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L’ingrediente fondamentale per la vita

marzo 2019 di Maria Zucchinelli * Se osservassimo la Terra da un satellite potremmo chiederci “perché non chiamarlo Pianeta Acqua o Pianeta Blu?” Del resto dei suoi 510 milioni di km2, solo il 25% è occupato da terre emerse. Molti aggettivi sono attribuiti a questa risorsa, “vitale”, “insostituibile, “preziosa”, “dinamica”, “rinnovabile”, ma dobbiamo essere sempre più consapevoli che è anche “limitata”: solo lo 0,01% della totalità dell’acqua del pianeta è potenzialmente disponibile all’uomo. Attualmente si stima che 3.6 miliardi di persone, circa la metà della popolazione mondiale, viva in aree potenzialmente a rischio di scarsità d’acqua per almeno un mese l’anno, e questa numero potrebbe aumentare fino a 5.7 miliardi entro il 2050. Ad esacerbare la situazione vi è l’intensificazione del ciclo idrologico globale che, conseguenza dei cambiamenti climatici, porterà ad un aumento delle temperature e viceversa alla diminuzione nella frequenza delle piogge, causando tra gli altri danni la siccità. Importanti sono anche le conseguenze legate all’inquinamento che ne mette a rischio la qualità chimico-fisica: solo in Europa più della metà dei corpi idrici sono caratterizzati da uno stato ecologico inferiore al buono e circa il 25% delle acque sotterranee si trova in uno scarso stato chimico. Alcune realtà coinvolte nel progetto, aderiscono anche al programma VIVA -La Sostenibilità nella vitivinicoltura in Italia avviato dal Ministero dell’Ambiente nel 2011 con la collaborazione scientifica del centro di ricerca OPERA , in cui tra gli indicatori utilizzati ha introdotto il calcolo dell’impronta idrica. Ciò si traduce nella misura dei consumi idrici nelle fasi di campo per l’irrigazione, trattamenti e lavaggio dei macchinari, fino ai consumi in cantina contabilizzando l’acqua necessaria per le fasi di vinificazione e imbottigliamento.

 

Giovani per uno sviluppo sostenibile

Panama Giovani per uno sviluppo sostenibile A chiusura del convegno “Giovani per la Casa comune”, che si è svolto prima della Gmg di Panama, un messaggio che impegna a una conversione ecologica per prendersi cura dell’ambiente. gennaio 2019 L'impegno per l'ecologia integrale coinvolge tutte le parti della società e l’approfondimento scientifico-culturale della lettera enciclica Laudato si’ chiama in causa studiosi, ricercatori e studenti universitari per educare allo sviluppo sostenibile e solidale. L’intima relazione tra i giovani e il futuro del pianeta costituisce uno tra gli assi portanti dell’enciclica Laudato si’ e della riflessione con cui l’Asa intende contribuire al dibattito sul senso umano della tecnologia negli anni dell’ecologia digitale. Il manifesto del convegno “Giovani per la Casa Comune” , la cui elaborazione è stata curata da un gruppo di lavoro diretto da monsignor Claudio Giuliodori , è stato consegnato a Papa Francesco che, nei discorsi di Panama, ha insistito sulla necessità della “conversione ecologica”. Dopo il Sinodo, i giovani ribadiscono la loro volontà di essere attori protagonisti della costruzione di un mondo più sostenibile, attento alle povertà materiali e spirituali, per contrastare la cultura dello scarto e il depauperamento delle risorse naturali e culturali della terra. Un luogo emblematico per pensare il rapporto tra formazione ecologica e cultura giovanile è l’azione del cammino, l’avventura del pellegrinaggio, occasione di ricerca e di contemplazione con occhi nuovi del creato, come pure invito all’impegno di salvaguardia dell’integrità della creazione, condizione di una sua migliore fruizione personale e collettiva. ambiente #sostenibilita' #sviluppo #giovani Facebook Twitter Send by mail PER LA CASA COMUNE Nel terzo convegno internazionale sulla salvaguardia del creato “ Giovani per la Casa Comune ”, svoltosi il 19 gennaio a Panama City, ha partecipato una delegazione dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, guidata dall'assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori.

 

Imprese e paradigmi di sostenibilità

OPTER - Osservatorio per il Territorio Imprese e paradigmi di sostenibilità Le storie esemplari di imprenditori e di imprese che sono riusciti a coniugare efficienza economica e solidarietà. marzo 2019 L’ Osservatorio per il territorio (OpTer) , in collaborazione con UBI Banca e con il patrocinio di AIB, promuovono da marzo a giugno il ciclo di incontri “Orizzonte impresa: paradigmi di sostenibilità” . Questa conciliazione, se da un lato risulta oggi particolarmente complicata per la massiccia presenza di forme di innovazione tecnologica che tendono a disgregare il mondo del lavoro e della società in generale, è dall’altro essenziale per generare forme di sviluppo umano sostenibile”. Lo sviluppo umano – di tutta la persona e di tutte le persone – nasce proprio dalla capacità degli imprenditori di svolgere in maniera competente e responsabile il loro lavoro. Il territorio bresciano, caratterizzato dalla compresenza di un tessuto imprenditoriale straordinariamente capace e creativo e di un sistema bancario tradizionalmente virtuoso e da sempre concretamente vicino alle sue imprese, costituisce il terreno ideale per analizzare le chiavi dello sviluppo umano nel 21emo secolo. Siamo quindi fortemente convinti dell’importanza di realizzare incontri di formazione ed approfondimento, come questo ideato con Opter e AIB, che sono volti ad evidenziare come coniugare solidarietà e profitto non sia solo possibile, ma necessario”. Il primo e l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri si svolgeranno presso l’Aula Magna della sede di Brescia dell’Università Cattolica, gli altri 4 incontri si terranno presso la Sala Conferenze “Corrado Faissola” di UBI Banca a Brescia.

 

GSVC, vincono sostenibilità e tecnologia

milano GSVC, vincono sostenibilità e tecnologia L’XI selezione italiana della Global Social Venture Competition ha premiato due start up che operano nell’edilizia ecosostenibile e nella protezione sismica di strutture civili. Agrishelter e Isaac accedono alle finali mondiali , che si terranno a Berkeley (USA), sede della Haas School of Business che lanciò la GSVC nel 1999. Tra il 3 e il 5 aprile, i due team italiani competeranno con le altre proposte selezionate a livello globale, per l’assegnazione di un montepremi complessivo di 80mila dollari da investire nella realizzazione o sviluppo dell’idea di business. A decretare la vittoria dei due team, una giuria di business angel, accademici e attori dell’ecosistema startup italiano, che ha valutato l’innovatività, le prospettive dell’idea di business, l’impatto sociale e ambientale generabile e la capacità di implementazione del team. Il premio vuole sostenere l’impegno della startup nell’ambito dell’economia circolare, che si concretizza in un servizio di consegna a domicilio di capi di cotone organico per bambini tra 0 e 1 anno, recuperandoli e sostituendoli periodicamente per adattarsi alla crescita del bambino. Se pensiamo che per realizzare una maglietta sono necessari 2.700 litri d’acqua e che gli abiti dei bambini tra 0 e 1 si cambiano in media 6 volte, è facile comprendere l’impatto di questa forma di economia circolare. La startup offre un sistema di consegna a domicilio di kit di abiti per bambini tra 0 e 3 anni, basato su una piattaforma che gestisce il contatto con i clienti, il tracking del pacco e la sostituzione del kit una volta al mese.

 

Re-Think, l’economia è circolare

milano Re-Think, l’economia è circolare In largo Gemelli un forum dedicato interamente alla circular economy per ascoltare le riflessioni dei maggiori esperti del settore e per vedere le più innovative applicazioni di un modello di sviluppo sostenibile. Il professore, durante il suo intervento, sostiene che l’importanza delle idee che scaturiscono dall’economia circolare è sicuramente quella di orientare il sistema economico verso nuovi modelli. È quello che vorremo far prevalere è una strategia di sostenibilità dal punto di vista sia ambientale che sociale». Tornando a parlare di vecchia e nuova economia circolare, il professor Zoboli spiega che, sia in Europa che in Italia, l’economia circolare esiste ed è ormai un dato di fatto molto importante. “Chiudo il mio intervento con un interrogativo: quanto è reale e vitale la nuova economia circolare?” A concludere l’evento d’inaugurazione di Re-Think è Francesco Castellano , presidente e fondatore di Tondo, associazione che si è posta come obiettivo di agire concretamente per lo sviluppo dell’economia circolare. L’evento è stato pensato non solo per conoscere i maggiori esperti di economia circolare, ma anche per mettere in contatto e far dialogare, in modo rapido, grandi e piccole aziende che hanno progetti interessanti sul modello circolare. Un’occasione importante, Re-Think, per cominciare a mettere delle solide basi per accelerare la transizione verso la nuova economia circolare, di modo che nulla venga sprecato e le attività umane non abbiano effetti negativi sull’ambiente.

 

Un ponte tra scuola e lavoro

Milano Un ponte tra scuola e lavoro È quello che lancia Thumbs Up Youth Award , che ha portato in aula magna 400 studenti divisi in 70 gruppi per realizzare una serie di progetti sul tema dello sviluppo sostenibile per conto di sei aziende. Questi i numeri che ruotano attorno al Thumbs Up Youth Award gestito da Associazione Thumbs Up in partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e realizzato grazie al sostegno di Fondazione Cariplo. Le sei aziende, ognuna delle quali ha adottato una scuola sono: Snam, Carrefour Italia, Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus, RiceHouse, Vortice Elettrosociali e GFT Italia. Dopo un percorso di formazione di Thumbs Up e un confronto con le aziende associate alle scuole, il 19 febbraio si terrà presso l’Università Cattolica la sfida finale con i project work migliori. Ciascun gruppo di studenti avrà così la possibilità di raccontare personalmente il proprio progetto e rispondere davanti a una giuria alle domande in merito. L’obiettivo di Thumbs Up – come spiega l’ideatrice Anna Venturino – è quello di ridurre il divario tra i giovani e il lavoro, facendo da ponte. Il primo step – spiega ancora Anna Venturino - prevede la formazione degli studenti sul mondo del lavoro, con la compilazione del proprio curriculum e la simulazione di un colloquio, affiancati da un tutor.

 

Cremona, agroalimentare da campioni

Cremona Cremona, agroalimentare da campioni I dati diffusi dal Cersi dell’Università Cattolica rivelano la leadership in Italia del territorio cremonese per produzione, trasformazione ed esportazione. novembre 2018 Il territorio cremonese occupa un posto di primo piano nell’ambito della filiera dell'agroalimentare grazie alle sue attività di produzione, trasformazione ed esportazione. Lo dimostrano i dati diffusi dal Centro di Ricerca per lo Sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Cersi) secondo i quali Cremona è leader nell’export agroalimentare, che detiene una quota dell’11,3% in ambito regionale e del 2,21% a livello italiano . A Cremona, secondo il Cersi, si sarebbe creata una congiuntura favorevole di diversi fattori che hanno portato alla nascita di un “eco-sistema” locale a sostegno dell’impresa agroalimentare. Tale risultato è stato ottenuto anche per il lavoro strategico che ha puntato sulla formazione universitaria e postlaurea , fondamentale per la competitività di un territorio. In particolare è emerso che il comparto agroalimentare è vincente per l’ampia offerta di prodotti di qualità e di certificazioni riconosciute dai mercati internazionali, oltre che per la capacità di mantenere saldo il rapporto del prodotto con il territorio di origine. La riorganizzazione del settore, dopo la recente crisi finanziaria, ha puntato molto sulla valorizzazione dell’unicità dei prodotti delle piccole aziende e la domanda estera è stata fondamentale per la crescita della produzione agroalimentare italiana.

 

Se l’azienda “adotta” una scuola

milano Se l’azienda “adotta” una scuola Thumbs Up Youth Award è un progetto di alternanza scuola-lavoro che martedì 8 gennaio in aula magna sfiderà 400 studenti di sei istituti superiori a competere su temi di sviluppo sostenibile. È quanto propone il progetto Thumbs Up Youth Award che martedì 8 gennaio porterà nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in largo Gemelli 400 studenti di sei scuole superiori e sei aziende. Lo sviluppo sostenibile è il tema su cui Snam, Carrefour Italia, Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” Onlus, RiceHouse, Vortice Elettrosociali e GFT Italia inviteranno tutti i gruppi di studenti a sfidarsi, producendo un project work per un totale di 70 lavori . Thumbs Up Youth Award è stato realizzato da Associazione Thumbs Up grazie al sostegno di Fondazione Cariplo e alla partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il progetto, che rientra nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, prevede un percorso durante il quale gli studenti saranno formati in modo dinamico e innovativo sulle competenze trasversali, quali le capacità di lavorare in gruppo, di sviluppare idee, di elaborare una presentazione scritta, di ideare un video e di parlare in pubblico. I 12 finalisti avranno la possibilità, durante l’evento finale del 19 febbraio nell’Aula Magna dell’Università Cattolica, di fare la loro presentazione orale di fronte a tutti gli studenti, le scuole e le aziende e di essere valutati dalla giuria. Un questionario online di gradimento somministrato agli studenti, consentirà alla fine di fare una valutazione complessiva dell’intervento e permettere così un confronto con le scuole e le aziende.

 

Un campus sempre più green

Brescia Un campus sempre più green La Cattolica è capofila di un progetto per l’incremento della sostenibilità ambientale sia nella sede universitaria che sul territorio. by Bianca Martinelli | 20 novembre 2018 Operare in termini di sviluppo sostenibile significa pensare a un processo multidimensionale che possa sopperire ai bisogni attuali, ma che limiti gli effetti dell’impatto ambientale che graverà sulle generazioni future. Un tema più che mai attuale e che la Cattolica, in virtù delle competenze multidisciplinari delle sue facoltà e della sua missione educativa, ha deciso di affrontare in sinergica collaborazione con enti e istituzioni della città. Si tratta di un progetto a cui stiamo lavorando da mesi, su un tema di cui la Cattolica si occupa già da tempo con l’Alta Scuola per l’Ambiente – ha introdotto il direttore di sede Giovanni Panzeri . Dalle nostre analisi risulta infatti che proprio l’utilizzo di bottiglie incida in grossa parte sul consumo di plastica» ha anticipato Saverio Zetera di Aprica. Di sanità e sostenibilità ha invece parlato il neodirettore di Fondazione Poliambulanza Alessandro Triboldi che «inizierà con la Cattolica un programma di informazione, prevenzione allo spreco ed educazione alimentare. Infine, il valore fondamentale della co-progettazione è stato ribadito da Alfredo Ghiroldi di Fondazione Asm, che in partnership con la Cattolica si occupa di sostenibilità già dal 2013 «quando, in occasione delle celebrazioni del quarantennale del teleriscaldamento a Brescia, avviammo uno studio sulle capitali green d’Europa».

 

Standard unico pubblico per la certificazione di sostenibilità del vino

Piacenza Standard unico pubblico per la certificazione di sostenibilità del vino VIVA e SQNPI: il presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati apre la tre giorni di formazione per operatori di azienda consulenti e agronomi per l’acquisizione di moderne competenze professionali. dicembre 2018 “Ci tenevo a esserci oggi per ribadire l’importanza della sostenibilità e della possibilità di misurarla. Diamo massimo sostegno al lavoro intrapreso dai due Ministeri , dall' Università Cattolica del Sacro Cuore con la facoltà di scienze agrarie alimentari e ambientali e dai produttori agricoli per la definizione di uno standard unico pubblico per la sostenibilità nella vitivinicoltura. Ma questo richiede tanta ricerca, formazione ed educazione degli attori della filiera alimentare e dopo anni d’impegno della nostra università in questo ambito s’iniziano a vedere fiorire sul territorio frutti sempre più consistenti. Ma sono le parole del prof Capri – coordinatore del programma - che suonano come tuoni in un settore in profondo cambiamento “Non più solo DOC, DOCG, IGP, Biologico o Biodinamico ma per un consumo e una produzione sostenibile il cibo moderno è soprattutto sostenibile. Questa nuova accezione di qualità alimentare permette ai nostri prodotti di mantenersi competitivi in un mercato locale e globale sempre meno trasparente che mette a rischio la sicurezza alimentare e del territorio. ” * nella foto il prof. Capri dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e l’on Filippo Gallinella, presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei deputati #sostenibilita #vino #madeinitaly Facebook Twitter Send by mail.

 

Dal panettone bio alle patatine sostenibili

pIACENZA Dal panettone bio alle patatine sostenibili La proposta di nuovi prodotti sostenibili passa da Piacenza: otto gruppi di studenti in gara per l’ideazione e il lancio di nuovi alimenti “sostenibili” nel business game in collaborazione con Coop Italia. dicembre 2018 Gli ingredienti c’erano tutti: un gruppo di giovani entusiasti e preparati, lo studio di cibi innovativi e sostenibili (con un occhio alla tradizione), l’adrenalina della sfida. Il professor Trevisan si è soffermato sul lavoro dei ragazzi: «Un business game che è stato soprattutto un’ottima esperienza di lavoro in team, che ha unito competenze molto diverse, facendo emergere litigi e incomprensioni, brillantemente superati. Martedì 6 dicembre ragazze e ragazzi provenienti da cinque regioni italiane - Lombardia, Emilia Romagna, Campani, Calabria e Puglia - si sono ritrovati in largo Gemelli per sfidarsi nel Business Game proposto per il terzo anno consecutivo dalla facoltà di Scienze Bancarie, finanziarie, assicurative dell’Università Cattolica. A salire sul podio gli studenti dell’Istituto Statale Saraceno Romegialli di Morbegno, in provincia di Sondrio, del Liceo scientifico - IPSIA di Amantea, nel cosentino, dell’Istituto tecnico economico Enrico Tosi di Busto Arsizio, del Liceo scientifico A. Einstein di Cerignola (FG), dell’Istituto tecnico commerciale Elsa Morante di Limbiate (MB). La mia esperienza diretta, in qualità di docente del Business Game, è quella del continuo entusiasmo» racconta Gabriele Ruggeri , docente del Business Game , iniziativa di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative in collaborazione con il Servizio Orientamento e Tutorato dell’Ateneo. In questi tre anni il nostro Business Game è stato studiato e risolto da ragazzi provenienti da tutta Italia e da istituti superiori di tipo diversi: liceo classico, liceo scientifico, istituti tecnici economici, istituti tecnici commerciali».

 

Carbon e water footprint: le impronte sostenibili

Piacenza Carbon e water footprint: le impronte sostenibili Conoscere e misurare l’impatto aziendale per ridurlo. Opera, il Centro di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile in agricoltura dell’Università Cattolica, ha organizzato una serie di laboratori su temi legati alla sostenibilità ambientale in azienda. novembre 2018 Opera , il Centro di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile in agricoltura dell’Università Cattolica di Piacenza in sinergia con il Dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari per una filiera agro-alimentare sostenibile, ha organizzato una serie di laboratori su vari temi legati alla sostenibilità ambientale in azienda . Nel mese di ottobre si sono tenuti due dei quattro workshop previsti dal progetto. Anche in questo secondo incontro, dopo una prima parte teorica sono stati affrontati casi studio ed esempi di calcolo e si è cercato di identificare motivazioni e interventi possibili in materia di sostenibilità in relazione alla propria realtà aziendale. Per le aziende di ogni settore, il calcolo della propria impronta idrica e carbonica è il primo passo verso l’individuazione di strategie di riduzione degli impatti ambientali, e i laboratori hanno cercato di fornire alle aziende strumenti utili e necessari per migliorare l’impatto dell’azienda sul Pianeta. sostenibilita #waterfootprint #carbonfootprint Facebook Twitter Send by mail.

 

Il semaforo per stufe a legna

Ambiente Il semaforo per stufe a legna La combustione di biomasse immette nell’atmosfera Pm da 150 a 3.800 volte in più di una caldaietta a metano. Una ricerca europea, capitanata dai fisici di Brescia, svilupperà una App per suggerire agli abitanti dell’arco alpino quando è meglio bruciare. Nasce da qui il progetto BB-CLEAN , un Interreg Alpine Space , approvato qualche settimana fa per mettere a punto dei sistemi di tipo tecnologico, informatico e normativo per rendere la combustione delle biomasse più sostenibile ai fini del riscaldamento domestico. L'Università Cattolica, con la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali , è capofila di questo progetto con un numeroso partenariato internazionale che comprende, tra gli altri, Atmo (l’agenzia per la qualità dell’aria della Regione francese Auvergne – Rhones Alpes) e l’ Agenzia regionale per la protezione ambientale della Valle d’Aosta . In particolare i ricercatori della sede di Brescia (insieme a Giacomo Gerosa, Angelo Finco , Riccardo Marzuoli , Maria Chiesa ) studieranno dei sistemi modellistici che indicheranno quando bruciare la legna in funzione delle previsioni meteorologiche. Attraverso una App, che funzionerà come un semaforo stradale, suggeriranno agli abitanti se bruciare di più o di meno. La Regione Lombardia, per esempio, già vieta di bruciare legna al di sotto dei 300 metri di altitudine tutto l’anno.

 

Dieci anni di ASA

Brescia Dieci anni di ASA A dieci anni dall’istituzione dell’Alta Scuola per l’Ambiente un convegno affronta i temi di crescente povertà, sviluppo sostenibile e ruolo delle tecnologie. A fronte dell’aumento della povertà, del peggioramento della qualità dell’ambiente e del lavoro in Italia e nel mondo crescono le disuguaglianze. Le diverse parti della società sono quindi chiamate a individuare nella responsabilità per la cura della casa comune un metodo per attuare un nuovo modello di sviluppo e di benessere rivolto alle giovani generazioni, e pratiche virtuose in grado di favorire progetti innovativi e sostenibili. L’intervento del Rettore Anelli, si è concentrato sul concetto di “Utopia della sostenibilità”. Servono a puntare in alto, a qualcosa che non è immediatamente realizzabile coi mezzi a disposizione, ma spronano a tentare di superare i meccanismi sbagliati in atto. Proprio per questo conseguire i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 è un’utopia che può diventare prassi, adottando un nuovo paradigma di progresso, rispettoso dei limiti del pianeta, e una cultura della sostenibilità come forma di capitale sociale”. “In questi 10 anni le occasioni di confronto e collaborazione con ASA sono state molte, tra cui l’istituzione del corso di Etica della sostenibilità presso il nostro Ateneo.

 

Trofic e Santa Sede contro la fame

ateneo Trofic e Santa Sede contro la fame Alla presenza di Papa Francesco , annunciata l’alleanza tra il Centro di ricerca dell’Ateneo sui temi dell’educazione e dello sviluppo sostenibile e la Fondazione Gravissimum Educationis . È quella che ha avviato Trofic , il Transdisciplinary Research On Food Issues Center dell’Università Cattolica, con la fondazione della Santa Sede Gravissimum Educationis , presieduta dal cardinale Giuseppe Versaldi , istituita dal Papa il 28 ottobre 2015, in occasione del 50° anniversario dell’omonima Dichiarazione del Concilio Vaticano II sull’educazione. Nel corso dell’incontro che si è svolto in Vaticano lo scorso 25 giugno, nell’ambito del seminario di studi “Educare è trasformare”, sono state condivise alcune linee di azione che potrebbero trasformarsi, a breve, in progetti sul campo, da realizzare in collaborazione con le università cattoliche presenti nei cinque continenti. Una globalizzazione senza speranza e senza visione è esposta al condizionamento degli interessi economici, spesso distanti da una retta concezione del bene comune, e produce facilmente tensioni sociali, conflitti economici, abusi di potere» ha affermato il Santo Padre nel suo discorso. Si tratta di traguardi importanti, che potranno essere raggiunti attraverso lo sviluppo della ricerca scientifica, affidata alle università e anche presente nella missione della Fondazione Gravissimum Educationis. Una ricerca di qualità, che ha di fronte a sé un orizzonte ricco di sfide» ha aggiunto Papa Francesco, ricordando, in particolare, quelle esposte nell’Enciclica Laudato si’ , che fanno riferimento ai processi dell’interdipendenza globale. La collaborazione con altre università e con centri di ricerca internazionali è uno degli obiettivi prioritari e l’avvio di questa concreta collaborazione con la Santa Sede costituisce un tassello importante per realizzare la nostra missione di servizio alla società e alla Chiesa».

 

Agricoltura informata, agricoltura sostenibile

Piacenza Agricoltura informata, agricoltura sostenibile Primo incontro divulgativo del progetto Trainagro, TRAsferimento delle conoscenze e dell’ INnovazione nell’uso sostenibile dei pesticidi in AGRicOltura, che vede la partecipazione dell’Università Cattolica. ottobre 2018 Pianificare con precisione l’uso dei pesticidi in campo, attraverso informazioni puntuali e di facile accesso. “Del resto il trasferimento e la condivisione di informazioni, competenze ed esperienze tra ricerca scientifica e tecnologica, aziende e altri attori del settore, sono fondamentali per permettere all’agricoltura italiana di essere moderna e competitiva” ricorda Capri. L’evento è stato organizzato in collaborazione con l'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Milano, Lodi, Monza-Brianza e Pavia. Per maggiori informazioni contattare la responsabilità scientifica dell’unità piacentina Dott.ssa Maura Calliera #agricoltura #sostenibilita #pesticidi Facebook Twitter Send by mail.

 

Safe, la laurea del food sicuro

Piacenza Safe, la laurea del food sicuro Al via dopo l’estate nella sede di Piacenza il primo corso triennale in Italia in lingua inglese sulla sostenibilità agro-alimentare . Il successo di queste esperienze e la richiesta degli studenti italiani che hanno una buona conoscenza dell’inglese di intraprendere un percorso di taglio internazionale, ci hanno spinto, primi e unici in Italia, ad attivare una laurea in inglese». Il corso di laurea triennale Safe, Sustainable agriculture for food quality and environment , punta sul tema della produzione di alimenti salubri, con accento particolare sulle filiere fiore all’occhiello del made in Italy: vino, pane, pasta, pomodoro, salumi e latte. La laurea si rivolge a studenti desiderosi di apprendere principi e tecniche innovative di produzione, dal campo alla tavola, di cibi di alta qualità, salubri e sostenibili» sottolinea il professor Stefano Poni , direttore del dipartimento di Produzioni vegetali e sostenibili e coordinatore della nuova laurea. La scelta dell’uso esclusivo della lingua inglese nelle varie attività didattiche è funzionale agli studenti internazionali interessati ad approfondire il “modello italiano” del coordinamento verticale delle filiere agro-alimentari e agli studenti italiani interessati a dare alla loro formazione una spiccata caratterizzazione internazionale già a partire dalla laurea triennale». Secondo il professor Poni, in questo periodo in Canada per tenere conferenze sulla viticoltura sostenibile, Safe si inserisce in una strategia di didattica “globalizzata”, che tende ad offrire ai laureati sbocchi occupazionali ben più ampi di quelli pertinenti a percorsi didattici esclusivamente nazionali. Con questa laurea puntiamo a formare una figura professionale in grado di inserirsi a diversi livelli all’interno delle principali filiere agro-alimentari (fornitori di materie prime, aziende, trasformatori, venditori al dettaglio e all’ingrosso, organizzazione del commercio) al fine di mantenere o migliorare qualità, sostenibilità e immagine delle produzioni agricole».

 

Il vero progresso fa rima con natura

asa Il vero progresso fa rima con natura Una visita al Parco del Serio è diventata occasione per gli studenti del master in Gestione e comunicazione della sostenibilità dell’Alta Scuola per l’Ambiente per nuove riflessioni nel campo dell’ecoturismo e della biodiversità. Formazione, green jobs, circular economy dell’ Alta Scuola per l’Ambiente – Asa , Università Cattolica sede di Brescia, si formano anche sul campo e una visita al Parco del Serio diventa l’occasione per proposte e riflessioni, in un’ottica sostenibile. Uno di questi è il Parco del Serio, che si estende tra le provincie di Bergamo e Cremona, lungo l’omonimo fiume. A oggi molte sono le persone che possono godere della ricchezza e della bellezza di quest’area, situata in prossimità del comune di Romano di Lombardia e ben collegata, anche attraverso il servizio di trasporto pubblico, alle città più vicine. L’ ecoturismo in quest’area può davvero risultare un eccellente alleato nel favorire uno sviluppo sano delle comunità locali e per questo l’Ente Parco è costantemente impegnato nel promuovere attività che mirino alla valorizzazione naturale, sociale, culturale ed economica del territorio. Per questo motivo al Parco del Serio sono state previste delle misure di compensazione e di mitigazione a seguito della costruzione dell’autostrada BreBeMi e della linea ferroviaria TAV, opere aventi un pesante impatto sul territorio e sul paesaggio. Quattro modi attraverso cui il Parco del Serio conserva il suo patrimonio : #1 Tutela l’ambiente Il modo in cui visitiamo un luogo aiuta a tutelare la natura: il Parco è attraversato da sentieri che ci invitano a scoprirlo a piedi, in bici o a cavallo senza danneggiare l’ambiente.

 

Agroalimentare, sostenibile per decreto

Piacenza Agroalimentare, sostenibile per decreto Garantire il made in Italy e tutelare consumatori e produttori: un progetto dei ministeri dell’Ambiente e delle Politiche agricole per un sistema unico di misurazione della sostenibilità . Si avrà così un sistema univoco per valutare la sostenibilità delle produzioni italiane e, soprattutto, si otterrà «un importante biglietto da visita per i mercati internazionali delle produzioni made in Italy » prosegue il professor Capri. Il ministero delle Politiche agricole si è da sempre occupato della sostenibilità a partire dagli aspetti più agricoli: pratiche agronomiche e gestione dei trattamenti in campo con agro farmaci, in modo da assicurare un prodotto dalla qualità elevata, sicuro e rispettoso dell’ambiente. Per questo ha creato il marchio Sqnpi, il Sistema di Qualità Nazionale sulla produzione Integrata, identificato da un’ape sull’etichetta del prodotto» spiega la ricercatrice Lucrezia Lamastra , che insieme al professor Ettore Capri è coinvolta attivamente in questo progetto. Il Ministero dell’Ambiente, dal canto suo, si occupa da anni di promuovere programmi finalizzati alla diffusione di modelli sostenibili di produzione e consumo fra i quali Viva - La Sostenibilità nella Vitivinicoltura in Italia rappresenta sicuramente l’esempio più concreto, con una valutazione della sostenibilità a 360 gradi». Viva nasce nel 2011 come progetto nazionale pilota con lo scopo di misurare e migliorare le prestazioni di sostenibilità della filiera vite-vino» ricorda il professor Capri, che ha seguito scientificamente l’implementazione di questo sistema. Grazie all’individuazione di quattro indicatori (Aria, Acqua, Territorio e Vigneto), accompagnati dai relativi disciplinari, le aziende che aderiscono al programma possono misurare l’impatto della loro produzione e della loro organizzazione in termini di sostenibilità e intraprendere in tal modo un percorso di miglioramento».

 

Mucche felici, latte più buono

A Piacenza, grazie alla Fondazione Invernizzi, nascono un centro di ricerca e un prototipo di azienda agricolo-zootecnica che migliora la salute dell’animale e la produzione ecosostenibile. ottobre 2017 Esiste una correlazione tra il benessere delle vacche e la produzione di latte di qualità ed ecosostenibile? Gli studi scientifici dimostrano che è così. E con questo obiettivo nasce nella sede di Piacenza il nuovo Centro di ricerca Romeo ed Enrica Invernizzi per le produzioni lattiero-casearie sostenibili (Crei) , un polo all’avanguardia per progettare una vera azienda agricolo-zootecnica del futuro, che sarà realizzata a Piacenza . All’interno di questo prototipo saranno avviati programmi di ricerca innovativi nella filiera latte-formaggio, che riguarderanno le nuove tecnologie “ omiche ”: genomica , trascrittomica , metabolomica , proteomica , epigenomica . Paolo De Castro , intervenendo mercoledì 18 ottobre all’inaugurazione a Piacenza del Centro di ricerca Romeo ed Enrica Invernizzi per le produzioni lattiero-casearie sostenibili (Crei) . Allo stesso tavolo erano presenti anche i campioni della produzione: i presidenti dei consorzi Grana padano e Parmigiano reggiano, rispettivamente Cesare Baldrighi e Nicola Bertinelli , entrambi laureati alla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica. Proprio Cesare Baldrighi ha ribadito il ruolo centrale della sostenibilità ambientale e socio-economica nella produzione, da garantire attraverso «una dimostrazione di corretta gestione sociale e, di conseguenza, di corretta gestione di tutti gli aspetti che riguardano il benessere animale e il consumo delle risorse».

 

Una tassa fa bene alla dieta?

Scienze agrarie, alimentari e ambientali Una tassa fa bene alla dieta? Un’equilibrata politica fiscale su cibi meno sostenibili potrebbe proteggere la salute e abbattere le emissioni generate dai processi di produzione, senza pesare sulle tasche dei consumatori. ottobre 2017 Una politica fiscale mirata sui prodotti meno sostenibili a livello ambientale potrebbe ridurre del 19% in Italia le emissioni derivanti dai processi di produzione e consumo agro-alimentare. È quanto emerge dal progetto di ricerca europeo Susdiet - Understanding consumer behaviour to encourage a (more) sustainable food choice , appena concluso, che ha coinvolto studiosi di 9 Paesi e di aree multidisciplinari diverse. Molti esperimenti condotti nell’ambito del progetto hanno messo in evidenza questa sorta di “resistenza al cambiamento” delle scelte di consumo, in diversi contesti (super/ipermercati, mense, ristoranti…) e in diversi Paesi europei». Una resistenza al cambiamento riscontrata anche in relazione alle informazioni sull’impatto ambientale delle produzioni alimentari, in particolare a quelle relative alle emissioni di CO2, visto che nell’ambito del progetto Susdiet l’unità di ricerca della Cattolica si è occupata soprattutto dell’analisi dell’impatto delle informazioni nutrizionali e delle politiche fiscali. In particolare abbiamo simulato l’impatto di una tassa sugli alimenti a più alto contenuto di emissioni di CO2, che, com’è noto, sono i prodotti di origine animale» continua il docente della Cattolica di Piacenza. Inoltre, si registrerebbe un miglioramento della qualità della dieta piccolo ma significativo (un miglioramento di due punti di un indice di qualità della dieta che varia fra 0 e 100), legato al minor consumo di nutrienti che hanno un impatto negativo sulla salute (zuccheri, sale, grassi saturi)».

 

Più sostenibilità = più competitività

Piacenza Più sostenibilità = più competitività Lo scorso 16 novembre, a Piacenza, l'incontro dei 5 partner del progetto europeo FoodChains 4 EU . Il prof. Gabriele Canali è il referente italiano del progetto, in cui l'Emilia Romagna è l'unica regione a rappresentare il nostro Paese. novembre 2017 La Cattolica di Piacenza è parte di “ FoodChains 4 EU ”, progetto Europeo che coinvolge cinque Paesi ( Italia , Regno Unito , Paesi Bassi , Bulgaria e Romania ), già tutti caratterizzati da un solido e ampio settore alimentare che garantisce ai propri cittadini benefici economici e sociali. Tutti i Paesi partecipanti riconoscono che l’unica strategia possibile per mantenere la competitività sia concentrarsi sulla sostenibilità di questo settore, migliorandola. Per raggiungere questo obiettivo, autorità e università delle regioni coinvolte lavorano a stretto contatto con gli altri stakeholders presenti sul territorio, condividendo la propria esperienza nel campo dell’innovazione e della sostenibilità durante incontri e workshop . Basandosi su questo scambio di conoscenze ed esperienze, ogni regione potrà sviluppare un piano di azione che permetterà all’economia regionale di “creare” innovazioni sostenibili. Il professor Gabriele Canali , docente presso la sede di Piacenza, è il referente Italiano del progetto: il coinvolgimento della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali di Piacenza rende l’ Emilia-Romagna l’unica regione a rappresentare l’Italia in FC4EU.

 

Moda sostenibile e agricoltura

Piacenza Moda sostenibile e agricoltura La Green fashion week ha dimostrato di poter ridurre l'impatto ambientale delle produzioni tessili senza rinunciare ad articoli belli e performanti. novembre 2017 La sostenibilità nella moda non è un argomento “di moda”, ma un cambiamento radicale nel modello gestionale di una tra le più grandi industrie globali. “La produzione tessile si colloca tra le attività produttive che maggiormente contribuiscono al consumo di risorse naturali, producendo un’impronta di carbonio, ma anche idrica e sociale, molto rilevante nel panorama dell'industria manifatturiera italiana. Cosa fare allora? “Tante le ricette sul piatto ma i principi fondamentali da applicare sono: trasparenza, tracciabilità e misura della sostenibilità che partano dalla produzione primaria.”. Paradigmatico per questo approccio è l’impegno del Ministero dell’agricoltura e del Ministero dell’ambiente che proprio recentemente, il 12 settembre hanno decretato le modalità operative per la gestione sostenibile delle filiere agro-alimentari che potrebbe produrre beni primari per il tessili già sostenibili. La Green Fashion Week di Roma 2017 mira quindi a stimolare una maggiore consapevolezza nei consumatori che possa portare a scelte più responsabili e a comportamenti più virtuosi per l'ambiente. La moda ha lo straordinario potere di definire le tendenze e cambiare gli stili di vita delle persone verso la sostenibilità.

 

Unicatt, un Ateneo “riciclone”

E, per diventare campioni di sostenibilità, dal 20 novembre l’Università Cattolica cercherà di imprimere una svolta alla raccolta differenziata , a partire dalla sede storica di Milano . L’iniziativa, condotta insieme ad Amsa , è stata preceduta, infatti, da uno studio realizzato dalla società del gruppo A2A che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti nel milanese, secondo cui la produzione annuale totale di rifiuti urbani dell'Ateneo è stimata in 332 tonnellate/anno. Secondo Amsa, la qualità delle frazioni differenziate di plastica e metallo, carta, vetro e organico sono eccellenti con presenza trascurabile di materiali estranei. Tuttavia le analisi merceologiche effettuate sui campioni di «rifiuto indifferenziato delle aree comuni» mostrano che è ancora presente rifiuto riciclabile. Il primo è r ecuperare buona parte degli imballaggi in plastica e metallo, cartone (Tetrapak) e i bicchieri di plastica conferiti nell'indifferenziato delle aree distributori automatici deviandoli verso i contenitori di plastica e metallo e carta. Il secondo obiettivo è recuperare la quota riciclabile di plastica e poliaccoppiati in carta ancora presente nei contenitori nell'indifferenziato delle aree comuni . È dal 2012 che il campus di Piacenza ha intrapreso un processo di misurazione e gestione dell’impatto delle proprie attività, con un percorso di sviluppo riferito a tre macro-aree: ambiente , persone , territorio .

 

Insieme per la sostenibilità

Altis viene scelta per sviluppare un percorso formativo di sensibilizzazione sui temi della Csr con gli obiettivi di diffondere in azienda la consapevolezza dell’impatto sociale e ambientale generato dal servizio offerto e di migliorare le relazioni con i principali stakeholder. Il corso di formazione permette, infatti, di far comprendere ai collaboratori chiave dell’organizzazione l’impatto del loro lavoro e renderli ambasciatori dell’Azienda presso le imprese e gli enti locali con cui collaborano. Il Bilancio di Sostenibilità 2016 di Humana è un documento completo, costruito con rigore metodologico, orientato al passato ma anche fortemente proiettato al futuro, attraverso l’adesione a specifici obiettivi di sviluppo sostenibile. Consapevolezza interna sulla propria identità e sugli impatti generati; coinvolgimento degli stakeholder, in ottica di trasparenza e di creazione di valore condiviso» spiega Stella Gubelli , responsabile dell’Area Consulenza Altis. Tutto ciò è stato possibile grazie ai 2,9 milioni di donatori, alle aziende e alle istituzioni partner, ai volontari, agli enti pubblici e ai collaboratori che operano quotidianamente per trasformare la visione di Humana in azioni concrete. Humana conferma così il proprio impegno a favore della trasparenza e della tracciabilità con un percorso virtuoso che dura ormai da tempo. Humana ha inoltre legato il proprio impegno ad alcuni Sustainable Development Goals (SDGs), gli obiettivi di sviluppo sostenibile diramati dall’Onu nel settembre del 2015.

 

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