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A scuola di difesa personale

Milano A scuola di difesa personale Per le studentesse del Collegio Marianum un corso sulla prevenzione alla sicurezza e sulla gestione delle situazioni critiche, in collaborazione con Mastery – International Academy for Security and Defence. by Linda Poncetta | 05 aprile 2018 Un percorso di formazione per imparare a gestire le crisi e a sviluppare resilienza. È l’iniziativa che la direzione del Collegio Marianum dell’Università Cattolica ha proposto alle proprie studentesse sabato 10 e 17 marzo 2018. Il corso sulla prevenzione alla sicurezza e sulla gestione delle situazioni critiche è stato organizzato in collaborazione con Mastery (International Academy for Security and Defence), un’organizzazione che offre istruzione, formazione e consulenza nel campo della difesa e della sicurezza. Responsabile scientifico del progetto, il professor Aldo Pigoli , co-fondatore dell’organizzazione, mentre la direzione tecnica è stata affidata a Luca Bruni , presidente dell’Associazione Italiana Difesa, e al maestro Remo Grassetti , ideatore del Metodo Mas (Moving Action Surprise System©), ideato da Mastery. L’obiettivo, raggiunto con soddisfazione dalle giovani partecipanti, è stato quello di trasmettere maggiore consapevolezza di sé e padronanza nel gestire corpo, mente ed emozioni in momenti critici, con l’intento di sviluppare un approccio preventivo e non conflittuale alle relazioni interpersonali. Il riscontro ottenuto al termine del corso è stato estremamente positivo: l’efficacia delle tecniche apprese, facilmente e immediatamente attuabili in molti contesti della vita quotidiana, ha suscitato grande interesse, entusiasmo e desiderio di proseguire il percorso intrapreso.

 

A Vienna per prevenire il crimine

cattolicapost A Vienna per prevenire il crimine Alexander Kamprad , neo dottore di ricerca in Criminologia di origine tedesca, dopo varie esperienze internazionali da studente Phd è divenuto consulente dell' Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga (Unodc) con sede nella capitale austriaca. Di recente si è trasferito a Vienna, dove è entrato in qualità di consulente nel settore della ricerca dell' Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc) . Il mio nuovo lavoro offre interessanti opportunità di applicare gran parte delle conoscenze e competenze, che ho acquisito come dottorando e ricercatore in Cattolica» racconta Alexander. Il focus internazionale del programma in Criminologia e l'esperienza di lavoro che ho maturato mi hanno permesso di sviluppare un profilo competitivo sul mercato del lavoro internazionale». Mi ha permesso di imparare e confrontarmi con studiosi riconosciuti a livello internazionale nel campo della criminologia, partecipare a conferenze all'estero e trascorrere del tempo come ricercatore ospite in Russia e nei Paesi Bassi. Oltre a essere uno studente di dottorato, fin dal primo giorno ho avuto l'opportunità di lavorare su progetti di ricerca internazionali di alto profilo. Ora, dopo essere volato a Vienna, non nasconde un velo di nostalgia: «Non è mai facile lasciare l'Italia e spero di tornare spesso in futuro».

 

Cambiamento climatico, che fare?

Ambiente Cambiamento climatico, che fare? Clic-Plan è il progetto avviato dall’Alta Scuola per l'Ambiente con la sponda bresciana del lago di Garda per misurare la percezione pubblica degli effetti dei cambiamenti climatici. Obiettivo: definire un piano locale di adattamento e prevenzione. Da anni infatti si discute di strategie di mitigazione, ma risulta assai più nuovo il tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici quale strumento per rafforzare la resilienza dei territori e delle comunità di fronte al peso degli eventi naturali cui sono esposte. A tale riguardo l’Università Cattolica di Brescia ha avviato con la sponda bresciana del Lago di Garda il progetto “ CLIC-PLAN: CLIma in Cambiamento. Piano Locale di AdattameNto per comuni lacustri in territorio subalpino con forte vocazione turistica”, diretto dal Prof. Pierluigi Malavasi dell’Alta Scuola per l’Ambiente (ASA), in collaborazione con le Facoltà di Scienze politiche e sociali e la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Obiettivo del progetto è elaborare un modello/prototipo di Piano locale di adattamento partecipato per comuni lacustri in territorio subalpino a forte vocazione turistica, attraverso la conduzione di azioni pilota su Comuni della sponda bresciana del Lago di Garda. Il progetto, avviato nel giugno 2017 con termine a dicembre 2019, vede coinvolti i comuni coinvolti di Desenzano del Garda, Manerba del Garda, Tremosine e Tignale, Salò.

 

Cibo e salute, amici/nemici

Nella Giornata per la ricerca promossa da facoltà di Medicina e Fondazione Policlinico Gemelli i risultati degli studi sul rapporto tra nutrizione, prevenzione e cura. maggio 2016 Il cibo è amico e nemico della nostra salute, sempre più un fattore di prevenzione e cura, ma anche - quando le scelte alimentari sono scorrette - colpevole di indurre, anticipare e aggravare diverse malattie. Segue (ore 9.45) il conferimento della V edizione del Premio “Giovanni Paolo II” , attribuito quest’anno alla Fondazione Ferrero di Alba, presieduta da Maria Franca Ferrero , e rappresentata da Edo Milanesio , Segretario Generale della Fondazione, e da Ettore Bologna , Responsabile del Servizio Medico, per l’impulso alle attività di studio e ricerca. In particolare si parlerà di nutrizione e funzioni di organi quali fegato e reni, nutrizione in gravidanza e durante lo sviluppo del bambino, nutrizione e fragilità dell’anziano , infine nutrizione e plasticità cerebrale , fondamentale per il buon funzionamento del cervello e protettiva contro il declino cognitivo. Alle ore 12.30 l’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica monsignor Claudio Giuliodori consegnerà i premi ai giovani autori delle migliori pubblicazioni dell’anno 2015 e al miglior Dottore di Ricerca della facoltà di Medicina e chirurgia della Cattolica sulla base della produzione scientifica degli ultimi tre anni. Per questo l ’intero mese di maggio è dedicato a presentare l’attività di ricerca che viene svolta dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica e dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma. Medici, ricercatori e studenti di Gemelli e Facoltà di Medicina della Cattolica saranno a disposizione degli utenti del Gemelli presso la hall del Policlinico per fornire spiegazioni e invitare a sostenere economicamente i nuovi progetti di ricerca.

 

Contro il tumore al seno t-shirt personalizzate per fare prevenzione

Lo hanno capito bene Selena Salvini , Maja Repossi ( entrambe nella foto in alto ), Alice Romagnoli , Sofia Zanoni , Lucrezia Monteferrario cinque studentesse del master in Comunicazione per le industrie creative dell’Università Cattolica. Dovevamo scegliere per il nostro project work un tema legato al sociale e abbiamo optato subito per la lotta al tumore al seno, un male che può colpire chiunque, il discorso della prevenzione accomuna tutte le donne», spiega Selena a nome del gruppo. iofaccioprevenzione è il nome di una campagna di sensibilizzazione social realizzata da La lotta contro il tumore al seno , un’azione che riguarda le donne di ogni età e molto importante visto che la prevenzione è lo strumento migliore per sconfiggere questa malattia. Dopo aver realizzato una video intervista-doppia “stile Iene” in cui loro stesse hanno risposto alle domande più frequenti sul tema della prevenzione - come l’utilità dell’autopalpazione al seno, della diagnosi precoce… - hanno bene pensato di adottare una maglietta “personalizzata” come simbolo del progetto. Talvolta, però, è percepita come qualcosa che, si sa che esiste, ma che potrebbe capitare ad altri. La campagna di sensibilizzazione sociale #iofaccioprevenzione è una ulteriore testimonianza dell’impegno degli studenti dell’Università Cattolica che hanno colto le grandi potenzialità della comunicazione digitale, soprattutto in un periodo come quello attuale. L’impegno sociale, le iniziative di volontariato, i progetti sostenibili messi in campo dagli studenti dell’Ateneo del Sacro Cuore trovano sempre spazio sulle pagine di Presenza , house organ dell’Università, che racconta, da ormai 50 anni, storie e successi di studenti, alumni e docenti.

 

Covid-19 a tavola, no ai falsi miti

Studio e webinar Covid-19 a tavola, no ai falsi miti Che cosa pensano gli italiani e che cosa consigliano gli esperti. Gli interventi di Walter Ricciardi, Lorenzo Morelli e Guendalina Graffigna 24 giugno 2020 L’alimentazione può aiutarci contro Covid-19? La risposta è affermativa, ma la questione è molto complessa e delicata. La sede di Cremona dell’Università Cattolica, con il contributo di Ircaf Centro di riferimento Agro-Alimentare Romeo ed Enrica Invernizzi , ha chiamato un gruppo di esperti di alto livello per approfondire, con rigore scientifico e taglio divulgativo, la concatenazione positiva tra alimentazione, equilibrio del microbiota intestinale e difese immunitarie. La prevenzione oggi è fondamentale anche per evitare futuri nuovi focolai: un’accurata educazione dei cittadini è dunque un asset imprescindibile per garantire l’aderenza alle diverse misure comportamentali di contenimento del virus oltre che agli stili di vita idonei per prevenire le complicanze della malattia. Una cosa è la suscettibilità a sviluppare un'infezione virale sintomatica, un’altra è invece il potenziale di combattimento che si ha contro il virus: entrambi dipendo dallo stato di nutrizione/malnutrizione e quindi dall’immunocompetenza dell’individuo» aggiunge il professor Fabrizio Pregliasco . L’unica certezza è che il rischio di contrarre il Sars-Cov-2 non dipende dallo stato nutrizionale dell'individuo, ma dal grado di contatto con l'agente patogeno e quindi il distanziamento dalla persona infetta deve essere prioritario. È importante che la scienza dialoghi con i cittadini che sono consumatori e pazienti, proprio per adottare, a tavola e non solo a tavola, comportamenti positivi sia a livello individuale che sociale, evitando falsi miti».

 

Covid, l’alimentazione rafforza le difese immunitarie

Ricerca Covid, l’alimentazione rafforza le difese immunitarie Dall’indagine di EngageMinds Hub emerge una crescita dell’attenzione degli italiani al consumo corretto dei cibi, ritenuto fattore protettivo contro il Coronavirus. Un italiano su 3 ha però bisogno di un supplemento di informazione 26 giugno 2020 Il 60% degli italiani ritiene che l’alimentazione possa essere una chiave per rafforzare le difese immunitarie contro Covid-19. Una tendenza ancora più marcata tra coloro che hanno un titolo di studio elevato (master o dottorato) e che più temono il rischio di contagio da Covid-19, mentre gli italiani di età compresa fra i 60 e 70 anni hanno diminuito il consumo di integratori alimentari, contrariamente al resto della popolazione. È importante che la scienza dialoghi con i cittadini che sono consumatori e pazienti – considera la professoressa Guendalina Graffigna , docente di Psicologia dei consumi e direttore dell’ EngageMinds Hub alla Cattolica – proprio per adottare, a tavola e non solo a tavola, comportamenti positivi sia a livello individuale che sociale». Grazie a Ircaf , Centro di riferimento Agro-Alimentare Romeo ed Enrica Invernizzi – prosegue il professor Lorenzo Morelli , docente di microbiologia e direttore del Distas (Dipartimento di scienze e tecnologie alimentari) dell’Università Cattolica – abbiamo potuto oggi approfondire la concatenazione positiva tra alimentazione, equilibrio del microbiota intestinale e difese immunitarie. Una crescita valutata dall’indagine in +17% e che arriva a +28% tra coloro che si sentono “ad alto rischio di contagio” e a +33% fra coloro che hanno un titolo di studio elevato (master e/o dottorato). Oggi sappiamo che, in termini generali, la prognosi di Covid-19 è peggiore in chi soffre di patologie croniche, soprattutto a carico del cuore, o diabete e nelle persone in sovrappeso – afferma il professor Andrea Ghiselli , nutrizionista e presidente della Sisa (Società italiana scienza dell’alimentazione).

 

Diritto penale d’impresa, quale riforma

MILANO Diritto penale d’impresa, quale riforma Gli specifici strumenti di contenimento delle condotte devianti non sempre si rivelano adeguati. Un assunto che è stato al centro del convegno “Il diritto penale dell’impresa, tra riforme attese, concluse e annunciate” , che si è svolto il 18 dicembre in Università Cattolica per concludere la quinta edizione del master in Diritto penale dell’impresa ( Midpi ) e lanciare la sesta, iniziata il 12 gennaio. La relazione conclusiva, tenuta da Francesco D’Alessandro , docente di Diritto penale commerciale dell’Ateneo ha, infine, esaminato il tema delle «riforme attese», ma mai effettivamente realizzate, in materia di abusi di mercato. Secondo il professor Gabrio Forti , preside della facoltà di Giurisprudenza, il dibattito dimostra come siano «mutate le narrazioni della crisi d’impresa», cui il legislatore prova a rispondere apprestando specifici strumenti di contenimento delle condotte devianti, che tuttavia non sempre si rivelano adeguati. L’incontro – al termine del quale è stato presentato il nuovo progetto “Alumni” – si è concluso con la consegna dei diplomi della quinta edizione e con il conferimento del premio dell’ Associazione dei Componenti degli Organismi di Vigilanza ex D.Lgs. dirittopenale #impresa #prevenzione Facebook Twitter Send by mail Print IL MASTER È iniziata venerdì 12 gennaio la sesta edizione del master in Diritto penale dell’impresa ( Midpi ), organizzato dall’ Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale (Asgp).

 

Disabilità, prevenire nell’età prescolare

Tale incremento, che sicuramente riflette in parte anche un affinamento nel processo di rilevazione, e decisamente ragguardevole se si considera che da vent’anni a questa parte il numero complessivo degli alunni frequentanti le scuole italiane e addirittura diminuito ”. Un fenomeno preoccupante, stando agli ultimi dati resi noti dal MIUR (Fonte: MIUR - DGCASIS - Ufficio Gestione Patrimonio Informativo e Statistica - Rilevazioni sulle scuole- Maggio 2019), che evidenziano nelle scuole italiane - statali, paritarie e non paritarie - un costante incremento di certificazioni di disabilita. Un progetto di ricerca si propone ora di sostenere la formazione e lo sviluppo di competenze degli insegnanti della scuola dell’Infanzia, chiamati nella gestione di realtà divenute sempre più complesse, attraverso la costruzione di strumenti pedagogici di osservazione e rilevazione di possibili difficoltà evolutive del bambino in età prescolare. L’esperienza vissuta all’estero ha permesso ai ricercatori CeDisMa ( nella foto, Elena Zanfroni , Silvia Maggiolini , Paola Molteni , Roberta Sala ) di potenziare ulteriormente la conoscenza di percorsi formativi inclusivi, avviando significative riflessioni educative e pedagogiche che sosterranno il lavoro della partnership. formazione #prevenzione #disabilita' #infanzia Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Gemelli, asportato tumore al seno da 15 Kg

Un tumore che deturpava il corpo e la psiche di questa donna che, nonostante la malattia, ha continuato la sua vita di sempre in famiglia e a lavoro. Il decorso post-operatorio è andato molto bene e la donna è stata dimessa, e non avrà bisogno di fare interventi aggiuntivi di chirurgia plastica. Purtroppo non è la prima e nemmeno l’ultima paziente che si presenta alle cure mediche con un tumore molto grande, ma certo posso dire di non aver mai visto in 35 anni di carriera una neoplasia di queste dimensioni» prosegue il chirurgo. Di solito questa situazione di impasse si risolve solo quando intervengono fattori che in qualche modo costringono la paziente a cercare assistenza medica, sovente perché i tumori generano sanguinamenti e diventano problematici. Il controllo della abnorme vascolarizzazione, che una crescita così avanzata del tumore aveva determinato, ha costituito una delle difficoltà maggiori dell’operazione chirurgica, insieme al distacco della lesione dalle strutture muscolari della parete toracica. Ma purtroppo - anche se non con queste dimensioni eccezionali – di tumori localmente avanzati ce ne capita più di uno al mese e con donne di tutte le età e condizioni sociali. Dobbiamo trovare modalità più efficace per fare educazione e in particolare per aiutare le donne a superare la forte paura che ancora generano i tumori, paura che talvolta paralizza e impedisce di chiedere assistenza medica».

 

Il Mese del Cuore torna a settembre

Roma Il Mese del Cuore torna a settembre L’iniziativa di prevenzione, promossa da Danacol in collaborazione con il Policlinico Gemelli, prosegue il suo viaggio in Italia offrendo check up gratuiti di valutazione dei fattori di rischio cardiovascolare. agosto 2018 Torna a settembre il Mese del Cuore, l’iniziativa di prevenzione promossa da Danacol in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. In questa edizione il Mese del Cuore, un importante percorso di sensibilizzazione sui principali fattori di rischio cardiovascolare, raggiungerà Milano, Roma, Napoli, Messina, Ancona. Durante le visite di screening i medici eseguiranno la misurazione della pressione arteriosa, dei valori di glicemia e colesterolo, dell’indice di massa corporea, unitamente alla valutazione dello stile di vita, delle abitudini alimentari e di alcuni parametri di performance funzionale (come la forza muscolare). Anche nel mese di settembre, il progetto si avvarrà del team specialistico coordinato dal Professor Francesco Landi , Geriatra della Fondazione Policlinico Agostino Gemelli IRCCS e Docente dei Medicina Interna e di Geriatria presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Sensibilizzare l’opinione pubblica sui fattori di rischio delle malattie cardiovascolari può contribuire all’adozione di un corretto e salutare stile di vita – dichiara il Professor Francesco Landi – Iniziative come il Mese del Cuore contribuiscono a sviluppare una maggiore consapevolezza sul tema prevenzione. “Con il Mese del Cuore Danone tiene fede al suo impegno - dichiara Cyrille Auguste , Amministratore Delegato di Danone Italia – di portare la salute attraverso l'alimentazione sostenendo questa campagna volta a promuovere uno stile di vita ottimale.”.

 

In salute con la Longevity Run

Roma In salute con la Longevity Run Torna l'appuntamento con la corsa-evento di sensibilizzazione per uno stile di vita sano e attivo che si terrà a Roma venerdì 10 maggio, con una giornata di check-up gratuiti e sport . aprile 2019 Con il sostegno della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Università Cattolica del Sacro Cuore, torna la Longevity Run, l’evento di sensibilizzazione per uno stile di vita sano e attivo che si terrà a Roma venerdì 10 maggio. Appuntamento in una location evocativa, lo stadio “Nando Martellini” delle Terme di Caracalla, per una giornata dedicata a prevenzione, salute e sport, elementi indispensabili per chi voglia assicurarsi longevità di successo. Previste infatti altre due tappe in Emilia Romagna il 26 maggio a San Gabriele Piozzano (Piacenza) e Trentino Alto Adige il 3 agosto a Madonna di Campiglio (Trento). L’iniziativa resa possibile grazie al Patrocinio e alla collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, l’Innovative Medicines Initiative (IMI-Comunità Europea), il Comune di Roma, la Federazione Italiana di Atletica Leggera, l’Associazione Italia Longeva e la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria. Questi gli elementi che concorreranno a comporre lo screening e che saranno poi registrati in una scheda di valutazione personale che conterrà tutti i risultati, ma soprattutto i consigli e le raccomandazioni per perseguire un corretto stile di vita. Al termine delle visite, dalle 19.30 , avrà inizio l’ attività sportiva : un circuito che combinerà elementi di fitness , ciclismo e corsa , messo a punto da Purosangue , progetto internazionale di running solidale.

 

La sicurezza al supermercato

Per rispondere alla domanda di protezione e ridurre la vulnerabilità, il corso Itstime4mall ha applicato il modello del crisis management ai punti vendita Carrefour 13 dicembre 2016 Una risposta in termini di prevenzione per scongiurare le nuove forme di terrorismo internazionale che seminano il panico nella nostra vita quotidiana. Si è appena conclusa la prima edizione di Itstime4mall , un corso di alta formazione erogato dall’Università Cattolica sotto la responsabilità scientifica e la docenza di Itstime , a cui hanno partecipato i responsabili della sicurezza dei diversi punti vendita Carrefour in Italia . Un’iniziativa finalizzata a fornire strumenti per l’acquisizione di consapevolezza e competenze per mettere in grado i centri commerciali di ridurre la propria vulnerabilità e migliorare le loro capacità di risposta in caso si trovino coinvolti in un attacco terroristico. Se, dunque, la percezione del rischio proposto dal terrorismo aumenta e, con essa, la domanda di risposta da parte dei cittadini, è allora importante porre il problema nella giusta prospettiva per capire i motivi della scelta dei centri commerciali e della grande distribuzione in generale come bersaglio. La scelta specifica di colpire i grandi centri commerciali è dettata da diverse motivazioni tra le quali l’identificazione del brand come espressione del nemico da combattere, la facilità operativa di portare a termine un attacco o la semplicemente prossimità della struttura e l’opportunità che porta con sé. Infine, l’analisi delle proprie vulnerabilità, declinate nello specifico contesto del rischio terrorismo, insieme alle azioni di risposta all’evento è stato il materiale utile a promuovere una simulazione per verificare la consistenza delle procedure di sicurezza del centro commerciale e definire dei percorsi di miglioramento. La tredicesima edizione è stata presentata il 25 novembre 2016 nel corso della tavola rotonda “ Sicurezza e Resilienza: Scenari e impatti per le città e aziende ” con i saluti di apertura dell’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano Maria Carmela Rozza .

 

Longevity Run: prevenzione e adeguato stile di vita, per vivere bene e a lungo

Piacenza Longevity Run: prevenzione e adeguato stile di vita, per vivere bene e a lungo La longevità si conquista passo dopo passo, tra attività fisica e mangiar sano. A S. Gabriele di Piozzano la seconda tappa del progetto promosso da Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Università Cattolica del Sacro Cuore. “Per invecchiare bene è importante prendersi cura di se stessi già da giovani e da adulti. Per tutta la giornata, equipe di medici dell’Ospedale “G. da Saliceto” di Piacenza e del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS hanno proposto controlli gratuiti ai presenti, soffermandosi su sette fattori di rischio: pressione arteriosa, glicemia, colesterolo, indice di massa corporea, attività fisica, abitudini alimentari e forza muscolare. Un “pacchetto” di esami completo - con misurazioni e domande precise -, allo scopo di monitorare lo stato di salute e trovare la via più semplice per la longevità. La corsa, organizzata da Purosangue ASD (progetto internazionale di running solidale), si è sviluppata su un percorso di 10 km negli splendidi panorami della Valtidone, ed è stata vinta dai giovani Alessandro Greco, per la categoria maschile, e Camilla Razza, per la categoria femminile. Dopo la tappa a San Gabriele Piozzano (Piacenza), la Longevity Run si sposterà in Trentino Alto Adige e sarà il 3 agosto a Madonna di Campiglio (Trento).

 

Maltempo e beni culturali, sos Alpi

brescia Maltempo e beni culturali, sos Alpi A fronte dei cambiamenti climatici che flagellano il nostro territorio, sono a rischio non solo persone e abitazioni ma anche il patrimonio culturale. Un allarme che vale in modo particolare per le Alpi , sede di un patrimonio culturale diffuso e di inestimabile valore, che costituisce il cuore dell’identità delle comunità alpine e rappresenta uno degli elementi chiave per il loro sviluppo sociale ed economico. Rischi e Attività di Messa in Sicurezza”) , che affronta appunto il tema della tutela e della messa in sicurezza del patrimonio culturale alpino di fronte a scenari di rischio. Ad esempio ad Amatrice, ai soccorritori è stato chiesto di portare subito in sicurezza una Madonna Nera che, pur non avendo interesse artistico, presentava una forte valenza simbolica per la comunità locale. Seguirà un’analisi di rischio per le aree pilota (in Italia, parte del bacino dell’Adige, in provincia di Trento) per definire quali beni siano esposti ed effettivamente vulnerabili di fronte a scenari di rischio naturale come alluvioni, frane o valanghe. Infine, sempre sulle aree pilota, il progetto si dedicherà all’ aggiornamento della Pianificazione di emergenza , sviluppando Procedure operative che gli operatori di Protezione civile saranno chiamati ad applicare per prevenire, in stato di allerta o emergenza, danni ingenti al patrimonio culturale esposto agli scenari di rischio. Tutti i risultati di questo lavoro che durerà tre anni verranno poi sintetizzati in un Sourcebook, un grande Manuale che verrà diffuso a livello alpino e che consentirà la replicabilità delle esperienze Cheers .

 

Medicina personalizzata, progetto europeo

Roma Medicina personalizzata, progetto europeo A "Personalized Medicine and the Prevention of Chronic Diseases” (PRECeDI), coordinato dalla Prof. Stefania Boccia , è stata dedicata una pagina del sito web della Commissione europea. Un lunch seminar dedicato all’iniziativa come esempio di best practice. Lo scorso 13 dicembre la Commissione Europea ha organizzato un lunch seminar dedicato al progetto come esempio di best practice. Dai rispettivi domini scientifici del progetto sono scaturite cinque Raccomandazioni che declinano la cornice operativa all’interno della quale tutte le nuove tecnologie basate sulle scienze ‘omiche possono essere introdotte nella prevenzione sanitaria. Le malattie croniche sono la principale causa di morbidità e mortalità in Europa, e dal 40% all’80% sono prevenibili in quanto sono attribuibili a 4 principali fattori di rischio ovvero fumo, alcol, alimentazione non appropriata e inattività fisica. medicinapersonalizata #prevenzione #horizon2020 #progettieuropei Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Meningite, l’importanza di vaccinare

Diversi casi nell’ultimo mese hanno riportato al centro dell'attenzione questa patologia che continua a mietere vittime. È una malattia infettiva che nella maggior parte dei casi è di origine virale o batterica, esistono poi delle forme causate da funghi con una diffusione però molto limitata. Le forme virali sono le più frequenti ed anche le più benigne per le quali peraltro non esiste, salvo che per l’herpesvirus , una specifica terapia. Tutte le meningiti, essendo infezioni che colpiscono il sistema nervoso centrale, sono gravi e in alcuni casi possono complicarsi con un’encefalite, dando luogo a una forma mista che può avere una grave evoluzione: la meningoencefalite». In questi giorni si parla molto di meningite meningococcica poiché nel giro di un mese sono stati isolati 5 episodi in un’area piuttosto ristretta, nella zona tra Bergamo e Brescia. È bene sottolineare che non si tratta di un’epidemia ma di un numero di casi che costituisce un focolaio, cosa tipica nella meningite meningococcica che rispetto alla meningite pneumococcica si tramette per via aerea». Quali sono i ceppi più diffusi in Italia? «Nell’ambito del meningococco possiamo distinguere vari sierogruppi e in Italia i più diffusi sono il B e il C. Nel 2015, in Toscana, si sono verificati diversi episodi di meningite dovuti al ceppo C, lo stesso sierogruppo isolato oggi nel Bergamasco».

 

Mese del Cuore in sette città

PREVENZIONE Mese del Cuore in sette città Per la prima volta viaggia per l’Italia l’iniziativa di prevenzione del rischio cardiovascolare promossa da Danacol in collaborazione con il Policlinico Gemelli. Quest’anno il percorso di sensibilizzazione sui principali fattori di rischio cardiovascolare si estende sul territorio nazionale, raggiungendo per la prima volta ben sette città. Nella prima fase, da aprile a maggio, sono coinvolte Milano (nella sede di largo Gemelli dell’Ateneo), Roma (Ambulatori di Geriatria del Cemi del Policlinico Gemelli), Napoli e Messina ; successivamente, il Mese del Cuore raggiungerà anche Ancona , Ferrara e Firenze . Durante le visite di screening i medici eseguiranno la misurazione della pressione arteriosa, dei valori di glicemia e colesterolo, dell’indice di massa corporea, unitamente alla valutazione dello stile di vita, delle abitudini alimentari e di alcuni parametri di performance funzionale (come la forza muscolare). Gli studi, nel loro complesso, offrono l’immagine di un Paese ancora sospeso fra la consapevolezza dell’importanza della prevenzione e la sottovalutazione del valore di controlli periodici. Un Paese che risponde alle campagne di prevenzione gratuita, ma che ha ancora passi importanti da fare per abbracciare uno stile di vita sempre più salutare. Da qui la necessità di diffondere ulteriormente la conoscenza dei 7 fattori di rischio cardiovascolare (tra cui il colesterolo), raggiungendo tutte le fasce di età.

 

Mese del cuore, check up nei chiostri

Milano Mese del cuore, check up nei chiostri A marzo cinque weekend di visite gratuite gestite a Milano dal Gemelli e Danacol. Per questo il Policlinico A. Gemelli , con il sostegno di Danone , lancia per il secondo anno il “ Mese del cuore ”, un’attività di screening gratuita offerta alla cittadinanza. E, dopo Roma, quest’anno tocca a Milano, con cinque fine settimana di visite gratuite nei chiostri dell’Università Cattolica (qui a lato le modalità di partecipazione). Ed è emersa la fotografia di un Paese che risponde alle campagne di prevenzione gratuita ma che ha ancora molto da imparare sugli stili di vita collegati a longevità e qualità della vita. L’adesione al progetto del Mese del Cuore, unitamente al servizio offerto dal portale online viaggioalcuoredelproblema.it ha confermato l’interesse degli italiani nei confronti della prevenzione cardiovascolare, evidenziando la necessità di diffondere ulteriormente la conoscenza dei 7 fattori di rischio, raggiungendo tutte le fasce di età” - continua Landi -. mesedelcuore #prevenzione #medicina Facebook Twitter Send by mail Print GLI APPUNTAMENTI A MILANO Il Mese del Cuore , iniziativa di prevenzione rivolta ai consumatori e promossa da Danacol in collaborazione con il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma , farà tappa a Milano nel mese di marzo. Il progetto del Mese del Cuore sarà promosso anche attraverso una campagna di comunicazione incentrata sulla diffusione di messaggi di prevenzione tra i consumatori.

 

Osservasalute, timidi segnali positivi

aprile 2018 Laddove la prevenzione funziona, la salute degli italiani è più al sicuro, con meno morti per tumori e malattie croniche come il diabete e l’ipertensione (diminuiti del 20% in 12 anni i tassi di mortalità precoce per queste cause). Secondo il Rapporto Osservasalute 2017 , gli italiani, inoltre, cominciano timidamente a occuparsi in maniera più proattiva della propria salute, tendono a fare più sport (nel 2016 il 34,8% della popolazione, pari a circa 20 milioni e 485 mila). Anche sul fronte dei consumi di alcolici il dato sembra assumere contorni a tinte fosche: si assiste a una lenta, ma inarrestabile diminuzione dei non consumatori (astemi e astinenti negli ultimi 12 mesi), pari al 34,4% (nel 2014 era il 35,6%, nel 2015 34,8%) degli individui di età >;11 anni. In particolare per la prevenzione, ottimi risultati sono conseguiti alla diminuzione dei fumatori tra gli uomini e all’aumento della copertura degli screening preventivi (per esempio il pap test periodico e la mammografia) tra le donne. Questi sono solo alcuni dei dati che emergono dalla XV edizione del Rapporto Osservasalute (2017) , un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi a Roma. Il Servizio Sanitario Nazionale italiano - rileva il professor Ricciardi - deve aumentare gli sforzi per promuovere la prevenzione di primo e secondo livello, perché i dati indicano chiaramente che laddove queste azioni sono state incisive i risultati sono evidenti, come testimonia la diminuzione dell’incidenza di alcuni tumori». Questa attività collaborativa è multidisciplinare e coinvolge circa duecentotrenta esperti di Sanità Pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti che, a diverso titolo e con diverse competenze, hanno posto al centro del proprio orizzonte scientifico la salute degli individui e delle collettività per promuoverne il continuo miglioramento.

 

Prevenire paga, perché non farlo?

Parla il professor Roberto Zoboli 29 agosto 2016 di Roberto Zoboli * Il terremoto che ha colpito l’area tra Rieti, Ascoli Piceno e Perugia ripropone questioni che il nostro Paese dibatte da decenni in tema di perdite umane, danni economici e, soprattutto, strategie di prevenzione senza risultati veramente efficaci a lungo termine. Lasciando per un momento da parte le tragedie umane causate da terremoti, inondazioni e frane, che in Italia hanno causato migliaia di morti negli ultimi decenni, la dimensione economica delle catastrofi è di per sé stessa tale da richiedere grandi strategie. Le stime, basate anche sull’analisi di cataloghi storici e stime pre-esistenti, indicano come nei 69 anni fra il 1944 e il 2012 il danno complessivo prodotto da terremoti, frane e alluvioni in Italia abbia superato i 240 miliardi di euro, con una media di 3,5 miliardi l’anno . Si tratta di stime basate sugli stanziamenti (non sempre le spese effettive) di bilancio pubblico e quindi non coprono che una parte dei costi effettivi (interruzione di attività e reti, perdite di capitale produttivo, ecc.). In questi giorni circola la stima di 93 miliardi/ di investimenti per mettere in sicurezza antisismica le strutture abitative, una cifra che equivale al 5,7% del Pil italiano del 2014 ma non rappresenta tutti i fabbisogni di prevenzione, ad esempio per frane e alluvioni. Sono limiti che il Governo sta cercando ora di superare per i costi ex post dell’evento in Centro Italia ma rimangono ancora insuperabili per gli investimenti pubblici di prevenzione ex ante, il che costituisce una condizione del tutto irrazionale. L’accettazione culturale da parte di tutti che la straordinaria bellezza dell’Italia, nessuna parte esclusa, nasconde un’alta o altissima condizione di rischio naturale è un pilastro fondamentale di qualunque strategia di prevenzione che non cada nel vuoto di quello che gli economisti chiamano “azzardo morale”.

 

Respirare bene per invecchiare meglio

ricerca Respirare bene per invecchiare meglio I risultati del progetto d’Ateneo Anapnoi , che ha coinvolto sei unità dell’Università sul tema dell’inquinamento indoor , saranno illustrati a Brescia mercoledì 3 aprile . La presentazione di un decalogo per ridurre i rischi e favorire l' healthy ageing 26 marzo 2019 Valutare come l'inquinamento atmosferico outdoor e il microclima e l'inquinamento indoor contribuiscano allo sviluppo di alcune patologie polmonari negli anziani. È l’obiettivo della ricerca d’Ateneo che verrà presentata a Brescia mercoledì 3 aprile e che proporrà anche una serie di consigli pratici per evitare gli effetti dannosi dell’aria viziata che respiriamo. Come prodotto finale del progetto è stato definito un decalogo di linee guida legate ad adattamenti comportamentali o strutturali (in quest’ultimo caso si tratta di interventi legati esclusivamente all’ambiente domestico) per ridurre i rischi e favorire l' healthy ageing di persone sane o già affette da patologie respiratorie. Il decalogo, già condiviso dalle sei unità operative di progetto, verrà presentato e distribuito, sia sotto forma di brochure che di libretto sintetico di carattere divulgativo , mercoledì 3 Aprile 2019 in occasione del Convegno finale di progetto, che si terrà all’Istituto Artigianelli di Brescia in via Giovanni Piamarta. inquinamento #activeageing #prevenzione Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Settembre Mese del Cuore

Roma Settembre Mese del Cuore Danacol, in collaborazione con il Policlinico A. Gemelli, sostiene la prevenzione con visite mediche gratuite e valutazione dei fattori di rischio individuali. agosto 2016 Ritorna anche quest’anno a settembre l’appuntamento con Mese del Cuore , l’iniziativa di prevenzione rivolta ai consumatori promossa da Danacol - la bevanda a base di latte scremato fermentato addizionato di steroli vegetali che favoriscono una riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue. Nel mese di settembre Danacol, in collaborazione con il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma , offrirà una visita medica gratuita eseguita dai medici specialisti del Policlinico. Le visite saranno effettuate nei weekend del mese di settembre (3-4, 10-11, 17-18 e 24-25 settembre) presso il Centro di Medicina dell’Invecchiamento (CEMI) del Policlinico Gemelli di Roma dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14 alle 17. Durante le visite di screening i medici del Policlinico Gemelli eseguiranno la misurazione della pressione arteriosa, dei valori di glicemia e colesterolo, dell’indice di massa corporeo, unitamente alla valutazione dello stile di vita, delle abitudini alimentari e di alcuni parametri di performance funzionale (come ad esempio, la forza muscolare). Con questo progetto formativo Danacol stimola gli utenti a prendersi cura della propria salute, ad avere una maggiore consapevolezza in merito all’importanza di alcuni stili di vita portando così le persone a migliorare il proprio stato di salute. A conclusione del percorso formativo, nel mese di settembre sarà disponibile sulla piattaforma http://alcuoredelproblema.danacol.it/ uno speciale questionario sviluppato dai medici del Policlinico Gemelli di Roma che consentirà ai partecipanti di verificare la correttezza delle proprie abitudini di vita attraverso un test di auto-valutazione semplice ed efficace.

 

Tumori, la prevenzione comincia a tavola

Piacenza Tumori, la prevenzione comincia a tavola Nel convegno promosso in collaborazione con lo Ieo si è parlato del possibile ruolo delle molecole bio-attive presenti negli alimenti per scongiurare le neoplasie. Inoltre un aspetto abbastanza trascurato dai media è stata l’attenzione che la monografia dello Iarc dedicava ai nitrati che vengono usati come conservanti negli insaccati. L’indagine epidemiologica pubblicata recentemente è però inevitabilmente stata condotta sui risultati raccolti negli ultimi 20-30 anni, e non può quindi tenere conto della situazione attuale» fa notare il ricercatore della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali. Aumentare il nostro consumo di legumi potrebbe essere una mossa vincente: «I legumi sono un’ottima fonte di fibra che crea un ecosistema intestinale sfavorevole all’insorgere del tumore». Per capire anche la minor incidenza di diabete o obesità di allora, bisogna pure considerare che negli anni Quaranta la gran parte della gente lavorava nei campi e lo faceva con la zappa, la meccanizzazione non era ancora diffusa. Oggi siamo più sedentari e, da un punto di vista alimentare, negli ultimi tempi si consuma molta più carne di maiale rispetto al pesce, con un rapporto tra acidi grassi omega 6 / omega 3 tutto a sfavore di questi ultimi». I tumori di interesse gastroenterologico saranno l’oggetto di tre interventi per chiarire le cause alimentari del tumore gastrico, il ruolo dell’ocratossina A sull’insorgenza del carcinoma epatico e quello del microbiota intestinale sullo sviluppo del tumore al colon-retto» sottolinea ancora Rossi.

 

Arriva Papersafe, la nuova mascherina certificata

Indossata nella maniera corretta (su naso e bocca), fatta aderire perfettamente al volto e da lasciare il più intonsa possibile (se ne dovrebbero toccare esclusivamente gli elastici o i legacci), la mascherina è elemento fondamentale per la tutela personale e di chi ci sta attorno. È fondamentale per questo motivo essere a conoscenza delle differenze e delle eventuali restrizioni relative a questo strumento all’interno degli ambienti frequentati con regolarità, come per esempio la Fondazione per il Diritto allo Studio Universitario e la stessa Università Cattolica del Sacro Cuore. All’interno delle Linee Guida di Comportamento presentate all’interno del Protocollo di emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2 promulgato dall’Università si evidenzia come, durante l’accesso e la permanenza in Ateneo, sia fondamentale indossare un’idonea mascherina facciale, e che non sono autorizzate le cosiddette “mascherine di comunità”. A differenza di queste ultime, che funzionano impedendo la trasmissione del virus, le mascherine di comunità non possono e non devono essere considerate né dispositivi medici né dispositivi di protezione individuale, bensì una misura igienica utile a ridurre la diffusione del virus SARS-COV-2. Anche EDUCatt , facendo tesoro dell’importante differenza tra gli strumenti di prevenzione, ha messo a disposizione della comunità universitaria uno strumento innovativo e adeguato alle necessità, senza dimenticare l’importante (e purtroppo al momento accantonato dai più) elemento dell’ecologia e del riciclo. PaperSafe, prodotta in conformità alle direttive contenute nella normativa UNI 14683 per caratteristiche di filtrazione, traspirabilità e biocompatibilità, una volta rimosso l’elastico (che può essere recuperato e riutilizzato) è interamente riciclabile nella carta. La mascherina è in distribuzione presso il Container.9 a Milano e a richiesta per la comunità universitaria ed è parte del kit – in fase di distribuzione – di raccomandazioni per i collegiali di tutte le sedi.

 

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