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Don Maurizio, il virus visto da dentro

Preti in prima linea Don Maurizio, il virus visto da dentro Parroco di una piccola parrocchia sopra il Lago Maggiore, docente di teologia a Psicologia in Unicatt, ha dovuto affrontare faccia a faccia il Covid-19 nella Rsa di cui è responsabile. Don Maurizio Medina si descrive così: un amore per Dio e per gli altri, che fin da piccolo l’ha portato a frequentare ambienti cattolici, e un forte desiderio di diventare prete, anche se «le motivazioni di quando ero piccino non sono le stesse che mi hanno portato a diventarlo. Quali attività svolge oggi? «Sono parroco di una piccola parrocchia nella zona sopra al Lago Maggiore, una comunità di 3.000 persone, insegno a un seminario di Teologia delle Religioni a Novara e sono docente di Teologia alla facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica a Milano. Gesù ne è l’esempio lampante: era un uomo con i piedi per terra, ma che aveva la capacità di parlare del mistero di Dio con enorme semplicità. Con l’avvento del Coronavirus, come sono cambiate le attività di cui si occupa? «Ciò che è cambiato più radicalmente non interessa la mia vita come prete o insegnante, ma la piccola casa di riposo dove ho un incarico di responsabilità, Fondazione Maria Grazia Taglietti. Lì abbiamo vissuto direttamente l’esperienza del virus: all’inizio si pensava che non sarebbe mai arrivato, quando è arrivato abbiamo sperato che non fosse Coronavirus, poi abbiamo cercato un colpevole e infine, quando ci siamo resi contro di esserci dentro, abbiamo detto: “dobbiamo fare qualcosa”. Terzo di una serie di articoli dedicati all’impegno dei preti assistenti pastorali o docenti di teologia dell’Università Cattolica sul fronte Coronavirus #preti #covid #teologia #anziani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Università Cattolica, le misure di sicurezza per la fase 2

Ateneo Università Cattolica, le misure di sicurezza per la fase 2 L’Ateneo si è dotato di un protocollo di sicurezza sanitaria grazie a una task force multidisciplinare e alle competenze della facoltà di Medicina e del Policlinico Gemelli, in prima linea con un proprio Covid Hospital. Per adempiere al meglio a questi obiettivi l’Università Cattolica si è dotata, tra le prime in Italia, di un protocollo di sicurezza sanitaria per garantire le misure di tutela comunitarie . Nel campus di Milano all’ingresso principale di Largo Gemelli, come pure di via Necchi 5 e 7, e di Sant’Agnese – e presto in tutte le sedi dislocate – è attivato il controllo della temperatura corporea. Tutto ciò rientra nel piano #eCatt , la nuova struttura a supporto della fruizione delle lezioni che attraverso iniziative e strumenti digitali consente agli studenti di portare avanti in sicurezza e tranquillità il loro percorso di studi e le attività finalizzate alla formazione. sicurezza #covid #protocollo #misure Facebook Twitter Send by mail Print LA LETTERA DEL DIRETTORE AMMINISTRATIVO L’Università Cattolica del Sacro Cuore, come tutto il sistema universitario, si è trovata a fronteggiare una grave emergenza di sanità pubblica internazionale riferita al contagio da SARS-CoV-2. Applicando tutti i principi utili per assicurare tale salvaguardia, in attuazione delle disposizioni legislative che hanno circoscritto la necessità di garantire i servizi essenziali e di pubblica utilità, è stata disposta la sospensione di tutte le attività didattiche e lavorative in presenza, sostituendole progressivamente con modalità da remoto. Con specifico riferimento alla situazione di emergenza in corso, la partecipazione a detto Consiglio è allargata alle Rappresentanze sindacali di Ateneo, ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) delle Sedi e ai Medici competenti delle Sedi.

 

Dopo Covid, convivere con l’imprevedibile

Da quella pandemia che ha messo in discussione le nostre certezze e che ora ci costringe a rivedere i nostri schemi, sia quelli personali che quelli delle imprese. Sono stati, infatti, ripescati numerosi libri che parlano di epidemia e di virus: quello ad esempio di Sylivia Browne “ Cosa ci riserva il futuro ”, di David Quammen “ Spillover ”, di Niccolò Ammaniti “ Anna ”, di Roberto Burioni “ Virus. Anche l’economia non è una scienza esatta perché legata all’uomo e l’uomo è legato a un avvenire che non è il futuro. Ne è convinto anche Robiglio affermando che «è necessario riappropriarci del tempo per riuscire ancora a fare impresa e che bisogna mettere al centro la persona, le competenze, i saperi come nel Rinascimento; la persona è il vero driver dell’economia e ha bisogno di formazione continua. Abbiamo voglia di mettere la persona al centro dell’azienda? Dobbiamo sapere che la persona è un disastro, si ammala, non è competente, a volte è incapace, complessa. Per Petrosino l’avventura umana non è una passeggiata nei boschi, dobbiamo liberarci dall’idea del successo poiché l’uomo è chiamato a un compimento che non coincide con il successo, nemmeno quello professionale poiché il lavoro non coincide con la professione. Non dobbiamo cadere nella trappola di considerare il fallimento che è ciò che nella vita si incontra, che è una condizione, una obiezione alla vita.

 

Ricoveri Covid, oltre un miliardo di spesa

Altmes Ricoveri Covid, oltre un miliardo di spesa Nona puntata dell’ Instant Report Altems Covid-19 : contrazione considerevole dei ricoveri ordinari con possibili ripercussioni future sulla salute dei pazienti. Il DRG medio riferito a ricoveri ordinari, che nel 2018 risultava di 3.866,56 , in 4 mesi di emergenza Covid ha subito ripercussioni e contrazioni: si stima una riduzione di 860.000 ricoveri ordinari e di 3,3 miliardi di di spesa complessiva. Rimane da verificare se tale «perdita» di attività avrà ripercussioni sia sulla salute dei pazienti, sia sull’attività futura di ricovero (con possibili perdite economiche in particolare per gli istituti privati accreditati). Considerando inoltre 176.145 giornate di degenza (al 26 maggio) in terapia intensiva, ad un costo giornaliero medio di 1425 il costo totale a livello nazionale ammonterebbe a 250 milioni di , di cui il 36% sostenuto in strutture ospedaliere della Lombardia. La survey condotta dalla Società Italiana di Cardiologia (SIC) evidenzia come a fronte di una contrazione nel numero di ricoveri per IMA (-48%), vi sia un aumento nei decessi sia in valore assoluto (31 vs. 17) sia considerando il case fatality rate (13.7% vs. 4.1%). La digitalizzazione in epoca di Covid-19 Continua l’implementazione di soluzioni di telemedicina: il trend di crescita del numero totale delle iniziative avviate dalle singole aziende è circa il 10% in più rispetto alla settimana scorsa (totale attuale 149). L’analisi delle delibere regionali mostra che se per la fase 1 ben 16 Regioni hanno predisposto un provvedimento di “Programmazione Sanitaria Regionale”, a distanza di 7 giorni dall’ultimo aggiornamento, sembrerebbe che nessuna Regione abbia emanato delibere o atti relativi alla riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera per la fase 2.

 

Pane e parole per aiutare i poveri

Preti in prima linea Pane e parole per aiutare i poveri Fra Carlo Cavallari opera nel centro Milano aiuta del Convento di Sant’Antonio dove si offrono vari servizi alle persone più bisognose. Fra Carlo Cavallari , cultore della materia in Teologia all’Università Cattolica, parla così del suo passato, che oggi lo porta a essere membro attivo nel centro Milano Aiuta , all’interno del Convento di Sant’Antonio di Milano. Il bisogno, come una doccia o un pasto caldo è solo il punto di partenza di un cammino più ampio non solo da parte dei bisognosi, ma anche da parte nostra. La vita è fatta di relazioni e le relazioni non hanno scadenza, ci sono persone che vengono da noi da tanti anni e con queste siamo cresciuti e continuiamo a tenerci in contatto. In un periodo in cui la socialità è pericolosa per la salute pubblica, come è cambiata la vostra attività al centro Milano Aiuta ? «Questa è la cosa più difficile per noi. Prima della pandemia, chi veniva qui passava dal centro e, così, iniziavamo a conoscere la sua storia. Nonostante ciò, mi è rimasta impressa la storia di un ragazzo italiano che ha sempre viaggiato molto per l’Italia e per l’Europa, vivendo il lavoro come unica via di fuga e riscatto e tralasciando alcune dimensioni della propria vita, come la dimensione relazionale. Quello che ci aspettiamo è che la nostra modalità di aiuto diventi una modalità condivisa, puntando sempre più a una capillarità.

 

#eCatt, le risorse per continuare a studiare nella fase 2

Fino alla fine del secondo semestre, dunque, lezioni e seminari, esami di profitto e prove finali delle tesi di laurea e di dottorato proseguiranno nelle modalità utilizzate finora . Tutte le informazioni dettagliate sullo svolgimento della prova finale e degli esami sono riportate nell’ apposita pagina del sito Unicatt. In particolare, gli esami di profitto continueranno a tenersi da remoto ed eventuali modalità specifiche saranno comunicate dal preside, per l’intera facoltà, o dai professori, per i singoli appelli. Salvo diverse disposizioni, i calendari accademici sono confermati, così come il ricevimento studenti che continuerà a svolgersi a distanza. Per i dettagli, si può consultare la pagina dedicata delle biblioteche dei diversi campus: Milano , Brescia , Piacenza-Cremona e Roma . Ricordiamo, inoltre che, per “navigare” tra le risorse elettroniche della biblioteca, spesso organizzate in grandi quantità all’interno di piattaforme editoriali complesse, si è scelto di utilizzare LibGuides , lo strumento informativo online più diffuso a livello mondiale tra le biblioteche accademiche e gli editori scientifici. Altri servizi fondamentali, come Polo studenti, librerie, stage e placement, orientamento, area internazionale, attività post laurea , continueranno a essere garantiti da remoto, salvo indifferibili esigenze che richiedano la presenza fisica, da gestire esclusivamente su appuntamento.

 

Il rabbino, l’imam e il vescovo, in dialogo sull’economia

Il dibattito Il rabbino, l’imam e il vescovo, in dialogo sull’economia Un esercizio di confronto tra le tre grandi religioni monoteiste, quello realizzato da Alfonso Arbib, Yahya Pallavicini e monsignor Claudio Giuliodori . Tutti d’accordo sul ruolo delle religioni per il risveglio delle coscienze by Paolo Ferrari | 22 maggio 2020 L’Università Cattolica come spazio di dialogo tra culture e religioni diverse, consapevoli che incontro e dialogo siano le strade migliori per comprendere il mondo che ci circonda. Serve un intervento collettivo, dello Stato, che deve stabilire che chi ha di più aiuti chi ha di meno, ed è ciò che si chiama solidarietà». L’iman Yahya Pallavicini ha avanzato la proposta di realizzare un documento condiviso tra le religioni in vista del G20 di ottobre per sollecitare i grandi del mondo a tenere in conto la crisi, le conseguenze per Paesi ricchi e Paesi poveri e il riferimento al bene comune. Un’economia che non deve essere discriminatoria verso la religione e religioni che modifichino le esigenze nei confronti di una realtà che è cambiata. Il vescovo Giuliodori, tracciando un percorso che da due secoli di Dottrina sociale della Chiesa arriva alle encicliche di Francesco, Evangelii Gaudium e Laudato si’, ha mostrato la visione cristiana dell’economia, della società, della finanza e dell’ambiente. Secondo monsignor Giuliodori, le grandi religioni si ritrovano nello stabilire un riverbero nella società umana per respingere tutto ciò che c’è di riduttivo e che porta alla cultura dello scarto.

 

Ricciardi, non abbiamo imparato la lezione

Nella situazione che stiamo tutti vivendo – ha proseguito il professor Ricciardi, professore di Igiene dell’Università Cattolica e consulente del ministro della Salute per il coordinamento con le istituzioni sanitarie internazionali – è ancora presto per dire che siamo fuori dall’emergenza. La lezione che abbiamo imparato finora è che non bisogna assolutamente allentare la guardia, come accadde durante l’epidemia dell’influenza spagnola nel secolo scorso quando la seconda ondata fu peggiore della prima poiché caratterizzata non solo dall’impatto del virus sul corpo delle persone, ma soprattutto sulla psiche. Negli Instant Report su Covid-19 che l’Altems diffonde ogni settimana abbiamo analizzato le varie risposte delle Regioni italiane, comprendendo che ognuna di esse ha risposto con il proprio modello organizzativo e con le risorse al momento disponibili. Nel nostro Paese – ha risposto Ricciardi - la regionalizzazione non garantisce a tutti i cittadini una risposta adeguata ai bisogni di salute e sicurezza, specialmente quando occorre viaggiare per raggiungere strutture che in una Regione non ci sono. Il Servizio Sanitario Nazionale è arrivato a questa pandemia con alcune Regioni in condizioni quasi disperate nelle quali l’accesso ai servizi non poteva essere garantito ai cittadini: da qui l’esplosione della spesa sanitaria nazionale che ha provocato disomogeneità e grande indebolimento. Il problema reale è che oggi questo assetto sancito dalla Costituzione genera una grande frammentazione sociale che crea disuguaglianze anche “in tempo di pace”, ma che in tempo di pandemia genera frammentazione delle decisioni ed enormi ostacoli alle cure. Lasciare alle Regioni la responsabilità di prendere decisioni dimostra che questa lezione non l’abbiamo ancora imparata e lo capiremo quando il virus si muoverà nelle maglie delle differenze regionali, soprattutto quando sarà maggiore la mobilità.

 

Al lavoro dopo Covid-19, cosa ci attende

Due webinar il 6 e 15 maggio con diretta streaming sull’home page del campus di Roma by Federica Mancinelli | 04 maggio 2020 Il mondo del lavoro cambia più rapidamente del previsto per effetto dell’emergenza sanitaria. Come cambierà il mondo del lavoro una volta superata l’emergenza? L’abbiamo chiesto al professor Marco Marazza , docente di Diritto del lavoro alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica. Poi, superata l’emergenza, resterà comunque diversa perché sia le imprese che i lavoratori potrebbero avere interesse a consolidare un nuovo assetto, tendenzialmente definitivo, che valorizzi flessibilità degli orari e lavoro da casa». Basti pensare al fatto che per lavorare senza vincoli di spazio e luogo è ragionevole discutere di sistemi di controllo del lavoro a distanza efficaci e sostenibili. Nella fase emergenziale si dovrà utilizzare la cassa integrazione oppure potranno essere utili accordi sindacali che riducono gli orari di lavoro per distribuire tra più persone il lavoro». Quali saranno i temi particolari che verranno affrontati nei due webinar del 6 e 15 maggio? «Oggi siamo giustamente concentrati sugli strumenti di tutela della salute dei lavoratori che tornano in azienda. Anzi, il mio augurio è che tutto ciò possa avvenire in piena collaborazione tra tutti i professori di diritto del lavoro di questo grande Ateneo, con approccio interdisciplinare e culturalmente aperto.

 

Dopo Covid, webinar con Walter Ricciardi

Nei miei due ultimi libri avevo documentato con inequivocabili dati demografici, epidemiologici, economici ed organizzativo-gestionali l’arrivo di una Tempesta perfetta che avrebbe fatto naufragare il nostro SSN e descritto la vera e propria Battaglia per la salute che avrebbero dovuto ingaggiare i cittadini per curarsi. Il nostro sistema sanitario è arrivato esangue a questa sfida , depauperato di migliaia di medici ed infermieri non sostituiti, di posti letto eliminati, di attrezzature non rinnovate, di organizzazioni sanitarie non adeguatamente gestite, di finanziamenti ridotti al lumicino. In un contesto in cui, da un lato disoccupazione e povertà faranno aumentare la domanda di servizi sanitari e dall’altro i bilanci pubblici continueranno ad essere limitati in termini di risorse disponibili, gli effetti della crisi sulla salute rischiano di diventare sempre più evidenti col passare del tempo. La sfida più importante che oggi si possa raccogliere è riuscire a vedere questa crisi come un’opportunità per introdurre riforme del sistema sanitario e, più in generale, del sistema di sicurezza sociale. Da un punto di vista di benessere collettivo la strategia ottimale dovrebbe essere quella di disegnare politiche sanitarie che siano “dinamicamente efficienti”, che vuol dire creare oggi le migliori condizioni per operare meglio domani. Adottare un tale approccio significherebbe, quindi, anche guardare alla spesa sanitaria (o a una larga parte di essa) più in termini di spesa per investimenti che di parte corrente. Il professor Ricciardi dialogherà con il professor Americo Cicchetti , docente di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia (campus di Roma) dell’Università Cattolica e Direttore di Altems, sui temi principali emersi dall’emergenza sanitaria mondiale.

 

Poche iniziative anti Covid extra ospedale

Si tratta di una iniziativa dell’ Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma, di confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale, per la prima volta prendendo in considerazione 19 Regioni italiane e 2 Province Autonome. Diffusione dell’uso dei tamponi diagnostici Le Regioni continuano a differenziarsi in termini di strategia di ricerca del virus attraverso i tamponi, anche se il trend nazionale è in crescita: rispetto alla settimana scorsa in Italia il tasso per 100.000 abitanti è passato da 6,52 a 7,07 . Il tasso settimanale più basso si registra in Sicilia (è di 2,74 tamponi per mille abitanti nell’ultima settimana); il tasso più alto si registra nella PA di Trento (23,03 per mille abitanti) subito dopo la Valle d’Aosta con 15,37 per mille abitanti. I grafici implementati nel Rapporto#7, mettono in evidenza che la Regione con maggiore incidenza settimanale è la Lombardia (42 casi ogni 100.000 abitanti), ma effettua un numero di tamponi per 1000 abitanti pari a quelli della Toscana in cui l’incidenza è di 5 casi ogni 100.000). Continua l’implementazione di soluzioni di telemedicina: il trend di crescita del numero totale delle iniziative avviate dalle singole aziende è oltre il 15% in più rispetto alla settimana scorsa (totale attuale 127) . Accanto ai nuovi indicatori, il Rapporto continua a offrire l’aggiornamento di alcuni indicatori selezionati tra quelli che hanno caratterizzato il modello di risposta delle Regioni nella Fase 1 della pandemia. Grazie ai nuovi indicatori si prenderanno in considerazione aspetti relativi alle modalità prescelte per la tracciatura del contagio, per la realizzazione dei test sierologici tra le Regioni nonché le modalità di separazione dei flussi tra pazienti Covid-19 e pazienti non Covid-19 nell’ambito delle strutture ospedaliere e territoriali.

 

Cecilia suona per la città travolta dal Covid

Coronavirus Cecilia suona per la città travolta dal Covid La studentessa del terzo anno di Economia e management internazionale, con una passione per il pianoforte da quando è bambina, dedica a Piacenza "Nuvole Bianche". Ho suonato per me stessa, per i miei vicini e per tutti quelli che avrebbero rivisto il video sui miei canali social, per trasmettere vicinanza in questo momento critico per l’Italia e per Piacenza in particolare». Ho voluto mostrare la mia solidarietà alle persone che soffrono e a chi rischia anche la propria vita, portando un messaggio di speranza. La musica come un ponte che congiunge i momenti difficili che abbiamo passato con il futuro che ci aspetta, in cui potremo tornare alla nostra quotidianità e a riabbracciare i nostri affetti». Alcuni mi hanno ringraziato, altri si sono aperti con me e mi hanno raccontato della loro situazione e di quello che stanno passando e delle emozioni che hanno provato sentendomi suonare, soprattutto le persone che stanno passando questi giorni di quarantena in solitudine». Cecilia in questi giorni sta seguendo le lezioni online, sta studiando per la sessione d’esame in arrivo e intanto prepara la tesi di laurea. E anche la vita sociale non si ferma, seppur in forma virtuale: «Con i miei compagni ci organizziamo e facciamo spesso video chiamate per svolgere i lavori di gruppo e studiare insieme».

 

La solidarietà dei medici Unicatt ha i colori dell’Africa

Dieci tra ginecologi, pediatri, pneumologi del Gemelli insieme a fisici e ingegneri dell’Università di Trento che lavorano sull’intelligenza artificiale hanno predisposto un protocollo formativo per supportare medici e operatori sanitari in loco nell’utilizzo dell’ecografo al fine di verificare le condizioni dei polmoni dei pazienti. L’uso di questo strumento, in molti casi disponibile negli ospedali africani per monitorare le donne in gravidanza, può essere convertito in questa situazione di emergenza anche per valutare le problematiche respiratorie dei pazienti che presentano sintomi da Covid. Tutti i professori e colleghi dell’ateneo sono invitati a segnalare i propri contatti in Africa che potrebbero avere competenze ecografiche e essere interessati a questo progetto in modo da poterli contattare e inserire tra i partecipanti agli incontri online. Ma al di là degli aspetti tecnici «per noi l’obiettivo principale è svolgere queste due giornate in contatto con tutti i colleghi che parteciperanno, prenderci tempo per stare con loro e interagire, insomma far sentire loro che noi ci siamo» - ha aggiunto la dottoressa Testa. Per esempio nel caso di persone che sono positive ma che tramite l’ecografo si stabilisce abbiano i polmoni in ottime condizioni, si può decidere di lasciarle tornare a casa oppure di tenerle in osservazione in un’area apposita - ha aggiunto la ginecologa. E ancora per quanto riguarda le donne in gravidanza si può fare una tac di controllo ma non ripeterla spesso, ecco che l’ecografia dice se si è passati da un caso parzialmente compromesso a un caso abbastanza risolto». Questo progetto è un esempio di formazione resiliente e una testimonianza della capacità dell’ateneo di utilizzare gli strumenti didattici online uniti alle competenze professionali per concretizzare il valore della solidarietà.

 

La spesa del dopo Covid? Più consapevole

Lo studio La spesa del dopo Covid? Più consapevole Secondo uno studio degli studenti di Food Marketing, il Covid-19 ci restituirà un consumatore più razionale: acquisterà maggiormente online (72%), soprattutto “made in Italy” (78%) e solo prodotti indispensabili (74%). Così definisce il tempo del dopo Covid il professor Sebastiano Grandi che, con i suoi studenti della laurea magistrale, ha condotto uno studio sui consumatori e sulle imprese industriali e commerciali del largo consumo da cui emergono alcuni insights interessanti sul “consumatore del futuro”. Questo fenomeno non ha solo un impatto sulle modalità di gestione dell’emergenza sanitaria, sulle situazioni di convivenza civile, sul mercato del lavoro, sugli equilibri economici, sulla percezione della società e delle istituzioni ma anche sui comportamenti di acquisto e di consumo dei cittadini. Tali cambiamenti sono certamente stimolati da nuove regole di comportamento dettate dalle prescrizioni che di volta in volta sono contenute nei decreti ministeriali che vengono quasi quotidianamente pubblicati e/o aggiornati, ma sono destinati a modificare in modo strutturale i nostri stili di vita e anche di consumo. Questi comportamenti, certamente dovuti ai limiti alla circolazione imposti dai diversi DPCM, sono destinati a consolidarsi nel solco di una nuova epoca di pragmatismo di acquisto e di consumo che è connessa alla crescente consapevolezza della fragilità del nostro modello di vita. Si tratterà di un consumatore/shopper che acquisterà maggiormente online (72%), che cercherà maggiormente prodotti “made in Italy” (78%), che acquisterà solo prodotti indispensabili (74%) e che sarà più attento alla pulizia dei luoghi e delle persone (86%). In definitiva, l’eredità che il Coronavirus lascerà alla nostra società e ai nostri comportamenti dipenderà dalla capacità di ciascuno di noi di trasformare la paura in desiderio di condivisione, la consapevolezza in coraggio e l’individualismo in senso di comunità.

 

PodCatt, gli studenti parlano alla radio d’Ateneo

Studenti PodCatt, gli studenti parlano alla radio d’Ateneo Un progetto di Almed e Direzione comunicazione dell’Università Cattolica, con il contributo di Voicecatt, ha portato on air la vita universitaria. La situazione eccezionale ha imposto una rivisitazione del progetto che non ha potuto essere presentato con le modalità previste in origine e ha richiesto un adattamento grazie agli strumenti online a disposizione in smart working. La radio, lo sappiamo, già da qualche anno è tornata a far parlare di sé: per la crescita degli ascolti, per la capacità di entrare in relazione con i pubblici più giovani, per la sperimentazione dei linguaggi e dei formati - dichiara la direttrice di Almed, Mariagrazia Fanchi -. Il nostro progetto di avvicinamento al linguaggio radiofonico parte da workshop e laboratori aperti a tutti gli studenti per approdare al master Fare Radio , in collaborazione con Radio Italia. Sono molti i soggetti che hanno creduto nella sperimentazione di questo format radiofonico come sottolinea Matteo Tarantino , coordinatore delle “Voci degli studenti” e docente di Media e reti sociali in Cattolica: «Il progetto rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione creativa fra studenti, docenti e Ateneo. La sua realizzazione è interamente merito del talento dell’associazione Voicecatt, studenti di diverse facoltà capitanati da Ettore Bertolotti, che aveva già dato prova delle sue capacità collaborando con l’ateneo per PodCatt sull’antologico VoiceCatt Selection. Questo progetto raccoglie le voci fresche e piene di una contagiosa vitalità che i giovani sanno trovare anche nelle difficoltà e sanno trasmettere agli adulti.

 

Politiche attive per i giovani per sostenere i sogni minati dal Covid

In particolare, sono proprio i giovani del nostro Paese coloro che più di tutti gli altri coetanei europei hanno abbandonato - e non semplicemente posticipato - i propri progetti di vita, almeno nel breve termine. In particolare, per quanto riguarda l’intenzione di andare a convivere, sposarsi e avere figli, lo scarto arriva oltre i 20 punti percentuali con i giovani tedeschi, i più ottimisti nella possibilità di lasciare pressoché immutati - o solo posticipati - i propri piani. Tra chi, a inizio 2020, prendeva in considerazione la possibilità di concepire un figlio entro l’anno, ad aver messo da parte (momentaneamente ma a tempo indeterminato) tale intenzione è il 36,5% degli italiani, contro il 14,2% dei tedeschi (il 29,2% degli spagnoli, il 19,2% dei britannici e il 17,3% percento dei francesi). Davanti a questa sfida i giovani intravedono, infatti, anche delle opportunità (con una fiducia più alta tra le ragazze) e hanno scoperto una capacità di far fronte ai cambiamenti che non immaginavano: questo sentimento va incoraggiato a diventare energia positiva per il paese». Una considerazione condivisa anche da Laura Linda Sabbadini , direttrice centrale per gli studi e la valorizzazione tematica nell’area delle statistiche sociali e demografiche Istat: «In Italia abbiamo più rinuncia di fronte ai progetti di vita ma nello stesso tempo anche più attivazione rispetto agli altri Paesi. Come sostiene Corrado Bonifazi , demografo e dirigente di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche-Istituto di Ricerche sulla popolazione e le politiche sociali, che ritiene la ricerca tempestiva e originale «non siamo di fronte al pessimismo da bamboccioni, ma alla valutazione razionale dei giovani italiani». Non dobbiamo dimenticarci - afferma - che viviamo una società più classista di quanto vogliamo ammettere, perché ci sono persone che hanno accesso a una formazione anche internazionale e altri che non ce l’hanno.

 

Dai chiostri alle stampanti 3D: le visiere anti-Covid di Arianna

CORONAVIRUS Dai chiostri alle stampanti 3D: le visiere anti-Covid di Arianna Con il progetto “We Can Help” la studentessa di Beni Culturali assieme ai suoi amici ha già assemblato oltre un migliaio di protezioni per aiutare a combattere la pandemia 28 aprile 2020 «Come posso rendermi utile in questa emergenza?». Da una semplice domanda Arianna Molinari , studentessa di Scienze dei Beni Culturali nella sede di Milano, ha fatto nascere con i suoi amici una realtà che sta aiutando Varese e il suo territorio a fronteggiare la crisi sanitaria. Si chiama “We Can Help”: sono una decina di ragazzi che con le loro stampanti 3D producono visiere per il personale sanitario impegnato in prima linea nella lotta all’epidemia che ha bloccato il mondo. L’idea è nata dalla stampante 3D che Arianna ha fatto a Nicolò Broggin i, il suo ragazzo nonché giovane ingegnere meccanico. La scintilla è stato un servizio al telegiornale che raccontava della possibilità di stampare visiere; rimboccarsi le maniche è stata una conseguenza praticamente automatica. È un bel mix: ingegneri, fisioterapisti, matematici e un altro studente Unicatt, Andrea Menon , studente di Linguaggi dei Media che ha scelto di unirsi al gruppo dopo aver perso suo padre a causa del Coronavirus. Avevo da un po’ l’idea di fare una donazione ma mettermi in gioco in prima persona, vedere che gli oggetti che facciamo aiutano concretamente chi combatte il virus è una cosa che riempie il cuore».

 

Giovani medici in prima linea

Roma Giovani medici in prima linea Arturo Ciccullo è uno specializzando in Malattie infettive e tropicali della facoltà di Medicina e chirurgia, attualmente dirigente medico al Columbus Covid-2 Hospital, l’ospedale interamente dedicato all’emergenza Coronavirus. Nemmeno, per quanto sempre pronti e educati, nelle aule e in tirocinio, a prepararsi a ogni “allerta”, i medici più giovani, particolarmente i neolaureati, in questa emergenza direttamente "in campo" senza dover sostenere l'esame di abilitazione. Abbiamo raccolto alcune delle loro storie Iniziamo il nostro viaggio dai medici in servizio nell'Unità Operativa Complessa di Malattie infettive della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, diretta dal professor Roberto Cauda , docente di Malattie infettive all'Università Cattolica. Vi è sicuramente la preoccupazione per lo stato di emergenza e per la salute dei propri cari, unita però alla voglia di farsi trovare pronti al fine di assistere al meglio i pazienti. Io personalmente sono stato assegnato a un reparto di degenza interamente dedicato a pazienti con Covid-19 e mi sono trovato quindi a fronteggiare in prima persona la malattia e ad assistere questi malati che hanno bisogni assistenziali peculiari e differenti rispetto a quelli con cui eravamo abituati a confrontarci. Due giorni fa, mentre accoglievo in reparto un paziente proveniente dal pronto soccorso, mi ha rivelato che la notte precedente suo padre era morto presso un altro nosocomio della stessa malattia e che lui non aveva avuto l’opportunità né di sentirlo né di vederlo negli ultimi giorni. Cosa sta imparando e cosa pensa che ci lascerà questa esperienza, come professionisti e come persone? «Lavorare in questo contesto emergenziale, sta contribuendo a plasmare la mia figura professionale sia dal punto di vista scientifico che umano.

 

Webinar su Covid e responsabilità medica

Le conclusioni sono state affidate a Mario Savini Nicci , avvocato civilista e docente della Scuola Specializzazione in Medicina Legale all’Università Cattolica. webinar #covid #responsabilita' medica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Stress e coesione per le famiglie al tempo del Covid

RICERCA Stress e coesione per le famiglie al tempo del Covid Secondo una ricerca degli psicologi del Centro di ateneo Studi e ricerche sulla famiglia della Cattolica il 71% degli intervistati rileva una maggiore coesione tra i componenti dei nuclei familiari. Anche la coppia sembra essere una risorsa importante by Emanuela Gazzotti | 27 aprile 2020 Una famiglia più forte e coesa nel 61% dei casi e al tempo stesso sospesa tra le dimensioni del “dentro” e del “fuori”. È il quadro che emerge dalla ricerca La Famiglia al tempo del COVID19 , condotta da un gruppo di ricercatori psico-sociali del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica, insieme alla società Human Highway che ha curato la messa in rete e la raccolta dei dati. La ricerca ha coinvolto 3000 soggetti in Italia di età compresa tra i 18 e gli 85 anni, equidistribuiti per sesso e regione di residenza e rappresentativi di quella ampia fascia di popolazione che ha accesso a internet almeno una volta alla settimana (circa 40 milioni di persone). I livelli di stress più elevati riguardano le famiglie con figli piccoli o adolescenti in casa (61%), le famiglie monocomponenti (58%) e le coppie senza figli (51%) - ha dichiarato Camillo Regalia , psicologo e direttore del Centro di Ateneo». Questo vale particolarmente per le famiglie che hanno figli lontano da casa (71%) che compensano la separazione con un incremento di intimità a distanza, mentre è ridotta per chi vive da solo (51%), che avverte probabilmente in maniera più evidente la solitudine. Circa due terzi delle famiglie non si sono sentite supportate nell'affrontare questa fase critica: il sovraccarico di responsabilizzazione per il gran numero di attività ricadute all’interno della famiglia si è tramutato spesso in una delega a trovare soluzioni alla gestione della complessità.

 

Ssn, nuova governance dalla lotta al Covid

Oggi si parla molto di posti letto in terapia intensiva anche come variabile che influenzerà l’intensità e velocità del processo di ritorno alla normalità. La terapia intensiva non è una cattedrale nel deserto ma è uno spazio di cura e assistenza all’interno di un ospedale dove esistono diverse altre aree di degenza come, ad esempio, degenza ordinaria, sub-intensiva, riabilitazione, lungodegenza. Inoltre – cosa forse ancora più importante – l’ospedale si trova all’interno di un sistema di assistenza territoriale che dovrebbe garantire una medicina preventiva e di prossimità. Per governare queste interdipendenze è necessario fare rete , che è la nostra seconda parola chiave. Nonostante il sentire comune, dati e ranking internazionali ci dicono che il nostro sistema sanitario è mediamente molto efficiente, cioè il rapporto tra risorse utilizzate e risultati sia di output (volumi di produzione) che di outcome (risultati di salute) è molto soddisfacente. È però importante nel disegno e ri-progettazione dei nostri servizi sanitari tenere in considerazioni altre dimensioni quali flessibilità; capacità di risposta, capacità di gestire le emergenze e, non da ultimo, equità di accesso. docente di Economia aziendale e coordinatore del corso di laurea triennale in Economia e Gestione dei servizi, facoltà di Economia , sede di Roma.

 

«Il Covid conferma che si è medici per missione»

Giovani medici in prima linea «Il Covid conferma che si è medici per missione» Francesco Beghella Bartoli , medico specialista in Radioterapia oncologica al Policlinico Gemelli, racconta la sua attività al tempo del Coronavirus. Alla luce dell’alto numero di pazienti che quotidianamente frequentano il nostro Centro, al fine di permettere la prosecuzione dei trattamenti, si è reso necessario proteggere loro e tutti gli operatori sanitari da questo nemico invisibile. Inoltre è in fase di avvio un progetto che ha lo scopo di monitorare a distanza gli operatori sanitari e i pazienti in trattamento facendoli sentire meno soli in una fase emergenziale come questa. Sarà difficile per me dimenticare il volto pieno di sconforto del figlio di un nostro paziente che non ha potuto dare l’ultimo saluto a suo papà prima che questi morisse per una polmonite sospetta per Covid-19. Qual è il messaggio che un giovane medico, in un’esperienza improvvisa, nuova e sfidante, vuol lasciare ai tanti ragazzi che ora, ancor di più aspirano a diventare medici e infermieri? «Ai tanti che stanno studiando posso dire che dai testi alla pratica molte cose cambiano. L’importante è affrontare tutto con fermezza, preparazione e forza d’animo e tenere a mente in ogni circostanza (emergenziale o ordinaria che sia) qual è il fine ultimo della nostra professione: assistere e prendersi cura dell’altro». Ultimo di una serie di articoli dedicati ai nostri medici in prima linea nella lotta al Coronavirus #medici in prima linea #medicina #covid Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Università Cattolica: Safety provisions for Phase 2

However, the University is actively working to ensure the necessary safety standards for students, lecturers and technical-administrative staff in full compliance with government regulations. In order to best fulfill these objectives, among the first in Italy Università Cattolica has adopted a health security protocol to guarantee community protection measures . In order to maintain social distancing - also made possible by an agile work plan put in place by the University for the entire university community - a logistical reorganisation of the spaces is underway. In the Milan campus at the main entrance of Largo Gemelli, as well as in Via Necchi 5 and 7, and in Sant'Agnese - and soon in all the locations - body temperature control is being activated. The security staff equipped with the necessary sanitary devices - masks, gloves and facial protection by means of a protective screen - with special scanner thermometers checks the temperature. For the central office, the main entrance will be Largo Gemelli 1 and the exit via Necchi 2. Classroom teaching will be resumed as soon as possible, but the participation of students will be limited by an app through which they can book their place in the classroom on the basis of chronological and alphabetical criteria.

 

Loris, contro il Covid un gioco di squadra

Da un giorno all’altro mi sono trovato catapultato, senza alcun preavviso, in una nuovissima realtà, ad affrontare una patologia che, come sappiamo, non è ben conosciuta». Quello che mi sono ritrovato a fare non è perfettamente attinente alla mia specialità» afferma: «Sono un gastroenterologo e, fino al giorno prima, avevo svolto attività endoscopica e ambulatoriale presso il Cemad, lavorando soprattutto con pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici). Mi sono, quindi, trovato ad affrontare una patologia nuova e anche un’organizzazione di reparto completamente inedita in cui era necessario prestare la massima attenzione a isolarsi, vestirsi, svestirsi, ogni volta; con una serie di misure a cui non ero abituato e che in passato non avevo vissuto». Ciò ha fatto sì che il reparto in cui ho lavorato sia diventato la mia famiglia: i colleghi, gli infermieri, tutto il personale, gli stessi pazienti sono tutti diventati le sole persone con cui vivevo ogni giorno, una seconda famiglia che viveva le mie stesse sensazioni ed emozioni». Qual è il ricordo che lei porterà con sé al termine di questa esperienza? «Il ricordo che porterò con me negli anni è quello di una situazione unica, incredibile, totalmente straordinaria, senza alcun precedente nella nostra storia. Era difficile entrare in sintonia quanto volevo a causa di una barriera fisica fra noi. Lo sguardo annebbiato, la mascherina inumidita dal respiro sono le sensazioni che ricorderò di più perché erano le cose che meno sopportavo e che rendevano il lavoro ancora più difficile». Al termine di questo suo personale impegno, qual è l’insegnamento più grande? «Sicuramente quello di capire, ancor di più, l’importanza e l’unicità del lavoro che facciamo.

 

#Viciniadistanza, così le università italiane reagiscono alla crisi

COVID-19 #Viciniadistanza, così le università italiane reagiscono alla crisi Il mondo accademico del nostro Paese ha saputo adattarsi e affrontare l'emergenza Coronavirus: per tornare rinnovato, più forte e con più strumenti di prima. Il video della CRUI 24 aprile 2020 Gli atenei italiani non si sono piegati all'emergenza Coronavirus. E lo hanno dimostrato con una clip realizzata dalla CRUI , la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane , per dimostrare come il mondo accademico del nostro Paese, grazie alla didattica a distanza, ha saputo affrontare la crisi causata dalla pandemia. Perché l'università è una comunità sociale fatta di menti, di persone, di relazioni che si sono sapute adattare attingendo alla propria creatività con l'obbligo morale di continuare a essere una comunità. “Per continuare a stare vicini, a distanza. E tornare rinnovati, più forti di prima e con più strumenti di prima” #crui #coronavirus #covid-19 #ecatt Facebook Twitter Send by mail Print.

 

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