’esperienza di vita che si concretizza ogni giorno nello “spirito dell’Augustinianum”. Nell’ambito della sua attività di formazione costante gli Agostini Semper forniscono contributi rilevanti nell’organizzazione di percorsi culturali di approfondimento politico, giuridico e spirituale . Questi trovano piena realizzazione all’interno di agili volumi, i Colloquia , che rappresentano la libertà di pensiero che il Collegio Augustinianum offre a chiunque sia interessato: dai membri dell’istituto stesso all’intera popolazione universitaria. I Colloquia , edizioni speciali a tiratura limitata a cura di del collegio e stampate con il supporto di Educatt, presentano il resoconto delle attività culturali proposte ogni anno dall’Augustinianum, dedicano le loro pagine al ricordo di Agostini illustri, raccolgono testi di lezioni di particolare interesse. Tutti i volumi della serie possono essere richiesti in versione cartacea (per la quale è richiesto un contributo di 5 euro); alcuni sono inoltre disponibili per il download gratuito nell’apposita area del sito Agostini Semper .

 

La scomparsa del professor Mari

Milano La scomparsa del professor Mari Il pedagogista della facoltà di Scienze della formazione si è spento improvvisamente. novembre 2018 È morto improvvisamente il professor Giuseppe Mari , ordinario di Pedagogia alla facoltà di Scienze della formazione. Aveva l'incarico di Pedagogia generale e della scuola presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e di Pedagogia generale e Pedagogia della relazione d'aiuto presso l'Istituto Universitario Salesiano di Venezia. Autore di numerose pubblicazioni, faceva parte del Comitato di Direzione della rivista "Pedagogia e Vita" (Brescia) e del Comitato scientifico delle riviste "Estudios sobre educacion" (Pamplona), "Studia Paedagogica Ignatiana" (Krakow), "Biografistyka Pedagogiczna" (Lublin), "Acta Facultatis Paedagogicae Universitatis Tyrnaviensis" (Trnava). Era tra i componenti del Comitato Scientifico del Centro Studi per la Scuola Cattolica della Conferenza Episcopale Italiana (Roma). I funerali del professor Giuseppe Mari hanno avuto luogo venerdì 16 novembre nella parrocchia di San Bernardino da Siena a Roncadelle (BS). La sintesi che Giuseppe Mari dedicava a Guardini filosofo ed educatore, ci appare oggi, a un tratto, in una luce nuova, non solo una semplice ricostruzione o un saggio tra gli altri, né l’ennesima scadenza editoriale alla quale come infaticabile studioso di pedagogia rivolgeva scrupolosamente la sua attenzione… [continua].

 

Mari e le sfide dell’educazione

Milano Mari e le sfide dell’educazione Ricordare gli innumerevoli ambiti di riflessione del pedagogista prematuramente scomparso è il riconoscimento a uno studioso che ha contribuito a ridisegnare, alla luce della tradizione e del pensiero dei classici, la figura dell’educatore. La sintesi che Giuseppe Mari dedicava a Guardini filosofo ed educatore, ci appare oggi, a un tratto, in una luce nuova, non solo una semplice ricostruzione o un saggio tra gli altri, né l’ennesima scadenza editoriale alla quale come infaticabile studioso di pedagogia rivolgeva scrupolosamente la sua attenzione. La sua morte improvvisa ci sollecita piuttosto a fermarci e rileggere i lavori dell’amico e del collega. Ma il ritrovare gli innumerevoli ambiti di riflessione di Giuseppe Mari non vuole essere una rievocazione fredda e distaccata di tracciati di studio. Tutto questo, Giuseppe Mari, studioso di teologia, di filosofia dell’educazione e di pedagogia, lascia come educatore di centinaia di studenti e di giovani che lo hanno conosciuto e apprezzato nei suoi corsi di Pedagogia generale. Ai suoi colleghi e amici lascia un vuoto enorme, come studioso di alto profilo, come uomo di rettitudine profonda e come esempio di credente. Simonetta Polenghi, docente di Storia della scuola e delle istituzioni educative e direttrice del dipartimento di Pedagogia; Marisa Musaio, docente di Pedagogia generale e sociale #pedagogia #lutto #formazione Facebook Twitter Send by mail.

 

Summer School, esperienza a tutto tondo

Cattolicapost Summer School, esperienza a tutto tondo I programmi estivi dell’Università Cattolica, articolati in otto aree, valorizzano il ruolo del contesto nei processi di apprendimento: da Ravenna ad Assisi, da Courmayeur a Santa Maria di Leuca, i luoghi influiscono sul modo di imparare. Le proposte 2018 31 maggio 2018 di Roberto Brambilla * Studiare Cinema a Courmayeur, i fenomeni migrator i a Santa Maria di Leuca, l’importanza della musica nella cultura e nella scuola a Lucca, i mercati finanziar i sul Lago di Como, le opere di Alessandro Manzoni a Stresa, Psicologia a Massa Carrara. La prima volta in cui ho partecipato a una Summer School outdoor è stato nell’agosto 2007 a Ravenna, quando fui chiamato insieme al mio direttore a collaborare alla prima edizione di quella che, nel tempo, sarebbe diventata un programma internazionale di successo: la Scuola estiva in Studi Danteschi. Ad Assisi ho appreso, attraverso la pratica quotidiana, l’importanza del contesto nei processi di apprendimento : ovvero quanto un luogo, una tradizione, un panorama, una cultura locale influiscono sul modo di imparare dei partecipanti. Nell’epoca della realtà virtuale, dei social networks, delle transazioni digitali, un progetto di puro distance learning – proposto come corso estivo – non ci è sembrato fuori luogo, anzi poteva diventare, come di fatto è accaduto, un primo prototipo di digital teaching da lanciare sulle principali piattaforme di e-learning . Lo scorso anno, infine, sono stato coinvolto in un nuovo progetto, questa volta dedicato agli insegnanti e al mondo della scuola: una Summer School sul Novecento , come epoca di cambiamenti e di nuove costruzioni sociali. Quali esiti sono stati generati da queste dinamiche? Da dove ha avuto origine ciò che ancora oggi influisce sul nostro pensiero? Raramente mi capita di programmare il mio tempo libero in modo tale di poter beneficiare, contemporaneamente, di un contesto culturale, turistico, artistico, religioso e, persino, enogastronomico.

 

Medicina, accordo con Jefferson University

Roma Medicina, accordo con Jefferson University Siglato a Roma Memorandum di Intesa tra Università Cattolica-Fondazione Policlinico Gemelli e Thomas Jefferson University di Filadelfia per sviluppo programmi di formazione e ricerca medica, con scambio di ricercatori e di studenti. maggio 2017 L’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma insieme alla Thomas Jefferson University (TJU), prestigiosa università statunitense con sede a Filadelfia, per sviluppare aree di cooperazione nel campo della formazione e della ricerca in medicina. È questo il cuore del Memorandum di Intesa siglato il 29 maggio, negli uffici della direzione della Fondazione Policlinico Gemelli, tra il rettore dell’Ateneo Franco Anelli, il presidente della Fondazione Policlinico A. Gemelli Giovanni Raimondi e il presidente della TJU Stephen Klasko . I due atenei attiveranno uno scambio di studenti dei rispettivi corsi di laurea in Medicina per esperienze cliniche della durata di un mese (Clinical Rotation) o per periodi di ricerca di uno/due mesi (Research Rotation). Il programma di ricerca congiunta prevede di esplorare opportunità di cooperazione che includano ogni tipologia di ricerca che generi diritti di brevetto, copyright e altri diritti di proprietà intellettuale. medicina #ricerca #formazione Facebook Twitter Send by mail LA JEFFERSON UNIVERSITY Alla sigla del Memorandum di Intesa hanno preso parte anche il Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica Rocco Bellantone e il Direttore generale del Policlinico A. Gemelli Enrico Zampedri. All’evento ha partecipato inoltre una rappresentanza di studenti del corso di laurea in inglese Medicine and Surgery attivato presso la sede di Roma dell’Università Cattolica.

 

Un’oasi di dialogo in Siria

Milano Un’oasi di dialogo in Siria È quella del Monastero di Deir Mar Musa vicino a Nabak dove gli sfollati siriani, cristiani e musulmani della zona, convivono in pace. maggio 2017 Un luogo di tregua, un’oasi di pace dove cristiani e musulmani possono vivere alcuni momenti insieme senza avere paura. A distanza di otto mesi dal loro arrivo questi giovani si sono integrati bene in università, hanno stretto nuove amicizie e stanno imparando l’italiano che inizialmente ha forse rappresentato l’ostacolo principale. Una di loro, Ola , con una laurea in ingegneria informatica si era iscritta a Linguaggi dei media ma ha preferito cambiare in corsa e passare alla facoltà di Economia con il corso “Economics and management” interamente in inglese. Poi c’è Kenan che sta proseguendo con il corso della facoltà di Scienze politiche (profilo in inglese in “International relations and global affairs”). Mentre Fadi sta terminando gli esami del corso triennale in “Scienze motorie e dello sport” (di cui aveva già un bachelor in Siria) per poi accedere alla laurea magistrale, e si è inserito come portiere in una squadra di calcio in città. Infine nella sede di Piacenza Nour sta frequentando Scienze dell’educazione e della formazione e Toufik Scienze e tecnologie agrarie.

 

Piacere Avis

Brescia Piacere Avis È il percorso di formazione realizzato dall’Osservatorio sul volontariato dell'Ateneo per sensibilizzare i giovani alla donazione di sangue. giugno 2017 I giovani non donano sangue e da molti ospedali d’Italia arriva l’allarme proprio in occasione della Giornata Mondiale del donatore che si celebra oggì. Per sensibilizzare i giovani alla donazione di sangue anche per il 2017 l’ Osservatorio sul volontariato dell’Università Cattolica di Brescia ha attivato,in collaborazione con l’ Avis Provinciale, il progetto “Piacere: Avis” , un percorso che in più di 10 anni ha incontrato nelle scuole 8.000-10.000 studenti di ogni età. Solo nel primo quadrimestre di quest'anno sono stati già coinovolti 2.391 alunni: 1.135 delle superiori, 784 della secondaria di primo grado e 472 della primaria. Si tratta di incontri gratuiti, durante i quali sono stati lasciati dei gadgets e del materiale informativo ai ragazzi. Quest’anno le tematiche proposte durante gli incontri sono state ampliate; si è parlato di cittadinanza attiva, della solidarietà e donazione del sangue, ma anche di salute e benessere. Per favorire una partecipazione attiva è stato anche realizzato, per il settimo anno consecutivo, un contest video “Voglio farlo anch’io” .

 

Lo humour? Una cosa seria

Brescia Lo humour? Una cosa seria L’umorismo, col suo potere attraente e liberatorio, può rappresentare un valido sostegno al lavoro degli operatori nel lavoro sociale ed educativo. L’utilità dell’umorismo è riconosciuta come stru¬mento di coesione (“lubrificante sociale”, secondo un’immagine ricorrente tra diversi autori), veicolo per la qualità dei legami ma pure fenomeno complesso che, se rafforza l’appartenenza, può anche indebo¬lire la coesione di un gruppo o mortificare le persone. Va detto però che dell’umorismo conosciamo anche un impiego dannoso nelle interazioni sociali quotidiane: l’umorismo, infatti, può esser impiegato in modo negativo per esprimere disprezzo e derisione, può funzionare come strategia di pressione, e ancora, può sviare l’attenzione, così da evitare questioni problematiche. Ciò significa che la capacità di creare umorismo consiste nel saper cogliere in modo originale i legami esistenti fra esseri viventi, oggetti o idee, e acquisire un nuovo modo di vedere le cose, una nuova comprensione di sé, una maggiore consapevolezza dei condizionamenti interni ed esterni. È opportuno allora prendere sul serio l’umorismo, che può rappresentare un valido supporto per il lavoro degli operatori nel lavoro sociale ed educativo, offrendo nuove prospettive e sollecitando iniziative. Livia Cadei (Università Cattolica) introdurrà le riflessioni in merito alle possibili ricadute nel lavoro socioeducativo che può occupare uno spazio nella relazione d’aiuto, ma può altresì rafforzare l’identità professionale degli operatori. Bruno Humbeeck (Université Mons-Belgio) orienterà la riflessione sull’importanza di saper riconoscere la differenza fra umorismo e derisione che significa saper distinguere le azioni che producono legami, inclusive da quelle che separano ed escludono.

 

Cinque ragioni per investire in formazione

cattolicapost Cinque ragioni per investire in formazione Secondo il rapporto OCSE Education at a glance 2017 l’Italia è tra i Paesi che destinano meno risorse a questo settore. A suonare il campanello d’allarme è il recente rapporto OCSE Education at a glance 2017 , che ci posiziona (anche quest’anno) tra i Paesi che poco investono in formazione, fanalino di coda al pari di Messico e Turchia. Solo il 18% degli italiani è infatti in possesso di un titolo di laurea: l’esatta metà della media dei Paesi OCSE. A preoccupare è anche un altro fenomeno: i Neet , i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano, raggiungono nel nostro Paese il 26% della popolazione. La fotografia può mutare, in meglio o in peggio, a seconda delle variabili geografiche (nord-sud), di genere (maschi-femmine), di titolo di studio (diploma-laurea) ma la sostanza non cambia. Lavoro inteso come luogo di crescita individuale e sociale, ambito di creatività e di ingegno, trama di relazioni e di soluzioni da ricercare. Investire in formazione, partecipare a un master, frequentare corsi di aggiornamento, significa anche diventare più competitivi nel mercato del lavoro, acquisire quelle skills che fanno la differenza, aumentare la propria employability e risultare interessanti per i datori di lavoro.

 

Pablo d'Ors, il medico e il malato

Roma Pablo d'Ors, il medico e il malato Lo scrittore spagnolo ha presentato il libro “Sendino muore” in un incontro promosso dal Centro di Ateneo per la Vita, dal Centro Pastorale della sede di Roma e dal Policlinico Gemelli. Occhi e orecchi per saper vedere e ascoltare, e avere il coraggio di toccare e unirsi al malato e alla sua anima. Quindi, molto coraggio per essere un vero medico: per ascoltare la vocazione e per metterla in pratica, e il coraggio dello stile di vita; infine, la generosità, cioè non soltanto la tecnica, ma l'arte». Il libro, edito da “Vita e Pensiero”, è la storia di Africa Sendino, una dottoressa che un giorno scopre di avere un tumore incurabile, passando dal ruolo di medico a quello di paziente, e che Pablo d’Ors ha accompagnato personalmente negli ultimi giorni di vita. L’incontro, moderato dal professor Vincenzo Valentini , Ordinario di Radioterapia dell’Università Cattolica, è stato aperto dai saluti del professor Rocco Bellantone , Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia, del dottor Giovanni Raimondi , Presidente della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, e introdotto da Monsignor Claudio Giuliodori , Assistente Ecclesiastico Generale dell’Ateneo. Alla conferenza di presentazione del libro sono intervenuti il professor Massimo Antonelli , Ordinario di Anestesiologia e Rianimazione e direttore del Centro di Ateneo per la Vita, e il professor Giorgio Conti , Ordinario di Anestesiologia e rianimazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. medicina #libri #accompagnamento #formazione Facebook Twitter Send by mail L'AUTORE DI "SENDINO MUORE" Pablo d’Ors nasce nel 1963 a Madrid da una famiglia di artisti e scrittori.

 

Imprese-università, nuova alleanza

Ci sono modi ormai consolidati di perseguire questo scopo: il coinvolgimento di uomini d’impresa nelle lezioni, gli stage (che ormai riguardano quasi 8.000 studenti l’anno), le giornate dedicate ad incontrare le imprese, come il career day che si svolge presso ciascuna delle nostre sedi in Italia. Secondo la sua esperienza, che cosa cercano le imprese nei rapporti con un ateneo? E che cosa trovano in Cattolica? «Un’impresa viva sa che il suo futuro è dato dalla qualità delle persone che riesce a coinvolgere. Con due vantaggi peculiari: la grande varietà dei profili di competenze che si possono trovare; un certo imprinting culturale, direi umano, che il nostro Ateneo trasmette, come per osmosi, a chi lo vive intensamente. Si parla spesso di Terza missione delle università, intendendo tutte quelle attività di impatto sociale che gli atenei realizzano contestualmente alle proprie principali finalità: educazione e ricerca. Rispondere in poche battute a come questa tensione si esplica in Cattolica è impossibile…» Proviamoci… «Me la cavo portando due esempi che sono emblematici del nostro modo di essere nel mondo. In questo senso, quanto più si ha a che fare con soggetti alla frontiera di una certa disciplina, quanto più ci si confronta ci si fa interrogare da essi, tanto più i contenuti e i metodi dell’università si rinnovano. impresa #lavoro #alleanza #formazione Facebook Twitter Send by mail CINEMA D'IMPRESA, VINCE LUCA (ALMED) Allo studente del corso di laurea magistrale GeCo della sede di Brescia dell'Università Cattolica l’edizione 2017 del premio di Assolombarda .

 

La libertà, una difficile conquista

PIACENZA La libertà, una difficile conquista La lezione a Piacenza di Philippe Meirieu , pedagogista francese noto anche fuori dal suo Paese, che basa il suo pensiero sull’idea che tutti sono educabili, nessuno escluso. Per questo abbiamo pensato di proporre un incontro sul tema dell’autonomia, che possa servire agli educatori, agli insegnati e ai genitori, coinvolgendo una delle voci più autorevoli e interessanti in materia: il professor Philippe Meirieu». Philippe Meirieu è un pedagogista francese molto noto anche fuori dal suo Paese. A Piacenza martedì 27 febbraio Meirieu parlerà soprattutto dell’educazione alla libertà, uno dei temi del suo libro appena pubblicato in Italia ( Pedagogia. La formazione alla libertà, secondo Meirieu, è un lavoro complesso di cui deve farsi carico l’educatore per aiutare il ragazzo a sentirsi responsabile delle proprie azioni. Passare dall’autorità dogmatica all’ “autorità che autorizza”: ecco la sfida che Meirieu lancia agli educatori di oggi. Una sfida difficile, ma a cui non ci si può sottrarre, in nome dei doveri che abbiamo nei confronti delle future generazioni.

 

Il cuore che arde

Roma Il cuore che arde Da mercoledì 7 marzo il percorso di formazione promosso dal Centro Pastorale della sede di Roma dedicato ai giovani per approfondire la conoscenza delle dinamiche affettivo-spirituali. by Federica Mancinelli | 05 marzo 2018 Nell’era delle relazioni telematiche la “grammatica” degli affetti sembra essersi drammaticamente impoverita e la capacità di esprimere i propri sentimenti, di amare autenticamente e costruire relazioni durature è in declino. I rapidi cambiamenti e i modelli illusori proposti dalla società confondono gli uomini e li inducono a compiere scelte di effimera consolazione allontanandoli sempre di più dalla loro identità, dal loro essere uomini e donne. centropastorale #formazione #affettivita Facebook Twitter Send by mail LE TAPPE DELL'ITINERARIO L’itinerario partirà mercoledì 7 marzo con l’incontro dal titolo “Noi speravamo…..”, guidato da Monsignor Ermenegildo Manicardi , docente presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana. Gli appuntamenti successivi saranno gli incontri “Spiegò loro….”. (16 maggio Monsignor Claudio Giuliodori, Assistente Ecclesiastico Generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Cardinal Elio Sgreccia , Presidente Emerito della Pontificia Academia Pro Vita e Presidente dell’Associazione “Donum Vitae”).

 

Formazione oggi, quali sfide?

Brescia Formazione oggi, quali sfide? Alleanza e dialogo tra giovani, network, istituti scolastici e imprese: ecco gli ingredienti per formare le risorse del futuro. by Bianca Martinelli | 10 aprile 2018 Riflettere sulle frontiere della formazione umana e professionale al giorno d’oggi non può prescindere dal perseguire una realizzazione personale e comunitaria del singolo, a cui una società deve aspirare. I lavori si sono aperti con i saluti del Presidente della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati e con l’intervento del sindaco Emilio Del Bono , che si è espresso per sottolineare come "il patto formativo tra imprese, università e giovani, è sinergico per la crescita di un territorio". Al centro degli interventi è stata la consapevolezza di come una nuova formazione possa concretizzarsi soltanto attraverso un’alleanza tra persone attente all'attuale condizione giovanile, creando così i presupposti per individuare e sviluppare talenti e competenze specifiche di ciascuno. “Oltre alle competenze avanzate e digitali, un ruolo sempre più cruciale è riconosciuto a life skills come intraprendenza, creatività, apertura al nuovo e disponibilità ad aggiornarsi continuamente – ha sottolineato il coordinatore del corso di laurea magistrale in Progettazione Pedagogica e formazione delle risorse umane, Pierluigi Malavasi . Occorre dunque effettuare un riflessione in questo senso poiché formare individui vincenti e generazioni in grado di capire il mondo che cambia è fondamentale per il funzionamento della società” ha concluso Malavasi. Il problema maggiore della scuola, oggi, è forse quello di non saper leggere le reali inclinazioni dei ragazzi, che sbagliano così la scelta del percorso di studi poiché non sufficientemente indirizzati.”.

 

Musica a scuola, sì bella e perduta

SUMMER SCHOOL Musica a scuola, sì bella e perduta Nel Paese del “bel canto" la formazione musicale non ha un posto di rilievo nel sistema scolastico. La musica è la visione sensibile di un’epoca, la propria e un’epoca del passato, e, per comprendere il proprio tempo e le generazioni prima delle nostre, quale strada può essere migliore dell’ascoltare un canto, un’opera, una composizione musicale? Facilmente incline a una formazione astrattamente intellettuale e nozionistica, la scuola italiana si è privata di questa grande possibilità, con gravi conseguenze sulla cultura nel suo complesso. In questo quadro si colloca la Summer School su “ La musica nella cultura e nella scuola italiana ”, con lo specifico intento di avvicinare maggiormente gli insegnanti, i dirigenti scolastici, i giovani studenti universitari che vorranno insegnare, alla cultura e alla sensibilità musicale. Partecipare alla Summer school è un’esperienza di conoscenza, di scoperta, di nuovi rapporti e di nuove prospettive. È ciò che hanno vissuto e acquisito le decine di insegnanti di ogni ordine e grado, dalla scuola materna alla scuola superiore, che hanno preso parte alle Summer school di questi anni. La possibilità di confronto con colleghi di altre discipline e di altri livelli scolastici, su comuni tematiche e per altrettanto comuni obiettivi, non è l’ultimo dei motivi per partecipare ai tre giorni di Lucca-Montecatini, insieme ad alcuni fra i maggiori esponenti della cultura musicale italiana.

 

Curare e lasciarsi curare

Roma Curare e lasciarsi curare Al Policlinico Gemelli il secondo incontro promosso dal Centro Pastorale della sede di Roma con i medici in formazione specialistica della Facoltà di Medicina e chirurgia. Prima della presentazione delle testimonianze è stata recitata una preghiera composta per l’occasione da Don Francesco Dell’Orco , Assistente Pastorale della sede di Roma, che ha anche contribuito all’organizzazione dell’incontro. Molte, profonde e significative le riflessioni degli Specializzandi che hanno condiviso storie ed esperienze quotidiane di vita e di assistenza nei reparti, di vicinanza reciproca con i pazienti, di formazione non solo scientifica e clinica, ma anche umana e spirituale. “Sono io a dover essere grata ai pazienti per le esperienze che mi hanno offerto”, “Ci ha insegnato a vivere proprio mentre stava morendo”, “E’ stata lì a consolare me”: queste le frasi più toccanti di alcune delle riflessioni offerte dai giovani medici. “Ascoltando queste testimonianze – ha detto Monsignor Giuliodori concludendo l’incontro – abbiamo condiviso due ore di formazione profonda e necessaria per tutti noi. Per essere medici occorre essere veri professionisti, ma anche capaci di vera e autentica umanità. Si tratta dell’incontro di due persone, medico e malato, che reciprocamente stabiliscono un rapporto di cura. Queste testimonianze ci hanno dimostrato che nei momenti culminanti della vita, di grave malattia e anche di morte, non finisce tutto, ma si ha l’opportunità di comprendere i significati più profondi dell’esistenza”.

 

Il bambino Dop scende in campo

cattolicapost Il bambino Dop scende in campo L’impulsività e i limiti nella capacità di attenzione di cui soffrono i ragazzi affetti da Disturbo oppositivo provocatorio , in alcuni sport possono diventare punti di forza. L’ impulsività di cui questi ragazzi soffrono, così come l’ incapacità di essere attenti a più cose contemporaneamente , nell’ambito di alcune attività sportive possono diventare, se ben gestiti, dei veri e propri punti di forza . Il bambino Dop soffre di un disturbo - con forte comorbilità con il deficit d’attenzione e iperattività (Adhd) - che va a colpire il lobo frontale e prefrontale del cervello, rendendolo meno capace di controllarsi rispetto agli altri. Esistono interessanti lavori di ricerca americani sul valore di alcuni sport, come per esempio il rugby o addirittura il golf , in cui vengono sfruttate le fragilità di alcuni atleti affetti da questi tipi di disturbo per ottenere miglioramenti in termini di controllo del comportamento» afferma il professor Daffi. Con l’aiuto di Fondazione Cariplo i docenti hanno realizzato un progetto sportivo con interventi di affiancamento da parte di un educatore specializzato nella gestione dei disturbi del comportamento su soggetti segnalati dalla neuropsichiatria infantile del territorio. Queste evidenziano una significativa percentuale di bambini con difficoltà del comportamento, tale percentuale arriva a raggiungere anche il 20% a seconda del campione e dei metodi di indagine utilizzati. Per definire con precisione il Disturbo Oppositivo Provocatorio (Dop) , i comportamenti devono manifestarsi più frequentemente rispetto a quanto si osserva tipicamente nei soggetti di età e livello di sviluppo paragonabili e devono comportare una significativa compromissione del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.

 

Studiare il mondo per cambiarlo

brescia Studiare il mondo per cambiarlo È il messaggio della 93esima Giornata dell’Università Cattolica ed è stato il tema dei tre incontri organizzati nelle sedi dell’Ateneo, il primo dei quali a Brescia dal titolo “Innovazione 4.0”. Col Rapporto Giovani , la presentazione del progetto Alumni 28 aprile 2017 Tecnologia, studio, impegno, consapevolezza di sé e delle sfide da affrontare: sono gli strumenti in mano alle nuove generazioni per vivere in un mondo in rapida evoluzione. Di giovani e futuro si è parlato a Brescia nel primo dei tre incontri organizzati dall’Ateneo in occasione della 93° Giornata dell’Università Cattolica , in programma domenica 30 aprile. Introdotta e moderata dal vicedirettore del Giornale di Brescia Gabriele Colleoni , la prorettrice Antonella Sciarrone Alibrandi ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Il tema della 93° Giornata dell’Università “ Studiare il mondo è già cambiarlo ” pone volutamente l’accento sull’importanza dello studio per intervenire concretamente sulla realtà. Ne sono un esempio l’uso del digitale e del social network, oggi fondamentali nel settore della comunicazione delle aziende: i master e i corsi che proponiamo rappresentano un’offerta d’istruzione superiore in grado di aiutare gli studenti a immettersi in un mondo del lavoro che richiede sempre più creatività». Esempio concreto in tal senso è la testimonianza di Alberto Albertini , ex studente alla Cattolica e oggi docente di comunicazione internazionale d’impresa: «L’innovazione è la caratteristica fondamentale che un’azienda deve avere per sopravvivere. Del ruolo degli ateni si è occupata nel suo intervento l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia Valentina Aprea : «L’università di oggi deve posizionarsi diversamente rispetto al passato, non più sopra i giovani in quanto Istituzione, bensì al loro fianco.

 

Combattere il disagio scolastico

Un percorso di formazione promosso da Ausl, Ufficio Scolastico Regionale e Università Cattolica che ha coinvolto 130 i professori delle scuole superiori piacentine. L’idea nasce sulle tracce del progetto “ Stigma ” e vuole sollecitare sensibilità, capacità relazionali e comunicative specifiche, nonché la conoscenza del fenomeno: questo perché un’oggettiva consapevolezza può evitare il diffondersi di atteggiamenti allarmistici o, al contrario, superficiali. Molto alta l’adesione degli insegnanti, a dimostrazione dell’interesse del corpo docente per il tema: agli incontri in calendario hanno partecipato 130 professori di scuole superiori, oltre ai 120 delle scuole medie inferiori. L’università collabora a questo progetto nell’orizzonte di tutte le attività che come Scienze della formazione stiamo mettendo in atto da anni per aiutare i docenti ad accrescere le proprie competenze relazionali di fronte alle situazioni di disagio scolastico» sottolinea Pierpaolo Triani , docente dell’Università Cattolica. Giuliano Limonta , direttore del dipartimento Salute mentale dell’Ausl di Piacenza, ha proposto ai docenti delle scuole superiori un quadro generale sugli stati mentali a rischio negli adolescenti, per poi proseguire affrontando il tema della depressione. Il percorso per gli insegnanti delle superiori si è chiuso in Cattolica con un approfondimento sui disturbi di personalità borderline . La logica è quella di intercettare i "primi segnali che precedono il disagio o la malattia, l’incubazione di situazioni che potrebbero sfociare in veri e propri disturbi clinici".

 

La Shoah con gli occhi dei bambini

Piacenza La Shoah con gli occhi dei bambini Per la Giornata della memoria quattrocento studenti delle scuole superiori di Piacenza hanno affollato il campus di Piacenza per un riflettere sul senso di fare memoria. E poi una ricerca svolta su sopravvissuti, bambini durante la Shoah, che ha cercato di mettere in luce i motivi di resilienza per questi bambini catapultati in una situazione terribile. La giornata della memoria ci ricorda una delle pagine più tragiche della nostra storia, pagina che tuttavia non è più così recente: i testimoni diretti stanno scomparendo e quindi urge un altro modo di fare memoria» sottolinea il professor Daniele Bruzzone , organizzatore del convegno. Noi abbiamo voluto trovare i motivi di attualità di quella pagina, cercando di capire in che cosa possa essere utile, nella nostra vita, l’esperienza della deportazione. Pertanto abbiamo concentrato la nostra attenzione su una prospettiva che ci permettesse di capire non solo le efferatezze che venivano compiute nei lager, ma in particolare il modo in cui le persone riuscivano a resistere in questa situazione estrema, con quali motivazioni e con quali risorse spirituali». Marco Ius, ricercatore dell’Università di Padova, ha presentato i risultati di uno studio realizzato sui bambini nascosti della Shoah, scampati all’olocausto grazie al fatto di essere stati allontanati dalle famiglie d’origine per vivere in altre famiglie o in conventi. Solo negli ultimi anni si è aperta questa attenzione ai bambini nascosti, che ha svelato un mondo di dolore e di perdita ma anche di risorse umane e spirituali.

 

Teatro è attore, aperte le iscrizioni

ROMA Teatro è attore, aperte le iscrizioni Il percorso formativo prenderà avvio a marzo con 100 ore totali di lezioni, tre la settimana, con esercizi propedeutici e apprendimento delle discipline. Il corso si concluderà con la messa in scena di un vero spettacolo teatrale. febbraio 2017 È prorogato fino alla fine di febbraio il termine per iscriversi alla terza edizione del percorso Teatro e Attore. I partecipanti potranno affrontare un percorso formativo articolato in diverse materie tra cui il corretto uso della voce, dizione e articolazione, movimento scenico, recitazione. Gli allievi avranno la possibilità di mettersi alla prova nella messa in scena di un vero spettacolo teatrale che concluderà il primo anno. Il percorso, attivo per un massimo di 12 partecipanti, prenderà avvio nel mese di marzo 2017 e a ospitarlo sarà la sala polifunzionale all’interno del Collegio Nuovo Joanneum. Si tratta di circa 100 ore totali di lezioni, tre ore la settimana, comprendenti esercizi propedeutici e apprendimento delle discipline e lezioni bisettimanali con studio della messa in scena dello spettacolo finale; stage e prove dello spettacolo, prova generale e rappresentazione.

 

Talenti allenati alla Dual Career

A Cattolica per lo sport parlano gli olimpionici Igor Cassina e Antonio Rossi 23 gennaio 2017 di Marianna Di Piazza e Antonio Di Francesco Coniugare carriera sportiva con istruzione e lavoro: è la sfida che ogni atleta si trova ad affrontare durante il proprio percorso professionale. Allenamenti intensi, competizione, voglia di raggiungere alti livelli rendono difficile per le giovani promesse dello sport conciliare i due mondi, così gli atleti si vedono spesso costretti a scegliere tra università o lavoro e attività agonistica. Tra gli esempi di questa transazione, tre campioni dello sport che a fine carriera hanno saputo reinventarsi: Marco Arpino , atleta olimpico di scherma, oggi responsabile Progetti speciali del Coni; Filippo Corti , giocatore e membro dell’Associazione italiana calciatori. L’Unione Europea ha redatto una serie di linee guida per orientare gli Stati membri, con l’obiettivo di sensibilizzare governi, federazioni, università e istituti e creare le giuste condizioni per la doppia carriera degli sportivi. Gli atleti spesso non pensano al post carriera, ma, se sostenuti dalle organizzazioni sportive e incentivati dai programmi di scuole e università, possono riuscire a conciliare nel migliore dei modi impegni accademici e sportivi per creare la loro “seconda vita”. È fondamentale che tra il mondo dello sport e quello accademico ci sia una comprensione reciproca perché, come ha spiegato Paolo Bouquet , delegato per lo sport dell’Università degli Studi di Trento, «il corpo docente spesso ritiene che lo sport abbia poco a che fare con l’università». GUARDA TUTTA LA PLAYLIST IL CONVEGNO L'iniziativa che si è tenuta il 20 gennaio nella sede di via Nirone della sede di Milano dell'Ateneo ha presentato la Dual Career in Europa, la situazione italiana e i primi risultati della ricerca del progetto DC4AC .

 

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