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Bene comune, la politica che piace ai giovani

indagine Bene comune, la politica che piace ai giovani Il 95% degli intervistati dall’«Osservatorio» dell’Istituto Toniolo sui valori delle nuove generazioni lo considera importante per il funzionamento di una società. L’intervento su “ Avvenire ” del professor Alessandro Rosina 13 novembre 2019 Riprendiamo una parte dell’intervento del professor Alessandro Rosina pubblicata da “Avvenire” del 13 novembre 2019 Manca da troppo tempo una politica all’altezza delle potenzialità che l’Italia può esprimere all’interno dei grandi processi di cambiamento del nostro tempo. Una politica in grado di mettere i cittadini nelle condizioni di dare il meglio di sé nella realizzazione dei propri progetti personali e nel contributo al bene comune. Una recente indagine dell’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo mostra come proprio l’attenzione al “bene comune” sia il valore più ampiamente riconosciuto dalle nuove generazioni italiane ma che più sentono mancare. In particolare quasi il 95% degli intervistati lo considera importante per il funzionamento di una società che oltre a produrre ricchezza riesca a promuovere il benessere di tutti i cittadini. A ritenere però che nel nostro Paese si faccia molto poco in questa direzione sono ben tre giovani su quattro. continua a leggere su “Avvenire”] #giovani #politica #osservatorio giovani #bene comune Facebook Twitter Send by mail.

 

CineYoung in 20 scuole bresciane

Brescia CineYoung in 20 scuole bresciane Oltre 7.000 studenti coinvolti e 250 classi provenienti da 20 scuole bresciane: torna CineYoung, la rassegna cinematrografica dedicata agli studenti by Federico Bertetti | 25 ottobre 2019 Si spengono le luci, comincia la proiezione: a grande richiesta torna CineYoung , la rassegna di pellicole rivolta ai giovani. Sono oltre 7.000 gli studenti coinvolti nel progetto, che porterà al cinema 250 classi provenienti da 20 istituti sparsi per tutto il territorio bresciano, a partire dal 6 ottobre 2019. L’evento, organizzato dall’ Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) Brescia e finanziato dal MIUR e dalla Regione Lombardia, presenterà ai ragazzi una rassegna di circa 10 film, suddivisi in 40 proiezioni gratuite. CineYoung nasce nel 2017 in maniera ridotta, ma, grazie al finanziamento del Ministero, siamo riusciti ad ampliare la programmazione – ha esordito Elisa Lancini , ideatrice del progetto e responsabile di ACEC Brescia, durante la conferenza stampa di presentazione. Sono i documenti ministeriali a richiedere che l’attività legata al cinema sia resa curricolare: i film sono in grado di utilizzare linguaggi diversi che abilitano a vivere esperienze quotidiane in maniera differente. Il progetto CineYoung risponde ad un cambiamento nazionale, ma anche mondiale, del cinema – ha concluso Massimo Locatelli , professore di storia e critica del Cinema presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo spettacolo è stato il 6 ottobre, presso il Cinema Sereno di Brescia; la rassegna proseguirà coinvolgendo altre classi e altre sale con cadenza serrata fino al 21 novembre, data in cui avverrà la proiezione conclusiva presso il Cinema San Filippo Neri di Collebeato.

 

Domenica Messa in Cattolica per la Giornata universitaria. Il saluto del Papa

Milano Domenica Messa in Cattolica per la Giornata universitaria. Il saluto del Papa Per la 95esima Giornata per l’Università Cattolica la celebrazione eucaristica nell’Aula Magna di largo Gemelli a Milano, in diretta tv su Rai 1. maggio 2019 Domenica 5 maggio si celebra la 95a Giornata Nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore che avrà come tema “ Passione, talento, impegno. Nella sede di largo Gemelli a Milano, con diretta tv su Raiuno, sarà celebrata la Santa Messa alle ore 11 nell’Aula Magna , presieduta dall’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori (chi desidera partecipare è pregato di segnalare la presenza: giornata.universitaria@unicatt.it ). Alla Giornata universitaria ha rivolto il suo saluto Papa Francesco nel corso dell’udienza generale di mercoledì 1° maggio. Da quasi un secolo la Giornata Universitaria, promossa dall’Istituto Toniolo, è un’occasione di approfondimento circa la natura e lo scopo dell’Università, i valori originali che guidano le scelte di ogni giorno. È un atto di fiducia nei giovani: da tempo il Toniolo e la Cattolica sostengono con numerose iniziative la formazione, il diritto allo studio, i percorsi di eccellenza, le esperienze internazionali di migliaia di studenti.

 

Ora la sfida è nel Consiglio europeo

Elezioni europee Ora la sfida è nel Consiglio europeo A fronte di un Parlamento dove il “centro-sinistra” allargato regge bene, si rafforza la presa della destra sovranista sull’organo che presiede a tutte le competenze intergovernative, tra cui quelle cruciali su immigrazione, sicurezza e fisco. I numeri ci dicono che una maggioranza tra popolari, destre e sovranisti non c’è. Non c’è neppure la maggioranza tra popolari e socialdemocratici, ma questa alleanza può estendersi ai liberali e democratici di ALDE e, forse, ai Verdi, che hanno visto un buon successo in Francia e soprattutto Germania. Resta il fatto che la Commissione e il suo Presidente verranno nominati dai governi dei Paesi membri e, tra questi, si sono rafforzati solo quelli guidati dalle forze sovraniste e di destra, con l’eccezione di Spagna e Portogallo. A fronte di un Parlamento dove il “centro-sinistra” allargato regge bene si potrebbe avere un governo (leggi Commissione) conflittuale e diviso al suo interno. Si rafforza, inoltre la presa della destra sovranista sul Consiglio europeo, cioè l’organo che presiede a tutte le competenze intergovernative, tra cui quelle cruciali delle politiche per l’immigrazione, per la sicurezza e delle politiche (e regole) fiscali. docente di Economia politica nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative #elezionieuropee #europa #giovani Facebook Twitter Send by mail.

 

Italia a rischio isolamento

Elezioni europee Italia a rischio isolamento Rispetto agli altri Paesi, soprattutto per via del numero di seggi della Lega nel nuovo Parlamento europeo, l’Italia rischia di rimanere in posizione defilata. Sarà cruciale capire che e quali cariche otterrà il nostro Paese all’interno delle istituzioni. Sorprende forse un po’ l’affermazione dei partiti ambientalisti (tranne che in Italia). Minoranza che sarà ancora più evidente se e quando il Regno Unito uscirà dall’Unione europea, così rinunciando ai propri seggi nel Parlamento (per un terzo di partiti sovranisti e, in misura maggiore, di partiti favorevoli alla Brexit), che verranno quindi redistribuiti agli altri partiti europei. In Italia, non ci si aspettano necessariamente grandi ripercussioni sulla tenuta del governo: i partiti di maggioranza ottengono comunque oltre il 50% dei consensi. Rispetto agli altri Paesi, soprattutto per via del numero di seggi della Lega nel nuovo Parlamento europeo, l’Italia rischia di rimanere in posizione defilata se non addirittura isolata.

 

Un’Europa sempre più frammentata

Elezioni europee Un’Europa sempre più frammentata La polverizzazione della sinistra in Francia e Germania, l’avanzata di forze sovraniste e di destra, la sconfitta del progetto europeista di Macron: l’esito di un Parlamento frastagliato potrebbe essere l’ulteriore rafforzamento del ruolo degli Stati. In secondo luogo, il notevole ridimensionamento delle due forze che tradizionalmente hanno sostenuto e alimentato il processo di integrazione, ossia il gruppo socialista (S&;D) e quello popolare (PPE). Per quanto concerne i socialisti, il calo di circa 40 seggi rispetto al 2014 si inserisce nella tendenza ormai ventennale all’indebolimento delle forze di sinistra. Ci sono controtendenze significative (in Spagna e in Portogallo, soprattutto), ma non possono comunque passare inosservate né la “polverizzazione” della sinistra in Francia, né il crollo della Spd in Germania. Ma non sarà senza implicazioni il successo di Fidesz in Ungheria (che, con più del 50% dei consensi, ottiene 13 seggi), o dei popolari austriaci, su molte questioni vicini alle posizioni dei “sovranisti” di destra. L’ipotesi più probabile è l’ingresso del gruppo Alde nella maggioranza composta da PPE e S&;D. I cosiddetti “sovranisti” quasi certamente rimarranno in una posizione minoritaria. E paradossalmente – a dispetto della battaglia contro i “sovranisti” portata avanti dalle forze “europeiste” – l’esito di un Parlamento così frammentato potrebbe essere proprio l’ulteriore rafforzamento del ruolo degli Stati.

 

Rosina, le misure per battere la denatalità

l'analisi Rosina, le misure per battere la denatalità Sostenere i progetti di indipendenza dei giovani, aiutare le donne e le coppie a conciliare lavoro e desiderio di aver un figlio, contrastare il rischio di impoverimento delle famiglie con figli. luglio 2019 di Alessandro Rosina * I dati Istat appena pubblicati confermano che l’Italia si trova in una recessione demografica che si sta cronicizzando, con conseguenze di medio e lungo periodo peggiori di quella economica. Una delle obiezioni più comuni rivolte a chi si preoccupa della bassa natalità è che se la popolazione diminuisce, in un mondo che invece cresce, non sia così grave. Ciò che quindi accade è che a fronte di una longevità che si estende, si riduce la consistenza delle nuove generazioni. Aumenta così il peso della popolazione più vecchia, producendo squilibri generazionali che più si allargano e più costituiscono un freno alla crescita economica e alla sostenibilità del sistema sociale. Non si tratta quindi tanto di tornar a far crescere la popolazione, ma quantomeno ridurre la continua crescita di tali squilibri che minano le basi del benessere presente e futuro del nostro paese. Come mai la natalità italiana è scesa a livelli così bassi? Il motivo è che nel mondo di oggi, diversamente dal passato, non solo avere un figlio è una scelta, ma è anche sempre meno scontata.

 

Rosina al Meeting, la denatalità è un sintomo dell’incertezza del Paese

la cattolica al meeting Rosina al Meeting, la denatalità è un sintomo dell’incertezza del Paese Il demografo dell’Università Cattolica è intervenuto all’incontro “Tra denatalità e generatività. La sfida del lavoro” 23 agosto 2019 Una combinazione micidiale tra alto debito pubblico e bassa natalità. Il demografo dell’Università Cattolica ha partecipato il 22 agosto all’incontro “ Tra denatalità e generatività. La sfida del lavoro ”, dialogando con Mauro Magatti , docente di Sociologia in Università Cattolica, e Massimo Ferlini , presidente Formaper. Secondo Rosina il nostro Paese sta scaricando i costi della difesa del benessere presente sulle nuove generazioni. E la denatalità è essa stessa un sintomo dell’incertezza dell’Italia nei confronti del futuro. Occorre invertire la tendenza cominciando a pensare il presente come luogo di investimento sul benessere futuro, a partire dalla formazione delle nuove generazioni.

 

Giovani in cerca di relazioni

La prolusione di monsignor Erio Castellucci , vescovo di Modena-Nonantola, per l’inaugurazione dei corsi di Teologia. febbraio 2019 di monsignor Erio Castellucci * L’età giovanile in genere, e l’esperienza universitaria in particolare, è tempo opportuno per gli incontri decisivi della vita. “ Universitas ” nel periodo medievale indicava un insieme di persone che si associavano, una corporazione. Una di queste raccoglieva gli studenti, che si mettevano insieme, si davano regole per studiare il diritto, la medicina, le arti, la filosofia e la teologia; gli studenti stessi cercavano i maestri e guidavano la vita e il funzionamento di questa esperienza. L’Università è istituzione certo, ma prima di tutto è relazione: nasce come relazione, che poi è necessariamente diventa anche istituzione, e non come istituzione capace poi di custodire delle relazioni. Testimoniare la bellezza dell’incontro con Dio ai giovani e insieme ai giovani significa assumere uno stile che promuova più che condannare, che incoraggi più che polemizzare. Significa gettare meno lacci per difendersi dalle sirene e comporre più melodie per incantarle: Gesù, come scrive San Paolo, è il grande “sì” di Dio (cf. 2 Cor 1,20); è necessario saper pronunciare anche dei “no”, ma solo quelli che servono per custodire il grande “sì”.

 

Giovani per uno sviluppo sostenibile

Panama Giovani per uno sviluppo sostenibile A chiusura del convegno “Giovani per la Casa comune”, che si è svolto prima della Gmg di Panama, un messaggio che impegna a una conversione ecologica per prendersi cura dell’ambiente. gennaio 2019 L'impegno per l'ecologia integrale coinvolge tutte le parti della società e l’approfondimento scientifico-culturale della lettera enciclica Laudato si’ chiama in causa studiosi, ricercatori e studenti universitari per educare allo sviluppo sostenibile e solidale. L’intima relazione tra i giovani e il futuro del pianeta costituisce uno tra gli assi portanti dell’enciclica Laudato si’ e della riflessione con cui l’Asa intende contribuire al dibattito sul senso umano della tecnologia negli anni dell’ecologia digitale. Il manifesto del convegno “Giovani per la Casa Comune” , la cui elaborazione è stata curata da un gruppo di lavoro diretto da monsignor Claudio Giuliodori , è stato consegnato a Papa Francesco che, nei discorsi di Panama, ha insistito sulla necessità della “conversione ecologica”. Dopo il Sinodo, i giovani ribadiscono la loro volontà di essere attori protagonisti della costruzione di un mondo più sostenibile, attento alle povertà materiali e spirituali, per contrastare la cultura dello scarto e il depauperamento delle risorse naturali e culturali della terra. Un luogo emblematico per pensare il rapporto tra formazione ecologica e cultura giovanile è l’azione del cammino, l’avventura del pellegrinaggio, occasione di ricerca e di contemplazione con occhi nuovi del creato, come pure invito all’impegno di salvaguardia dell’integrità della creazione, condizione di una sua migliore fruizione personale e collettiva. ambiente #sostenibilita' #sviluppo #giovani Facebook Twitter Send by mail PER LA CASA COMUNE Nel terzo convegno internazionale sulla salvaguardia del creato “ Giovani per la Casa Comune ”, svoltosi il 19 gennaio a Panama City, ha partecipato una delegazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, guidata dall'assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori.

 

La Cattolica alla Gmg di Panama

ateneo La Cattolica alla Gmg di Panama Una delegazione del nostro Ateneo, guidata da monsignor Claudio Giuliodori , ha partecipato nel corso della XXXIV Giornata mondiale della Gioventù alla stesura del Manifesto dei giovani per la cura della casa comune. gennaio 2019 Tra i 900 giovani italiani che dal 22 al 27 gennaio saranno a Panama con papa Francesco per partecipare alla XXXIV Giornata Mondiale della Gioventù c’è anche una piccola rappresentanza dell’Università Cattolica. La delegazione dell’Ateneo è volata nella Città di Panama per prendere parte al III Convegno Internazionale sulla Salvaguardia del Creato dal titolo “Giovani per la Casa Comune. Dopo il Sinodo, i giovani ribadiscono la loro volontà di essere attori protagonisti della costruzione di un mondo più sostenibile, attento alle povertà materiali e spirituali, per contrastare la cultura dello scarto e il depauperamento delle risorse naturali e culturali della terra». Alla voce di testimoni delle comunità locali si sono alternati autorevoli studiosi di diversi ambiti disciplinari – tra cui anche i docenti dell’Università Cattolica –, per approfondire i servizi ecosistemici (biodiversità, disponibilità e gestione delle risorse) in stretto rapporto alle dimensioni sociali, economiche e culturali. Al termine del convegno è stato proposto e lanciato un nuovo manifesto da diffondere tra i giovani di tutto il mondo e tra i loro educatori, come strumento di pastorale giovanile e sociale, così come già avvenuto nelle due precedenti occasioni di Rio e Cracovia. panama #gmg #ambiente #giovani Facebook Twitter Send by mail IL MANIFESTO DELLA GMG PER LA CURA DEL CREATO Il terzo Convegno Internazionale sulla Salvaguardia del Creato dal titolo “Giovani per la Casa Comune.

 

L’Europa alla prova dei giovani

Si tratta di una generazione dalle incredibili potenzialità, che ha a disposizione strumenti di comunicazione e possibilità di movimento impensabili fino a pochi anni fa. Eppure, le prospettive di crescita, di realizzazione e di miglioramento delle proprie condizioni di vita appaiono, secondo tantissimi indicatori socio-economici, estremamente difficoltose. Concentrandosi qui sulle prime, al di là di pochi elementi comuni a tutti, ognuno dei 27 paesi dell’Unione ha una certa libertà di scelta sulla propria legge elettorale. Per esempio, rispetto alle elezioni del 2009, Cipro e la Francia hanno fatto scendere l’età di elettorato passivo di ben 4 e 5 anni, a 21 e 18 anni rispettivamente; l’Italia, invece, resta il paese dove i giovani hanno barriere più alte all’ingresso nelle istituzioni. E ciò diventa più grave se si pensa che la stessa barriera persiste per l’accesso al Parlamento nazionale: con l’aggravante che, in un contesto di bicameralismo perfetto, il procedimento legislativo in Italia è di fatto condizionato dal Senato (elettorato attivo a 25 anni e passivo a 40). Il secondo è invece di tipo demografico: l’Italia è il paese dell’Unione europea dove è più bassa la quota di under 40 sul totale della popolazione (nel 2017, il 40 per cento contro, per esempio, il 54 per cento dell’Irlanda, che è il paese più giovane, secondo i dati Eurostat). Cosicché, unendo le barriere all’ingresso alle istituzioni con l’inconsistenza numeraria dei giovani stessi, è possibile concludere che l’Italia è di gran lunga il paese dell’Unione dove i giovani hanno meno potere politico potenziale. Certo, non ci si aspetta che cambi nulla nel breve periodo: ma il breve periodo è una preoccupazione della politica dalla visione limitata e dal fiato corto, della politica che è solo ricerca del consenso elettorale e non di strategia di crescita.

 

L’Europa dei giovani in 24h

milano L’Europa dei giovani in 24h Un documentario di 24 ore che racconta la vita quotidiana di 60 ragazzi di 26 Paesi dell’Ue: sarà proiettato sabato 4 maggio in contemporanea nelle principali città europee, Milano compresa, per rivelarne sogni, timori, preoccupazioni, desideri. aprile 2019 L’Europa raccontata attraverso gli occhi dei giovani. È questo “ 24H Europe - The Next Generation ”, il documentario di 24 ore, prodotto dal canale culturale franco-tedesco Arte : una fotografia della vita quotidiana di 60 giovani europei, tra i 18 e i 30 anni, provenienti da 26 Paesi dell’Unione Europea, che hanno deciso di svelare sogni, timori, preoccupazioni, desideri. Sabato 4 maggio il documentario - articolato in 24 film e girato in parallelo da un team di 26 troupe - sarà proiettato in contemporanea nelle principali città europee, tra cui Strasburgo, Berlino, Bruxelles e anche Milano. Durante questa giornata il telespettatore scoprirà l’universo dei “Millenials” europei, ovunque essi vivano: Sofia, Tolosa, Barcellona, Almería, Belgrado, Zurigo, Lesbo, Helsinki, Magnitogorsk, Berlino, Namur, Tallinn, Sarajevo, Kautokeino, Varsavia o i fiordi islandesi. Insomma, una testimonianza sui giovani del nostro tempo e su quello che futuro del progetto europeo. giovani #europa #documentario Facebook Twitter Send by mail.

 

Una fiducia che va ripagata

elezioni europee Una fiducia che va ripagata Anche se la campagna elettorale non ha presentato proposte concrete per rafforzare l’identità europea, gli elettori hanno scommesso ancora sulle potenzialità di un’Europa più unita. Con rare eccezioni, in queste settimane, da parte di questi partiti, non abbiamo sentito proposte specifiche su questioni che sarebbero importanti per rafforzare l’identità Europa: pensiamo ad esempio a un piano di investimenti europei, alla proposta di un’indennità integrativa europea contro la disoccupazione. I cittadini europei hanno mostrato grande maturità con questo voto e hanno votato queste forze europeiste perché ancora spinti e motivati da una forte fiducia sulle potenzialità di un’Europa più unita. Ma ora questa fiducia va ripagata evitando che si formi nel Parlamento europeo una maggioranza solo acquietata dal fatto che il pericolo è stato fugato. Bisogna evitare il serio pericolo di un’Europa ancora in stallo, che non decide, in attesa della prossima crisi. Il pericolo sovranista in alcuni governi europei non è stato per niente fugato e potrebbe anzi paventarsi sempre di più se, ad esempio, guardiamo in prospettiva anche agli esiti del voto francese. direttore del Centro di Ricerche in Analisi economica e sviluppo economico internazionale (CRANEC) e Docente di Economia politica nella facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica #elezionieuropee #europa #giovani Facebook Twitter Send by mail.

 

Teologia, una lezione sui giovani

MILANO Teologia, una lezione sui giovani Sarà affidata all’arcivescovo di Modena-Nonantola monsignor Erio Castellucci la prolusione ai corsi di teologia in programma mercoledì 27 febbraio in Aula Magna. Saranno loro i protagonisti della lectio magistralis che monsignor Erio Castellucci , arcivescovo Abate di Modena-Nonantola, pronuncerà in occasione dell’apertura dei Corsi di Teologia in programma mercoledì 27 febbraio , alle 13, nell’Aula Magna dell’Università Cattolica. Ecco perché, si legge nel testo stilato dai vescovi a chiusura dei lavori, «una riflessione particolare meritano le istituzioni educative cattoliche, che esprimono la sollecitudine della Chiesa per la formazione integrale dei giovani. Esse sono chiamate a proporre un modello di formazione che sia capace di far dialogare la fede con le domande del mondo contemporaneo, con le diverse prospettive antropologiche, con le sfide della scienza e della tecnica, con i cambiamenti del costume sociale e con l’impegno per la giustizia». Nato a Roncadello di Forlì l’8 luglio 1960, monsignor Erio Castellucci, che ha studiato a Bologna al pontificio seminario regionale “Benedetto XIV” e a Roma alla Pontificia università gregoriana, ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi. Autore di numerosi saggi di argomento teologico e pastorale, è stato nominato da papa Francesco arcivescovo di Modena-Nonantola il 3 giugno 2015 e ordinato vescovo da monsignor Lino Pizzi il 12 settembre a Forlì. Gli insegnamenti di Teologia sono una peculiarità dell’Università Cattolica e intendono offrire una conoscenza motivata, ragionata e organica dei contenuti della Rivelazione e della vita cristiana.

 

L’Europa piace a chi non ce l’ha

Elezioni europee L’Europa piace a chi non ce l’ha Dopo decenni di stanchezza, si è votato pro o contro l’Europa e l’Unione esce rafforzata da questo voto, anche grazie ai giovani. Una costruzione di successo, un’invenzione storica che sta reggendo agli urti della globalizzazione e ai nazionalismi. maggio 2019 Quale sarà il futuro dell’Europa? Dopo gli esiti delle Elezioni europee, Cattolicanews ha chiesto un commento a caldo ad alcuni docenti dell’Ateneo di Milena Santerini * Le elezioni del 26 maggio confermano l’interesse degli europei per l’Europa. Soprattutto, dopo decenni di stanchezza, si è votato pro o contro l’Europa e l’Unione esce rafforzata da questo voto, anche grazie ai giovani. Un organismo come l’Unione Europea è e resta una costruzione di successo, un’invenzione storica che non solo ha saputo creare una nuova cooperazione sulle macerie della seconda guerra mondiale, ma sta reggendo anche agli urti della globalizzazione e alle politiche del risentimento che vorrebbero tornare ai bellicosi nazionalismi. Infatti, il successo dei Verdi sull’onda del movimento dei giovani guidati da Greta parla di una nuova generazione Europea, pro ambiente ma anche pro immigrati. Gli europei d’ora in poi dovranno imparare ad apprezzare di più il dono di vivere uniti e in pace e anche a condividere questo privilegio con chi cerca accoglienza.

 

La 95esima Giornata per la Cattolica

Da quasi un secolo la Giornata Universitaria, promossa dall’Istituto Toniolo, è un’occasione di approfondimento circa la natura e lo scopo dell’Università, i valori originali che guidano le scelte di ogni giorno. È un atto di fiducia nei giovani: da tempo il Toniolo e la Cattolica sostengono con numerose iniziative la formazione, il diritto allo studio, i percorsi di eccellenza, le esperienze internazionali di migliaia di studenti. In quest’occasione la Santa Messa per la 95a Giornata Nazionale, presieduta dall'assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori, sarà celebrata alle ore 11 nell’Aula Magna della sede di Milano e sarà trasmessa in diretta Tv su Rai Uno. Chi desidera partecipare è pregato di segnalare la presenza: giornata.universitaria@unicatt.it . Durante tutta la vita del nostro Ateneo i fedeli di ogni Diocesi italiana non ci hanno fatto mai mancare la loro attenzione e il loro sostegno con la preghiera e con gesti concreti e generosi di amicizia» scrive il rettore. L’evento, realizzato in collaborazione con la community Alumni , rientra sia tra le iniziative promosse dall’Università Cattolica in occasione della 95° Giornata Universitaria sia tra gli incontri organizzati nell’ambito del progetto “ Università Cattolica incontra Matera 2019 ”. Dopo i saluti istituzionali del rettore dell’Ateneo Franco Anelli e di monsignor Antonio Giuseppe Caiazzo , vescovo di Matera, seguirà la tavola rotonda cui parteciperanno docenti dell’Università Cattolica, professionisti e studenti lucani, rappresentanti del mondo culturale di Matera. Nell’occasione sarà presentata sarà presentata l’ultima edizione del Rapporto Giovani dal titolo “La condizione giovanile in Italia” (Il Mulino, 2019 ), a cura dell’Istituto di Studi Superiori “Giuseppe Toniolo”, ente fondatore dell’Università Cattolica.

 

Giovani sul grande schermo

mostra Giovani sul grande schermo Inaugurata a Roma alla presenza di Pif una mostra multimediale che analizza la presenza giovanile nel cinema italiano tra il 1948 e il 2018. Si gioca attorno a questi tre termini la scommessa che ha unito Fondazione Ente dello Spettacolo e Università Cattolica, e che si è materializzata nei suoi esiti, martedì 29 gennaio, presso gli spazi dell’ex mattatoio “La Pelanda” di Roma. La seconda: “ Siamo quel che ci manca ”, dedicata alla ricerca di senso e di Dio da parte dei giovani, dal Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini a Corpo Celeste di Alice Rohrwacher. Nel corso del 2018, un gruppo di studenti di diverse facoltà e differenti età (da primo anno di triennale al dottorato), hanno intrapreso un percorso attraverso le immagini che delle generazioni precedenti il cinema ci ha trasmesso. Storie talvolta “lontane” e di “complessa decifrazione” (i bambini già adulti dei film degli anni della guerra o del dopoguerra, come Roma città aperta o Ladri di biciclette , o i ragazzi ideologizzati e violenti degli anni di piombo di Mio fratello è figlio unico ). Pif , regista di La mafia uccide solo d’estate e creatore del Testimone , programma seguitissimo dai più giovani fin dai tempi di MTV, ha chiuso il cerchio che connette giovani, storia nazionale e cinema: «Ero giovane quando a Palermo la mafia ha ucciso i giudici Falcone e Borsellino. docente di Storia dei media alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica, Milano #cinema #giovani #mostra Facebook Twitter Send by mail.

 

Il vento giovane non soffia in Italia

Elezioni europee Il vento giovane non soffia in Italia Il successo dei temi ambientali non è stato colto, nonostante una spiccata attenzione e sensibilità delle nuove generazioni - come documentato anche dai dati dell’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo - verso i temi ecologici e lo sviluppo sostenibile. maggio 2019 di Alessandro Rosina * Quale sarà il futuro dell’Europa? Dopo gli esiti delle Elezioni europee, Cattolicanews ha chiesto un commento a caldo ad alcuni docenti dell’Ateneo Per la prima volta in queste elezioni europee hanno votato i nati nel XXI secolo. La mancanza di risposte convincenti sulla crisi economica, sul governo dell’immigrazione, sull’impatto delle nuove tecnologie, ha alimentato un senso di insicurezza nel presente e un’incertezza verso il futuro che le forze nazionaliste hanno trasformato in consenso promettendo protezione e rassicurazione. La voglia di un’Europa più forte e più impegnata positivamente verso il futuro è emersa soprattutto attraverso il voto ai movimenti ambientalisti, con una forte spinta da parte dei giovani che ha anche portato a un rafforzamento dell’affluenza. Questo vento favorevole non è stato efficacemente colto in Italia, nonostante una spiccata attenzione e sensibilità delle nuove generazioni - come documentato anche dai dati dell’Osservatorio giovani dell’Istituto Toniolo - verso i temi ecologici e lo sviluppo sostenibile. Nel nostro Paese il segnale più deciso in controtendenza a nazionalismi e populismi arriva dagli italiani all’estero e dalle grandi città centrosettentrionali, ovvero dove prevalgono le componenti che maggiormente si percepiscono come parte attiva del mondo che cambia. Il voto evidenzia soprattutto la presenza di una polarizzazione, che intreccia dimensione territoriale e sociale, destinata ancor più ad ampliarsi in Europa e in Italia in mancanza di un modello di sviluppo davvero inclusivo.

 

Passione, talento, impegno

Ateneo Passione, talento, impegno Domenica 5 maggio al termine delle tre Messe principali della parrocchia di San Nicolao a Lecco i docenti della Cattolica Domenico Bodega , Cristina Pasqualini e Fabio Introini leggeranno questo messaggio sulla 95° Giornata per l’Università Cattolica. maggio 2019 L’Università Cattolica è nata nel 1921 grazie alla passione, al talento e all’impegno dei cattolici italiani. Il secondo è che l’Università Cattolica è l’unica università che si rapporta continuamente e costantemente con la comunità ecclesiale e la società civile. Non c’è docente, centro di ricerca, facoltà o istituto della Cattolica che non sia impegnato in attività per la cura e il benessere delle persone, delle comunità, del paese. C’è un legame strutturale, un affetto, una passione e un impegno comuni tra i cattolici - studenti, docenti, personale tecnico - che lavorano in Cattolica e i cattolici di tutto il paese. Fare comunità, formare comunità, essere comunità, è l’unica vera risposta alla logica individualista che sta devastando le persone, le coppie, le famiglie, le città, i paesi del mondo. Incontrarci non solo per sapere quali lauree, carriere potrebbero conseguire i figli, o per manifestare le problematiche che la Cattolica dovrebbe affrontare, ma soprattutto per venire a conoscere e per far conoscere la generosità nascosta e l’intelligenza dell’amore di molte persone, qui e in tutta la Chiesa presenti.

 

Giuliodori, un Ateneo al passo coi tempi

milano Giuliodori, un Ateneo al passo coi tempi Nell’omelia della Messa per la Giornata Universitaria, trasmessa in diretta su Raiuno, l’assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori ha ribadito il ruolo cruciale della Cattolica nella formazione dei giovani. Un episodio simile è presente anche nel Vangelo di Luca ma è posto all’inizio della predicazione di Gesù e, soprattutto, è collegato con la chiamata di Pietro a cui dice: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini» (Lc 5, 10). Anche gli altri evangelisti Matteo e Marco ricordano questa frase di Gesù e la collocano sempre nel momento della chiamata di Pietro e del fratello Andrea: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini. Se nel racconto di Luca prevale l’elemento di rivelazione dell’identità e della potenza del Messia, in Giovanni la prospettiva è decisamente orientata all’impegno missionario che segna la vita della Chiesa nascente. In secondo luogo occorre riconoscere la presenza reale del Signore risorto e alimentare la comunione eucaristica con lui, come indicato dal segno dei pani e dei pesci, per essere, infine, testimoni coraggiosi del suo amore, come emerge dal dialogo di Gesù con Pietro. Questo compito viene assunto con coraggio da Pietro e dagli altri apostoli, come abbiamo ascoltato nella prima lettura, tanto che uscendo dal Sinedrio sono «lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù». Con questo spirito celebriamo oggi la 95a Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore che fin dal suo inizio, poco meno di un secolo fa, si è posta al servizio delle nuove generazioni per aiutarle a diventare protagoniste della vita sociale ed ecclesiale.

 

Una fede per diventare grandi

ATENEO Una fede per diventare grandi La prolusione ai Corsi di Teologia del vescovo di Novara e vicepresidente della Cei monsignor Franco Giulio Brambilla su credere e sapere: «Si diventa adulti solo quando si è capaci di concentrare il sogno universale in una scelta di vita». È questo in sintesi il messaggio emerso dall’incontro dedicato all’ormai tradizionale prolusione ai Corsi di Teologia, quest’anno affidata a monsignor Franco Giulio Brambilla , vescovo di Novara e vice presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il primo passo da compiere, perciò, è quello di sfatare alcuni luoghi comuni, che monsignor Brambilla denomina «tensioni fondamentali», basati sulla credenza che tra gli elementi che formano l’identità personale – esperienza, ragione, prassi – non vi sia una «vaga mano di vernice religiosa». In realtà, la fede “vissuta” è fin dall’inizio anche una fede “saputa”, che porta con sé le buone ragioni del credere. Come? «Il primo modo è quello alto del pensiero “critico” e “argomentativo” – ha osservato monsignor Brambilla –, proprio della teologia, che mette in rapporto il sapere della fede con le forme del sapere con cui l’uomo di ogni tempo cerca la verità». Il secondo modo, invece, «è quello del sapere “riflessivo”, il quale non mira al sapere critico, ma a costruire una mentalità di fede». Di qui la proposta di monsignor Brambilla «di una fede pensata secondo un modello dialogico e interdisciplinare , perché è decisivo per la formazione dei giovani che si superi il modello scolare, della lezione o dell’incontro di gruppo, oggi spesso sostituito dal ciclo di conferenze».

 

Dio a modo mio, intervista sulla fede

RICERCA Dio a modo mio, intervista sulla fede Centocinquanta ragazzi di tutta Italia, scelti dal campione del Rapporto Giovani, raccontano il loro rapporto con la fede a un gruppo di “ricercatori” coetanei . L’indagine qualitativa che ne è seguita è raccolta nel volume Dio a modo mio , curato da Paola Bignardi e Rita Bichi , nato da un approfondimento nell’ambito del Rapporto Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori. Per permettere agli intervistati di parlare a proprio agio e senza filtri su un tema così privato l’Istituto Toniolo ha chiesto la collaborazione di alcuni studenti dell’Ateneo che hanno rivolto i quesiti dell’indagine ai loro coetanei. Annamaria Musillo (nella foto a lato) è una di loro: originaria di Matera, ex studentessa dell’Università Cattolica e collegiale del Paolo VI, laureata in Lingue e letterature straniere , ora vive a Roma e, appena concluso il Tfa, aspetta di diventare a tutti gli effetti insegnante di Spagnolo. Nel 2013 si è sviluppata un’ulteriore indagine qualitativa sul tema “Giovani e fede” che ha coinvolto 23 intervistatori di età compresa fra i 23 e i 30 anni e 150 intervistati distribuiti tra Nord, Centro e Sud Italia, tutti battezzati, tutti appartenenti a due fasce di età (19-21 anni e 27- 29 anni) . I 150 giovani hanno risposto a domande sul loro rapporto con la fede, le loro credenze e i loro atteggiamenti nei confronti della religione, sui loro ricordi del catechismo, raccontando la loro esperienza religiosa. Con questi 50 giovani è stato svolto un ulteriore approfondimento attraverso una seconda intervista, i cui risultati sono confluiti nel libro Dio a modo mio. Giovani e fede in Italia appena edito da Vita e Pensiero (2015).

 

Nuove generazioni, il futuro difficile

Milano Nuove generazioni, il futuro difficile Presentato in Università Cattolica il Rapporto Giovani 2016 dell’Istituto Toniolo. I dati mostrano l'Italia come uno dei paesi che finora è meno riuscito a costruire basi solide per un futuro da protagonisti dei millenial. L'Istituto di Studi Superiori Giuseppe Toniolo con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo ha stilato il Rapporto Giovani 2016 fotografando le aspettative, le speranze e le delusioni delle nuove generazioni italiane. Alcuni dati presenti nel Rapporto Giovani 2016 mostrano l'Italia come uno dei paesi che finora è meno riuscito a costruire basi solide per un futuro da protagonisti dei giovani italiani. Alessandro Rosina, professore di Demografia e Statistica sociale all'Università Cattolica del Sacro Cuore e curatore del Rapporto, ha ricordato l'importanza dell'impatto delle politiche di territorio per migliorare la situazione dei giovani. Alcuni dati evidenziano meglio questo rapporto: tra i 25-29 anni più del 75% dei giovani italiani vive ancora con i propri genitori e non è indipendente da un punto di vista economico. Negli ultimi anni è cresciuta la voglia dei giovani italiani di uscire dalla condizione difensiva, di non subire ulteriormente solo i cambiamenti ma cogliere anche le opportunità.

 

Neet/Non-Neet, un test scaccia crisi

MILANO Neet/Non-Neet, un test scaccia crisi Un decalogo sintetico, poco più di un gioco, che mette a confronto l’atteggiamento dei giovani che non studiano e non lavorano rispetto a quello di chi crede nelle proprie capacità e cerca con tutte le forze il futuro che merita. by Velania La Mendola | 03 marzo 2016 I Neet , acronimo inglese per Not in Education, Employment or Training , sono i giovani che non studiano e non lavorano : un fenomeno purtroppo in crescita che conta 2,4 milioni di persone in Italia. Indicatori ufficiali e dati di ricerche scientifiche alla mano, disegna anche un percorso di riscatto possibile, che passa attraverso il cambio di atteggiamento verso le nuove generazioni, l’attenzione ai talenti giovani, l’investimento nelle nuove competenze, il sostegno dell’intraprendenza. Ma non è solo il contesto o la politica che condiziona il futuro dei giovani, conta anche il loro atteggiamento di fronte alla crisi, alle difficoltà, alle ingiustizie. Ecco allora un decalogo , sintetico, che mette a confronto l’atteggiamento dei Neet rispetto a quello di chi invece crede nelle proprie capacità e cerca con tutte le forze il futuro che merita. neet #giovani #futuro Facebook Twitter Send by mail Neet | Non Neet Vai al decalogo per il test.

 

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