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Con Cremona Food-Lab, ricerca e impresa viaggiano insieme

Ricerca Con Cremona Food-Lab, ricerca e impresa viaggiano insieme Il 6 novembre alle 10.30, l’Hub di ricerca e servizi sui temi dell'innovazione nell’agrofood della Cattolica presenta i risultati raggiunti. Tra 2016 e 2017 ragionando con i partner coinvolti ci eravamo prefissati di creare un hub di ricerca e servizi per le imprese del settore agro-alimentare cremonese – spiega il professor Lorenzo Morelli , docente di Microbiologia all’Università Cattolica e direttore del progetto –. Gli obiettivi erano molteplici e ambiziosi: supportare le aziende nell’innovazione di prodotto e di processo con particolare attenzione alla sicurezza alimentare, al profilo nutrizionale e alla sostenibilità ambientale ed economica; creare case history che potessero avere valore generale; attivare percorsi di formazione dei quadri dirigenti e del personale aziendale». Un progetto complesso – aggiunge Morelli – ma oggi, a distanza di poco più di tre anni, possiamo dire di aver completato gli impegni presi». Proprio sulla spinta della risposta positiva da parte delle aziende coinvolte, l’Università Cattolica di Cremona vuole lavorare per mantenere e sviluppare il concreto dialogo tra Università, mondo economico e istituzioni a vantaggio dell’intero territorio cremonese. Già dal 2019, grazie al finanziamento di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, è stato avviato il progetto Craft (CRemona Agri-Food Technologies) una sorta di emanazione di Cremona Food-Lab focalizzato sul settore lattiero-caseario. Anche e soprattutto nella prospettiva della nuova sede di Santa Monica, che determinerà una forte spinta allo sviluppo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona».

 

Matricole, il Welcome Day è in presenza

Formazione Matricole, il Welcome Day è in presenza Sono stati 140 (suddivisi in 2 gruppi) gli iscritti alla facoltà di Scienze della Formazione giunti nella sede di via Trieste in occasione della giornata dedicata all’introduzione all’anno accademico 2020-21. Tutti gli altri in collegamento da remoto by Bianca Martinelli | 01 ottobre 2020 Il Welcome Day della facoltà di Scienze della Formazione si è tenuto come da tradizione a pochi giorni dall’inizio delle lezioni, ma con modalità innovative dettate dalla situazione pandemica in corso. “Nonostante l’impossibilità di incontrarci di persona, tengo a dirvi che la facoltà ha messo in campo una serie di iniziative per potervi permettere di conoscere docenti, corsi e ambienti universitari della nostra sede - ha precisato il prof. Pati nel suo discorso di benvenuto alle matricole. Questo stato di lontananza alternativo all’elemento qualificante della nostra facoltà, ovvero la relazione tra persone, non deve impedirvi di coltivare i rapporti: la negatività del periodo ci ha permesso infatti di giovare di nuove e utili forme di comunicazione”. Parole riprese da Don Mauro Cinquetti , assistente spirituale della Cattolica che al Centro pastorale dell’Ateneo ha introdotto la modalità di incontro e dialogo online quando i numeri non consentono di farlo di persona. “La nostra facoltà forma i futuri professionisti dell’educazione, della formazione della persona e delle professioni socio-pedagogiche, nei prossimi tre anni avrete modo di apprendere conoscenze e competenze sia teoriche che pratiche. Siete i primi ad aver sperimentato la maturità in una situazione pandemica ed i primi ad iniziare un percorso di accedemico in una situazione ancora emergenziale; insieme a voi anche le istituzioni stesse, come la nostra, hanno dovuto reinventarsi" ha esordito Amadini.

 

Summer school gratuite e aperte a tutti

ecatt Summer school gratuite e aperte a tutti Anche quest’anno l’Università Cattolica propone da luglio a settembre percorsi estivi di breve durata. Otto in tutto che, per le condizioni legate al Coronavirus, si trasformano in Massive open online courses, fruibili in qualsiasi punto del pianeta by Katia Biondi | 16 giugno 2020 Tornano le summer school e diventano MOOC. Anche quest’anno l’Università Cattolica propone i percorsi intensivi estivi rivolti a laureandi, neolaureati e professionisti desiderosi di arricchire la propria crescita culturale e personale. Otto i corsi offerti che, per le conseguenze legate al Covid-19, cambiano modalità di erogazione trasformandosi in Massive open online courses , proposte formative gratuite, aperte a tutti e fruibili in qualsiasi punto del pianeta. L’obiettivo era infatti unire l’esperienza di trasmettere e apprendere culture a quella della vita sul territorio, favorendo così l’incontro con la storia, con l’arte, con le tradizioni di un luogo», racconta Roberto Brambilla , direttore della Formazione postlaurea e Research partnership dell’Università Cattolica. L’Università Cattolica ha però pensato di essere lo stesso accanto agli studenti, agli insegnanti, ai professionisti ma anche ai semplici appassionati con un interessante programma culturale, un portfolio di summer school completamente gratuito e in versione online da fruire liberamente nel periodo estivo tra luglio e settembre». Da questo punto di vita le summer school dell’Università Cattolica possono essere un’«occasione stimolante» per uscire «rafforzati da questo tempo di crisi».

 

Internationalization at home, studiare e lavorare all’estero anche da casa

eCatt Internationalization at home, studiare e lavorare all’estero anche da casa L’emergenza Covid ha costretto a ricalibrare la proposta di esperienze e stage internazionali per gli studenti Unicatt. Ne è nata l’opportunità di programmare una serie di iniziative interamente a distannza che fanno Cv. Ecco le occasioni per l’estate by Paolo Ferrari | 22 maggio 2020 Summer program a distanza, stage internazionali in smart working, webinar, sportello virtuale . L’emergenza sanitaria ha inevitabilmente bloccato le partenze degli studenti Unicatt verso destinazioni internazionali ma non ha fermato le possibilità di fare esperienze, sia pure da remoto, in moltissimi Paesi del mondo. Il coronavirus, una volta gestiti i rientri degli studenti che si trovavano all’estero per programmi universitari o per internship e quelli che avrebbero dovuto partire, ha costretto Cattolica International ad affrontare l’emergenza. Discorso analogo per gli stage internazionali , dove gli studenti che sono dovuti rientrare anticipatamente hanno potuto proseguire il loro lavoro in smart working , da casa loro. Per l’estate sono stati calendarizzati Summer Program Online : sono già una trentina gli studenti che hanno confermato e le destinazioni maggiormente richieste sono le regine dei ranking internazionali, UC Berkeley, UCLA, Stanford University. Anche per questa tipologia di programmi abbiamo circa un centinaio di studenti che stavano svolgendo lo stage all’estero e, causa Covid, lo hanno terminato o lo termineranno da remoto e una trentina di studenti che svolgeranno invece lo stage internazionale da remoto quest’estate».

 

Il pedagogista, una risorsa nel post-Covid

Formazione Il pedagogista, una risorsa nel post-Covid Il seminario ha messo in luce le responsabilità che gli educatori di oggi sono chiamati ad affrontare nell'organizzazione delle risorse umane. Brescia ha bisogno di voi" by Antonella Olivari | 08 ottobre 2020 "Dovete avere fiducia nel futuro, la stessa con cui avete scelto il corso di laurea in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane". Questo il messaggio che il prof. Pierluigi Malavasi , coordinatore scientifico, ha rivolto agli studenti che si sono dati appuntamento a palazzo Loggia per l’evento inaugurale del corso. L’attualità, incerta e sospesa, dell’impatto che avrà Covid-19 sul mercato del lavoro, nei diversi ambiti dei servizi educativi e della formazione, della consulenza e della progettazione pedagogica chiede un’attenta riflessione sul futuro di questa professione. “La riflessione pedagogica deve orientare meglio il suo modo di pensare per tracciare nuovi pensieri di sviluppo – incalza Luigi Pati , preside della facoltà di Scienze della Formazione. L’avvio della seconda sezione dell’evento, alla presenza degli studenti del secondo anno, è stata affidata a Alessandra Vischi , co-direttore del corso di laurea magistrale e a Monica Amadini , coordinatrice scientifica del corso di Scienze dell’educazione e della formazione della sede di Brescia. Spazio poi alla lectio di Emilio Del Bono , sindaco della città di Brescia, che prende avvio sull’importanza di investire in educazione e formazione.

 

Se la teledidattica ci interroga sul nostro insegnamento

Piacenza Se la teledidattica ci interroga sul nostro insegnamento Il pedagogista Pierpaolo Triani , alle prese come molti colleghi con le varie modalità di e-learning , propone una riflessione sul senso dell’insegnare. Leggo negli studenti desiderio di contatto, di adulti che sappiano ‘esserci’, anche a distanza» 13 marzo 2020 di Pierpaolo Triani * Tutti noi (forse è meglio dire quasi tutti) che siamo impegnati nell’insegnamento siamo alle prese con un vero ribaltamento delle nostre abitudini e delle nostre sicurezze. Non lo nascondiamo, ci manca l’aula, ci manca il contatto, la possibilità di guardare negli occhi, di cogliere nello sguardo la comprensione e l’incomprensione; di assaporare la gioia del capire e l’interesse del ricercare, che si intrecciano con la noia e il disinteresse. Avvertiamo che manca qualcosa, sentiamo dagli stessi studenti che hanno bisogno di qualcosa di diverso. Hanno bisogni di sentirsi ‘pensati’, stimolati, sollecitati; di avere la possibilità di interagire con una voce che chiarifica e rilancia; di poter fare domande dal vivo; di poter sentirsi in compagnia di altri; di poter raccontare quello che stanno facendo e vivendo. Mi sembra così che si mostri con ancora più chiarezza quello che abbiamo sempre saputo, ma che non poche volte tendiamo a dimenticare. Leggo negli studenti desiderio di contatto, di incontro, di adulti che sappiano ‘esserci’, anche a distanza.

 

Il prorettore Sciarrone Alibrandi: le grandi occasioni formative estive dell'Ateneo

La professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Università Cattolica risponde a Radio 24 – Effetto giorno sull’andamento delle immatricolazioni e sull’esperienza dei percorsi estivi quest’anno in formula a distanza. Nonostante la situazione, gli Atenei, soprattutto del Nord, non sembrano perdere significativamente la capacità di attrarre studenti. Come sarà il futuro dei fuori sede? «La nostra Università accoglie numerosi studenti da tutta Italia e dell’estero. Per facilitare gli studenti, quest’anno prolunghiamo i tempi di iscrizione e apriamo a colloqui online: siamo rimasti molto piacevolmente sorpresi dalle tante domande per i collegi milanesi e piacentini». Le offriamo gratuitamente, come investimento sui giovani, sull’importanza per loro in questo momento più che mai, per accrescere le competenze, allargare lo sguardo». Un grande successo; in particolare la Summer School sul settore bancario e finanziario, che seguo direttamente ( International Summer School on Banking and capital markets law ) ha appena concluso la prima parte con cento partecipanti da tutto il mondo, facilitati dall’essere online, riscuotendo tanto apprezzamento». E ora riapre agli interessati, come il resto dei programmi estivi, sempre in modalità gratuita e a distanza, accessibile fino al 25 settembre .

 

A Stoccolma per studiare la scuola

Tra queste la Passive School, una scuola completamente priva di sistemi di riscaldamento (e quindi di inquinamento) che offre una soluzione efficace all’emergenza climatica. In Svezia i bambini fin da piccoli vengono educati alla sostenibilità e al rispetto della natura: molta parte del tempo scolastico lo trascorrono negli spazi esterni, nei parchi pubblici attigui alle strutture o nella foresta, con cui confinano i servizi educativi. Ad esempio il servizio Lovis, che accoglie bambini da 1 a 5 anni, permette di fare ogni giorno una passeggiata nella foresta dove le educatrici hanno raccontato di aver visto volpi, scoiattoli e alci. Non è difficile inoltre vedere bambini che, pur sotto lo sguardo attento di educatori e insegnanti, si arrampicano sugli alberi fino a due metri da terra in assoluta autonomia e padronanza del proprio corpo. “D’altra parte il Governo svedese ha sempre investito sui servizi per l’infanzia e le famiglie – ha spiegato un giovane genitore italiano che da anni vive a Stoccolma – per rendere maggiormente attraente un Paese penalizzato dal freddo e da giornate che per molta parte dell’anno tramontano attorno alle 4.30-5 del pomeriggio”. In Svezia i genitori sono sostenuti nell’esperienza generativa fin da subito, potendo godere di 90 giorni di congedo obbligatori per ognuno, a cui se ne aggiungono altri 300 senza distinzioni da utilizzare entro i primi 4 anni di vita del bambino. Si tratta certamente di un grande incentivo alla maternità/paternità, in continuità con un sistema di servizi di ottimo livello a cui le famiglie sono chiamate a contribuire con rette mensili contenute (ad esempio una famiglia in una fascia di reddito medio-alta, versa al mese circa 100 euro)”.

 

Iraq, formare e proteggere i bambini

Un progetto per cambiare le regole del gioco nei rapporti fra dirigenti scolastici, insegnanti e piccoli studenti con un nuovo approccio pedagogico e coinvolgendo le famiglie in una delle aree più bisognose di cooperazione e aiuto per migliorarne le infrastrutture sociali. formazione #iraq #svilupposostenibile Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Formazione primaria, il test per 450 posti

Scienze della formaazione Formazione primaria, il test per 450 posti Aperte fino al 9 settembre le iscrizioni nella sede di Milano e Brescia per partecipare al concorso di ingresso alla laurea magistrale a ciclo unico per chi intende insegnare nella scuola dell’infanzia e primaria. I posti disponibili nei due campus sono 450, 200 per la sede di Milano e 250 per quella di Brescia. Entro mercoledì 9 settembre gli studenti che desiderano diventare insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria dovranno effettuare l’iscrizione al test attraverso il portale d’ateneo. Questo corso di laurea magistrale a ciclo unico (5 anni) ha l’obiettivo di preparare gli insegnanti del futuro. Per questo il piano di studi prevede due livelli di insegnamento: fornire le conoscenze e i contenuti disciplinari che saranno veicolati nell’ambiente scolastico (“cosa” insegnare) e indicare agli studenti la relazione e l’approccio da tenere con gli alunni (“come” insegnare). Il corso è abilitante all’insegnamento: consente cioè una volta conseguita la laurea, l’inserimento nelle graduatorie d’Istituto e la partecipazione ai concorsi ordinari per le scuole dell’infanzia e primaria. Per tutti gli iscritti al corso di laurea, appuntamento ai primi di ottobre per la giornata di welcome day, un’occasione importante per avere tutte le informazioni su corsi, attività di laboratorio, tirocini e per un primo approccio per conoscere i compagni di studio dei prossimi cinque anni.

 

Il governatore Visco: investire nell’istruzione

Tra i relatori monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, e monsignor Nunzio Galantino , presidente Apsa by Katia Biondi | 03 febbraio 2020 «È necessario un adeguato investimento nell’istruzione per affrontare l’incertezza che circonda il lavoro e le competenze che avranno rilevanza nel futuro». Questo perché «abbiamo bisogno di scuole che non solo siano dotate di strumenti tecnologici avanzati, ma che siano anche attrattive e confortevoli». L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Anna Maria Tarantola, presidente della Fondazione Centesimus Annus, che ha introdotto l’intervento di monsignor Mario Delpini , arcivescovo di Milano. Il tema oggi in discussione dà la percezione di una emergenza: le competenze acquisite nella formazione universitaria rischiano di essere una merce in vendita al miglior offerente che le compra solo perché funzionali al profitto e al potere». Per questo, ha continuato l’arcivescovo di Milano, l’iniziativa promossa dalla Centesimus annus «è mossa da un’intuizione di un percorso promettente affinché nelle università si promuova non solo competenza ma anche educazione e che queste si inseriscano in un orizzonte di valori. In Università Cattolica parlare di contesto educativo è abituale, come il formare l’uomo quale protagonista di una storia che renda percepibili i valori». Come ricorda il World Human Forum , ha concluso monsignor Galantino l’educazione è tra i «fattori che porta alla felicità insieme con il reddito, la salute, la libertà di iniziativa, l’assenza di corruzione, la qualità delle relazioni e la gratuità.

 

Sciarrone Alibrandi: «La digitalizzazione forzata ha cambiato tutti noi»

Meeting di Rimini Sciarrone Alibrandi: «La digitalizzazione forzata ha cambiato tutti noi» Ora serve un investimento educativo in capitale umano, perché la formazione è l’unico strumento per vincere le trasformazioni in atto. L’intervento al Meeting del prorettore vicario dell’Università Cattolica by Antonella Olivari | 22 agosto 2020 Si torna a parlare di emergenza educativa al Meeting di Rimini , dopo l’intervento di Mario Draghi, all'interno del Talk Show Live L'io in azione: conoscenza e creatività , organizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà. Il 47% è analfabeta funzionale (incapace di usare le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni di vita quotidiana). Nel formare la capacità educativa di una persona non bastano solo le nozioni ma occorre anche sviluppare quelle caratteristiche più personali: più responsabilità, più precisione, più capacità di lavorare in team. La digitalizzazione forzata di questi mesi quanto ha influito sui giovani? «Ha cambiato tutti noi, non solo gli studenti» afferma Antonella Sciarrone Alibrandi . L’esperienza della didattica a distanza ha potenziato la solitudine degli studenti? «In questi mesi – risponde la professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi – stiamo costruendo un modello nuovo di didattica per ricostruire un legame forte anche a distanza fra chi insegna e chi è lontano». A fine incontro il messaggio chiaro che è emerso a più voci è quello che solo chi si forma sarà in grado di affrontare il cambiamento.

 

Missione in clinica nell’impianto di Zubair

Progetto Missione in clinica nell’impianto di Zubair Da alcune settimane è attivo un progetto relativo alla clinica interna a uno degli impianti di Eni nel sud dell’Iraq. Il nome di questo paese induce subito a pensare a ciò che i media ci hanno mostrato negli ultimi anni: guerra e sofferenza di cui, ancora oggi, se ne possono vedere gli effetti attraversando il deserto dall’aeroporto di Bassora fino al campo ENI a Zubair in cui lavoro. Ogni spedizione che ho fatto è stata preceduta da approfondimenti storici, ma anche geopolitici dai quali non si può prescindere e qui, la geopolitica, è stata fondamentale. Ed è qui che l’Eni lavora in una grande area di estrazione comprendente centinaia di pozzi le cui pipeline convergono in impianti di separazione dell’olio nelle quali lavorano centinaia di persone. Lavoro in una clinica molto equipaggiata in grado di ospitare urgenze ed emergenze sia mediche che traumatiche avendo a disposizione tutto ciò che tali situazioni comporterebbero. La nostra competenza è estesa agli impianti esterni per i quali facciamo visite periodiche per verificare che eventuali emergenze possano inizialmente essere gestite in loco dato che le distanze dal nostro campo non renderebbero immediato l’eventuale intervento. È stata recentemente aperta una seconda clinica nell’impianto più a nord all’interno dell’area dell’Eni con medici iracheni che turnano nelle 24 ore per far fronte ad emergenze degli impianti a loro vicini, comunque sempre referenti alla nostra clinica.

 

L’agenda 2030: è (anche) pane e olio a merenda

“All’interno della cornice dei processi educativi che la nostra facoltà di Scienze agrarie sta sviluppando nell’ambito dell’alimentazione, come ad esempio il master in ristorazione sostenibile, si inserisce questo progetto di educazione scolastica ed imprenditoriale ad un’alimentazione sostenibile –sottolinea il prof. Ettore Capri della facoltà di Scienze agrarie-. Abbiamo creato, in modo originale e unico in Italia, una rete fatta di aziende, università e scuole per arrivare a un obiettivo: il consumo di un cibo sano e che faccia bene a chi lo assume, a chi lo produce e all’ambiente”. “Tutto è partito da due azioni di formazione: una rivolta alle aziende, su come produrre in modo responsabile, e l’altra rivolta ai giovani consumatori, su come nutrirsi in modo responsabile. Poi abbiamo unito queste due istanze, per rendere concreto e immediatamente comprensibile, l’efficacia di quanto appreso”. I risultati di questa esperienza saranno illustrati il 24 gennaio dalle 8.30 presso la Sala Piana dell’Università Cattolica, in un incontro coordinato dal preside della facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali Marco Trevisan e dal prof. Ettore Capri. educazionealimentare #consumatori #scuole #formazione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

La scuola (non) è finita

Podcast La scuola (non) è finita Tra annunci di “liberi tutti” e investimento sulla formazione a distanza, l’anno scolastico non può e non deve considerarsi concluso. L’intervento del professor Pier Paolo Triani su come l’emergenza Coronavirus ha cambiato le carte in tavola by Sabrina Cliti | 16 aprile 2020 Mancano ancora più di due mesi al taglio del traguardo finale. Parliamo della scuola che l’emergenza Coronavirus ha trasformato in tempi record, allestendo ambienti virtuali in cui l’apprendimento non si è mai fermato. Le lezioni online proseguiranno nei prossimi mesi, così come le attività di studio e di valutazione. Ma al di là delle nuove modalità adottate, la scuola non è certo finita, dato che il suo senso va al di là delle aule e dei banchi, il senso è quello di aiutare le persone a crescere e questo indubbiamente permane». Ne è convinto il professor Pier Paolo Triani , pedagogista della facoltà di Scienze della formazione, campus di Piacenza, che abbiamo intervistato. scuola #formazione a distanza #triani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Horta4School, l’agricoltura 4.0 tra i banchi di scuola

Con Horta4School si vuole diffondere e applicare la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica all’interno degli Istituti Agrari, attraverso l’utilizzo di strumenti di smart agriculture quali i Sistemi di Supporto alle Decisioni e i modelli previsionali: per l’anno 2020 hanno aderito già 16 scuole sparse su tutto il territorio italiano. “L’agricoltura 4.0 e lo smart farming - ha affermato il Preside della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Cattolica, prof. Marco Trevisan - sono oggi un obiettivo imprescindibile. Insegnare l’agricoltura digitale già nelle scuole superiori è importante per favorire la coesione delle filiere nell’evoluzione verso un modo più razionale di fare agricoltura. offre molteplici sbocchi occupazionali a giovani preparati e in grado di raccogliere le sfide poste da un nuovo modo di produrre, nel rispetto dei principi della sostenibilità, nella sua accezione più ampia. “Sostenibilità è una delle parole chiave che hanno accompagnato la nascita e la crescita di Horta” ha affermato Pierluigi Merigg i, presidente di Horta. “I Sistemi di Supporto alle Decisioni che abbiamo sviluppato per numerose filiere, tra cui vite.net per la gestione del vigneto a uva da vino, rappresentano di fatto strumenti per l’agricoltura 4.0, continuamente aggiornati e perfezionati grazie a una intensa attività di ricerca e sperimentazione e al dialogo con gli utenti. “I Sistemi di Supporto alle Decisioni sono strumenti potentissimi per il trasferimento dell’innovazione dalla ricerca al campo”, ha spiegato il prof. Vittorio Rossi , ordinario di patologia vegetale presso l’ateneo piacentino e socio fondatore di Horta.

 

In presenza o a distanza serve lo sguardo pedagogico

È un passo imprescindibile per un Paese che vuole costruire il proprio futuro: non ci dobbiamo però dimenticare che la scuola, anche quando era fisicamente chiusa, non ha mai comportato il venir meno della sua attenzione educativa, che è ripresa con difficoltà, ma anche con rinnovata vitalità». Come si fa a fare scuola convivendo col Covid? «La sfida che le scuole hanno davanti è molto impegnativa, perché il rischio di una didattica molto rigida e di una gestione della vita di classe che costi molta fatica ai ragazzi c’è, e questo non favorisce l’apprendimento. Come genitori avremo molte ansie: che i nostri figli imparino meno, che non riescano a recuperare le competenze non apprese, che portino dentro di loro i segni della fatica. Se è vero, come molti sostengono, che nulla sarà più come prima, non potrebbe forse essere, questa, anche un'occasione positiva di rinnovamento della scuola, declinato nelle diverse fasce d'età? «I ragazzi hanno bisogno di normalità. È difficile costruirla in un momento che non è ancora normale: però la normalità è data soprattutto dalla quotidianità dalle relazioni, dai riti che la scuola permette, dai gesti di attenzione che in essa si compiono e dalla spinta a guardare avanti che la scuola può dare. C’è bisogno di ritessere e valorizzare al meglio ciò che abbiamo imparato nei mesi scorsi, ovvero che la scuola è un bene comune, che richiede la collaborazione di tutti. Abbiamo imparato che fare scuola non è soltanto parlare di fronte a qualcuno, ma è mettere le persone nella condizione di scoprire, di essere sollecitati all’apprendimento, di rielaborare le conoscenze.

 

Il circolo virtuoso della formazione

La psicologa Emanuela Confalonieri racconta la differenza tra formazione e didattica by Emanuela Gazzotti | 09 giugno 2020 Al centro degli studi universitari c’è sempre l’apprendimento ma il contesto è essenziale. I luoghi e le persone dove incontrarsi e avere uno scambio relazionale è ciò che permette non solo l’acquisizione di competenze per diventare professionisti validi domani, ma anche di crescere come persone oggi. Che ricadute ha sullo studente un contesto di questo tipo? «Per la persona è un circolo virtuoso. Quanto più io vivo in un ambiente che mi stimola, mi sfida e mi ingaggia, fornendomi naturalmente tutti gli strumenti per saper rispondere alla prova, tanto più costruirò un’immagine positiva di me stesso, mi scoprirò più competente e alimenterò l’autostima. Se faccio una buona esperienza formativa uscirò più sicuro della persona che sono, delle cose che so fare, sentirò una maggiore gratificazione e potrò contare sull’autoefficacia, consapevole di essere in grado di fare ciò che faccio e di sapere perché lo so fare. Non è il “cosa so” ma il “cosa me ne faccio di quello che so” che fa la differenza. Si sente di aver appreso se dopo un corso di studi non si è più come prima, e questo è anche il motivo per cui alcuni esami piacciono più di altri, perché alcuni temi toccano la persona nel profondo e contribuiscono alla sua crescita.

 

Cinque ragioni per investire in formazione

cattolicapost Cinque ragioni per investire in formazione Secondo il rapporto OCSE Education at a glance 2017 l’Italia è tra i Paesi che destinano meno risorse a questo settore. A suonare il campanello d’allarme è il recente rapporto OCSE Education at a glance 2017 , che ci posiziona (anche quest’anno) tra i Paesi che poco investono in formazione, fanalino di coda al pari di Messico e Turchia. Solo il 18% degli italiani è infatti in possesso di un titolo di laurea: l’esatta metà della media dei Paesi OCSE. A preoccupare è anche un altro fenomeno: i Neet , i ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano né studiano, raggiungono nel nostro Paese il 26% della popolazione. La fotografia può mutare, in meglio o in peggio, a seconda delle variabili geografiche (nord-sud), di genere (maschi-femmine), di titolo di studio (diploma-laurea) ma la sostanza non cambia. Lavoro inteso come luogo di crescita individuale e sociale, ambito di creatività e di ingegno, trama di relazioni e di soluzioni da ricercare. Investire in formazione, partecipare a un master, frequentare corsi di aggiornamento, significa anche diventare più competitivi nel mercato del lavoro, acquisire quelle skills che fanno la differenza, aumentare la propria employability e risultare interessanti per i datori di lavoro.

 

Medicina, accordo con Jefferson University

Roma Medicina, accordo con Jefferson University Siglato a Roma Memorandum di Intesa tra Università Cattolica-Fondazione Policlinico Gemelli e Thomas Jefferson University di Filadelfia per sviluppo programmi di formazione e ricerca medica, con scambio di ricercatori e di studenti. maggio 2017 L’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma insieme alla Thomas Jefferson University (TJU), prestigiosa università statunitense con sede a Filadelfia, per sviluppare aree di cooperazione nel campo della formazione e della ricerca in medicina. È questo il cuore del Memorandum di Intesa siglato il 29 maggio, negli uffici della direzione della Fondazione Policlinico Gemelli, tra il rettore dell’Ateneo Franco Anelli, il presidente della Fondazione Policlinico A. Gemelli Giovanni Raimondi e il presidente della TJU Stephen Klasko . I due atenei attiveranno uno scambio di studenti dei rispettivi corsi di laurea in Medicina per esperienze cliniche della durata di un mese (Clinical Rotation) o per periodi di ricerca di uno/due mesi (Research Rotation). Il programma di ricerca congiunta prevede di esplorare opportunità di cooperazione che includano ogni tipologia di ricerca che generi diritti di brevetto, copyright e altri diritti di proprietà intellettuale. medicina #ricerca #formazione Facebook Twitter Send by mail Print LA JEFFERSON UNIVERSITY Alla sigla del Memorandum di Intesa hanno preso parte anche il Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica Rocco Bellantone e il Direttore generale del Policlinico A. Gemelli Enrico Zampedri. All’evento ha partecipato inoltre una rappresentanza di studenti del corso di laurea in inglese Medicine and Surgery attivato presso la sede di Roma dell’Università Cattolica.

 

Italiano, se i professori fan l'appello

Per il ricercatore di Linguistica italiana alla facoltà di Lettere e filosofia nelle sedi di Milano e Brescia, tra i firmatari della lettera, siamo di fronte a problemi di registro e di lessico. Professore, a seconda di come si guarda, questa lettera è un grido di dolore ma anche un’offerta di proposte concrete. Una volta fotografato il problema come si può intervenire? «Sono tra i firmatari della lettera proprio perché ritengo che in particolare due delle proposte che vi vengono avanzate sono condivisibili. Perché se si dice venghi al posto di venga , il classico congiuntivo di fantozziana memoria, è un errore che fa sorridere ma che è molto meno grave rispetto al non riuscire a capire alcune parole della conversazione o del discorso di tipo elevato. Il professor Luca Serianni mi parlava di una sua collega che, insegnando latino, faceva svolgere delle versioni senza vocabolario e si è accorta che il problema di quel suo studente non era la desinenza del verbo latino, ma il fatto che non conosceva cingere in italiano. Che una persona non conosca parole come impellente, sicumera, succinto è grave perché la esclude da tutto un ambito di discussione, di comunicazione di idee, molto più che se commettesse un errore di ortografia o usasse a sproposito un congiuntivo. Se il legame tra buona lettura e buona scrittura è innegabile, è anche tautologico: chi legge tanto è una persona colta, che tendenzialmente ha una sensibilità linguistica spiccata.

 

Pablo d'Ors, il medico e il malato

Roma Pablo d'Ors, il medico e il malato Lo scrittore spagnolo ha presentato il libro “Sendino muore” in un incontro promosso dal Centro di Ateneo per la Vita, dal Centro Pastorale della sede di Roma e dal Policlinico Gemelli. Occhi e orecchi per saper vedere e ascoltare, e avere il coraggio di toccare e unirsi al malato e alla sua anima. Quindi, molto coraggio per essere un vero medico: per ascoltare la vocazione e per metterla in pratica, e il coraggio dello stile di vita; infine, la generosità, cioè non soltanto la tecnica, ma l'arte». Il libro, edito da “Vita e Pensiero”, è la storia di Africa Sendino, una dottoressa che un giorno scopre di avere un tumore incurabile, passando dal ruolo di medico a quello di paziente, e che Pablo d’Ors ha accompagnato personalmente negli ultimi giorni di vita. L’incontro, moderato dal professor Vincenzo Valentini , Ordinario di Radioterapia dell’Università Cattolica, è stato aperto dai saluti del professor Rocco Bellantone , Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia, del dottor Giovanni Raimondi , Presidente della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli”, e introdotto da Monsignor Claudio Giuliodori , Assistente Ecclesiastico Generale dell’Ateneo. Alla conferenza di presentazione del libro sono intervenuti il professor Massimo Antonelli , Ordinario di Anestesiologia e Rianimazione e direttore del Centro di Ateneo per la Vita, e il professor Giorgio Conti , Ordinario di Anestesiologia e rianimazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. medicina #libri #accompagnamento #formazione Facebook Twitter Send by mail Print L'AUTORE DI ";SENDINO MUORE"; Pablo d’Ors nasce nel 1963 a Madrid da una famiglia di artisti e scrittori.

 

Un’oasi di dialogo in Siria

Milano Un’oasi di dialogo in Siria È quella del Monastero di Deir Mar Musa vicino a Nabak dove gli sfollati siriani, cristiani e musulmani della zona, convivono in pace. maggio 2017 Un luogo di tregua, un’oasi di pace dove cristiani e musulmani possono vivere alcuni momenti insieme senza avere paura. A distanza di otto mesi dal loro arrivo questi giovani si sono integrati bene in università, hanno stretto nuove amicizie e stanno imparando l’italiano che inizialmente ha forse rappresentato l’ostacolo principale. Una di loro, Ola , con una laurea in ingegneria informatica si era iscritta a Linguaggi dei media ma ha preferito cambiare in corsa e passare alla facoltà di Economia con il corso “Economics and management” interamente in inglese. Poi c’è Kenan che sta proseguendo con il corso della facoltà di Scienze politiche (profilo in inglese in “International relations and global affairs”). Mentre Fadi sta terminando gli esami del corso triennale in “Scienze motorie e dello sport” (di cui aveva già un bachelor in Siria) per poi accedere alla laurea magistrale, e si è inserito come portiere in una squadra di calcio in città. Infine nella sede di Piacenza Nour sta frequentando Scienze dell’educazione e della formazione e Toufik Scienze e tecnologie agrarie.

 

X-Culture premia gli studenti e i loro progetti internazionali

Brescia X-Culture premia gli studenti e i loro progetti internazionali Le studentesse bresciane Katia Solvesi e Alessia Manenti sono state pemiate nell’ambito del progetto che coniuga formazione internazionale, uso delle lingue e del digitale per le aziende. Tra i partecipanti della sede di Brescia che si sono distinti nell’edizione 2019: Katia Solvesi a cui, nell’ambito della cerimonia di consegna degli attestati avvenuta il 2 luglio presso la sede bresciana dell’Ateno, è stato consegnato l’attestato di “Best Team 2019” per aver sviluppato un progetto per un’azienda colombiana. Ad Alessia Manenti , invece, è andato il premio come miglior studente tra i primi 150 e il conseguente invito a partecipare al simposio annuale che quest’anno è in programma a Calgary, in Canada. “Adventure Addicted è una giovane start-up italiana che si occupa di organizzare viaggi e avventure sportive tramite app. Per loro mi sono occupata di sviluppare un progetto di marketing internazionale in grado di promuoverne la conoscenza e l’utilizzo sui mercati esteri” ha raccontato Alessia. A consegnare i diplomi è intervenuto il prorettore Mario Taccolini , che ha elogiato il lavoro dei ragazzi oltre a quello, costante e dedicato, della docente di Marketing Loretta Battaglia , che ha coordinato le fasi di preparazione dei ragazzi e promosso l’iniziativa. “Grazie al progetto X-Culture, gli allievi della triennale di Scienze linguistiche hanno lavorato in team con altre 80 università del mondo, operando su progetti di business internazionale per aziende attive sui mercati nazionali e internazionali – ha precisato Battaglia. xculture #marketing #international #formazione #aziende Facebook Twitter Send by mail Print X-Culture L’iniziativa, coordinata dall’Università di Greensboro in North Carolina (Usa) , promuove dei team internazionali di studenti che lavorano a distanza per un semestre su un progetto di business internazionale.

 

L’Augustinianum si racconta nei Colloquia

milano L’Augustinianum si racconta nei Colloquia Edizioni speciali a tiratura limitata, a cura di Educatt, presentano il resoconto delle attività culturali proposte ogni anno dal collegio, dedicano le loro pagine al ricordo di Agostini illustri, raccolgono testi di lezioni di particolare interesse. novembre 2018 Nata nel 2008 con l’obiettivo di sostenere i collegiali e alimentare uno spirito di fratellanza e collaborazione, l’associazione Agostini Semper continua a ispirarsi a quanto voluto da padre Agostino Gemelli in merito all’orientamento del Collegio Augustinianum. L’associazione coinvolge in maniera attiva gli studenti di ieri e di oggi per continuare a raccontare un’esperienza di vita che si concretizza ogni giorno nello “spirito dell’Augustinianum”. Nell’ambito della sua attività di formazione costante gli Agostini Semper forniscono contributi rilevanti nell’organizzazione di percorsi culturali di approfondimento politico, giuridico e spirituale . Questi trovano piena realizzazione all’interno di agili volumi, i Colloquia , che rappresentano la libertà di pensiero che il Collegio Augustinianum offre a chiunque sia interessato: dai membri dell’istituto stesso all’intera popolazione universitaria. I Colloquia , edizioni speciali a tiratura limitata a cura di del collegio e stampate con il supporto di Educatt, presentano il resoconto delle attività culturali proposte ogni anno dall’Augustinianum, dedicano le loro pagine al ricordo di Agostini illustri, raccolgono testi di lezioni di particolare interesse. Tutti i volumi della serie possono essere richiesti in versione cartacea (per la quale è richiesto un contributo di 5 euro); alcuni sono inoltre disponibili per il download gratuito nell’apposita area del sito Agostini Semper .

 

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