La tua ricerca ha prodotto 9 risultati per terzosettore:

Terzo settore, la Cattolica fa il bis al Premio Martinelli

Un’edizione particolare quella di quest’anno, dato che alla comunicazione dei nomi dei vincitori avvenuta lo scorso 22 luglio, per la prima volta non seguirà la cerimonia di premiazione, annullata a causa degli strascichi derivati dall’emergenza sanitaria in corso. A dare il La alla mia analisi dei rapporti intercorrenti tra pubblica amministrazione e terzo settore, ovvero il cosiddetto no profit, è stata la mia personale esperienza di volontaria presso la Croce Bianca di Giussano (MI)», racconta Sara. Sul tema delle Benefit Corporation e sull’auspicabile necessità di far convivere guadagno (profit) e attenzione alle tematiche sociali e ambientali (no profit) all’interno del tessuto delle imprese, è invece incentrato l’elaborato di Andrea. Impresa e innovazioni in equilibrio tra sviluppo e sostenibilità, ridefinizione del mercato del lavoro, valorizzazione dell’apprendimento e l’idea di una nuova economia conscia di come salvaguardia umana, ambientale e del lavoro corrano su binari paralleli, sono i temi cardine della mia tesi – spiega Andrea. Nel nostro Paese l’equilibrio dev’essere ancora creato, nel frattempo il Covid ha posto l’accento sull’urgenza di affrontare tematiche come la responsabilità sociale, l’economia civile e la logica del dono». Con lui ho riflettuto sui temi dell’innovazione e di Benefit Corporation, arrivando a capire la rilevanza che un progettista pedagogico potrebbe avere all’interno di un’azienda e in una Società Benefit». Per onorare la memoria del professor Felice Martinelli che, con professionalità e dedizione, ha ricoperto il ruolo di presidente del Collegio dei Revisori della Fondazione sin dalla sua costituzione, è stato istituito il Premio Martinelli .

 

Terzo settore, riforma sotto la lente

piacenza Terzo settore, riforma sotto la lente Il sottosegretario al ministero del Lavoro Luigi Bobba lunedì 6 marzo a Piacenza chiuderà la giornata di studi sulla legge delega 6 giugno 2016/106. Intervengono, tra gli altri il rettore Franco Anelli e il professor Stefano Zamagni 01 marzo 2017 Mettere ordine e semplificare il terzo settore , definendone il quadro di azione, armonizzandone le norme con un Codice specifico, prevedendo un unico Registro nazionale, rivedendo la normativa sull’impresa sociale, istituendo il servizio civile universale. La legge delega del terzo settore approvata nel maggio scorso da tempo al governo fino al giugno di quest’anno per dare attuazione effettiva a questi principi attraverso i decreti legislativi delegati. Verrà inoltre esposto il punto di vista dell’Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (tramite un rappresentante del Consiglio Nazionale). La sessione pomeridiana, coordinata dal professor Pier Antonio Varesi, mira a esaminare le problematiche e le prospettive della riforma del terzo settore dal punto di vista degli attori del sistema. Stefano Zamagni , già docente di economia politica all’Università di Bologna; Elena Zuffada , docente di economia aziendale alla sede di Piacenza dell’Università Cattolica di Piacenza; Giorgio Fiorentini , docente Senior di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche all’Università Bocconi. Luigi Bobba , Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha promosso la riforma ed è attualmente il punto di riferimento del Governo per la sua attuazione.

 

Varesi, il Terzo settore diventi sistema

piacenza Varesi, il Terzo settore diventi sistema È la proposta del giuslavorista della facoltà di Economia e Giurisprudenza, dopo il convegno promosso a Piacenza con l’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili alla presenza del sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba . marzo 2017 Mettere ordine e semplificare il terzo settore. È la parola d’ordine della riforma del terzo settore che ne definisce il quadro di azione, ne armonizza le norme con un Codice specifico, prevedendo un unico Registro nazionale, rivedendo la normativa sull’impresa sociale e istituendo il servizio civile universale. La legge delega del terzo settore approvata nel maggio scorso dà tempo al governo fino al giugno di quest’anno per dare attuazione effettiva a questi principi attraverso i decreti legislativi delegati. Secondo il Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Bobba , le nuove direttive, rientreranno in un registro delle organizzazioni del terzo settore unico per l’Italia e poi gestito dalle regioni, il tutto per dare ordine e trasparenza a questo complesso sistema. Questo importante convegno - ha chiarito il professor Pier Antonio Varesi - è stato organizzato per dare rilievo a una fondamentale legge dove già è stato approvato il Decreto per il servizio civile e sono in fase avanzata altri decreti attuativi. Riguarda tutti gli operatori del mondo sociale, le associazioni e coinvolge l’Ordine degli avvocati, dei commercialisti, dei notai perché questa legge modifica profondamente la precedente e quindi è necessario regolare la materia in modo preciso e con nuove regole».

 

Non profit, la riforma sotto la lente

cattolicapost Non profit, la riforma sotto la lente Attesa da anni, la legge, che ha messo ordine in un groviglio di norme parziali e non coordinate tra loro, è molto positiva ma mostra alcuni punti di debolezza. Il giudizio del professor Marco Grumo , neo direttore di Cattolica per il Terzo Settore 25 ottobre 2017 Una riforma molto positiva con solo alcuni punti di debolezza. È netto il giudizio del professor Marco Grumo , docente di Economia aziendale e coordinatore scientifico dell’ Executive master in Social Entrepreneurship dell’ Alta Scuola Impresa e Società (Altis) , ora anche direttore scientifico della nuova business unit dell’Ateneo Cattolica per il Terzo Settore (vedi box a lato). La riforma, attesa da anni in un settore molto accresciuto dal punto di vista dimensionale, mette ordine in una serie di norme che risultavano parziali e non coordinate tra loro. Generare utili e fare impresa liberamente è ancora un po’ difficile con questa riforma: se un’impresa riesce a stare all’interno delle attività benefit e nei pareggi di bilancio va bene, ma se inizia a fare utili o comincia a fare impresa liberamente ci sono dei vincoli. In una riforma complessivamente molto positiva, su alcuni punti come la libera impresa e la collaborazione con imprese profit, è prevalsa ancora una linea molto sospettosa, nonostante queste realtà costituiscano dei soggetti imprenditoriali molto importanti e di welfare importante. Secondo il direttore di Cattolica per il Terzo Settore sarebbe stato necessario concedere maggiori libertà a fronte dell’introduzione di obblighi di trasparenza e di controllo molto serrati.

 

Un libro bianco per il welfare

MILANO Un libro bianco per il welfare Presentazione del volume di Vita e Pensiero, esito di un percorso di riflessione e di ricerca a cui hanno partecipato studiosi di diverse università italiane. Intervengono, tra gli altri, il rettore Franco Anelli , monsignor Luca Bressan e Giuseppe Guzzetti 16 novembre 2017 Un libro bianco sul welfare responsabile per rispondere ai nuovi bisogni delle persone e delle comunità. La proposta - raccolta nel volume della casa editrice Vita e Pensiero intitolato Welfare responsabile , a cura di Vincenzo Cesareo - sarà presentata e discussa martedì 21 novembre alle 14.30 nella Cripta Aula Magna dell’Università Cattolica, nel corso del convegno nazionale “Welfare responsabile. Il convegno di Milano costituisce uno di una serie di incontri che si effettueranno in diverse città italiane per affrontare tematiche specificare al fine di definire più dettagliatamente la proposta di “Welfare responsabile”: sono già in calendario presentazioni nelle città di Bergamo, Roma, Bologna, Bari, Torino, Venezia, Napoli. welfare #terzosettore #nonprofit Facebook Twitter Send by mail Print IL VOLUME IN PILLOLE Il libro Welfare responsabile (Vita e Pensiero, 2017), curato da Vincenzo Cesareo , è l’esito di un lungo e articolato percorso di riflessione e di ricerca a cui hanno partecipato studiose e studiosi di diverse università italiane. Ciò comporta collocarsi in una logica di rete, fondata sull’impegno a integrare, a mettere insieme in modo armonico e coeso gli attori sociali, attraverso una particolare forma di governance che privilegia l’orizzontalità rispetto alla verticalità. Il processo di messa in rete di attori differenti che si mobilitano responsabilmente crea una configurazione sociale nuova: lo spazio sociale di prossimità.

 

Generatività, la terza giornata

Milano Generatività, la terza giornata I professori della Cattolica Mauro Magatti , Silvano Petrosino e Chiara Giaccardi , insieme a Elisabetta Soglio e Leonardo Becchetti , sono tra i protagonisti dell’evento del 2 dicembre promosso dall’Archivio della generatività, un progetto del Centro di ricerca Arc. L’ispirazione del poeta portoghese Fernando Pessoa è il claim scelto per la Terza Giornata della Generatività Sociale , che si terrà a Milano presso BASE sabato 2 dicembre 2017 dalle ore 10.30 . L’iniziativa, che ha avuto il sostegno del Gruppo Unipol, Fondazione Cattolica Assicurazioni e Fondazione Cariplo, è promossa dall’ Archivio della generatività sociale , un progetto del Centro di ricerca Arc dell’Università Cattolica in collaborazione con l’Istituto Luigi Sturzo di Roma. La generatività sociale è un agire che ammette l’esistenza di un prima, un adesso e un dopo, tra loro in relazione e che, proprio in virtù di questa reciprocità, è capace di generare continuamente il nuovo e ridare vita alle forme sociali. La generatività è un’azione che si assume la responsabilità del proprio darsi, accettando di radicarsi a un’origine per essere aperti a ciò che non si conosce ancora. È un’azione consapevole, diretta a uno scopo liberamente scelto di mantenere viva quell’infinita trama di interdipendenze che è la Vita» racconta Mauro Magatti, docente di Sociologia dell’Ateneo e responsabile scientifico dell’Archivio della generatività sociale. Abbiamo bisogno di un cambio di paradigma e la generatività sociale è una via per dare vita a un nuovo convivere sostenibile e contributivo» .

 

Enti ecclesiastici e Terzo Settore

Roma Enti ecclesiastici e Terzo Settore A Roma il convegno promosso dal Centro Studi sugli Enti ecclesiastici e sugli altri enti senza fini di lucro (CESEN) dell’Università Cattolica. by Federica Mancinelli | 20 giugno 2018 “Appartiene alla peculiarità della Chiesa cattolica un’azione di sollievo delle sofferenze, un tentativo di riequilibrare gli effetti delle distorsioni del funzionamento della società. Mi sembra siamo in presenza di una riforma organica che intende ripensare la disciplina di un mondo vitale per la nostra convivenza nel quale i nostri enti svolgono da sempre un ruolo di particolare rilievo. Marco Grumo , docente di Economia aziendale all’Università Cattolica, ha affrontato le questioni contabili, mentre Pasquale Passalacqua , Associato di Diritto del lavoro dell’Università degli Studi di Cassino, ha affrontato il tema del lavoro negli enti ecclesiastici. “L’equiparazione con gli enti del Terzo settore si gioca fondamentalmente sugli assetti organizzativi, - ha proseguito il Prof. Perrone - si tratta di capire come organizzare gli enti ecclesiastici in modo più efficiente di quando non sia stato fatto. Il “ramo Ets” consente di conseguire i benefici del regime promozionale per gli Ets e a al tempo stesso di mantenere la specificità dell’ente ecclesiastico. “Una soluzione alternativa – ha concluso - potrebbe essere allora la configurazione dell’ente ecclesiastico come gruppo ampliando agli enti ecclesiastici il modello delle società con un ente capogruppo di una serie di enti controllati da questo stesso ente.

 

Terzo settore a rischio collasso

è l’appello che l’economista Marco Grumo , che da anni analizza il mondo della solidarietà, lancia alla luce del difficile momento che molte cooperative stanno attraversando a causa del coronavirus. È l’appello di Marco Grumo , docente di Economia aziendale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che da anni si occupa di analizzare il mondo della solidarietà. Proprio nei momenti emergenziali si vede che il terzo settore è una risorsa per il Paese in grado di mettere in moto una grande solidarietà e un grande aiuto», spiega il professor Grumo. Come osserva Marco Grumo, che da anni si occupa di non profit: «In questa situazione con scuole e imprese chiuse, i blocchi delle attività sanitarie e di quelle assistenziali, ci sono migliaia di cooperative con migliaia di posti di lavoro a rischio. Di fatto il 40% del terzo settore è già fermo con lavoratori che sono e che saranno sempre più in cassa integrazione». Quindi, «non solo c’è un problema di sicurezza del lavoro ma anche di tenuta economica delle imprese che operano nell’ambito della cooperazione». Il Coronavirus toccherà soprattutto le persone più povere quindi è necessario che si risvegli una sorta di mecenatismo privato delle persone e delle imprese.

 

La Cattolica alla Civil Week Lab

Terzo settore La Cattolica alla Civil Week Lab Venerdì 12 giugno l’Ateneo ha partecipato all’evento online promosso dal Corriere Buone Notizie con un incontro dedicato a relazioni sociali e comunità. Venerdì 12 giugno , alle ore 10.30 , sulla pagina Facebook di CattolicaNews e, in contemporanea, su quella di Corriere Buone Notizie , è stato trasmesso il contributo video che raccoglie le interviste ai professori dell’Università Cattolica Lucia Boccacin , Marco Grumo , Raffaella Iafrate e Pier Cesare Rivoltella . Le relazioni sociali è il tema portante della tavola rotonda intitolata “Relazioni sociali e comunità: culture e pratiche” , che ha lo scopo ben preciso di mettere in luce Il legame che si stabilisce tra queste due realtà così importante per il benessere complessivo della comunità. Pensiamo che le relazioni sociali siano una ricchezza perché connettono persone, organizzazioni, soggetti sociali, in primis quelle solidaristiche e di aiuto; consentono di condividere un contesto di significati, generano un risultato nel sociale». La società moderna non ha più tanto bisogno di beni, servizi e capitali, quanto piuttosto di relazioni di alta qualità tra le persone», rileva Marco Grumo, docente di Economia aziendale e Coordinatore scientifico di Cattolicaper il Terzo Settore . Il ruolo delle organizzazioni del Terzo Settore è stato fondamentale in questo momento di pandemia e sarà sempre più importante nei prossimi anni per creare qualità vera nelle nostre comunità e nella nostra società a vantaggio veramente di tutti», aggiunge il professor Grumo. La drammatica esperienza vissuta durante la diffusione del Coronavirus ci ha tuttavia resi più consapevoli di tale deprivazione e dell’importanza, per la vita di ciascuno e delle comunità, della presenza di un tessuto relazionale.

 
Go top