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Migranti, dall’emergenza all’integrazione

ateneo Migranti, dall’emergenza all’integrazione L’interculturalità naturale dell’Europa, nata come progetto di unione fra diversità culturali, è sfidata dalla necessità di sviluppare un approccio interculturale verso nuovi cittadini e nuovi arrivati. Dopo l’accoglienza e l’educazione, l’integrazione e l’intercultura All’intercultura è totalmente dedicato un nuovo progetto didattico sperimentale, il Modulo Jean Monnet Ideal (Interculltural Dialogue in Europe and Active Policies ), iniziato nel 2017 per ripetersi in due edizioni nel 2018 e 2019. “Emergenza profughi” e “integrazione” Se è vero che l’intercultura provoca sentimenti dissonanti, dall’entusiasmo alla paura, è vero anche che chi risiede nelle aree del mondo che promuovono la pace e la coesistenza tra diversi, ha l’onere dell’impegno verso il mantenimento di questo modello sociale. Ciò che l’Ateneo si propone di formare nei giovani è la corretta “postura” di fronte all’Alterità, che porta a non negare né se stessi né l’Altro, in nome di una fratellanza che si costruisce giorno per giorno, fatta di gesti, testimonianze e dialogo continuo. Si tratta infatti di un’area-pilota, in Italia, tra le prime mete di approdo dei migranti negli anni 80-90 e tuttora interessata da flussi migratori e dalla decrescita demografica in seguito alla crisi economica. Direttrice del Cirmib - Centro di Iniziative e ricerche sulle migrazioni di Brescia #intercultura #integrazione #accoglienza #immigrazione Facebook Twitter Send by mail PROPOSTE FORMATIVE Insieme al master in Competenze interculturali. Corsi per la Scuola e Formazione per gli insegnanti : Misurare la Sensibilità Interculturale per insegnare in classi multietniche La cultura arabo-islamica oltre gli stereotipi La Summer School: “ Mobilità Umana e Giustizia Globale ” Il Corso di Alta Formazione in Sviluppare competenze interculturali nell'accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati.

 

L'integrazione si gioca anche a scuola

Brescia L'integrazione si gioca anche a scuola Una ricerca-azione della facoltà di Scienze della formazione ha indagato il livello di partecipazione scuola-famiglia in alcuni istituti della Provincia di Brescia con alunni stranieri. by Antonella Olivari | 31 ottobre 2017 La Lombardia è la regione con il numero più elevato di alunni con cittadinanza non italiana (191.526 allievi, il 24,3% della popolazione scolastica con cittadinanza non italiana), seguita dal Veneto (91.867, l’11,7%), dall’Emilia Romagna (90.286,l’11,5%). Partendo da questi dati i pedagogisti della facoltà di Scienze della Formazione sono convinti che si debba elaborare un modello educativo interculturale per la piena integrazione di tutte le diversità. Proprio nelle scuole si deve costruire una reale esperienza di apprendimento e di inclusione sociale e lo si può fare grazie alla collaborazione di tutti i soggetti educativi del territorio. Una ricerca-azione biennale, condotta da un gruppo di ricercatori della Cattolica coordinati dal preside della facoltà di Scienze della formazione Luigi Pati , che ha indagato il livello di partecipazione scuola-famiglia in 8 scuole di ordini e gradi differenti della Provincia di Brescia con alunni stranieri. Tutto questo perché il dialogo tra scuola e famiglia porta a una corresponsabilità tra le parti che diventa il risultato della capacità personale e di gruppo di inserirsi con creatività nell’ideazione di nuovi modelli di sviluppo e di azione. Le ragioni sono quelle di stabilire tra scuola e famiglia "un vero e proprio patto educativo per favorire una migliore formazione degli studenti, sia in termini di inclusione sociale, che di rinnovamento necessario in aue dove spesso la maggioranza ha provenienze diverse da quella locale" ha concluso Pati.

 

Vi racconto la mia Turchia

milano Vi racconto la mia Turchia Gül Ince Beqo , dottoranda in Sociologia all’Università Cattolica, studia l’immigrazione turca in Italia sconfinando con piacere nel territorio della letteratura. Gül Ince Beqo , dottoranda in Sociologia all’Università Cattolica di origine turca, ha scelto di dedicare il suo lavoro di ricerca a capire l’evoluzione, le criticità e la copertura mediatica di questo fenomeno. Nata a Karabük, in Turchia, nel 1984, dopo gli studi sociologici e un master in Cinema nel suo Paese, si è laureata in Italia in lingue e letterature straniere con una tesi sulla traduzione poetica. Impronte è la storia della voglia di tornare alle origini, che si scontra con la crudeltà della realtà: «È un po’ la trasposizione di quanto succede ai turchi che vengono in Italia, considerata solo un crocevia di passaggio verso la Germania e più in generale i Paesi Nordici. Anche perché, fare ritorno in patria, è un’ipotesi che non contemplano quasi mai: «Le persone preferiscono piuttosto restare qui, anche a costo di vivere tra le difficoltà, perché gli uomini e i padri di famiglia hanno un forte senso dell’onore e della dignità. Tra tutte le storie che ascolta ogni giorno, quelle che riguardano le donne sono le più significative: «Mi sono resa conto che hanno alle spalle vicende sfortunate e di dolore, dalle quali sono sempre uscite a testa alta, senza mai piangersi addosso e guardando sempre avanti. E di lezioni, ora, si occuperà anche Gül, che terrà 40 ore di esercitazione di lingua turca nel nuovo corso in Cultura e civiltà della Turchia in partenza col nuovo anno accademico 2017-2018.

 

Immigrati, mediazione contro paura

ottobre 2017 di Valerio Corradi * La documentata analisi proposta dal CIRMiB - il Centro di iniziative e ricerche sulle Migrazioni a Brescia - fornisce chiare indicazioni su come l’immigrazione stia trasformando, gradualmente e a più livelli, la società bresciana. I molti argomenti affrontati sono riconducibili ad almeno due ordini di questioni: il grado di inclusione socio-lavorativa degli immigrati regolari e il livello di sostenibilità dell’accoglienza di richiedenti asilo/rifugiati. Oltre al dato sui “nuovi cittadini bresciani”, ne danno conferma: l’aumento degli stranieri proprietari di abitazione, il calo della mobilità territoriale verso altre province italiane, la crescita dei residenti da più di 10 anni, la prevalete motivazione famigliare rispetto a quella economica per i nuovi arrivi. Una riprova è che circa il 10% dei posti complessivi di accoglienza è gestito tramite lo SPRAR (29 i comuni coinvolti), mentre la più ampia distribuzione dei richiedenti asilo/rifugiati è il risultato di interventi non organici attuati tramite i Centri di Accoglienza Straordinaria. Per giungere a un modello compiuto e condiviso è necessario un ulteriore sforzo di tutti gli attori in gioco nel supportare percorsi di inclusione e di accoglienza che siano sensibili alle differenze e forniscano concrete opportunità per una crescita sociale sostenibile del territorio. Docente di Sociologia del territorio e Centro di Iniziative e di Ricerche sulle Migrazioni - CIRMiB #immigrazione #mediazione #scuola #brescia Facebook Twitter Send by mail Alcuni dati Dal rapporto del CIRMiB "La Mediazione necessaria. Nel 2016 l’incidenza degli stranieri tra gli iscritti a un corso universitario a Bs è del 6,3% (7% presso l’Università degli Studi e 4,3% presso la Cattolica di Brescia); fra gli immatricolati ormai l’80% ha frequentato le scuole superiori in Italia.

 

Scienze politiche a Fa’ la cosa giusta

Dal 10 al 12 marzo a FieraMilanoCity by Benedetta Maffioli | 06 marzo 2017 Torna per il quattordicesimo anno di fila “ Fa’ la cosa giusta ”, la prima e più grande fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, che si svolgerà dal 10 al 12 marzo nei padiglioni 3 e 4 di Fieramilanocity. Fa’ la cosa Giusta è anche un’ottima occasione per sensibilizzare i giovani su questi temi, unendo divertimento e consapevolezza, per fare in modo che i ragazzi istruiti di oggi diventino gli adulti consapevoli di domani». E per essere un buon cooperante nella vita di tutti i giorni occorre avere l’umiltà di riconoscersi piccoli e la capacità di aprirsi all’altro da noi, diverso ma prezioso in quanto è solamente attraverso il confronto e la collaborazione che ciascuno di noi può arricchirsi». Ma anche la cooperazione ha le sue trappole e ambiguità che rischiano di minarne il vero obiettivo, che è di migliorare le condizioni di vita delle persone e di garantire a ogni uomo e donna una vita libera dall’indigenza. E così, proprio oggi in un mondo in cui i flussi migratori sembrano inarrestabili, parlando di immigrazione è necessario parlare anche di integrazione, che vede coinvolte diverse scuole di pensiero, tra chi promuove politiche di apertura e chi invece tende a voler chiudere le frontiere. Fondamentale è anche la consapevolezza che cooperare non significa imporre all’altro la propria volontà e i propri progetti, partendo da una presunzione di superiorità bensì la capacità di lavorare insieme, valorizzando i contributi che tutti possono portare alla definizione e realizzazione di un progetto» sottolinea Marco Caselli. Gli studenti del corso di laurea, che hanno avuto le prime esperienze di lavoro sul campo, dialogano sul tema dell'impegno dei giovani nel campo della cooperazione in contesti di emergenza con Stefano Zannini , per molti anni uno dei responsabili operativi di Medici Senza Frontiere.

 

L’immigrazione e il blocco di Trump

milano L’immigrazione e il blocco di Trump Delia Pompa, del think tank americano Migration Policy Institute , parla ai nostri microfoni delle misure restrittive verso i Paesi arabi. Non sappiamo se diventeranno esecutive, devono superare tre diversi vagli». febbraio 2017 di Gianluca Durno e Lorenzo Giarelli «Non sappiamo ancora se il blocco di Trump verso i Paesi arabi diventerà esecutivo, perché la decisione deve essere sottoposta a tre diversi vagli. Delia Pompa , ricercatrice di Education Policy al Migration Policy Institute , think tank americano che si occupa proprio di tematiche legate alle migrazioni internazionali, legge così il momento politico che vivono gli Stati Uniti dopo l’insediamento di Donald Trump. Da quando Donald Trump è entrato nei pieni poteri di presidente, il mondo vive nell'incertezza di non sapere se il tycoon terrà fede alle promesse più estreme fatte in campagna elettorale. In attesa di capire se il blocco diventerà esecutivo, di certo il tycoon sembra andare controcorrente rispetto alle politiche di Obama: «In generale, in tema di integrazione – ha detto Delia Pompa – Obama ha attuato buone manovre. Su tutte, l'atto con cui diede protezione a chi fosse arrivato negli Usa prima dei 16 anni di età, anche da clandestino».

 

L’Islam secondo Gad Lerner

milano L’Islam secondo Gad Lerner Il giornalista, tornato in Tv con “Islam, Italia” , parla agli studenti del master Ipm del suo reportage: un mondo da conoscere più da vicino, perché non c’è alternativa all’integrazione. gennaio 2017 di Stefano Galimberti e Lorenzo Giarelli È da poco tornato in tv con una serie di sei puntante per spiegare da vicino la trasformazione della nostra società in rapporto all’islam. Un reportage di quelli «come si faceva una volta», quello di Gad Lerner , «perché il mio lavoro parte ancora da una biro e un taccuino, prima ancora delle immagini e delle tecniche di montaggio» ha affermato. Si chiama “Islam, Italia” ed è un lavoro corposo, che ha lo ha portato a viaggiare per il mondo – Qatar, Nigeria, Turchia, Francia – per arrivare a capire da vicino gli aspetti dell’islam che riguardano l’Italia. Il titolo del programma – ricorda Lerner – è un riferimento a un mio vecchio programma che si chiamava “Milano, Italia”, realizzato quando fare inchieste sul Nord era una novità assoluta, in controtendenza ai mille lavori che si facevano sul Sud Italia». Per Gad Lerner c’è stata poi una difficoltà in più: «Quando ho iniziato a lavorare per realizzare “Islam, Italia” ho pensato che dovevamo essere curiosi e presentare risultati inaspettati. Oltre al Qatar, c’è un altro Paese cruciale nell’indagine di Gad Lerner: «La Nigeria, con il suo enorme boom demografico, è fondamentale per capire alcune dinamiche sociali».

 

Immigrazione, studiare per agire

milano Immigrazione, studiare per agire De Bortoli, Guzzetti e Anna Maria Tarantola all’incontro promosso in Cattolica dalla Società dei membri della Legion d’onore , finalizzato anche a lanciare una raccolta di fondi per finanziare una borsa di studio per un giovane immigrato. Anna Maria Tarantola cita la Lettera agli Ebrei per aprire la tavola rotonda promossa in largo Gemelli dalla “ Società dei membri della Legion d’onore ”, di cui presiede la sezione italiana e quella presso la Santa Sede. Un incontro associato anche a una raccolta fondi per finanziare una borsa di studio da assegnare a un giovane immigrato per il conseguimento della laurea triennale in materie economico-sociali all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il primo è il nemico, percepito come una minaccia; il secondo è l’estraneo non minaccioso, percepito come un peso; il terzo è lo straniero residente che si integra e che va accolto». Proseguendo sulla medesima partizione martiniana, la presidente Tarantola ha sottolineato in che cosa consistano i tre rispettivi tipi di accoglienza: «Il primo richiede un intervento di emergenza; il secondo un’integrazione basata su apprendimento della lingua e lavoro; il terzo sull’integrazione culturale». Nonostante siamo abituati a parlare male di noi stessi l’Italia ha dato una grande dimostrazione di civiltà e il nostro modello di integrazione è più positivo di quello francese. Su questo versante anche l’intervento di Giuseppe Guzzetti , presidente della Fondazione Cariplo: «Purtroppo l’immigrazione è diventata un tema di scontro politico, evitato dai partiti tradizionali e cavalcato dai populisti.

 

La scuola oggi, povera e multiculturale

Brescia La scuola oggi, povera e multiculturale La giornalista Benedetta Tobagi ha presentato il suo ultimo volume “La scuola salvata da bambini”, in cui illustra problematiche e situazioni connesse all’istruzione e all’immigrazione con cui insegnanti e studenti si trovano a dover convivere. Benedetta Tobagi , autrice, giornalista di Repubblica e conduttrice radiofonica, ha presentato in Cattolica la sua ultima fatica letteraria, edita da Rizzoli, in cui affronta i temi strettamente connessi tra loro - delicati e attualissimi - dell’immigrazione e dell’istruzione. Ad introdurre e dialogare con l’autrice, nell’aula Magna dell’Università, sono intervenuti il Preside della Facoltà di Scienze delle Formazione Luigi Pati , e i docenti Domenico Simeone e Pierluigi Malavasi , quest’ultimo coordinatore della Laurea magistrale in Progettazione pedagogica delle risorse umane. Tra i dati di fatto che accompagnano la contemporaneità del mondo scolastico attuale emerge infatti sempre più prepotentemente la paura e la reticenza dei genitori italiani ad iscrivere i propri figli in scuole con un’alta presenza di studenti stranieri. Da giornalista, ho quindi sentito l’obbligo morale di effettuare un ricerca sul tema: mi sono così ritrovata a compiere un viaggio, prima interiore e poi attraverso le scuole d’Italia, e un’analisi nella mia stessa ipocrisia democratica». Tra i dati di maggior rilievo illustrati da Tobagi: «La fuga di genitori e alunni italiani non è stata conseguente alla presenza di alunni immigrati, bensì è avvenuta in seguito al taglio delle risorse agli istituti. Ne ho ricavato una chiave di lettura della società: molto dei problemi della società odierna hanno alla base un processo di mancata integrazione; occorre capire che la scuola è quel luogo dove realmente, se si agisce correttamente, è possibile incidere sulla società del futuro».

 

Immigrati, verso una normalizzazione al ribasso

Stranieri integrati ma più poveri, calano i tassi di occupazione, ma aumentano le somme di denaro inviate nei paesi d’origine. by Bianca Martinelli | 17 ottobre 2016 Sempre più integrati e attivi nel mondo del lavoro eppure sempre più poveri: è la fotografia scattata dal Cirmib, il Centro di iniziative e ricerche sulle migrazioni , agli immigrati stranieri presenti o residenti sul territorio di Brescia e provincia. ha illustrato la Direttrice del Cirmib Maddalena Colombo - Ciò vale sia per gli uomini (passati da un tasso di disoccupazione del 2,1% nel 2004 all’9% nel 2015) sia per le donne, il cui tasso di disoccupazione è passato dal 5,6% nel 2004 al 9,7% nel 2015). Mentre a rimanere costante è la scarsa qualità del lavoro svolto dai cittadini immigrati: ovvero principalmente dipendente per ambo i sessi, nelle mansioni di operaio generico e industriale per i maschi e e addetto ai servizi alla persona per le donne. In materia d’integrazione è interessante notare come le donne straniere, al pari delle italiane, facciano sempre meno figli poiché – come fa notare Colombo – «E’ cambiata la percezione dei figli anche da parte degli stranieri, a fronte di un’occupazione in calo la maternità rappresenta un costo». Rimane invece appannaggio di pochi (solo il 5,7%) l’acquisto della proprietà immobiliare, mentre la maggior parte degli stranieri di Brescia a provincia (68,3%) vive in affitto, prevalentemente da privati, con poco accesso all’edilizia pubblica. Sempre in materia di occupazione, infine, emerge la diminuzione dei nuclei che percepiscono meno di 500 euro al mese, mentre sono aumentati i nuclei con più di 1.500 euro.

 

Migrazioni e immigrazione

È la fotografia scattata dal seminario Migrazioni: cambiamenti in atto e nuovi scenari , tenutosi lo scorso 22 marzo nella sede dell’Università Cattolica, e promosso dall’Ateneo e dal Centro di Iniziative e Ricerche sulle Migrazioni Brescia (Cirmib), in collaborazione con Fondazione Ismu e con la Congrega della Carità Apostolica. Le dinamiche del fenomeno migratorio in Italia e in Europa mettono in evidenza significative novità a causa sia dei perduranti effetti che la crisi economica ha sul mercato del lavoro, sia dei cambiamenti geo-politici e dei conflitti che investono le regioni del Medio Oriente e dell’Africa Sub-Sahariana. Dati alla mano, nel corso del seminario Vincenzo Cesaresco , Segretario Generale della Fondazione Ismu, ha illustrato come: “I permessi di soggiorno per motivi familiari abbiamo rappresentato il 40% degli ingressi nel 2014. Tra i principali mutamenti in corso occorre considerare come il 2015 abbia registrato i più alto numero di migranti giunti in Europa (oltre 1 milione) e come il 2016 non sia da meno, con una media di oltre 2mila ingressi al giorno. Un ulteriore punto è stato offerto da Gian Carlo Blangiardo , docente dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e Fondazione Ismu, che ha illustrato: “Occorre essere realistici nell’affrontare i cambiamenti della società, né demonizzare né esagerare le positività. Tra gli ultraquattordicenni provenienti da paesi a forte pressione migratoria in provincia di Brescia, nel 2015 i lavoratori a tempo indeterminato sono il 38% (nel 2014 erano il 32%), i disoccupati sono il 16% (-1% rispetto al 2014), le casalinghe sono l’11% (nel 2013 erano il 15%). Aumentano anche gli immigrati proprietari di casa, che passano dal 18% nel 2014 al 20% nel 2015, mentre la percentuale di chi è in affitto da solo o con i propri familiari scende dal 64% al 60% e di chi è in affitto in coabitazione con altri immigrati si riduce al 9%”.

 

Terrorismo, non rinunciamo alla libertà

PIACENZA Terrorismo, non rinunciamo alla libertà In occasione della presentazione del libro del ministro dell’Interno Angelino Alfano , il professor Antonio G. Chizzoniti spiega le questioni su cui lavorare: l’integrazione dell’immigrazione musulmana che crescerà e il confronto tra religione e democrazia. Le difficoltà economiche interne ed esterne rendono sempre più difficile la gestioni di flussi migratori imponenti e incontrollabili, incrementati e alimentati anche dalle crisi umanitarie di zone che fino a poco tempo fa non erano interessate da tale fenomeno. Allo stesso tempo la massiccia appartenenza alla religione musulmana di questi migranti alimenta la convinzione che anche da ciò derivino gli attacchi terroristici portati negli ultimi mesi al cuore dell’Europa. “Puntare il dito contro un musulmano o pretendere che si giustifichi quasi fosse un criminale sarebbe il regalo più grande che potremmo fare ai nostri veri nemici” anche in questo caso il pensiero di Alfano è netto. Questi futuri cittadini europei dovranno sapersi confrontarsi con i valori fondanti di una democrazia che deve essere sentita come propria anche da loro. Secondo un recentissimo sondaggio condotto nel 2015 dal Pew Research Center in 10 paesi a forte maggioranza musulmana, il mondo islamico è nettamente diviso su quale dovrebbe essere il rapporto tra principi dell’Islam, leggi e forme di governo statuali. Ancora forte (con punte che vanno dal 78% del Pakistan, al 54% della Giordania, ma anche 48% del Senegal) è la convinzione che le leggi del proprio paese debbano rigorosamente seguire gli insegnamenti del Corano.

 

Parsi, capitano su Nave Bergamini

Milano Parsi, capitano su Nave Bergamini Il racconto delle operazioni di salvataggio dei migranti da parte del direttore dell’Aseri che, per 21 giorni, ha partecipato all’Operazione Mare sicuro della Marina Militare. In questa veste Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali alla facoltà di Scienze politiche e sociali e direttore dell’Aseri, ha potuto imbarcarsi il mese scorso nave Bergamini, comandata dal Contrammiraglio Salvatore Vitiello, impegnata nell’Operazione Mare sicuro. Ventun giorni per vedere da vicino le esperienze di salvataggio dei profughi e partecipare alle operazioni di monitoraggio delle coste italiane sul Mediterraneo. Le informazioni su quello che succede sulla costa libica e le condizioni metereologiche sono le premesse di ogni breafing serale per decidere le partenze verso i porti di Sabrata e Raguli e la dislocazione delle navi, ognuna in una zona di rispetto. Questi telefoni hanno un sistema di gps interno che permette di localizzare il barcone e quindi di procedere a inviare gli elicotteri per verificare la situazione e tranquillizzare le persone a bordo. Il duplice obiettivo è di mantenere la calma tra le persone a bordo per evitare che il mezzo si ribalti e di far indossare a tutti i salvagente prima che partano le operazioni». L'operazione dura dalle 10 del mattino alle 16, poi intorno alle 18 viene effettuato un trasbordo in senso inverso verso navi più grandi che hanno il compito di portare le persone verso un porto vicino in modo da poter disporre già il mattino seguente del più alto numero di navi possibile».

 

Migranti alle porte dell’Europa

Giunta alla sua settima edizione la Summer school “ Mobilità umana e giustizia globale. Migranti forzati alle porte dell’Europa ” è in corso a Lampedusa, l'avamposto d'Europa, in un frangente particolarmente delicato nella pluridecennale vicenda della relazione tra l'Europa e l'immigrazione». Quelle che ci rendono consapevoli di come scelte e non scelte in tema di governo della mobilità umana costituiscono la cartina di tornasole della nostra civiltà, dei valori che vogliamo lasciare in dote alle giovani generazioni, della concezione della giustizia». Inoltre - continua Laura Zanfrini - «nelle parole di don Mimmo Zambito , parroco di Lampedusa, la frontiera che separa l'Europa dall'Africa si tramuta qui nella frontiera tra la morte e la vita, capace di suscitare una empatia che è il vero volto dell'umano. Ed è la frontiera tra l'Europa della paura e quella della speranza, di un continente percorso da insicurezze e preoccupazioni identitarie, e tuttavia in grado di cristallizzare l'anelito di libertà e di riscatto di milioni di donne e uomini delle periferie del mondo». summerschool #immigrazione #lampedusa Facebook Twitter Send by mail.

 

Il viaggio di Abdoul

Brescia Il viaggio di Abdoul Il ragazzo, giunto dal Senegal in Italia su un barcone, ha raccontato agli studenti del corso di Pedagogia Interculturale l'esperienza vissuta sulla propria pelle. maggio 2016 Un gruppo di studenti del corso di Pedagogia Interculturale tenuto dalla prof.ssa Monica Amadini , giovedì 5 maggio, ha avuto l'opportunità di incontrare quattro ragazzi africani che hanno vissuto l'esperienza migratoria e che ora si trovano in Italia come richiedenti asilo. L'incontro è stato caratterizzato dalla testimonianza di Abdoul , un giovane ventottenne senegalese che ha raccontato la sua tormentata esperienza ; partito dal Senegal in cerca di lavoro, ha attraversato Mali e Niger per poi giungere in Libia. Attraverso le parole di Abdoul, gli studenti hanno potuto osservare l'esperienza migratoria da un punto di vista diverso: non quello di chi accoglie, bensì dalla prospettiva di chi migra. Nell'immaginario comune italiano - legato soprattutto e spesso quasi unicamente alla prospettiva di chi accoglie – è presente e fortemente impressa l'idea che queste persone migrino verso l'Europa alla ricerca di una vita migliore. In questa fase i migranti si scontrano con un’altra realtà dei fatti: la maggiore offerta di lavoro in Libia è reale, ma la situazione politica e sociale in cui si trova il Paese non permette alle persone di costruirsi una vita migliore e libera. In Libia l'atteggiamento nei confronti dello straniero in cerca di lavoro è di prevaricazione e dominio: essi vengono spesso imprigionati senza alcuna legittima motivazione e la loro libertà viene vincolata al pagamento di un riscatto.

 

Lampedusa, laboratorio di speranza

Milano Lampedusa, laboratorio di speranza Si svolgerà nell’isola siciliana la Summer School “ Mobilità umana e giustizia globale ”. Presenti studenti del Boston College e, tra i relatori, la consulente della Casa Bianca Eva Millona e Giancarlo Perego , direttore Fondazione Migrantes. Frontiera sud dell’Europa e miraggio di centinaia di migliaia di migranti partiti da Africa e Medio Oriente, ma anche metafora di un continente perennemente in sospeso tra sicurezza e solidarietà, respingimenti e accoglienza, paura e speranza. Interverranno il sindaco dell’isola, Giuseppina Maria Nicolini sulle dinamiche degli arrivi e le risposte della politica, Germano Garatto della Fondazione Migrantes sulle reazioni e le risposte della società civile. Mercoledì 20 luglio verrà affrontata la prospettiva psicologica della resilienza dallo psicologo Giovanni Valtolina , responsabile del settore Minori e Famiglia della Fondazione Ismu di Milano, mentre quella teologica della speranza sarà a cura di padre Fabio Baggio , preside dello Scalabrini International Migration Institute. Sempre di speranza dal punto di vista teologico e pastorale si parlerà giovedì 21 con padre Gabriele Bentoglio , sottosegretario del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti della Santa Sede, e con monsignor Giancarlo Perego , direttore generale della Fondazione Migrantes di Roma. I pomeriggi e le sere di queste giornate saranno dedicati a diverse attività come la visita dei luoghi dell’impegno sociale e civile, una fiaccolata e una preghiera per i martiri cristiani, un laboratorio musicale e un concerto.

 

Volti da New Italian Workers

brescia Volti da New Italian Workers In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, mercoledì 20 giugno la sede di Brescia ospita la premiazione del concorso video per studenti sull’integrazione dei nuovi italiani attraverso il lavoro. Il contributo del Cirmib e dei ragazzi dello Stars 14 giugno 2018 New Italian Workers feat. Suranga Deshapriya Katugampala è la cerimonia di premiazione dell’edizione 2018 (la seconda) di New Italian Workers , il concorso video che fa parlare i nuovi italiani , con micro-interviste a lavoratori che raccontano a studenti di cinema e media la loro provenienza e la loro integrazione, proprio attraverso il lavoro. Lo accompagneranno gli altri due giurati, Graziano Chiscuzzu , videomaker, e Nicola Zambelli , distributore indipendente, figure note della cultura del film e del video bresciani. Dalle 21 seguirà una festa di taglio ancora più giovane, animata dai ragazzi dello Stars al Bar La Torre, a 50 metri dalla fermata della metro San Faustino e dalla sua installazione video dedicata. Qui è prevista musica live fino alle 22 e, a seguire, un DJ set. migranti #immigrazione #stars #lavoro Facebook Twitter Send by mail.

 
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