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Università Cattolica: Safety provisions for Phase 2

However, the University is actively working to ensure the necessary safety standards for students, lecturers and technical-administrative staff in full compliance with government regulations. In order to best fulfill these objectives, among the first in Italy Università Cattolica has adopted a health security protocol to guarantee community protection measures . In order to maintain social distancing - also made possible by an agile work plan put in place by the University for the entire university community - a logistical reorganisation of the spaces is underway. In the Milan campus at the main entrance of Largo Gemelli, as well as in Via Necchi 5 and 7, and in Sant'Agnese - and soon in all the locations - body temperature control is being activated. The security staff equipped with the necessary sanitary devices - masks, gloves and facial protection by means of a protective screen - with special scanner thermometers checks the temperature. For the central office, the main entrance will be Largo Gemelli 1 and the exit via Necchi 2. Classroom teaching will be resumed as soon as possible, but the participation of students will be limited by an app through which they can book their place in the classroom on the basis of chronological and alphabetical criteria.

 

Università Cattolica, le misure di sicurezza per la fase 2

Ateneo Università Cattolica, le misure di sicurezza per la fase 2 L’Ateneo si è dotato di un protocollo di sicurezza sanitaria grazie a una task force multidisciplinare e alle competenze della facoltà di Medicina e del Policlinico Gemelli, in prima linea con un proprio Covid Hospital. Per adempiere al meglio a questi obiettivi l’Università Cattolica si è dotata, tra le prime in Italia, di un protocollo di sicurezza sanitaria per garantire le misure di tutela comunitarie . Nel campus di Milano all’ingresso principale di Largo Gemelli, come pure di via Necchi 5 e 7, e di Sant’Agnese – e presto in tutte le sedi dislocate – è attivato il controllo della temperatura corporea. Tutto ciò rientra nel piano #eCatt , la nuova struttura a supporto della fruizione delle lezioni che attraverso iniziative e strumenti digitali consente agli studenti di portare avanti in sicurezza e tranquillità il loro percorso di studi e le attività finalizzate alla formazione. sicurezza #covid #protocollo #misure Facebook Twitter Send by mail Print LA LETTERA DEL DIRETTORE AMMINISTRATIVO L’Università Cattolica del Sacro Cuore, come tutto il sistema universitario, si è trovata a fronteggiare una grave emergenza di sanità pubblica internazionale riferita al contagio da SARS-CoV-2. Applicando tutti i principi utili per assicurare tale salvaguardia, in attuazione delle disposizioni legislative che hanno circoscritto la necessità di garantire i servizi essenziali e di pubblica utilità, è stata disposta la sospensione di tutte le attività didattiche e lavorative in presenza, sostituendole progressivamente con modalità da remoto. Con specifico riferimento alla situazione di emergenza in corso, la partecipazione a detto Consiglio è allargata alle Rappresentanze sindacali di Ateneo, ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) delle Sedi e ai Medici competenti delle Sedi.

 

Ricciardi, non abbiamo imparato la lezione

Nella situazione che stiamo tutti vivendo – ha proseguito il professor Ricciardi, professore di Igiene dell’Università Cattolica e consulente del ministro della Salute per il coordinamento con le istituzioni sanitarie internazionali – è ancora presto per dire che siamo fuori dall’emergenza. La lezione che abbiamo imparato finora è che non bisogna assolutamente allentare la guardia, come accadde durante l’epidemia dell’influenza spagnola nel secolo scorso quando la seconda ondata fu peggiore della prima poiché caratterizzata non solo dall’impatto del virus sul corpo delle persone, ma soprattutto sulla psiche. Negli Instant Report su Covid-19 che l’Altems diffonde ogni settimana abbiamo analizzato le varie risposte delle Regioni italiane, comprendendo che ognuna di esse ha risposto con il proprio modello organizzativo e con le risorse al momento disponibili. Nel nostro Paese – ha risposto Ricciardi - la regionalizzazione non garantisce a tutti i cittadini una risposta adeguata ai bisogni di salute e sicurezza, specialmente quando occorre viaggiare per raggiungere strutture che in una Regione non ci sono. Il Servizio Sanitario Nazionale è arrivato a questa pandemia con alcune Regioni in condizioni quasi disperate nelle quali l’accesso ai servizi non poteva essere garantito ai cittadini: da qui l’esplosione della spesa sanitaria nazionale che ha provocato disomogeneità e grande indebolimento. Il problema reale è che oggi questo assetto sancito dalla Costituzione genera una grande frammentazione sociale che crea disuguaglianze anche “in tempo di pace”, ma che in tempo di pandemia genera frammentazione delle decisioni ed enormi ostacoli alle cure. Lasciare alle Regioni la responsabilità di prendere decisioni dimostra che questa lezione non l’abbiamo ancora imparata e lo capiremo quando il virus si muoverà nelle maglie delle differenze regionali, soprattutto quando sarà maggiore la mobilità.

 

Il rabbino, l’imam e il vescovo, in dialogo sull’economia

Il dibattito Il rabbino, l’imam e il vescovo, in dialogo sull’economia Un esercizio di confronto tra le tre grandi religioni monoteiste, quello realizzato da Alfonso Arbib, Yahya Pallavicini e monsignor Claudio Giuliodori . Tutti d’accordo sul ruolo delle religioni per il risveglio delle coscienze by Paolo Ferrari | 22 maggio 2020 L’Università Cattolica come spazio di dialogo tra culture e religioni diverse, consapevoli che incontro e dialogo siano le strade migliori per comprendere il mondo che ci circonda. Serve un intervento collettivo, dello Stato, che deve stabilire che chi ha di più aiuti chi ha di meno, ed è ciò che si chiama solidarietà». L’iman Yahya Pallavicini ha avanzato la proposta di realizzare un documento condiviso tra le religioni in vista del G20 di ottobre per sollecitare i grandi del mondo a tenere in conto la crisi, le conseguenze per Paesi ricchi e Paesi poveri e il riferimento al bene comune. Un’economia che non deve essere discriminatoria verso la religione e religioni che modifichino le esigenze nei confronti di una realtà che è cambiata. Il vescovo Giuliodori, tracciando un percorso che da due secoli di Dottrina sociale della Chiesa arriva alle encicliche di Francesco, Evangelii Gaudium e Laudato si’, ha mostrato la visione cristiana dell’economia, della società, della finanza e dell’ambiente. Secondo monsignor Giuliodori, le grandi religioni si ritrovano nello stabilire un riverbero nella società umana per respingere tutto ciò che c’è di riduttivo e che porta alla cultura dello scarto.

 

#eCatt, le risorse per continuare a studiare nella fase 2

Fino alla fine del secondo semestre, dunque, lezioni e seminari, esami di profitto e prove finali delle tesi di laurea e di dottorato proseguiranno nelle modalità utilizzate finora . Tutte le informazioni dettagliate sullo svolgimento della prova finale e degli esami sono riportate nell’ apposita pagina del sito Unicatt. In particolare, gli esami di profitto continueranno a tenersi da remoto ed eventuali modalità specifiche saranno comunicate dal preside, per l’intera facoltà, o dai professori, per i singoli appelli. Salvo diverse disposizioni, i calendari accademici sono confermati, così come il ricevimento studenti che continuerà a svolgersi a distanza. Per i dettagli, si può consultare la pagina dedicata delle biblioteche dei diversi campus: Milano , Brescia , Piacenza-Cremona e Roma . Ricordiamo, inoltre che, per “navigare” tra le risorse elettroniche della biblioteca, spesso organizzate in grandi quantità all’interno di piattaforme editoriali complesse, si è scelto di utilizzare LibGuides , lo strumento informativo online più diffuso a livello mondiale tra le biblioteche accademiche e gli editori scientifici. Altri servizi fondamentali, come Polo studenti, librerie, stage e placement, orientamento, area internazionale, attività post laurea , continueranno a essere garantiti da remoto, salvo indifferibili esigenze che richiedano la presenza fisica, da gestire esclusivamente su appuntamento.

 

Pane e parole per aiutare i poveri

Preti in prima linea Pane e parole per aiutare i poveri Fra Carlo Cavallari opera nel centro Milano aiuta del Convento di Sant’Antonio dove si offrono vari servizi alle persone più bisognose. Fra Carlo Cavallari , cultore della materia in Teologia all’Università Cattolica, parla così del suo passato, che oggi lo porta a essere membro attivo nel centro Milano Aiuta , all’interno del Convento di Sant’Antonio di Milano. Il bisogno, come una doccia o un pasto caldo è solo il punto di partenza di un cammino più ampio non solo da parte dei bisognosi, ma anche da parte nostra. La vita è fatta di relazioni e le relazioni non hanno scadenza, ci sono persone che vengono da noi da tanti anni e con queste siamo cresciuti e continuiamo a tenerci in contatto. In un periodo in cui la socialità è pericolosa per la salute pubblica, come è cambiata la vostra attività al centro Milano Aiuta ? «Questa è la cosa più difficile per noi. Prima della pandemia, chi veniva qui passava dal centro e, così, iniziavamo a conoscere la sua storia. Nonostante ciò, mi è rimasta impressa la storia di un ragazzo italiano che ha sempre viaggiato molto per l’Italia e per l’Europa, vivendo il lavoro come unica via di fuga e riscatto e tralasciando alcune dimensioni della propria vita, come la dimensione relazionale. Quello che ci aspettiamo è che la nostra modalità di aiuto diventi una modalità condivisa, puntando sempre più a una capillarità.

 

«Il Covid conferma che si è medici per missione»

Giovani medici in prima linea «Il Covid conferma che si è medici per missione» Francesco Beghella Bartoli , medico specialista in Radioterapia oncologica al Policlinico Gemelli, racconta la sua attività al tempo del Coronavirus. Alla luce dell’alto numero di pazienti che quotidianamente frequentano il nostro Centro, al fine di permettere la prosecuzione dei trattamenti, si è reso necessario proteggere loro e tutti gli operatori sanitari da questo nemico invisibile. Inoltre è in fase di avvio un progetto che ha lo scopo di monitorare a distanza gli operatori sanitari e i pazienti in trattamento facendoli sentire meno soli in una fase emergenziale come questa. Sarà difficile per me dimenticare il volto pieno di sconforto del figlio di un nostro paziente che non ha potuto dare l’ultimo saluto a suo papà prima che questi morisse per una polmonite sospetta per Covid-19. Qual è il messaggio che un giovane medico, in un’esperienza improvvisa, nuova e sfidante, vuol lasciare ai tanti ragazzi che ora, ancor di più aspirano a diventare medici e infermieri? «Ai tanti che stanno studiando posso dire che dai testi alla pratica molte cose cambiano. L’importante è affrontare tutto con fermezza, preparazione e forza d’animo e tenere a mente in ogni circostanza (emergenziale o ordinaria che sia) qual è il fine ultimo della nostra professione: assistere e prendersi cura dell’altro». Ultimo di una serie di articoli dedicati ai nostri medici in prima linea nella lotta al Coronavirus #medici in prima linea #medicina #covid Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Al lavoro dopo Covid-19, cosa ci attende

Due webinar il 6 e 15 maggio con diretta streaming sull’home page del campus di Roma by Federica Mancinelli | 04 maggio 2020 Il mondo del lavoro cambia più rapidamente del previsto per effetto dell’emergenza sanitaria. Come cambierà il mondo del lavoro una volta superata l’emergenza? L’abbiamo chiesto al professor Marco Marazza , docente di Diritto del lavoro alla facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica. Poi, superata l’emergenza, resterà comunque diversa perché sia le imprese che i lavoratori potrebbero avere interesse a consolidare un nuovo assetto, tendenzialmente definitivo, che valorizzi flessibilità degli orari e lavoro da casa». Basti pensare al fatto che per lavorare senza vincoli di spazio e luogo è ragionevole discutere di sistemi di controllo del lavoro a distanza efficaci e sostenibili. Nella fase emergenziale si dovrà utilizzare la cassa integrazione oppure potranno essere utili accordi sindacali che riducono gli orari di lavoro per distribuire tra più persone il lavoro». Quali saranno i temi particolari che verranno affrontati nei due webinar del 6 e 15 maggio? «Oggi siamo giustamente concentrati sugli strumenti di tutela della salute dei lavoratori che tornano in azienda. Anzi, il mio augurio è che tutto ciò possa avvenire in piena collaborazione tra tutti i professori di diritto del lavoro di questo grande Ateneo, con approccio interdisciplinare e culturalmente aperto.

 

Don Maurizio, il virus visto da dentro

Preti in prima linea Don Maurizio, il virus visto da dentro Parroco di una piccola parrocchia sopra il Lago Maggiore, docente di teologia a Psicologia in Unicatt, ha dovuto affrontare faccia a faccia il Covid-19 nella Rsa di cui è responsabile. Don Maurizio Medina si descrive così: un amore per Dio e per gli altri, che fin da piccolo l’ha portato a frequentare ambienti cattolici, e un forte desiderio di diventare prete, anche se «le motivazioni di quando ero piccino non sono le stesse che mi hanno portato a diventarlo. Quali attività svolge oggi? «Sono parroco di una piccola parrocchia nella zona sopra al Lago Maggiore, una comunità di 3.000 persone, insegno a un seminario di Teologia delle Religioni a Novara e sono docente di Teologia alla facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica a Milano. Gesù ne è l’esempio lampante: era un uomo con i piedi per terra, ma che aveva la capacità di parlare del mistero di Dio con enorme semplicità. Con l’avvento del Coronavirus, come sono cambiate le attività di cui si occupa? «Ciò che è cambiato più radicalmente non interessa la mia vita come prete o insegnante, ma la piccola casa di riposo dove ho un incarico di responsabilità, Fondazione Maria Grazia Taglietti. Lì abbiamo vissuto direttamente l’esperienza del virus: all’inizio si pensava che non sarebbe mai arrivato, quando è arrivato abbiamo sperato che non fosse Coronavirus, poi abbiamo cercato un colpevole e infine, quando ci siamo resi contro di esserci dentro, abbiamo detto: “dobbiamo fare qualcosa”. Terzo di una serie di articoli dedicati all’impegno dei preti assistenti pastorali o docenti di teologia dell’Università Cattolica sul fronte Coronavirus #preti #covid #teologia #anziani Facebook Twitter Send by mail Print.

 

#eCatt, our resources to continue your studies in Phase 2

Therefore, until the end of the second semester, lectures and seminars, exams and graduation sessions as well as doctoral theses will continue remotely . All detailed information on the conduct of the final exams and course exams can be found on the Unicatt website here . In particular, the exams will continue to be held remotely and any specific modalities will be communicated by the Dean, for the entire faculty, or by the professors, for each exam session. For details, you can consult the dedicated page of the libraries of the different campuses in Milan , Brescia , Piacenza-Cremona and Rome . We also remind you that, in order to "navigate" through the library's electronic resources, often organized in large quantities within complex publishing platforms, we have chosen to use LibGuides , the most widespread online information tool in the world among academic libraries and scientific publishers. Other fundamental services, such as Student Services, libraries, internships and placement, orientation, international area, post-graduate activities , will continue to be guaranteed remotely, except for unavoidable needs that require physical presence, to be managed exclusively by appointment. didattica #esami #lauree #covid-19 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Webinar su Covid e responsabilità medica

Le conclusioni sono state affidate a Mario Savini Nicci , avvocato civilista e docente della Scuola Specializzazione in Medicina Legale all’Università Cattolica. webinar #covid #responsabilita' medica Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Dopo Covid, webinar con Walter Ricciardi

Nei miei due ultimi libri avevo documentato con inequivocabili dati demografici, epidemiologici, economici ed organizzativo-gestionali l’arrivo di una Tempesta perfetta che avrebbe fatto naufragare il nostro SSN e descritto la vera e propria Battaglia per la salute che avrebbero dovuto ingaggiare i cittadini per curarsi. Il nostro sistema sanitario è arrivato esangue a questa sfida , depauperato di migliaia di medici ed infermieri non sostituiti, di posti letto eliminati, di attrezzature non rinnovate, di organizzazioni sanitarie non adeguatamente gestite, di finanziamenti ridotti al lumicino. In un contesto in cui, da un lato disoccupazione e povertà faranno aumentare la domanda di servizi sanitari e dall’altro i bilanci pubblici continueranno ad essere limitati in termini di risorse disponibili, gli effetti della crisi sulla salute rischiano di diventare sempre più evidenti col passare del tempo. La sfida più importante che oggi si possa raccogliere è riuscire a vedere questa crisi come un’opportunità per introdurre riforme del sistema sanitario e, più in generale, del sistema di sicurezza sociale. Da un punto di vista di benessere collettivo la strategia ottimale dovrebbe essere quella di disegnare politiche sanitarie che siano “dinamicamente efficienti”, che vuol dire creare oggi le migliori condizioni per operare meglio domani. Adottare un tale approccio significherebbe, quindi, anche guardare alla spesa sanitaria (o a una larga parte di essa) più in termini di spesa per investimenti che di parte corrente. Il professor Ricciardi dialogherà con il professor Americo Cicchetti , docente di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia (campus di Roma) dell’Università Cattolica e Direttore di Altems, sui temi principali emersi dall’emergenza sanitaria mondiale.

 

Medici e Covid, lo sguardo che cura

Giovani medici in prima linea Medici e Covid, lo sguardo che cura Nei reparti non dedicati al Coronavirus, come la radioterapia oncologica, dove si sviluppa una un incredibile livello di umanità, la relazione con i pazienti non è mai venuta meno. Sono rimasti sul fronte anche tutti quei dottori che, pur lavorando in altri reparti, quelli propri di ogni ospedale prima del Coronavirus, hanno risentito nel loro lavoro di questo “ospite” inatteso. Luca Tagliaferri è specialista in Radioterapia oncologica e dottore di ricerca in Radioterapia Interventistica (brachiterapia) ed è attualmente dirigente medico con incarico di Alta Specializzazione, referente del Centro di Oncologia Interventistica del Gemelli Art (Advanced Radiation Therapy). Quotidianamente, è proprio in questo contatto fisico che si concretizza quel legame bidirezionale che rappresenta una sincera offerta di aiuto da parte del medico attraverso la propria professionalità e la manifestazione di fiducia da parte del paziente. Questa “alleanza terapeutica”, che in genere nasce con la prima visita e tende a rafforzarsi giorno dopo giorno, spesso rappresenta uno degli elementi principali che sostiene il paziente nel lungo percorso della terapia oncologica in un atteggiamento di affidamento al medico, all’equipe e alla struttura. Questa particolare attenzione del personale alla sicurezza ha in parte colmato quella mancanza di contatto fisico tra il medico e il paziente, facendo emergere la possibilità di difendere quella fondamentale attenzione alle relazioni anche attraverso nuovi modelli». Infatti, in poche settimane è stato avviato un servizio di televisita a distanza attraverso l’uso di apparecchiature dedicate che permettono di effettuare valutazioni con videocollegamenti con i pazienti direttamente dal proprio domicilio».

 

“Ingaggiare” i cittadini per renderli più consapevoli

CORONAVIRUS “Ingaggiare” i cittadini per renderli più consapevoli Una ricerca degli psicologi di EngageMinds Hub ha studiato l’adesione degli italiani alle misure di contenimento di Covid-19. È il primo quadro che emerge dalla ricerca condotta dal Centro di Ricerca EngageMinds Hub nell’ambito del progetto Craft- Cremona Agri-Food Technologies e della Facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali. L’indagine ha inteso mappare le principali reazioni degli italiani all’emergenza Covid-19 in relazione alla loro capacità di “engagement”, cioè all’attitudine dimostrata nell’elaborare psicologicamente le preoccupazioni legate allo stato di emergenza e di assumere un ruolo proattivo e collaborativo nel processo preventivo. In particolare il centro EngageMinds Hub ha validato un modello psicologico di valutazione dell’“engagement” (definito People Health Engagement Model**) capace di predire le reazioni psicologiche dei cittadini e di spiegarne la maggiore o minore aderenza alle prescrizioni di contenimento del Covid 19. In generale, lo studio rivela come solo il 16% degli italiani sia in uno stato di “equilibrio” psicologica e quindi risulti capace di agire in modo sinergico con il sistema sanitario e le prescrizioni per ridurre il rischio di contagio. Ma qual è quindi il valore aggiunto di profilare i cittadini sulla base del loro livello di Engagement? Rendere consapevoli i cittadini e i consumatori del loro ruolo cruciale nell'evitare la rapida diffusione del virus è un obiettivo primario per rendere efficace il processo preventivo del nuovo coronavirus. Poter identificare e prevedere il profilo dei cittadini è fondamentale al fine di accompagnarli in questo processo di maturazione psicologica della percezione di sé come responsabili della salute propria e della comunità.

 

Farmacia, la sfida del Covid-19

Roma Farmacia, la sfida del Covid-19 Nel confronto on line promosso dall'Altems il futuro del “nuovo farmacista” nella medicina territoriale durante e dopo l'emergenza sanitaria by Maria Rita Montebelli | 10 dicembre 2020 Non più (solo) dispensatori di farmaci, ma erogatori di servizi all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Luigi D’Ambrosio Lettieri , vicepresidente FOFI, Marco Cossolo , presidente Federfarma, Gianni Petrosillo , Presidente SUNIFAR, Antonello Mirone , Presidente Federfarma Servizi, Antonio Gaudioso , Segretario Generale di Cittadinanzattiva, Giovanni Leonardi , Direttore Generale della Ricerca e dell’Innovazione in Sanità. I lavori, introdotti dal professor Americo Cicchetti , direttore dell’Altems, sono stati moderato i con grande competenza e profondo insight della materia da Guido Carpani , Consigliere dei ruoli della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Capo di Gabinetto del Ministro per la pubblica Amministrazione. altems #farmacia #covid #medicina Facebook Twitter Send by mail Print GLI INTERVENTI DEL CONVEGNO “La farmacia ha vinto la sfida di ruolo del COVID - ha esorditolil Consigliere GuidoCarpani – anche a fronte delle debolezze mostrate dal SSN. I punti di forza delle farmacie sono stati la competenza e la prossimità. Nella percezione dei cittadini, l’utilità della farmacia si è maggiormente consolidata nel fornire consigli/informazioni, nell’orientare verso le strutture sanitarie, nell’osservazione di casi sospetti e nella consegna di farmaci a domicilio. Come indicato nel Rapporto annuale sulla farmacia di Cittadinanzattiva, si tratta di soluzioni permanenti nel 44,6% dei casi e temporanee nel 25,3%, ma con la possibilità in molti casi di essere consolidate”. D’Ambrosio Lettieri – ha ribadito la centralità del SSN nella vita dei cittadini e ha rivelato che l’SSN avrebbe avuto bisogno di farmacie già esperte in queste attività ‘collaterali’, tipiche della farmacia dei servizi.

 

Marco, il web e la lingua dei segni. Una storia di umanità

Lo trova, impara in fretta a mente i gesti per alcune frasi: “Hai difficoltà a respirare? Hai dolore da qualche parte del corpo? Ti senti affannata?”. Non che si fidi troppo di un sito incontrato al volo, sa che in rete c’è di tutto e di più, ma davvero non ha tempo. La chiamata era appena arrivata dal pronto soccorso: “Fra mezz’ora vi mandiamo in reparto una trentasettenne sorda” e il reparto è uno di quelli Covid al Policlinico Gemelli di Roma. Sa già quanto sia “difficile comunicare con alcune persone anziane che hanno problemi all’udito” e che nemmeno possono aiutarsi col labiale, visto che la bocca di medici e infermieri è coperta da mascherina e tutto il resto. E ora con una ragazza che non sente e non parla dalla nascita diventa quasi impossibile. Gli è venuta quell’idea, non sa se e quanto possa essere realizzabile. Continua a leggere su Avvenire TG2 20:30 servizio n. 10 del giorno 30/11/2020 #covid #medicina #roma #sordi Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Affaire Clorochina, cosa c’è da sapere sulla sua efficacia

Lo studio Affaire Clorochina, cosa c’è da sapere sulla sua efficacia Il professor Roberto Cauda , docente di Malattie infettive alla facoltà di Medicina, ricostruisce la vicenda del farmaco impiegato contro il Covid-19 di cui uno studio, subito messo in discussione, ha affermato la pericolosità. Il punto della situazione 11 giugno 2020 di Roberto Cauda * La doverosa premessa di questa mia riflessione è che al momento non esistono farmaci specificatamente indicati per il trattamento della malattia Covid-19. Preso atto di ciò, non possiamo però negare che vi sono farmaci che nel corso di questi ultimi mesi hanno dimostrato una certa efficacia nel contrastare la pandemia. Tralasciando questi ultimi due, forse il farmaco che è più stato utilizzato, per le sue caratteristiche di maneggevolezza e facilità di reperimento, è stata proprio la clorochina che in Europa è stata per lo più somministrata in forma di idrossiclorochina. Questa ultima informazione è stata una sorpresa, dal momento che la clorochina, nelle sue varie preparazioni farmaceutiche, è stata nel corso di questi ottant’anni impiegata su larga scala, per il trattamento della malaria e più recentemente di malattie reumatiche, senza che emergesse una particolare tossicità a essa legata. Di fronte al diniego (per ragioni di riservatezza) di renderli disponibili da parte di questa, gli autori, alcuni giorni or sono, hanno ritirato il lavoro ritenendo che non potevano più garantire la qualità e l’obiettività dei risultati . Da ricercatore, con il background scientifico sulla clorochina che ho testé dichiarato, penso che quanto avvenuto rientri nella dialettica della scienza e della ricerca che prevede che ogni lavoro pubblicato possa trovare una conferma o una smentita da parte di altri ricercatori che studiano lo stesso argomento.

 

#Viciniadistanza, così le università italiane reagiscono alla crisi

COVID-19 #Viciniadistanza, così le università italiane reagiscono alla crisi Il mondo accademico del nostro Paese ha saputo adattarsi e affrontare l'emergenza Coronavirus: per tornare rinnovato, più forte e con più strumenti di prima. Il video della CRUI 24 aprile 2020 Gli atenei italiani non si sono piegati all'emergenza Coronavirus. E lo hanno dimostrato con una clip realizzata dalla CRUI , la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane , per dimostrare come il mondo accademico del nostro Paese, grazie alla didattica a distanza, ha saputo affrontare la crisi causata dalla pandemia. Perché l'università è una comunità sociale fatta di menti, di persone, di relazioni che si sono sapute adattare attingendo alla propria creatività con l'obbligo morale di continuare a essere una comunità. “Per continuare a stare vicini, a distanza. E tornare rinnovati, più forti di prima e con più strumenti di prima” #crui #coronavirus #covid-19 #ecatt Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Covid-19, mortalità aumentata di sei volte

Analizzando l’andamento dei pazienti ricoverati sul totale dei positivi, si vede che nelle Regioni del Nord il valore medio registrato nell’ultima settimana dall’indicatore è pari a 5,54% (in aumento rispetto alla scorsa settimana che era pari a 5,49%). Dal report #22 è stato avviato il monitoraggio del tasso di saturazione dei Posti Letto di Terapia Intensiva comparando i posti letto attivi pre DL 34/2020 con i nuovi posti letto attivati post DL 34/2020. Se consideriamo la dotazione di posti letto originaria, ovvero prima dei piani regionali di riorganizzazione della rete ospedaliera, il tasso di saturazione in oggetto risulta essere pari al 130% in Valle d’Aosta, al 115,8% nella P.A. Di questo, il tasso medio calcolato sull’intera penisola è del 71,5% se consideriamo la dotazione pre DL 34 e del 43,6% se, invece, teniamo in considerazione i nuovi posti letto di TI, in riduzione rispetto al precedente aggiornamento di -3,6 (situazione PRE DL 34) o -2,2 (situazione POST DL 34) punti percentuali. Dal report #28 è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in Area Non Critica, ovvero dei posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia. Al 1° dicembre 2020 - afferma il professor Cicchetti - nonostante ulteriori implementazioni di posti letto di terapia intensiva, 12 Regioni hanno esaurito la capacità di posti letto di terapia intensiva aggiuntivi e stanno, seppur con percentuali diverse, attingendo alla capacità strutturale. A differenza della settimana precedente, il tasso di saturazione dei posti letto di terapia intensiva – continua Cicchetti – registra un decremento di -3,5 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva PRE DL 34/2020 e di -2,2 punti percentuali considerando la dotazione di posti letto di terapia intensiva POST DL 34/2020.

 

Distribuzione vaccino: focus sulle aree di somministrazione

COVID-19 Distribuzione vaccino: focus sulle aree di somministrazione Il seminario della facoltà di Economia e Giurisprudenza ha esplorato le sfide della consegna dell’ultimo miglio e della gestione logistica del vaccino. Quindi cosa manca? «Serve ora una strategia di pianificazione della ricezione dei vaccini da parte della sanità pubblica e delle unità di crisi in base alle diverse caratteristiche dei vaccini e alle diverse modalità di trasporto della case farmaceutiche (aereo, camion…). In Italia non sappiamo ancora come sarà la distribuzione e considerando che ognuno dei cinque vaccini avrà la propria strategia di conservazione e di distribuzione, possiamo affermare che il tempo stringe: ieri nel seminario è emerso che le imprese di logistica chiedono ancora oggi chiarimenti su come comportarsi. Diciamo che come minimo c’è un ritardo di comunicazione, che spero non sia conseguenza di un ritardo di pianificazione». Di positivo c’è che ieri durante il seminario, il Cargo Senior Manager di Malpensa Cargo Giovanni Costantini ha dichiarato che Malpensa è pronta ad accogliere e gestire lo stock e la scorta dei vaccini. È impressionante il report sul volume di traffico generato dal Covid per i DPI che Costantini ci ha illustrato così come tranquillizzante è la prospettiva illustrata dal Cargo Senior Manager di Malpensa per la gestione dei vaccini. Serve grande pianificazione degli spostamenti e della rete distributiva, serve molto spazio nelle aree di vaccinazione per fare economie di scala sull’impiego dei sanitari e delle celle di stoccaggio di vaccini e materiali.

 

Recovery Fund, l’Europa non potrà aspettare i ritardatari

Analisi Recovery Fund, l’Europa non potrà aspettare i ritardatari Per ora l’Italia è nel gruppo di Paesi Ue che si muove più lentamente nel presentare il Piano nazionale per la resilienza e la ripresa. Secondo l’emerito di Economia politica in questo momento l’Italia è su un crinale molto sottile perché l’Europa non potrà aspettare i ritardatari e perché vari Stati si stanno movendo rapidamente. Le Istituzioni delle UE e gli Stati Membri La Commissione europea ha dimostrato una grande capacità anche nel combinare la politica con l’economia (sia reale che finanziaria). La ragione di tutto ciò è che nella Ue le Istituzioni ricompongono (migliorandole nella sinergia) le scelte politiche e le competenze tecniche, entrambe essenziali, su orizzonti temporali chiari per la programmazione ed esecuzione. Euro-pilastri per la ripresa: Recovery, Bilancio e semestre europeo Tre sono i pilastri delle Istituzioni europee - sui cinque e sette anni a venire - per l’utilizzo di quasi 2.000 miliardi. Il primo è che il Recovery and Resilience Facility (RFF) metterà a disposizione circa 700 miliardi di euro in prestiti e sovvenzioni per sostenere le riforme e gli investimenti intrapresi dagli Stati membri. I piani nazionali verranno valutati anche in relazione al semestre europeo e sulla base delle raccomandazioni specifiche per ogni paese e all’aderenza alla strategia di crescita sostenibile, elaborata sulla base del green deal all’inizio del semestre europeo di quest’anno.

 

Educatt, nuovi sconti per aiutare gli studenti lontani dai collegi causa Covid

STUDENTI Educatt, nuovi sconti per aiutare gli studenti lontani dai collegi causa Covid La Fondazione farà pagare meno per ogni mese trascorso fuori dalle sue residenze per il periodo ottobre-dicembre 2020. Posticipata anche la scadenza per seconda e terza rata 09 novembre 2020 Un aiuto concreto per gli studenti e le loro famiglie in questi mesi difficili. EDUCatt h a scelto di scontare parte della quota annua ai collegiali che non potranno usufruire di vitto e alloggio e altri servizi a causa della seconda ondata dell’emergenza sanitaria in corso. Per ogni mese passato lontano dal collegio verrà scontato sulla seconda rata l’equivalente di 1/11 della quota annua prevista dal bando. Potranno beneficiare di questa agevolazione tutti gli studenti di collegi e residenze EDUCatt presenti in tutte le sedi dell’ateneo, a patto che risultino in regola con il pagamento della prima rata, in scadenza a novembre 2020 e per cui il MAV sarà disponibile da metà mese su MyEDUCatt. Non rientrano nell’agevolazione i titolari di borsa di studio EDUCatt ed eventuali rinunciatari, per i quali le condizioni economiche sono riportate al punto 10.1.3 del bando di concorso. La Fondazione valuta la possibilità di prorogare l’iniziativa anche nel 2021 in base all’evolversi della pandemia e a seconda della disponibilità economica dell’ente.

 

Come il Covid cambia le migrazioni

Un lavoro di ricerca, rilevazione ed elaborazione di dati che, come ha fatto notare Direttore della sede bresciana Giovanni Panzeri, « non si è fermato nemmeno di fronte alle oggettive difficoltà generate dalla pandemia e dal lockdown, di fronte ai quali il CIRMiB non ha tirato i remi in barca. Nell’anno scolastico 2018/19 gli studenti stranieri nel complesso di tutte le scuole statali e non statali della provincia di Brescia sono stati a 33.053, pari al 18% degli studenti (con un incremento dello 0,2% sull’a.s. precedente). Brescia è la quarta provincia in Italia per numero di studenti immigrati - ha infatti evidenziato Paolo Barabanti , docente di sociologia dell’educazione - Un dato che acquista ancor più rilievo se si pensiamo che alle prime tre posizioni ci sono capoluoghi di regione come Milano, Roma e Torino. L’anno solare 2019 presenta una tenuta dei tassi di occupazione per la componente maschile, superiore tra gli stranieri (78,3%) rispetto agli italiani (74,3%) e tenuta anche dell’occupazione femminile (sebbene le donne straniere nella macro regione Nord-Ovest sono risultate meno occupate delle italiane - 61,5% per le donne italiane contro il 48,8% per le straniere). Nel 2019 La dinamicità delle imprese permaneva elevata: a Brescia il 17% dei titolari di imprese sono stranieri e di questi l’84% sono di origine extra-comunitaria. Inoltre, il mercato del lavoro nel 2019 ha fatto registrare in provincia di Brescia un totale di 194.119 attivazioni di rapporti di lavoro (di cui 31,3% a stranieri), a fronte di un numero simile di cessazioni: 190.775, di cui il 31.3% relative a stranieri. In totale, rispetto al 2018, vi è stato un calo del 4,5% di contratti avviati; ma, tra questi, i contratti avviati a stranieri sono calati solo dello 0,5% mentre sono aumentate del 2% le cessazioni dei rapporti di lavoro con stranieri.

 

La pandemia insegna: webinar Altems su resilienza e sostenibilità

Roma La pandemia insegna: webinar Altems su resilienza e sostenibilità Lunedì 30 novembre un confronto on line fra medici, docenti, istituzioni, aziende del farmaco e operatori del sistema salute. L’emergenza sanitaria in corso pone, oggi ancora più di prima, in risalto il tema della sostenibilità dei sistemi sanitari e della loro resilienza”. I lavori saranno aperti alle ore 11.00 dal professor Americo Cicchetti con la presentazione dell’Offerta Formativa dell’ALTEMS. A seguire la sessione dedicata alla “Partnership for Global Health System Resilience and Sustainability” con gli interventi Alistair McGuire , Professor in Health Economics and Head of Department Health Policy (London School of Economics) e Francesca Patarnello (VP Market Access &; Government Affairs, Astra Zeneca). Obiettivo di questa partnership è di contribuire alla salvaguardia e al miglioramento della salute globale nel lungo termine, migliorando la comprensione e consentendo di intraprendere azioni per accrescere la sostenibilità e la resilienza del sistema sanitario su base mondiale. Il gruppo di ricerca dell’ALTEMS, coordinato dal professor Americo Cicchetti , ha analizzato i diversi aspetti relativi alla sostenibilità e alla resilienza del Servizio Sanitario Nazionale, fornendo informazioni e raccomandazioni di rilevanza pratica per i vari stakeholder del sistema.

 

Covid-19, un cruscotto per misurare la dinamica della pandemia

È il contributo che da oggi l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane mette a disposizione per contribuire alle riflessioni sulla dinamica della pandemia da Covid-19 attraverso una sezione specifica sul sito www.osservatoriosullasalute.it . Il contributo che l’Osservatorio intende dare ai cittadini e ai media si basa su pochi indicatori rappresentati graficamente, puntando l’attenzione sull’intensità della diffusione della pandemia, sulla gravità dei contagi e sull’impatto che questi hanno sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN). L’intensità e la gravità della pandemia è documentata attraverso il numero dei nuovi contagi giornalieri e dei decessi per Covid-19 registrati nelle Regioni italiane. Inoltre, l’impatto sui reparti di terapia intensiva è rappresentato dalla percentuale della media negli ultimi 7 giorni di pazienti ricoverati con Covid-19 sul totale dei posti letto disponibili. Per fornire una misura della pressione generale che la pandemia esercita sulla popolazione e sul SSN è stato calcolato un indicatore composito che sintetizza le dimensioni considerate (incidenza, letalità e ricoveri ospedalieri) negli ultimi 7 giorni. A tal fine ogni indicatore, utilizzato per la costruzione del composito, è stato normalizzato rapportandolo alla popolazione residente per rendere possibile il confronto tra le diverse Regioni in cui l’intensità dei fenomeni considerati dipende dall’ammontare di popolazione nella quale si sviluppano. Ne consegue che l’appartenenza di ogni Regione ai singoli gruppi (rosso, giallo e verde) dipende esclusivamente dalla posizione in graduatoria, pertanto non ha nessuna relazione con le zone individuate dal DPCM del 3 novembre 2020, emanato con la finalità di individuare le zone più a rischio sulla base di 21 indicatori.

 

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