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Una bussola per orientarsi nella jungla televisiva

Milano Una bussola per orientarsi nella jungla televisiva Nasce Orientaserie.it dalla collaborazione tra Unicatt, Aiart e Corecom, il primo sito web che aiuta i genitori a valutare le serie TV. I redattori del sito che aiuta cittadini e famiglie a scegliere cosa vedere provengono dal master International Screenwriting and Production attivo presso la sede milanese dell’Ateno. Qualche esempio? La serie Sotto copertura , poco conosciuta eppure molto valida, racconta la cattura del boss della camorra Antonio Iovine avvenuta nel 2010 dopo una latitanza di quasi quindici anni e la riteniamo l’altra faccia della medaglia rispetto alla celeberrima Gomorra » - precisa. Una risorsa indispensabile per tutti, ma in particolare per genitori ed educatori, uno strumento di consultazione agile, documentato e affidabile su un mondo nel quale gli adolescenti trascorrono ormai una buona parte del loro tempo libero. Il sito ospita recensioni di critici ed esperti, segnala e promuove contenuti adatti alla visione in famiglia, offrendo tutte le informazioni necessarie per valutare i prodotti più popolari e poter così esprimere un primo giudizio fondato e credibile. Sempre più spesso le serie tv sono realizzazioni di alto livello, che affrontano anche tematiche piuttosto impegnative quanto a contenuti e impianto narrativo, oltre che emotivamente complesse. È importante che genitori, insegnanti e tutti coloro che a vario titolo hanno a che fare con i ragazzi siano informati sulle storie e i personaggi più seguiti.

 

Editoria, su YouTube gli incontri di Idea

Ogni giovedì nella playlist si troveranno video con le analisi delle tendenze attuali e i dibattiti sulle prospettive future, in chiave internazionale e transmediale, ma anche ampi spazi per consigli utili per chi vuole lavorare nel settore di intrattenimento più produttivo in Italia. IDEa è un luogo digitale di riflessione - osserva Edoardo Barbieri , direttore dei master - che ospiterà dibattiti e interviste live e videoregistrate a professionisti del settore editoriale rivolgendosi a tutti coloro che amano i libri, che di questi vivono o che vorrebbero fare della passione per la lettura una professione». Secondo Paola Di Giampaolo , cui si deve la progettazione e il coordinamento dei due master, «IDEa sarà anche, per loro, occasione di sperimentazione e di formazione, poiché condurranno le interviste, realizzeranno editing video e parteciperanno attivamente alla organizzazione e alla gestione dei live». IDEa si affianca infatti agli altri canali di informazione aggiornati dagli allievi, sotto la guida dei docenti: il blog , dove proseguiranno a essere pubblicate ogni martedì recensioni e interviste a professionisti, e i canali Facebook, Twitter, Linkedin e Instagram dei due master. Una call to action ispirata non solo alla bellezza delle librerie, ma soprattutto a uno studio approfondito di strategie gestionali e di marketing per rendere i punti vendita non solo un epicentro creativo, ma soprattutto un esempio virtuoso di imprenditorialità culturale. Il primo dei 4 incontri è il 12 maggio alle 18: Lorenza Stroppa , editor di Ediciclo, docente di scrittura creativa e editoria turistica, autrice di Da qualche parte starò fermo ad aspettare te (Mondadori), ci farà riflettere su come scriveremo, leggeremo e creeremo legami con i lettori ai tempi del post-Coronavirus. A seguire, il 19 maggio , sempre alle 18, il dialogo con Eugenio Trombetta Panigadi , amministratore delegato di IBS.it, per vedere insieme quali opportunità offre il digitale per la comunicazione, promozione e vendita di libri di fronte (e oltre) l’emergenza Covid19.

 

Infermieri attenti a neonati e famiglie

Il Master, alla sua prima edizione, è rivolto infermieri e infermieri pediatrici, laureati appartenenti alla prima classe delle professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria di ostetrico e ostetrica. “Il neonato prematuro – afferma il professor Giovanni Vento , docente di Pediatria generale e specialistica all’Università Cattolica e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di neonatologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS - è un neonato che nasce prima della 37ma settimana di gravidanza. Il neonato pretermine prosegue il suo sviluppo gestazionale nell’ambiente extrauterino della Terapia Intensiva Neonatale e, data la sua criticità, è un paziente che richiede un elevato livello di cure, che gli permettano la sopravvivenza garantendogli la possibilità di crescere”. “Agli infermieri che lavorano in questa realtà – prosegue il professor Vento - sono richieste competenze avanzate e abilità tecniche, comunicative e relazionali, poiché all’interno della Terapia Intensiva Neonatale si vivono spesso situazioni ad alto impatto emotivo”. Il nuovo percorso formativo, primo nel suo genere in Italia, è interamente dedicato ai bisogni assistenziali del neonato e della famiglia, secondo un metodo di insegnamento tutoriale che inserisce lo studente con un ruolo attivo nella realtà operativa dell’ospedale, guidato da un infermiere esperto. Il Master prenderà in considerazione temi innovativi quali l’approccio individualizzato al neonato in Sala Parto per la gestione della transizione feto-neonatale e la rianimazione del neonato asfittico, l’assistenza al neonato in Terapia Intensiva, Sub-Intensiva e Patologia Neonatale e la metodologia della ricerca applicata alla neonatologia. A dirigere e coordinare il master, inaugurato lo scorso 27 gennaio, sono il Professor Giovanni Vento e la Coordinatrice didattica, Dottoressa Maria Nicoleta Login , con il contributo del team medico-infermieristico della UOC di Neonatologia del Policlinico Gemelli IRCCS.

 

Per una Medicina più umana

Roma Per una Medicina più umana Al via un nuovo master promosso dalla facoltà di Medicina e chirurgia. Iscrizioni fino al 17 febbraio 2020 by Federica Mancinelli | 27 gennaio 2020 Preparazione tecnico-scientifica e formazione integrale della persona: questo l’obiettivo del programma del nuovo master di primo livello in “Medicina umanizzata per la persona. Reti di comunicazione, sollievo e sostenibilità”, promosso dalla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica, al via nel campus di Roma nell’anno accademico 2019/2020. Il nuovo programma formativo è stato strutturato in collaborazione con il Centro di Bioetica e Scienze della Vita e l’Alta Scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica, GemelliART (Centro di Radioterapia Oncologica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS), Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti Onlus e Associazione Attilio Romanini Onlus. La scadenza per le iscrizioni è fissata a lunedì 17 febbraio 2020. Per ulteriori informazioni si può consultare il sito istituzionale dedicato ai master universitari: https://offertaformativa.unicatt.it/master-lista-master-umanizz-della-medic-e-delle-cure-rete-di-comun-sol-e-sost.

 

Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia

La Cattolica al Lido Cinema, radio, Tv e media digitali: i master si presentano al Festival di Venezia Al Lido “in mostra” i corsi della Cattolica che rappresentano una lunga tradizione nel settore. settembre 2019 Vera fucina di mestieri nei settori del cinema, della tv, della radio e della comunicazione, l’Università Cattolica ha una lunga tradizione nella formazione di professionisti che operano come registi, sceneggiatori, produttori, giornalisti, critici cinematografici e televisivi. Una tradizione che si snoda attraverso l’offerta dei master che sono stati presentati oggi presso lo Spazio Fondazione Ente dello spettacolo alla 76° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. All’incontro questa mattina hanno partecipato Mario Gatti , direttore della sede di Milano dell’Ateneo, Antonella Sciarrone Alibrandi , prorettore dell’Università Cattolica, l’attore Giacomo Poretti e il presidente della FEdS Davide Milani . Gestione, sviluppo, comunicazione è unico in Italia nella formazione di figure professionali in grado di operare all'interno dell'industria televisiva, con particolare attenzione agli aspetti gestionali e manageriali dell'intera filiera produttiva e distributiva. La specificità del Master è quella di puntare alla costruzione delle diverse figure professionali della radio, offrendo agli allievi l'opportunità di partecipare alla progettazione e promozione di prodotti radiofonici ed eventi correlati. Il master in Digital communication specialist forma specialisti della comunicazione in grado di gestire gli strumenti digitali in modo professionale ed efficiente nell'ambito di qualsiasi strategia comunicativa.

 

Fare Diplomazia con la Cultura

La Cattolica ne ha parlato alla Farnesina alla presenza di 25 ambasciatori di tutto il mondo. settembre 2019 «Finché l’ecosistema globale si reggeva su regole tese a gestire la circolazione essenzialmente di beni e persone, la diplomazia metteva a confronto soggetti simili che condividevano riti, regole e schemi culturali non troppo differenti tra loro. Oggi, in un mondo in cui la circolazione fondamentale è quella delle informazioni e in cui tutte le nazioni e le potenze sembrano più vicine nello spazio pur mantenendo le distanze, la diplomazia diventa essenzialmente culturale. Di grande attualità il tema dell’incontro, intitolato “Il ruolo strategico della diplomazia della cultura nell’attuale scenario geopolitico”, organizzato alla Farnesina in occasione del Graduation Day del Master in Cultural Diplomacy, offerto dall’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED) dell’Università Cattolica. E tuttavia, c’è ancora molto lavoro da fare, anche sul piano della ricerca e della formazione accademica, affinché tale approccio diventi un pilastro solido e permanente della politica estera e l’efficace strumento di una solida strategia di soft power». Così ha affermato Federica Olivares, Direttrice e ideatrice del Programma in Cultural Diplomacy dell’Università Cattolica nel suo intervento in cui ha illustrato temi, obiettivi e contenuto del programma formativo in occasione del Graduation Day. C'è infatti grande bisogno, anche in questo settore, di formazione basata su una ricerca di qualità e di innovazione.

 

Il master Cattolica protagonista al Lido

festival di venezia Il master Cattolica protagonista al Lido Marco Alessi , produttore del film italiano Tony Driver , nella sezione Settimana della critica, si è formato al corso International Screenwriting and Production . Il commento del professor Armando Fumagalli 05 settembre 2019 di Armando Fumagalli * Come molti hanno notato, la selezione del Festival di Venezia è stata senza dubbio di notevole qualità. Generi diversi e stili diversissimi, ma ci piace sottolineare qui – al di là di tanti elementi di colore - l’importanza di alcuni film che hanno trattato tematiche economiche e sociali di rilievo. Il caso del rimborso per un incidente mortale al marito di una anziana signora americana mette in moto il racconto e spalanca le porte su un sistema formalmente legale, ma nella sostanza ingiusto e marcio. Al genere del cinema della realtà fa riferimento anche un piccolo film, unico italiano nella sezione Settimana della critica, Tony Driver . Ci piace parlarne qui anche perché il suo produttore, Marco Alessi, reduce dal successo a Cannes 2018 del film La strada dei Samouni, si è formato in Università Cattolica in quello che oggi è il master in International Screenwriting and Production, dove ora insegna. Tony Driver è la storia vera di un italiano, vero nome Pasquale Donatone, che dai nove ai cinquant’anni ha vissuto in America, dove era finito a fare il taxista per clandestini messicani che volevano varcare il confine.

 

Musica, dietro le quinte dei festival

Giovedì 5 settembre una open lecture del master in Comunicazione musicale su come funzionano e come sono cambiati gli eventi pop-rock. Ma la realtà va ben oltre la mitologia: la preparazione di un evento musicale, grande o piccolo, ha bisogno di un grande lavoro: una serie di azioni e di scelte molto concrete per permettere alla “magia” di materializzarsi. Valutato con gli standard odierni, fu un clamoroso flop: condizioni di fortuna per gli spettatori, perdite economiche insostenibili, una ricaduta disastrosa sul territorio, tanto che amministrazioni locali impedirono manifestazioni simili negli anni successivi. L’idea di dedicare una open lecture in Cattolica ai festival musicali, però, non ha a che fare con le celebrazioni storico/nostalgiche tipiche di questi anniversari. Il festival è uno dei modelli centrali dell’industria della musica e dell’intrattenimento: cercheremo di capire come si è evoluto questo modello nel corso degli anni e quali sono le sue caratteristiche attuali. Il dato da cui partire è che “festival” è diventato un termine ombrello per indicare tipologie di eventi musicali molto diversi tra loro. Un esempio, di qualche anno fa: il 28 agosto del 2009 gli Oasis litigarono furiosamente dietro le quinte di un festival a Parigi e si sciolsero.

 

Diodato: «La radio è scoperta perché ha il valore della proposta»

Grande ospite dell'incontro, che si è svolto da remoto, Diodato , cantautore e vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo che ha dialogato con Dario Giovannini , Managing Director di Carosello Records, e Marco Pontini , vicepresidente di Radio Italia Solo Musica Italiana e Gianni Sibilla , direttore didattico del Master in Comunicazione Musicale. Il rapporto con il pubblico quest’anno è stato ovviamente complicato, perché la programmazione dei concerti è stata stravolta, eppure i live della scorsa estate sono stati comunque di grande connessione, si è sentita fortemente la necessità di condividere la musica. Giovannini si è soffermato sulla possibile convivenza tra radio e servizi streaming: «Il ruolo della radio oggi è cambiato, perché prima lanciava i successi, mentre oggi li certifica. Oggi succede che arrivino in radio brani che sono già dischi d’oro certificati, e perciò è più semplice mandarli in onda. Vado su Spotify perché voglio ascoltare una canzone o un podcast, ma il motivo per cui ascolto una radio è differente, perché so che invece mi può dare informazione, intrattenimento e musica selezionata, e soprattutto è la spia che fa capire a un discografico che cosa funziona in Italia. Sibilla specifica che stiamo vivendo in una fase storica fuori dall’ordinario, e in cui i servizi e i concerti in streaming hanno una funzione importante per mantenere il contatto tra l’artista e il pubblico. Diodato appoggia questa posizione e ricorda che «ci sono persone che lavorano dietro le quinte e che, a causa della pandemia e delle nuove restrizioni, si trovano in una situazione drammatica.

 

Mec, il master al femminile dove il gruppo supera la distanza

Master Mec, il master al femminile dove il gruppo supera la distanza La testimonianza delle 23 allieve del Master in Eventi e comunicazione per la cultura racconta lo spirito di coesione e solidarietà che si è creato sin dalle prime lezioni. Proponiamo la testimonianza delle 23 iscritte al Mec - Master in Eventi e comunicazione per la cultura, promosso dall’Alta Scuola in Media, comunicazione e spettacolo ( Almed ), che racconta lo spirito di coesione, intesa e solidarietà che si è creato tra loro sin dalle prime lezioni, nonostante le distanze causate dalla pandemia. Sorprendente come questa classe di 23 allieve tutte donne a distanza abbia accolto questo progetto formativo», raccontano Paolo Dalla Sega e Luca Monti , rispettivamente docente e coordinatore del Mec. «Questo è un grande obiettivo: resistere e proseguire negli studi. Perché ciascuna di loro ha compreso che per uscire dalla pandemia deve continuare a persistere e tenacemente difendere i valori della bellezza, della comunità, della partecipazione attiva alla vita della nostra Italia». Dopo solo un paio di settimane, è sorprendente la naturalezza dell’atmosfera di positività che è fiorita tra noi, compagne di questo viaggio ricco di tappe, di testimonianze e di esperienze. Stiamo entrando in punta di piedi in un nuovo percorso di vita formativo e saldamente sentito da tutte noi, stiamo sperimentando giorno dopo giorno il “toccare con mano” il nostro traguardo, il nostro futuro. Il nostro caposaldo è dunque la consapevolezza di poter condividere, collaborare e nutrirci continuamente di stimoli e curiosità, veri e propri carburanti di quello che sarà il nostro percorso formativo.

 

La “user experience” si impara al master Unicatt

Master La “user experience” si impara al master Unicatt Interfacce e modelli di interazione si arricchiscono di una dimensione psicologica. Si tratta di uno dei termini più frequentemente utilizzati nelle strategie di innovazione delle aziende e delle organizzazioni. Che si tratti di sviluppare un sito di e-commerce, un nuovo ambiente di apprendimento digitale, una app o una mostra interattiva l’obiettivo fondamentale è quello di riuscire a realizzare un’esperienza ottimale, ovvero, efficace, emotivamente coinvolgente, esteticamente gradevole, e possibilmente memorabile. Il master offre competenze per la progettazione, la prototipazione e la valutazione di esperienze centrate sulla persona nell’interazione con prodotti e servizi digitali, attraverso una prospettiva che integra il mondo della psicologia con quello del design. Ulteriori caratteristiche del corso sono la vocazione professionalizzante - grazie ai project work e all’esperienza di stage presso prestigiose aziende partner - e la personalizzazione delle competenze, attraverso l’identificazione dei percorsi più adatti alle esigenze formative dello studente e delle sue aspettative di carriera. Il Master offre inoltre la possibilità di entrare a far parte di un’ampia community di professionisti e ricercatori nell’ambito della UX e di essere costantemente aggiornati sui trend emergenti, grazie all’integrazione nel percorso formativo delle UX Talks, seminari tematici tenuti da esperti di rilievo internazionale. Infine, entra in gioco l’abilità di tradurre queste dimensioni psicologiche in elementi di design - interfacce, modelli di interazione, contenuti - che siano accessibili a tutti, facili da usare e da apprendere.

 

Storyword, il filo rosso tra comunicazione e realtà nato nel master Media Relations

Per quanto la mia non sia interessante come quella di Mauro Icardi o di uno youtuber con milioni di follower, proverò a non annoiarvi con il racconto del mio percorso da comunicatore. Nonostante la mia laurea in legge non fosse il naturale trampolino di lancio verso il mondo della comunicazione, decido di intraprendere questo percorso iscrivendomi nel 2017 al Master Media Relation e Comunicazione d’Impresa dell’Alta Scuola di Media Comunicazione dell’Università Cattolica. Sarò sincero, il mio primo contatto con questo fantastico mondo risale a qualche anno prima, quando fondo a 19 anni una piccola agenzia di eventi nella mia città natale, Catania, grazie alla quale ho la fortuna di collaborare con il brand Red Bull per 3 anni. Vedo nella stessa aula il Direttore Comunicazione di Generali, Snam, Whirpool, Italcementi, e brand del calibro di Coca-Cola, Fc Internazionale, Pirelli giusto per citarne alcuni e capisco subito di aver fatto la scelta giusta. Alla fine di questa incredibile esperienza, arriva una gradita chiamata dal master dell’Università Cattolica che non si era scordato di me. Mi propone un colloquio per Transcrime , centro di ricerca sulla criminalità transnazionale. Per Transcrime, in qualità di responsabile della comunicazione, svolgo diverse funzioni: dalla definizione del piano di comunicazione, alle media relation, passando per la strategia e la gestione di tutti i touchpoint del centro, senza trascurare l’organizzazione di eventi. Dall’altro lato, si propone di analizzare l’impatto della comunicazione mediatica sulla vita sociale, politica, economica e intellettuale di tutti coloro che, in un modo o nell’altro, ne sono fruitori.

 

Dall’Europa degli Stati all’Europa solidale, la lezione di Treu

GRADUATION DAY ALTEMS Dall’Europa degli Stati all’Europa solidale, la lezione di Treu Celebrata online la cerimonia di diploma dei master dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Ateneo. La lezione del presidente del CNEL su emergenza e nuova Europa by FEDERICA MANCINELLI | 11 novembre 2020 «La crisi che stiamo vivendo colpisce la salute, l’economia, le relazioni fra le persone, è una crisi senza precedenti che ci costringe a ripensarci tutti. La crisi del Covid ha caratteristiche senza precedenti - ha proseguito il presidente del CNEL - soprattutto nell’impatto sul mondo del lavoro, nella caduta dei consumi e nella gravissima reazione di difesa delle persone con un forte aumento del risparmio. La gravità dell’impatto di questa crisi si confronta con quello della crisi precedente del 2008, aggravandone i parametri, essendo davvero tutti di fronte a una situazione drammatica. La cerimonia per il Graduation Day ALTEMS si è aperta con l’intervento della professoressa Antonella Occhino , preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica (nella foto in alto, con il professor Americo Cicchetti) «Sono lieta di questa prima occasione di presenza e condivisione nel campus di Roma dell’Ateneo. Ringrazio infine il professor Treu per avere accettato di partecipare a questa cerimonia e lo ringrazio per avere voluto condividere con noi temi fondamentali come quelli del lavoro e della nuova Europa”. Il premio, dell’importo di Euro 2.500,00 istituito con Bando di concorso, è destinato alla pubblicazione di tesi e project work di carattere economico e giuridico realizzati nell’ambito dei master universitari di II livello promossi dall’ALTEMS.

 

Al Festival della diplomazia il Case study di Unicatt e Intesa Sanpaolo

Cultural diplomacy Al Festival della diplomazia il Case study di Unicatt e Intesa Sanpaolo The Case Centre, la più autorevole piattaforma internazionale che raccoglie Casi di Studio di eccellenza delle maggiori Business School mondiali, pubblica il Case Study di Almed e Intesa Sanpaolo. culturaldiplomacy #gallerieditalia #master Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Unicatt a Venezia 77 ricordando Fellini

Festival del cinema Unicatt a Venezia 77 ricordando Fellini È dedicato alla recezione nel mondo cattolico del film “La dolce vita” uno degli eventi organizzati al Lido, con la partecipazione di padre Antonio Spadaro . Diretta streaming by Emanuela Gazzotti | 10 settembre 2020 L’Università Cattolica partecipa a Venezia 77 , primo evento nazionale in presenza dopo il periodo di emergenza. Per il secondo anno consecutivo, insieme a Fondazione Ente dello Spettacolo , l’Ateneo è presente al Festival con tavole rotonde e presentazioni di master e ricerche. La circolazione internazionale dell’audiovisivo italiano a cura di Massimo Scaglioni (vedi a fianco) , oggi si parlerà dell’ecosistema dei media audiovisivi che nel corso di soli pochi anni è molto mutato. cinema #venezia 77 #master #fellini Facebook Twitter Send by mail Print CINEMA MADE IN ITALY Il primo evento promosso da Università Cattolica e Fondazione Ente per lo Spettacolo al Festival di Venezia è stato l’8 settembre l’incontro di presentazione del libro a cura di Massimo Scaglioni Cinema made in Italy. La percezione di una certa idea di nazione è anche attivata dalla circolazione, fuori dai propri confini, dei valori e contenuti associati ai prodotti dell’industria culturale nazionale. Se è vero che l’oggetto culturale entra a far parte del cosiddetto “made in Italy”, l’audiovisivo si è distinto per la capacità di diffondere un marchio di qualità e di stile e per la produzione di racconti, modelli iconografci relativi alla nostra personalità e al nostro.

 

Avanti con passione verso il lavoro che cambia

L’apprendimento nel corso di un master è un valore aggiunto rispetto a quello nell’ambito di una laurea perchè facilita percorsi e processi». Alla tavola rotonda tutta al femminile hanno partecipato quattro professioniste e ex allieve di master dell’ateneo che si sono trovate d’accordo sull’alto valore dei corsi frequentati in Università Cattolica dal punto di osservazione della carica che oggi ricoprono. Il master è un regalo a se stessi, un dono per la propria crescita professionale, qualcosa che ci si porta dietro come bagaglio per sé e per la struttura presso la quale si lavora o si andrà a operare». E la terza è “contaminazione dei saperi”, un metodo lungimirante che allarga la visione rispetto a competenze già acquisite che possono arricchire la professione. Pienamente d’accordo è stata Marcella Del Giudice che in Cattolica ha scelto il master in “Corporate governance” dopo una laurea in Giurisprudenza proprio per ampliare il bagaglio di conoscenze e avvicinarsi a professioni diverse da quella più tradizionale dello studio legale. Il coinvolgimento delle aziende nei percorsi di master - ha specificato Puzzo - è fondamentale non solo per le testimonianze in aula della vita vissuta, ma anche e soprattutto nello sviluppo e progettazione dei contenuti, vincente se in simultanea tra azienda e accademia. Un suggerimento prezioso per la scelta è anche l’essere lungimiranti, come ha detto Antonella Puzzo, non fermarsi al “vincere facile” che è poco motivante e che magari a lungo termine non è nemmeno appagante.

 

Serie tv, una “bottega rinascimentale”

Attila e I Barbari i loro progetti vincitori by Emanuela Gazzotti | 10 luglio 2020 Due dei quattro progetti vincitori del premio StoryLab2 Development Grants sono targati Università Cattolica e tra gli autori tre sono alumni dell’ateneo. Il bando che supporta i giovani sceneggiatori di cinema e tv è arrivato alla sua seconda edizione ed è promosso dall’ Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (Almed) dell’Ateneo di largo Gemelli e dalla Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti di Milano. La giovanissima autrice del progetto vincitore Attila è Marta Mazzetti (nella foto), 24enne laureata in Linguaggi dei media alla Cattolica e diplomata lo scorso novembre al master di Almed International Screenwriting and Production , promotore del Premio, che ha scoperto frequentando una open lecture con il famoso sceneggiatore americano Randall Wallace. A questo progetto che mette a tema l’integrazione di comunità che vivono fianco a fianco senza conoscersi davvero e guardandosi reciprocamente come “barbari”, ha collaborato Nicola Peirano, laureato alla magistrale in Filologia moderna alla Cattolica e anche lui diplomato al lo stesso Master della Cattolica. Dopo una breve esperienza lavorativa in BeActive, una società portoghese specializzata in produzioni crossmediali e transmediali per la tv, il cinema e il web, Nicola ha frequentato un corso di specializzazione della Rai sulla scrittura seriale, dove ha conosciuto quelli che sarebbero diventati i colleghi del progetto I Barbari . A firmare i progetti, giovani autori, sceneggiatori e film makers che hanno studiato o abitano nel territorio lombardo e ai quali verrà ora assegnato un importo complessivo di 37.000 euro, il supporto di un tutor di progetto e sessioni gratuite di training on the job. I vincitori hanno ora circa otto mesi di tempo per sviluppare e concludere i loro progetti, che verranno presentati a un’ampia platea composta dalle più importanti case di produzione televisive e cinematografiche in Italia nel corso della terza edizione del Milano Pitch prevista per febbraio 2021 .

 

Open Week Master e Postlaurea, oltre 68mila spettatori per 15 ore di diretta e 300 video

Open Week Master & Postlaurea Open Week Master e Postlaurea, oltre 68mila spettatori per 15 ore di diretta e 300 video Nella Fase 2 dell’emergenza Covid-19 presentati con una formula innovativa in 12 giorni 195 master dei cinque campus dell’Università Cattolica con sette nuove proposte. Una proposta ricca e articolata con oltre 80 ospiti, 15 ore di diretta, 300 video prodotti e pubblicati che nelle 12 giornate - tra presentazioni, live talk e webinar - ha registrato numeri consistenti e inattesi: complessivamente 68.101 spettatori, 31.702 interazioni, raggiungendo oltre un milione di persone (1.036.221). Sono 195 i master di I e II livello (di cui 14 erogati in lingua inglese ) dell’Università Cattolica previsti per l’anno accademico 2020/21: corsi per tutte le esigenze professionali, flessibili, modulari per conciliare la preparazione personale con l’attività lavorativa. Comunicazione digitale, imprese e territorio, risorse umane, sport, finanza, sostenibilità, cura della persona: sono alcune delle dodici aree tematiche che caratterizzano l’offerta formativa postlaurea dell’Ateneo, approfondite anche durante sei tavole rotonde organizzate nell’ambito dell’ Open Week Master &; Postlaurea dell’Università. Il 12 giugno si è parlato di “ Diplomazia della cultura e carriere internazionali ” , dove è emerso il ruolo della cultural diplomacy , che unisce molteplici capacità come quella di parlare a pubblici diversi, di essere attrattivi, di influenzare le relazioni tra paesi nel mondo, attraverso il linguaggio della cultura. Promosso da Alta Scuola in Economia e Management dei sistemi sanitari ( Altems ) e da Alta scuola in Media, comunicazione e spettacolo ( Almed ), il master “Comunicazione sanitaria” formerà coloro che operano, o intendono operare, nell’ambito della comunicazione aziendale con specifico riferimento al settore sanitario, sia pubblico sia privato. “Qualificazione di tecnici commerciali e marketing delle agro-forniture” è il nuovo master promosso dall’Alta Scuola di management ed economia agro-alimentare della sede di Cremona ( Smea ).

 

La cultural diplomacy passaporto per il mondo

È un’arte, quella della cultural diplomacy , che unisce molteplici capacità come quella di parlare a pubblici diversi, di essere attrattivi, di influenzare le relazioni tra paesi nel mondo, attraverso il linguaggio della cultura che comprende la valorizzazione delle qualità di ciascuno, dall’arte allo sport, dalla musica al cibo. Nell’ambito di queste tre aree il master prepara a carriere internazionali attraverso lezioni interattive e docenti provenienti da tutto il mondo, visite degli studenti a ambasciate, ministeri, musei e organizzazioni internazionali - ha dichiarato in apertura Federica Olivares -. Per l’area culturale Silvia Foschi , Director Patrimonio Storico Artistico e Attività Culturali di IntesaSanpaolo, ha raccontato l’attività culturale di Intesa sottolineando il valore della collaborazione con il Master in particolare sul “Progetto cultura”, programma triennale all’interno del piano di impresa. Alla domanda su quali cambiamenti la crisi di questi mesi porterà nel futuro lavorativo, Silvia Foschi ha messo l’accento sulla parola “crisi” che etimologicamente rimanda alla separazione, ma anche al discernimento, alla valutazione. Anche per l’Ambasciatore Fabrizio Lobasso della Direzione Generale per la Mondializzazione del Ministero degli Esteri la crisi è un concetto cruciale: «Questa è una grande occasione per ripensare i rapporti in chiave ancor più inter-culturale, dove inter è indice di meticciamento del proprio essere nei confronti degli altri. Sono infatti partiti all’inizio di giugno i primi stage in smart working, skill indispensabile per il lavoro oggi, uno di una studentessa presso gli Uffizi di Firenze, e altri in grandi istituzioni come Ministero degli esteri, Ministero dei beni culturali, Istituto Affari Internazionali, Associazione Italia - Asian, RES4Africa, Fao, Unesco. Il capitale della fiducia è alla base della comunicazione nei prossimi anni, insieme con l’importanza di ridare la speranza attraverso la narrazione di uno storydoing e non più solo uno storytelling e di un linguaggio che trasmetta positività.

 

Il talento è anche questione di organizzazione

È l’identikit del “talento di oggi” che Umberto Frigelli , consigliere nazionale per AIDP Lombardia, l’Associazione italiana per la direzione del personale con più di 3.000 associati in tutta Italia, ha tracciato nell’incontro “Costruire il talento: smart organization o smart people?” . Sono passati vent’anni da quando tre consulenti della McKinsey hanno coniato il termine “guerra dei talenti” eppure il tema della costruzione del talento resta ancora molto dibattuto e al centro della People strategy di molte organizzazioni. Talento deriva dal greco tàlanton e si riferisce al piatto della bilancia che ha sempre connotato il talento, con il senso della direzione che ciascuna persona ha. Quindi il talento, in questo caso, è pensato come una dote che se non c’è non si può imparare. Il capo in una relazione di lavoro non è più quello che un tempo sapeva fare qualcosa meglio di altri ma è colui che fa la cosa giusta, crea significato a quello che stiamo facendo, aiuta a sbrogliare la matassa». Ecco perché «in questa fase di grande evoluzione tecnologica ci vogliono capi che si mettano al servizio dei collaboratori, sappiano orientare le scelte, abbiano una visione, creino un contesto in cui una persona può svolgere quello che è chiamato a fare». Già perché il compito delle università, ha fatto eco Luigi Serio , docente di Economia e gestione delle imprese, «è trasferire competenze e la capacità di combinarle», «aiutare i nostri ragazzi ad avere un approccio inclusivo» per «ricreare una funzione sociale di impresa dove le persone possano trovare un senso». Pertanto, ha rimarcato il giuslavorista Vincenzo Ferrante , il «talento è importante se non lo si seppellisce», per questo è fondamentale l’organizzazione che va però modificata per renderla più efficiente e produttiva.

 

Tiziano Ferro: «Studenti, nutrite la vostra aspirazione ogni giorno»

Anche il tradizionale appuntamento con i master, le scuole di specializzazione, i dottorati di ricerca e la formazione continua quest’anno si è trasferito sui canali social e che nel suo esordio ha raggiunto 13.780 persone, ottenuto 1.108 interazioni, registrato 3.766 spettatori. Nel video che ha dato il là alla manifestazione e che si protrarrà fino al 26 giugno Tiziano Ferro racconta che «la musica nasce dal silenzio, è stata la colonna sonora dei miei sforzi in un mondo nel quale non c’erano i social media e nemmeno corsi universitari così stimolanti. Alle 17 è seguita la tavola rotonda “ Il lavoro che cambia: formarsi per le nuove professioni ”, introdotta da Mario Gatti , Direttore Area Ricerca e Sviluppo dell’Università Cattolica, il quale ha evidenziato come i master sanno offrire un mix di competenze, di visione e capacità di adattamento al mondo del lavoro. Rispetto a dieci anni fa è cambiato il focus, i profilo dei giovani che stanno cercando perché è cambiato il mondo, a prescindere dalla situazione Covid. Pian piano si sono rese conto che questo non era il modo migliore per selezionare i giovani sul mercato del lavoro poiché spesso non corrispondeva con il profilo richiesto, con le caratteristiche delle persone che le aziende avevano in mente. Il consiglio che mi sento di dare a chi deve scegliere è quello di cogliere tutte le opportunità che il master mette a disposizione». Le competenze post laurea sono una cinghia di trasmissione per collegarti al mondo del lavoro poiché sviluppa la competenza, la capacità di mettersi in gioco che poi verrà integrata quando si arriva nel mondo del lavoro».

 

Nespoli, una lectio dallo spazio

Una lezione dallo spazio intitolata “Oltre l’alta affidabilità: rischio e sicurezza nel settore aerospaziale” in occasione dell’evento conclusivo della quinta edizione del Master Executive in “Risk Management: decisioni, errori e tecnologie in medicina” dell’ALTEMS. Paolo Nespoli discuterà con gli studenti del “risk management” come pilastro della sicurezza del settore aerospaziale e dei fattori che hanno reso questo settore tra i più sicuri. Gli astronauti affrontano imprevisti ed errori cui va posto rapidissimo rimedio e che possono diventare una grande opportunità per imparare e per creare una vera cultura della sicurezza. La lezione di Nespoli sarà introdotta da Americo Cicchetti , Direttore dell’ALTEMS, e Claudio Grassi , Vice Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica, e moderata da Antonio Crucitti , Direttore del Master ALTEMS in Risk Management dell’ALTEMS. L’intervento di Paolo Nespoli sarà seguito da una sessione di “Questions &; Answers” degli studenti di Economia curata da Alberto Fiore e Paolo Oppedisano , Coordinatori del Master ALTEMS in Risk Management. Le conclusioni dell’evento sono affidate a Domenico Bodega , Preside della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica. “Il mondo sanitario – afferma il professor Cicchetti - può e deve ancora imparare dai settori cosiddetti ad “alta affidabilità” quali sono le sfide future della “patient safety”.

 

Il valore della genitorialità sociale

Milano Il valore della genitorialità sociale Formare gli operatori che accompagnano le famiglie in situazioni difficili e i bambini nei percorsi dell’affido e dell’adozione richiede competenze professionali specifiche e raffinate offerte da un master della Cattolica, arrivato alla sua quinta edizione. E ciò vale a maggior ragione per l’adozione che consente un sorprendente recupero non solo dal punto di vista dello sviluppo cognitivo e del processo di attaccamento, ma anche da quello della crescita psico-fisica, come mostrano alcune ricerche condotte dal Centro di ateneo Studi e ricerche sulla famiglia. In breve: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di percorsi che hanno esiti positivi, nonostante gli ineliminabili fattori di rischio, riconducibili prevalentemente alla storia pregressa del minore che non può essere cancellata. Dunque l’affido, così come l’adozione, costituiscono di fatto una valida alternativa quando l’allontanamento dal nucleo di origine risulta inevitabile (e ciò va ovviamente appurato con molta cura) in quanto garantiscono un contesto adeguato per lo sviluppo e la possibilità di sperimentare legami familiari saldi e continuativi. Parliamo in questi casi di genitorialità sociale ovvero di una genitorialità che si basa sulla capacità di allargare i confini familiari e accogliere in quanto figlio (“a tempo” nell’affido e “per sempre” nell’adozione) un figlio nato da altri. Nel piano di studi sia dei futuri psicologi clinici sia degli assistenti sociali sono stati inseriti corsi che trattano nello specifico di queste temi, come è chiaro dal titolo stesso degli insegnamenti. Ma si è pensato anche ad una formazione di secondo livello per quanti già operano o intendono operare in questo settore mediante la proposta di un master realizzato nell’ottica di implementare la costruzione di una competenza specifica propriamente interdisciplinare nel campo dell’affido, dell’adozione e dell’accoglienza familiare.

 

Master Mec, arriva la borsa di studio

cattolicapost Master Mec, arriva la borsa di studio I giovani under 25 interessati al corso possono mandare entro il 15 settembre, tre selfie con tre biglietti di spettacoli e tre recensioni brevi. giugno 2019 È stata presentata la prima borsa di studio del master Mec in ideazione e progettazione degli eventi culturali insieme al sito trovafestival.it. Il sito contempla tutti i generi: arte, musica cinema, spettacolo, fotografia, letteratura, poesia e il Mec invece sta cercando nuovi allievi per l’edizione 2019/2020, in particolare i giovani Under 25 che abbiano seguito durante l’estate un po’ di queste belle manifestazioni». Ruggero Eugeni , già direttore di Almed, ricorda i vent’anni del Mec, che ha generato altri master e altre iniziative di formazione all’interno dell’Università Cattolica. Sulla stessa linea Lucio Argano , il docente di progettazione, che ha creato il Mec e lo continua a fare dal 2000, e Paolo Dalla Sega , fondatore e anima del master. Alla presentazione sono intervenuti anche il direttore scientifico Claudio Bernardi (a distanza), insieme ai colleghi di drammaturgia e di teatro dell’università, e a Paolo Colombo , docente di storia contemporanea, Massimo Locatelli , che insegna storia del cinema, Martina Angelotti , per storia dell’arte, Barbara Rivoltella , che insegna pianificazione economica. A tutti gli studenti che hanno voglia di attraversare questa bellissima esperienza di formazione tocca un’estate ricca di appuntamenti: andare in giro, curiosare, vedere, essere sempre desiderosi di apprendere vedendo cose nuove.

 

Quando il master fa la differenza

by Emanuela Gazzotti | 24 maggio 2019 Più di 100 corsi di primo e secondo livello per l’anno accademico 2019/20 di cui 20 in lingua inglese. corsi solo nelle sedi padane di cui solo a Milano 71, 36 dei quali prevedono uno stage e sono erogati con lezioni serali, o blended, o nel fine settimana per agevolare gli studenti lavoratori. Sono i numeri del successo dell’offerta post graduate dell’ateneo presentata all’ Open Evening giovedì 24 maggio a 600 persone che hanno gremito il primo chiostro con uno stand per ogni master dove chiedere informazioni sui corsi, le scuole di specializzazione, i dottorati di ricerca e le summer school. Oltre i due terzi dei master promossi dal campus milanese hanno uno storico di dieci o più edizioni, garanzia di una qualità ormai riconosciuta e indice di ricchezza in termini di reti e rapporti con aziende e istituzioni sul territorio. Una sfida raccolta anche da Ismene Papageorgiu , responsabile Master e corsi specializzanti del campus di Milano dell'ateneo, che parlando dei master evoca «l’importanza del bagaglio di competenze e linguaggi forniti non solo per specializzare la persona, ma come strumenti per affrontare in futuro lavori oggi inaspettati». Sulla stessa lunghezza d’onda è stata Nicoletta Bernasconi , responsabile Relazioni con Università e Scuola di Intesa Sanpaolo, che ha messo l’accento sulla «learning agility, ossia la capacità di sfruttare le competenze apprese durante il master e di applicarle a mestieri che esisteranno solo in futuro». Fiore all'occhiello dell'ateneo in particolare per quanto riguarda i percorsi post.laurea è l'interdisciplinarietà, carta vincente riconosciuta anche dalle aziende nei loro percorsi di selezione di giovani e di sviluppo di carriera.

 

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