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Ebrei in fuga a Shanghai

milano Ebrei in fuga a Shanghai In occasione della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità , che si celebra il 6 marzo, l’Istituto Confucio presenta il volume curato dalla professoressa Elisa Giunipero , che racconta la storia dei 18mila ebrei che trovarono asilo nel ghetto di Hongkou. marzo 2018 In occasione della prima Giornata dei Giusti dell’Umanità , che si celebra il 6 marzo, è in uscita “ Ebrei a Shanghai. Storia dei rifugiati in fuga dal Terzo Reich ” (O barra O edizioni), un capitolo della storia della Shoah pressoché sconosciuto in Italia. La presentazione del volume, curato dalla professoressa Elisa Giunipero , direttrice dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si terrà mercoledì 14 marzo alle 18 nell’Aula G.129 S. Paolo (largo Gemelli, 1 – Milano). La “Parigi d’Oriente” divenne la cornice di un’integrazione complessa eppure riuscita: migliaia di rifugiati trovarono asilo all’interno del ghetto di Hongkou dove condussero un’esistenza difficile, ma priva di conflitti con la popolazione locale. I diversi contributi raccolti nel libro ripercorrono gli eventi storici di quegli anni e descrivono lo straordinario sviluppo economico e socioculturale della metropoli in seguito all’incontro tra popoli tanto distanti tra loro. Accanto alle vicende collettive, emergono la voce della testimone Sonja Mühlberger, nata a Shanghai nel 1939, e la storia esemplare del console cinese a Vienna Ho Feng Shan, riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver concesso il visto di espatrio agli ebrei in fuga dal Terzo Reich.

 

Cina-Italia, andata e ritorno

Alumni Cina-Italia, andata e ritorno La storia di Wu Li Shan che, dalle montagne delle Cina, giunse a Milano nel 1931 diventa, per mano del nipote e autore di Chinamen insieme a Ciaj Rocchi, una graphic novel che ora è stata tradotta anche in cinese. Cinquantasette anni dopo, a Milano, si contano circa 30mila residenti cinesi, una comunità in continua crescita, il cui fulcro rimane via Paolo Sarpi, luogo d’incontro per eccellenza della popolazione cinese, ma ormai, è il caso di dirlo, anche italiana. Matteo Demonte , autore di Chinamen insieme a Ciaj Rocchi , e nipote e figlio di una di queste famiglie miste, decide di raccontare la storia del nonno, che diventa così il protagonista avventuriero della sua graphic novel . Un giovane venditore ambulante che da uno sperduto villaggio di montagna della Cina orientale arriva a Milano nel 1931, dove sono appena terminati i lavori per la costruzione della nuova Stazione Centrale e le vie sono piene di gente. Prima che a Milano Wu ha vissuto in altre grandi città, Parigi e Amsterdam, eppure comprende che è l'Italia il luogo che il destino ha scelto per lui e per il futuro della sua famiglia. Da venditore ambulante a titolare d'azienda, dal matrimonio con la sarta italiana Giulia, alla Rivoluzione Maoista che lo allontanerà per sempre dal paese natale, pagina dopo pagina la vita e le imprese di Wu rinascono nella memoria più intima del nipote per diventare finalmente una storia universale. Un vero e proprio caso editoriale, quello di Matteo Demonte e Ciaj Rocchi, che con la loro Chinamen, sono stati in grado di farsi conoscere e pubblicare anche nella Repubblica Popolare.

 

Il Confucio trova casa in Cattolica

INAUGURAZIONE IL 2 OTTOBRE IN VIA CARDUCCI Il Confucio trova casa in Cattolica Gli uffici di via Carducci dell’ateneo del Sacro Cuore saranno la prima sede lombarda dell’Istituto per la diffusione della lingua e della cultura cinese. Sarà luogo per gli esami HSK e per iniziative di scambio culturale 02 ottobre 2009 L’Università Cattolica di Milano diventa la prima sede lombarda dell’Istituto Confucio, l’istituzione che promuove lo scambio educativo e culturale nonché la cooperazione fra la Cina e altre comunità internazionali. L’iniziativa è frutto della convenzione siglata dal rettore dell’Università Cattolica Lorenzo Ornaghi e dalla professoressa Wang Lujiang , presidente della Beijing Language and Culture University, l’ateneo pechinese con cui è stato raggiunto l’accordo di collaborazione. L’istituto Confucio, promosso in tutto il mondo dal ministero dell’istruzione cinese e dall’Ufficio per la diffusione della lingua cinese all’estero (Hanban), è un’organizzazione non profit che ha lo scopo di promuovere la lingua e la cultura cinese. Le principali attività dell'Istituto sono corsi di lingua cinese svolti da insegnati madrelingua, sostegno alla preparazione per l’esame HSK - l’unico certificato di competenza linguistica cinese riconosciuto a livello internazionale - realizzazione di manifestazioni legate alla promozione e alla diffusione della cultura cinese. L’accordo tra Cattolica e Istituto Confucio fa seguito alla designazione da parte dello Hanban, nel settembre del 2008, del Servizio linguistico di ateneo ( Selda ) come sede ufficiale di esame, a cui è stato aggiunto il livello “advanced” come unica sede in Italia e terza in Europa. L´esame Hanyu Shuiping Kaoshi è l´unico riconoscimento di livello internazionale di lingua cinese ed è organizzato dall´Ufficio per la diffusione del Cinese all´estero (Hanban) del ministero dell´Educazione della Repubblica Popolare Cinese.

 

Hong Kong, non soffiate sul fuoco

A chi giova lo scontro? Forse a nessuno e soprattutto non giova agli studenti che protestano e agli abitanti di Hong Kong nel loro complesso. Il loro malessere e il loro disagio sono più che comprensibili e verso di loro è impossibile non provare simpatia. La formula “un paese due sistemi”, creata da Deng Xiaoping, fotografò una situazione che sembrava destinata a prolungarsi: se Hong Kong fosse rimasta uno spazio di incontro tra crescita cinese e sistemi occidentali, non sarebbe convenuto a nessuno mettere in crisi questa sintesi originale tra Oriente e Occidente. E il 2047 - quando il controllo cinese sulla vita individuale e collettiva degli abitanti di Hong Kong diverrà diretto - appare molto più vicino: i giovani che oggi protestano vivranno questo passaggio e pure i loro figli. La durezza dello scontro ha creato una ferita profonda nel tessuto di Hong Kong, suscitando una contrapposizione insanabile tra gli studenti e la polizia che da mesi si fronteggiano in un conflitto sempre più esasperato. A chi giova tutto questo? Forse a nessuno e soprattutto non giova agli studenti che protestano e agli abitanti di Hong Kong nel loro complesso. In questo modo però ingannano i giovani che protestano e non li aiutano a costruire un futuro migliore dentro un orizzonte che lo stesso Occidente ha contribuito a costruire, che si è ormai consolidato e che appare oggi segnato.

 

Cina, tre mesi fra corsi e avventure

L’altra faccia del gigante asiatico nel racconto di Cristina , di Scienze linguistiche 14 novembre 2019 di Cristina Freddi * Conseguita la laurea triennale in Scienze Linguistiche, ho voluto mettere alla prova ciò che avevo appreso durante il mio percorso universitario fino a quel momento. Quale modo migliore di farlo se non partendo alla scoperta del Paese su cui ho concentrato i miei studi degli ultimi anni? La mattina del 25 marzo ero davanti al gate, in procinto di prendere un volo diretto a Beijing, con tanta voglia di arricchire il mio bagaglio culturale. Una volta arrivata, sono salita su un taxi che mi ha portata al campus della Beijing Yuyan Daxue , la mia nuova casa per i successivi tre mesi e il luogo dove avrei frequentato i corsi di cinese. Oltre ai corsi di lingua, l’università offre la possibilità a tutti gli studenti di partecipare ad alcune gite organizzate, tra le quali la visita alla più famosa fabbrica di succhi della città e la visita ad alcuni monumenti. Non facendoci fermare dalla pioggia e dal forte vento, abbiamo potuto visitare una delle più straordinarie costruzioni dell’uomo - al modico prezzo di un raffreddore! Ho scoperto l’utilità di applicazioni come WeCha t, che mi hanno permesso di entrare in contatto con associazioni studentesche che organizzano viaggi di ogni genere. Appena rientrata a Beijing e subito ripartita, ho avuto la possibilità di cavalcare per la prima volta un cammello nel deserto dell’Inner Mongolia, di esplorare le sterminate praterie a dorso di cavallo e di ammirare le stelle in un luogo completamente privo di inquinamento luminoso. Tre mesi sono lunghi e con la mia conoscenza limitata della lingua mi sono trovata più volte in situazioni di disagio, che al momento dell’accaduto sembravano la fine del mondo, ma alle quali ripensando ora non posso evitare di sorridere.

 

Alla guerra dei dazi

Un’iniziativa già tentata da Bush nel 2003, che ha il chiaro intento di sfavorire la Russia, il Giappone e, soprattutto, la Cina, nei due settori citati, particolarmente sensibili per gli Usa. Una chiara delegittimazione dell’Organizzazione mondiale del commercio, secondo Andrew Spannaus , giornalista americano che già mesi prima aveva previsto la vittoria di Trump, per la sua capacità di intercettare le reali esigenze del popolo americano, di quelle classi oppresse che ormai rappresentano il 75% dei Paesi ricchi. Su una lunghezza d’onda diversa il direttore dell’ Aseri Vittorio Emanuele Parsi ( in alto la sua videointervista ), che ritiene vi sia «una visione teologica, astorica del libero commercio», che invece ha causato questa distribuzione iniqua delle risorse nelle nazioni più sviluppate. Il protezionismo (che Trump di certo non ha inventato) a suo tempo ha fatto aumentare i dati relativi al commercio degli States e permesso di proteggere lo standard e la qualità dei loro prodotti. È questo ciò che preme maggiormente al Presidente, quello che ha promesso ai suoi elettori e che ora tenta di rispettare: produrre, far crescere la manifattura, ridurre il deficit commerciale e il gap con la Cina. Per il professor Luca Rubini dell’Università di Birmingham, invece, ciò che ha causato questo divario sempre più netto tra poveri e ricchi è la mancanza di politiche interne mirate, non il libero commercio. I dazi nascono per sfavorire la Cina ma in realtà impattano più sul Canada, sul Messico e sull’Unione Europea, tanto che è stato rinviato fino a giugno l’ultimatum all’Unione europea, nel tentativo di trovare finalmente un accordo proficuo per entrambe le parti in causa.

 

Italia-Cina, in Cattolica si fa la storia

Milano Italia-Cina, in Cattolica si fa la storia In largo Gemelli per la prima volta due vescovi cinesi hanno incontrato il Segretario di Stato Vaticano cardinal Pietro Parolin, primo frutto dell’Accordo provvisorio firmato a Pechino nel 2018 tra Santa Sede e Repubblica popolare cinese. L’accordo, ha detto il cardinal Parolin, «guarda in primo luogo alla vita della Comunità cattolica in quel grande Paese e, di riflesso, incoraggia la Cina a un dialogo sempre più aperto e collaborativo in favore della pace come destino comune della famiglia umana». Con Papa Francesco siamo giunti agli ultimi passi – per ora – del lungo cammino iniziato da Benedetto XV nel 1919», ha detto il cardinal Parolin nel corso del suo intervento dedicato al tema: L’impegno della Chiesa Cattolica per l’unità della famiglia umana da Benedetto XV a Papa Francesco . Cominciando proprio dalle parole di cento anni fa di Benedetto XV, che per primo si fece portavoce di un approccio al contesto globale, anticipando anche molti degli uomini di potere di quegli anni, troppo ciecamente concentrati sul solo Vecchio Continente. Un ininterrotto filo rosso che ha collegato la Santa Sede a ogni angolo del mondo di anno in anno, nel tentativo di tenere il passo di una realtà che è mutata dal micro-cosmo di un’Europa guerrafondaia al mondo contemporaneo iper-globalizzato. Pertanto, ha concluso il cardinal Parolin, «la sempre più feconda integrazione dei Cattolici cinesi nella Chiesa universale e il cammino di riconciliazione tra fratelli avviato negli ultimi anni costituiscono certamente una novità di portata storica, di cui nel tempo beneficeranno in molti, non solo in Cina. Infatti, l’auspicio del Santo Padre Francesco e dell’intera Chiesa cattolica è che tutto ciò possa contribuire, con l’aiuto di Dio, all’edificazione di un mondo più giusto e fraterno, ove l’armonia tra i popoli e le nazioni possa davvero contribuire alla causa della pace e all’unità della famiglia umana».

 

Il ricordo di Matteo Ricci in Università Cattolica

MILANO Il ricordo di Matteo Ricci in Università Cattolica Assegnato a padre Angelo Lazzarotto il riconoscimento della facoltà di Scienze politiche e sociali. novembre 2015 Una vita dedicata alla fede e alla Cina quella di Padre Matteo Ricci , gesuita, missionario cattolico del XVI secolo, al quale in Università Cattolica viene dedicato da anni un Premio speciale. Ha aperto la mattina della consegna del Premio mercoledì 25 novembre il rettore Franco Anelli , che ha identificato in Matteo Ricci un intellettuale, un elaboratore del pensiero, un grande missionario che ha svolto un ruolo di ponte tra le due culture, italiana e cinese. Padre Lazzarotto è stato un mediatore culturale che ha seguito le orme di Ricci e per questo la Facoltà di Scienze politiche e sociali ha deciso di conferirgli il Premio». Su tutte le iniziative emerge comunque la presenza dell’immagine di Matteo Ricci nella nuova struttura del Capital Museum di Pechino, un riconoscimento eccezionale a Ricci, chiamato in Cina Li Madou, unico occidentale presente insieme all’altro italiano Marco Polo. I tanti elementi tracciati nella Lectio di Padre Lazzarotto sono confluiti nell’auspicio che la figura di Matteo Ricci continui, a Pechino come a Roma, ad essere considerata come fondamentale per un sia pure non semplice dialogo inter-culturale. Per concludere le iniziative in onore di Padre Ricci giovedì 26 novembre è stato presentato il catechismo di Matteo Ricci nella prima traduzione italiana dai testi originali, durante l’incontro Il vero significato di “Signore del cielo” promosso dal Centro pastorale dell’ateneo.

 

Lanterne in volo al Confucio

MILANO Lanterne in volo al Confucio Il libro del giornalista Alec Ash sarà presentato venerdì 2 febbraio nella sede dell’Istituto di via Carducci, che, anche quest’anno, in occasione del Capodanno cinese, organizza uno spettacolo di arti marziali, musica e danze. Anche quest’anno l’ Istituto Confucio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore celebra l’arrivo del 2018 in Cina. E lo fa organizzando martedì 30 gennaio al Teatro di Milano (ore 20.30 in via Fezzan, 11) uno spettacolo di arti marziali, musiche e danze, realizzato in collaborazione con il Centro Culturale Cinese e l’ Associazione diamoci la mano . Un’occasione per conoscere da vicino la cultura e le tradizioni di una delle più importanti festività del Paese, che secondo il calendario cinese inizia il 16 febbraio. Restando in tema, venerdì 2 febbraio , alle 18, nella sede dell’Istituto Confucio (via Carducci 28/30, Milano) sarà presentato il libro “Lanterne in volo” . Dialogherà con l’autore Alec Ash la professoressa Elisa Giunipero , docente di Storia della Cina contemporanea e direttrice del Confucio della Cattolica. È uno degli autori del libro Chinese Characters e fondatore di Anthill, un sito letterario di racconti dalla Cina.

 

Primo doppio titolo Italia-Cina

DOUBLE DEGREE Primo doppio titolo Italia-Cina Grazie all’accordo siglato tra Cattolica e BLCU di Pechino , gli studenti cinesi potranno ottenere triennale e magistrale di Lettere nell’ambito dei beni culturali e quelli italiani di Scienze linguistiche potranno conseguire il Bachelor in lingua cinese. Grazie all’accordo siglato, gli studenti dell’Ateneo di Pechino iscritti in Cina alla laurea undergraduate in Italianistica potranno ottenere la laurea triennale in Scienze dei beni culturali, profilo Storico-artistico , della facoltà di Lettere dell’Università Cattolica. Gli iscritti in Cina alla laurea magistrale in Lingua e letteratura europea, profilo di Italianistica, potranno, invece, ottenere la laurea magistrale in Filologia moderna, profilo Storico-culturale , frequentando un anno alla BLCU, uno in Cattolica e un altro alla BLCU. Per gli amanti della lingua e della cultura cinese, l’accordo prevede un doppio titolo rivolto agli studenti della facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica . Gli iscritti alla laurea triennale in Scienze linguistiche - curriculum Esperto linguistico d’impresa delle sedi di Milano e Brescia avranno l’opportunità di ottenere il Bachelor in Lingua cinese studiando al College of Chinese Language della BLCU . Il modello di mobilità prevede che gli studenti frequentino due anni in Università Cattolica e due anni alla BLCU, riuscendo in questo modo a completare il percorso della laurea triennale e a vedersi riconosciuti, al rientro, i crediti necessari per l’iscrizione alla laurea magistrale. Da qui l’idea di consolidare questa esperienza costruendo un percorso di studi più strutturato, che potesse permettere ad un gruppo di questi studenti di ottenere il doppio titolo BLCU e UCSC.

 

Cina, i nuovi manager si formano qui

alta formazione Cina, i nuovi manager si formano qui Il master in Politics, Economics And Culture of China forma professionisti in grado di contribuire alle decisioni e strategie commerciali di multinazionali, società di consulenza economica e politica che interagiscono con il mondo imprenditoriale cinese. luglio 2019 L’economia cinese è destinata a divenire la prima economia mondiale. Oltre alle lezioni che prevedono una frequenza full time e si svolgeranno interamente in inglese (è richiesta la certificazione B2) e ai lavori di gruppo, sono previsti Lunch Talk series , incontri con business manager che offriranno una prospettiva operativa e concreta rispetto alle conoscenze sviluppate durante il Master. La data di scadenza per iscriversi è il 30 luglio 2019 . Informazioni su didattica, stage, opportunità lavorative, o richiesta di un colloquio individuale all'indirizzo e-mail: master.mapecc@unicatt.it . cina #master #manager #professionisti Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Istituto Confucio, Cattolica in Cina

È stata ribadita l’importanza strategica che la Cina attribuisce agli Istituti Confucio, come veicolo di diffusione della lingua e cultura cinese nel mondo ma anche come parte di un vasto disegno di cooperazione culturale a livello globale. Gli Istituti Confucio - si auspica a Pechino - possono essere un efficace canale di cooperazione culturale, un veicolo di innovazione per lo sviluppo di pacifiche relazioni culturali tra diversi popoli. Dalla Cina viene oggi una proposta di cooperazione molto importante, la One Belt One Road Initiative , il tentativo cinese di rispondere - coinvolgendo il numero più ampio possibile di collaborazioni internazionali - alle spinte attuali dei processi di globalizzazione. La conferenza è una preziosa occasione di incontro e scambio sulle attività degli Istituti Confucio nel mondo e di confronto sulle strategie per il futuro. Al centro della discussione di questi giorni molti progetti di ricerca, forme di mobilità di studenti e docenti, doppi titoli, proposte di scambi e progetti culturali. L’Istituto Confucio della Cattolica, coinvolto e attivo in molti progetti, ha maturato una solida capacità di mediazione e promozione culturale con diversi interlocutori cinesi. Da tempo partner privilegiato dell’Istituto Confucio della Cattolica è la Beijing Language and culture university (BLCU) di Pechino che ha creato un nuovo network internazionale tra 20 università la “BLCU Confucius Institute partnership alliance”, a cui anche l’Ateneo di largo Gemelli ha aderito.

 

Confucio, 10 anni in un video di due minuti

MILANO Confucio, 10 anni in un video di due minuti A margine del convegno internazionale “ 1919-2019. Speranze di pace tra Oriente e Occidente ”, è stato siglato il nuovo accordo con Hanban , l’Ufficio per la diffusione del cinese all’estero. Le immagini realizzate dalla Scuola di Giornalismo dell'Ateneo 16 maggio 2019 L ’Istituto Confucio dell’Università Cattolica ha rinnovato la convenzione con Hanban, l’Ufficio per la diffusione del cinese all’estero, collegato con il Ministero dell’Istruzione di Pechino. La firma è stata siglata il 14 maggio a margine del convegno internazionale dal titolo " 1919-2019. Speranze di pace tra Oriente e Occidente ", con la partecipazione del Segretario di Stato Vaticano cardinal Pietro Parolin , che ha incontrato per la prima volta in un evento pubblico due vescovi cinesi. Nel video, curato da Davide Arcuri e Paolo Frosina , i momenti salienti di un evento storico. cina #cinese #istitutoconfucio #vaticano Facebook Twitter Send by mail Print.

 

L’Ateneo sulle orme di Matteo Ricci

Una ventina di professori con familiari e amici, accompagnati dall’assistente ecclesiastico generale, il vescovo monsignor Claudio Giuliodori , visiteranno alcune città della Cina dal 22 al 31 agosto. In continuità con la positiva esperienza vissuta negli anni scorsi attraverso i viaggi in Terra Santa (2015) e a Santiago di Compostela (2016), l’Università Cattolica intende promuovere delle occasioni di conoscenza e di dialogo con realtà di grande interesse culturale, storico e religioso. Nel corso del viaggio non mancheranno incontri con gli Atenei cinesi con cui si stanno sviluppando diversi progetti come quelli collegati all’ Istituto Confucio e ad accordi che prevedono il reciproco riconoscimento dei titoli con lauree double degree . Sono sempre più numerosi i giovani cinesi che scelgono di studiare in Università Cattolica come sono molti i laureati italiani dell’Ateneo che lavorano in Cina. Sono previsti momenti di confronto anche con le associazioni di Alumni della Cattolica presenti in Cina. Gallery Cina 1 / #cina #matteoricci #viaggio #cultura Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Insegnare italiano a Hong Kong

ITALIA - CINA Insegnare italiano a Hong Kong Nicole Musto , dopo la laurea in Lettere e il master in Didattica dell’italiano L2 , ha ottenuto uno stage in Cina alla società Dante Alighieri, che si è trasformato in un lavoro stabile. by Daniela Fogliada | 12 luglio 2017 Una laurea in Lettere, un master in Didattica dell’italiano L2 , un biglietto per Hong Kong per uno stage che diventa un lavoro stabile. E poi cosa è successo? «Dal punto di vista professionale lo stage è stata un'esperienza meravigliosa, ho trovato un team di insegnanti pronto a supportarmi, a darmi consigli e indicazioni e aperto ad accogliere le mie iniziative. L’insegnamento è una professione delicata: quali sono i vantaggi di un’esperienza internazionale? «Insegnare italiano all'estero ti permette non solo di entrare in contatto con una nuova cultura, quella degli studenti, ma soprattutto ti aiuta a riscoprire il fascino e la grandiosità della nostra cultura. L'entusiasmo degli studenti nel conoscere i tanti aspetti dell'Italia è contagioso, il loro interesse è davvero notevole. Con una laurea in Lettere sapevo che avrei voluto continuare ad approfondire la lingua e la cultura italiana e inoltre la mia passione per i viaggi e la scoperta di nuove culture mi ha portato a considerare l'idea dell'insegnamento all'estero. Tuttavia l'entusiasmo degli studenti, la loro voglia di apprendere e la loro gioia nel raggiungere i loro traguardi rappresentano una fonte inesauribile di soddisfazione.

 

Scuola, il cinese s’insegna con la storia

BRESCIA Scuola, il cinese s’insegna con la storia Nella sede bresciana dell’Ateneo un corso di formazione per i prof delle scuole superiori promosso dall’Istituto Confucio dell’Università Cattolica. Con questo obiettivo l’ Istituto Confucio dell’Università Cattolica chiama a raccolta i prof di storia e di lingua e cultura cinese delle scuole superiori. Dal 5 al 6 settembre, nel campus di Brescia dell’Ateneo, organizza il corso di formazione intitolato “Insegnare storia nel mondo globale: obiettivo Cina” , con particolare attenzione alla didattica delle vicende storiche di quella che è ormai diventata una delle principali potenze economiche a livello mondiale. Tra queste se ne contano circa 15 a Brescia e in provincia, dove in particolare il Liceo Lunardi in città e l’IIS Don Milani di Montichiari sono “Aule Confucio” e collaborano stabilmente con l'Istituto Confucio dell’Università Cattolica. Il corso, promosso dall’Istituto Confucio dell’Università Cattolica, intende fornire sia riflessioni metodologiche sulla didattica della storia sia su contenuti specialistici relativi alla storia della Cina dell’Ottocento e del Novecento. Vengono inoltre proposte nuove letture di fatti della storia mondiale che superino l’eurocentrismo ed evitino nello stesso tempo di isolare la Cina come un “mondo a parte”. Materiali didattici per lo studio della Cina nel contesto globale (Guerini e Associati, 2017) a cura di Elisa Giunipero , docente di Storia della Cina contemporanea e direttore dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica.

 

Usa e Cina come Sparta e Atene?

milano Usa e Cina come Sparta e Atene? Secondo Anna Caffarena , autrice del libro “ La trappola di Tucidide e altre immagini ”, le relazioni internazionali sembrano non cambiare mai: un conflitto tra una potenza consolidata e una emergente può accendersi per le diverse rappresentazioni del mondo. by Matteo Chiesa | 09 aprile 2019 Durante la guerra del Peloponneso Sparta, potenza consolidata, si fece paladina del desiderio di libertà di molte altre Città-Stato facendo leva sulla loro paura di rimanere, o diventare, colonie di Atene. Una dimostrazione di come un conflitto tra una potenza consolidata e una emergente possa accendersi a causa delle diverse rappresentazioni del mondo all’interno delle quali ciascuna di esse vive. Ma soprattutto un monito affinché una spirale difensiva, in cui il rafforzamento del potere interno di un Paese viene assunto come minaccia da un altro e viceversa, non si ripeta tra Stati Uniti e Cina, le due grandi protagoniste del nostro tempo. Il caleidoscopio di immagini simbolo del 1989 coltivò la speranza di un progresso, impose un nuovo ordine mondiale, nutrì aspettative su un futuro equilibrio fatto di pace e prosperità, ben presto disatteso dal ritorno della politica di potenza, instauratasi definitivamente nel 2008. Ciò creò «una sorta di diplopia, uno sdoppiamento delle immagini parallele del mondo: da una parte quello senza confini, globalizzato, mentre dall’altra un mondo attraversato ancora da tantissimi conflitti». Queste rappresentazioni, però, non fungono solo da strumento per manipolare l’opinione pubblica ma rendono anche un discorso politico più semplice «come nello scontro di civiltà oppure servono per sottrarre una scelta politica all’analisi costi-benefici come nella guerra chirurgica».

 

Cattolica, un ponte con la Cina

Convegno internazionale Cattolica, un ponte con la Cina L’Ateneo centro di diplomazia culturale tra Chiesa cattolica e Repubblica popolare cinese. Martedì 14 maggio in largo Gemelli un convegno promosso dall’Istituto Confucio con la partecipazione del cardinale Pietro Parolin e del vescovo di Pechino Li Shan 08 maggio 2019 Nel 1919 il mondo stava uscendo a fatica dalla tragedia della Prima guerra mondiale. Nel 1919 erano diffuse in un Occidente che parlava di autodeterminazione dei popoli e di Società delle Nazioni; nelle diverse confessioni cristiane che esprimevano un nuovo universalismo; in una Cina che nel Movimento culturale e politico del 4 maggio cercava nuovi valori per fondare il suo futuro. Nel 2019 attese e speranze emergono in una Chiesa cattolica che con papa Francesco propone una larga fraternità umana; in un’Europa alla ricerca del suo futuro; in una Cina che sta prendendo un posto nuovo nel mondo. Realizzando questo evento – afferma il professor Giovagnoli - l’Università Cattolica del Sacro Cuore si offre come luogo di confronto culturale tra prospettive diverse, in particolare quella della Chiesa cattolica e della Cina contemporanea, in sintonia con gli orientamenti del pontificato di Papa Francesco». La Seconda sessione sarà dedicata alla Cina dopo la Prima guerra mondiale, esaminando la sua posizione nel mondo (Rossabi e Samarani), il mutato approccio della Chiesa cattolica nei suoi confronti (Giunipero), i nuovi orientamenti degli intellettuali cinesi (Liu Guopeng) e il ruolo delle donne (De Giorgi). La terza sessione è invece dedicata alle speranze e alle attese dell’Occidente nel 1919 e negli anni seguenti, per la promozione della dignità dei popoli e di una maggiore solidarietà internazionale (Tosi), i primi progetti di unificazione europea e le prospettive di un nuovo umanitarismo.

 

A lezione da Matteo Ricci

ateneo A lezione da Matteo Ricci Si è concluso il viaggio culturale in Cina promosso dal Centro pastorale con la partecipazione di 20 docenti dell’Ateneo con familiari e amici. settembre 2017 Al viaggio culturale organizzato dal Centro pastorale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore hanno partecipato 20 professori dell’Ateneo con i loro familiari e amici per un totale di 62 persone. È in questo contesto che abbiamo fatto visita al Dipartimento di filosofia e di studi religiosi della Fudan University di Shanghai e alla BLCU-Beijing Language and Culture University di Pechino. Tra le diverse visite, quella sulla tomba di Matteo Ricci, il gesuita che ha condiviso con la Cina la cultura occidentale e, al tempo stesso, ha saputo entrare nel cuore del Paese attraverso la conoscenza della lingua e della cultura, insomma uno scambio culturale libero e rispettoso. Appena arrivati in Cina abbiamo fatto visita al Xu Guangqi Memorial Hall che ricorda il più importante collaboratore cinese di padre Matteo Ricci, tra i primi battezzati con il nome di Paolo e tra i più rappresentanti funzionari imperiali del suo tempo. Il suo messaggio pertanto è di straordinaria attualità anche per un’istituzione come l’Università Cattolica che ha il compito di formare le nuove generazioni a un sapere aperto a tutte le conoscenze a partire da una visione che si ispira all’universalismo cattolico e alla ricerca sincera della verità». Che valore ha oggi promuovere occasioni di incontro, conoscenza e dialogo con la Cina? Al di là dello scambio culturale, il Papa ci indica la costruzione di ponti di dialogo come strada maestra per la pace e l'equilibrio mondiale.

 

A padre Lazzarotto il premio Ricci 2015

Il missionario del Pime riceverà dalla facoltà di Scienze politiche e sociali il riconoscimento intitolato al grande gesuita, la cui opera è al centro di una mostra. novembre 2015 Una vita dedicata alla fede e alla Cina quella di Padre Matteo Ricci , gesuita, missionario cattolico del XVI secolo, al quale l’Università Cattolica dedica da anni un Premio speciale. Dopo il conferimento delle motivazioni del Premio da aprte del preside Merzoni, Padre Angelo Lazzarotto terrà una lectio magistralis sul tema “L’attualità di Padre Matteo Ricci tra Roma e Pechino”. La sua costante attenzione alle dinamiche sociali e culturali, unitamente al sempre presente riferimento ai principi fondamentali della tradizione cristiana per la promozione integrale della persona umana, lo hanno reso particolarmente acuto nell’analisi dei contesti politico-istituzionali cinesi in forte mutamento e nella promozione del dialogo tra i popoli.». Alla figura straordinaria di Matteo Ricci sono dedicati, oltre al conferimento del Premio, anche una mostra nel Cortile d’onore dell’Università e un evento giovedì 26 novembre. A servizio del Signore del Cielo ” verrà inaugurata lunedì 23 novembre alle ore 15 presso la Cappella del Sacro Cuore alla presenza di mons. Giovedì 26 novembre nell’aula Negri da Oleggio alle ore 15 verrà presentato il catechismo di Matteo Ricci nella prima traduzione italiana dai testi originali, durante l’incontro Il vero significato di “Signore del cielo” promosso dal Centro pastorale dell’ateneo.

 

Italia-Cina, un legame speciale

MILANO Italia-Cina, un legame speciale La professoressa Giuseppina Merchionne , che da 40 anni insegna il Cinese a Milano, è stata inserita tra le donne che hanno costruito un ponte tra i due Paesi nell’ambito del progetto la Nuova Via della Seta. marzo 2018 È stata inserita nel novero delle donne che hanno costruito un ponte tra Italia e Cina. La professoressa Giuseppina Merchionne ( nella foto in alto a sinistra ), che da 40 anni studia e insegna il Cinese a Milano, è stata insignita del riconoscimento per l’importante contributo al progetto del governo cinese One Belt One Road , la Nuova Via della Seta . In questa veste la docente di Lingua cinese alla facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere dell’Università Cattolica ha ricevuto l’invito a un convegno mondiale sulle donne della Nuova Via della Seta che si terrà a Xian dal 28 al 30 marzo. Ad approfondire il tema un ospite d’eccezione: il General Manager di China Construction Bank Italia Zhang Zhe che, dialogando con Giuseppina Merchionne, ha spiegato il ruolo della Banca nel nostro Paese, soprattutto in funzione della partecipazione attiva dell’Italia al progetto One Belt One Road . Secondo il manager anche se il nostro Paese attraversa un momento di difficoltà economica, sarà in grado di superare questa fase, grazie alla grande intelligenza e capacità di iniziativa, due qualità che da sempre i cinesi riconoscono al popolo italiano. Insomma, una vicinanza culturale che unisce i due Paesi lungo la nuova via della seta e che può portare allo sviluppo di nuovi e futuri progetti di collaborazione.

 

In Cina, che cinema!

CATTOLICAPOST In Cina, che cinema! Gli studenti del master in International Screenwriting and Production alla scoperta della “Hollywood d'Oriente”, gli Hengdian World Studios, i più grandi del mondo. maggio 2018 * di Giacomo Taggi Pianificazione e possibilità di investimenti pressoché illimitata sono le parole chiave dello sviluppo del cinema cinese e del Paese in generale. Con noi ci sono anche un team di giovani professionisti e studenti in gran parte diplomati al master, Airaldo Piva , ad di Hengdian Group Europe, Laura Cotta Ramosino di Cattleya, il vicedirettore di RaiFiction Francesco Nardella , e Giovanni Altieri , responsabile coproduzioni internazionali di Mediaset. Il primo dei nostri appuntamenti è con lo Shanghai Film Group, grande holding che comprende diverse società che seguono la produzione, la distribuzione e gli esercenti delle sale cinematografiche, in una catena che collega tutte le varie fasi della vita di un film. Ci dedichiamo poi alle università a cominciare dalla Shanghai Film Academy, parte della Shanghai University, e una delle più prestigiose nell'industria cinematografica cinese, e dalla Shanghai Vancouver Film School, una scuola piuttosto giovane, fondata in sinergia tra il governo municipale di Shanghai e la Vancouver Film School. A Hangzhou abbiamo l'onore di incontrare il maestro Ni Zhen, sceneggiatore di uno dei grandi successi internazionali del cinema cinese, Lanterne Rosse , e stimato professore per molti anni della Film Academy di Pechino. Alla fine degli anni ‘70, quando il fondatore di quello che sarà il futuro Hengdian Group, Xu Wenrong muove i primi passi nel mercato della seta, l'economia della città è prevalentemente agricola.

 

Spadaro, prove di dialogo Cina-Santa Sede

milano Spadaro, prove di dialogo Cina-Santa Sede Il direttore di Civiltà Cattolica presenta le sfide che la chiesa affronta nelle relazioni con la Repubblica popolare cinese. Sulla scia dell’evento che ha fatto incontrare in largo Gemelli il Segretario di Stato Vaticano cardinale Pietro Parolin e due vescovi cinesi, un’altra iniziativa per saldare i rapporti con la Cina, come sottolinea il rettore Franco Anelli . Questi incontri rappresentano opportunità per imparare cose nuove e contribuire attivamente, come Università Cattolica, all’opera di studio e di riflessione su eventi legati agli obiettivi della Chiesa: facciamo nostro il mestiere di osservatori attenti ai fenomeni che stanno accadendo, liberi da schematismi di approccio». Ad apprezzare l’interesse che la chiesa e l’Università Cattolica dedicano al tema della Cina l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini : «Più sento parlare di Cina più avverto i limiti della nostra conoscenza» afferma. Secondo il direttore di Civiltà Cattolica, che spiega come «gli attacchi a papa Francesco non sono attacchi a Francesco ma alla Chiesa per spaccarla», sono almeno tre le sfide che abbiamo davanti. La seconda sfida è quella della fiducia, «con il necessario sforzo di riconciliazione ecclesiale che punti sugli sforzi per ciò che unisce, piuttosto che su ciò che divide». Si può ripensare radicalmente il cristianesimo in chiave cinese? Può la fede cristiana diventare una forza in tutta la Cina?» Per padre Spadaro, si tratta di una vera e propria «sfida teologica», che potrà essere in futuro «una grande risorsa anche per la Chiesa universale».

 

Paolo, campione di cinese

Paolo De Giovann i, 26 anni, di Ardenno (So), si è appena laureato alla magistrale in Lettere, con una tesi sulla Storia della Cina, ma ha già in tasca un passaporto per il gigante asiatico. Paolo è stato folgorato dal corso di Storia della Cina tanto da iscriversi a un corso per principianti dell’ Istituto Confucio dell’Università Cattolica : 40 ore in un semestre e lezioni due volte alla settimana. In questo modo ha perfezionato la conoscenza della lingua fino a frequentare un periodo di studio alla Beijing Language and Culture University . Paolo ha suonato il Guqin, uno strumento della tradizione, e recitato una poesia di Li Bai, famoso poeta di epoca Tang. Adesso si sta preparando per partecipare alle Olimpiadi , la gara mondiale di lingua cinese che si svolgerà in Cina nel prossimo mese di luglio. Ogni anno molti giovani d'Italia e San Marino che studiano il cinese si sfidano con discorsi in cinese e varie performance per dimostrare la propria padronanza della lingua e di alcune discipline tipiche della tradizione cinese» afferma Elisa Giunipero , direttrice dell’Istituto Confucio dell’Università Cattolica. Dalla prima edizione del 2002, alla competizione hanno partecipato oltre mille sedi universitarie di 80 differenti Paesi, divenendo un importante appuntamento internazionale di confronto e di scambio e una occasione per approfondire la conoscenza della lingua e della cultura cinese.

 

La Cattolica stringe i ponti con la Cina

La trasferta nella città cinese di Antonella Sciarrone Alibrandi , pro rettore vicario e presidente Alumni Cattolica, insieme a una delegazione dell’Ateneo, testimonia il sempre più intenso rapporto tra la Cattolica e i suoi laureati impegnati professionalmente nella realtà cinese. A fine settembre, su invito del Consolato Generale d’Italia, la professoressa Sciarrone Alibrandi ha rappresentato l’Ateneo partecipando al workshop “ Fintech: promoting growth and innovation, opportunities and pitfalls ” presso il Shanghai Technology Innovation Center, con un intervento dal titolo “Financial innovation in Europe: Italian best practice”. È stato molto interessante il confronto tra diversi punti di vista di accademici, rappresentanti di istituzioni e professionisti di settore, sulle potenzialità dell’innovazione tecnologica nel settore finanziario e, più in generale, nel settore dei dati e delle informazioni», commenta Antonella Sciarrone Alibrandi. L’idea condivisa da tutti è lanciare nel 2020 un evento più importante magari con il coinvolgimento di Associazioni Alumni di altre università». cina #shanghai #confucio #alumni Facebook Twitter Send by mail Print COMITATI INTERNAZIONALI ALUMNI UCSC Sono istituiti i Comitati internazionali nei territori dove sono presenti ex studenti dell’Università Cattolica che desiderano ritrovarsi, incontrarsi e conoscersi per creare una forte rete locale. Nascono come punto di riferimento per gli Alumni all’estero per: • favorire lo scambio con il mondo professionale locale; • promuovere attività di carattere culturale, ricreativo, formativo a favore dell’Ateneo per il sostegno alla didattica e alla ricerca, nonché finalizzate allo sviluppo dell'Università stessa. Registrandosi, con le proprie credenziali iCatt, al portale MyAlumni , è possibile accedere alle community dei Comitati, per entrare in contatto con gli altri Alumni iscritti.

 

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