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Biblioteca, gratis la piattaforma di ricerca basata sull’IA

Ateneo Biblioteca, gratis la piattaforma di ricerca basata sull’IA L’Università Cattolica, primo ateneo italiano a usare Yewno Discover , dal 30 giugno fino alla fine di agosto mette a disposizione di tutti lo strumento alimentato dall’Intelligenza Artificiale. Un’iniziativa che agevola la condivisione della conoscenza 30 giugno 2020 L’Università Cattolica del Sacro Cuore da oggi e fino alla fine di agosto 2020 offrirà gratuitamente a tutta Italia Yewno Discover , un potente strumento di ricerca alimentato dall’Intelligenza Artificiale. Yewno Discover è una piattaforma di ricerca basata sul web che aiuta i docenti, i ricercatori e gli studenti a svolgere rapidamente ampie ricerche per concetti. Con l’aiuto di tecnologie di machine learning e di avanzate visualizzazioni grafiche, gli utenti possono cercare argomenti di interesse, comprendere come tali argomenti si relazionano con altri e accedere a documenti di qualità accademica. L’Università Cattolica è stato il primo ateneo italiano a utilizzare Yewno Discover per supportare i propri studiosi e valorizzare le risorse documentali della Biblioteca, immettendovi anche dati bibliografici contenuti nel proprio repository istituzionale Publicatt. Da oggi gli utenti istituzionali vi accedono tramite il Catalogo d’Ateneo anche in modalità off-campus (autenticandosi con il proprio account nominale d’Ateneo), con la possibilità di raggiungere da Yewno anche documenti a testo completo di numerose risorse elettroniche – libri e riviste – sottoscritte in abbonamento dalla Biblioteca. Yewno Discover è ciò che chiamiamo intelligenza aumentata: permette alle persone di acquisire rapidamente le conoscenze che richiederebbero molto più tempo per la ricerca e la lettura.

 

CeSI, solidarietà e ricerca al servizio dei più poveri

Le voci del 5xmille CeSI, solidarietà e ricerca al servizio dei più poveri Dallo sviluppo di progetti di cooperazione ai programmi di volontariato: è grazie ai finanziamenti del 5x1000 e al supporto dell’Istituto Toniolo che il centro di Ateneo negli anni ha erogato oltre 350 borse di studio. Parla il direttore Marco Caselli by Beatrice Broglio | 29 luglio 2020 L’attuale situazione impone una riflessione sulle gravi implicazioni che la crisi conseguente alla SARS-CoV-2 avrà sulle condizioni economiche del nostro Paese e su molte famiglie nei prossimi mesi. Basti pensare che dal 2010 a oggi in virtù di questo strumento è stato incrementato il numero di borse di studio, consentendo a 2.183 giovani di formarsi in Cattolica. Professor Caselli, tra le numerose attività svolte dal CeSI vi sono anche il Charity Work Program e iniziati- ve di solidarietà a sostegno dei Paesi emergenti. Grazie ai finanziamenti del 5x1000 e al supporto dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori sono state erogate negli anni oltre 350 borse di studio, a copertura totale o parziale delle spese. Per quanto riguarda inve- ce i progetti di cooperazione e solidarietà, gli ambiti di riferimento riguarderanno quest’anno la forma- zione in Africa, con una particolare attenzione all’ambito sanitario, e il supporto delle popolazioni cristiane in Medio Oriente». Si tratta di un progetto pensato prima della crisi legata al Covid-19, e che tuttavia verrà declinato in maniera tale da contribuire a contenere e gestire l’attuale emergenza, il cui impatto nei Paesi in Via di Sviluppo potrebbe essere devastante».

 

Bioplastiche: quanto si biodegradano?

“Questi materiali sono frutto della ricerca volta a trovare un’alternativa sostenibile alle plastiche originate da fonti combustibili fossili” sottolinea la dott.ssa Francesca Bandini , dottoranda della Scuola di Dottorato AgriSystem e prima autrice dello studio. “Le bioplastiche, cioè i materiali plastici da risorse rinnovabili, possono essere degradate nell’ambiente grazie all’azione di microrganismi e in determinate condizioni di tempo, temperatura e umidità”. Cosa ne è emerso? La bioplastica è davvero biodegradabile? I risultati delle prime analisi, che richiederanno una validazione più approfondita in impianti pilota, sembrano confermare la mancata biodegradazione del PLA in condizioni anaerobiche e la presenza di tracce ancora visibili di PLA nel compost finale. Le analisi da noi condotte hanno inoltre mostrato che questo materiale, durante il compostaggio, provoca un notevole aumento di acidità nell’ammendante ottenuto, con un impatto negativo sulla germinabilità di pomodoro e lattuga. Per questo è opportuno che questi polimeri, oltre a rispondere ai requisiti dello standard europeo EN13432, siano sottoposti ad un’attenta valutazione in relazione alle reali condizioni degli impianti in cui avviene il di trattamento. Su questo aspetto la ricerca può fare molto al fine di implementare il processo e favorire le attività di degradazione microbica e la correzione del pH. C’è quindi un problema di gestione di alcune bioplastiche, che può inficiarne l’effettiva biodegradabilità. I nostri prossimi studi coinvolgeranno nuovi manufatti di bioplastiche (come le posate monouso) in impianti pilota e valuterà il problema delle contaminazioni incrociate tra le plastiche tradizionali di origine fossile e quelle di origine biologica, materiali chimicamente ben diversi e destinati a processi che dovrebbero essere ben separati.

 

Senza fondi alla ricerca non si aiuta il progresso europeo

Il “Next Generation Eu” per la “Ripresa” e la “Resilienza”, con l’emissione nel periodo 2012-2024 di 750 miliardi di Recovery bond, è una innovazione epocale che si connette anche al Quadro Finanziario Poliennale (QFP) 2021-2027 per 1100 miliardi. Ricerca e Innovazione Tra questi aggiustamenti è necessario quello per i fondi alla Ricerca e Innovazione del programma Horizon Europe. Il Parlamento europeo aveva proposto a suo tempo 120 miliardi e poi la Commissione 94 miliardi. Il Consiglio Europeo di febbraio tagliò alcuni miliardi e quello iniziato il 17 luglio è “planato” addirittura a 80 miliardi. David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, è meritoriamente deciso a una trattativa molto ferma con il Consiglio (oggi si incontrano Angela Merkel, Ursula von der Leyen e lo stesso Sassoli) per ritornare sperabilmente verso i 100 miliardi. È evidente che non si vogliono e non si possono danneggiare le conclusioni del Consiglio, ma va anche ricordato che senza gli aumenti dei “Rebates” ai Paesi frugali (Olanda, Svezia, Danimarca, Austria) si passerebbe dagli 80 a quasi 90 miliardi. continua a leggere su Huffingtonpost ] * professore emerito di Economia politica all’Università Cattolica, fondatore e attualmente presidente del Consiglio scientifico del Cranec (Centro di ricerche in Analisi economica), presidente emerito dell’Accademia Nazionale dei Lincei #recoveryfund #horizoneurope #ricerca Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Verde urbano: un investimento, non un costo

Tuttavia la spesa che i comuni o i lottizzatori devono sostenere per implementarne e gestirne la presenza è vista spesso come un costo “necessario”, mal sopportato, in genere da minimizzare. Ciò che manca alla valutazione economica dei costi e dei benefici relativi agli investimenti in verde è la valutazione dei servizi di natura pubblica che il verde urbano, se ben gestito, genera per la collettività» aggiunge il professore. Con il progetto ServE Verde, finanziato dal Gal Oglio-Po nell’ambito del Psr Lombardia, ci poniamo l’obiettivo di individuare, analizzare e comunicare i servizi ecosistemici e il contributo alla sostenibilità generato dai buoni investimenti in verde urbano». Quali sono le azioni concrete che verranno sviluppate nell’ambito del progetto? «ServE Verde prevede la realizzazione di diverse attività informative e divulgative, compreso un convegno finale per l’esposizione dei risultati del progetto, rivolto a tutti i soggetti interessati alle amministrazioni locali, ai cittadini, agli operatori economici del settore. Conoscere i servizi ecosistemici forniti dal verde urbano e, quindi, dalle produzioni destinate a tale scopo, nonché le possibili innovazioni in termini di sostenibilità potrà aiutare le aziende del comparto florovivaistico nelle scelte produttive da realizzare nel prossimo futuro». E per gli enti locali quali saranno le ricadute positive? «Gli enti locali potranno impiegare le informazioni sulla sostenibilità e i servizi ecosistemici forniti dal verde urbano per la promozione del territorio e, soprattutto, per una migliore pianificazione delle infrastrutture verdi. Inoltre i benefici del progetto ricadranno anche sulla popolazione, il principale soggetto fruitore del verde nelle città: una migliore consapevolezza nelle aziende produttrici del verde urbano e in chi lo gestisce non potrà, infatti, che migliorare l’offerta di infrastrutture verdi».

 

Studenti, vogliamo ricominciare a vivere l’università

Questo dato non è solo un’evidenza empirica emersa dalla ricerca Vita degli studenti universitari al tempo del Covid-19 , promossa da alcuni ricercatori di diversi atenei italiani, ma anche l’indice della speranza di poter tornare a vivere l’esperienza degli studi e delle relazioni dal vivo. Lo studio, a cui hanno partecipato anche i ricercatori del dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica Sara Nanetti e Matteo Moscatelli , ha restituito un’immagine complessa della situazione dei giovani che abitano l’università ogni giorno e che ad un tratto hanno dovuto cambiare le modalità di studio durante l’emergenza sanitaria. Su scala nazionale hanno dato risposte valide 14.888 studenti, testimoniando il desiderio di condivisione rispetto al cambiamento avvenuto e l’intenzione di lasciare una traccia dell’esperienza vissuta. Il 40,1% dei rispondenti è al primo anno di corso, pertanto i dati risultano particolarmente utili per approfondire l’orientamento degli studenti che proseguiranno nei prossimi anni il loro percorso di studi: il 91,5%, infatti, pensa che continuerà il proprio percorso in Cattolica. Gli studenti Unicatt che hanno partecipato alla ricerca, nonostante una netta preferenza per la didattica in presenza, hanno apprezzato l’offerta di corsi e insegnamenti in modalità “remota”. Sia gli studenti fuori sede sia gli studenti lavoratori avvalorano l’importanza conferita all’esperienza concreta dell’abitare le aule universitarie, di incontrare i colleghi di corsi, di scambiare pareri e dialogare personalmente con i docenti. L’immagine dell’Università, che emerge dalle parole citate dagli studenti nella domanda aperta ( Cosa le è mancato di più dell’università durante il periodo dell’emergenza? ), eccede l’erogazione di servizi didattici e della valutazione della preparazione, ma costituisce il fulcro di uno spazio di crescita personale.

 

Italia-Belgio, le foreste che abbattono le polveri sottili

Basti pensare che dal 2010 a oggi in virtù di questo strumento è stato incrementato il numero di borse di studio, consentendo a 2.183 giovani di formarsi in Cattolica. Il focus è comprendere come la differenza di clima influenzi la capacità delle foreste di catturare – o eventualmente mettere – l’aerosol atmosferico, il Pm fine e ultrafine», spiega Gerosa. Ed è qui che svolge la sua attività di ricerca, nel team di Gerosa, Laura Bignotti , dottoranda al secondo anno dell’ International Doctoral Program in Science attivato congiuntamente con la KU Leuven con un progetto di ricerca sostenuto dal 5x1000 , intitolato: Size-resolved aerosol particle deposition to european broadleaved forests . Ci interessa capire quali classi di particolato vengono rimosse dalla foresta, con i conseguenti vantaggi da un punto di vista della salute umana, quali vengono prodotte all’interno della foresta e più in generale i processi che hanno luogo. Le misure di flussi di aerosol sono state arricchite, inoltre, da misure di concentrazione di particelle in differenti punti della foresta per valutare l’effetto di schermatura svolto da quest’ultima». L’obiettivo dei ricercatori è di quantificare qual è il potenziale delle foreste di rimuovere le polveri, dando riscontro del fatto che, se noi preserviamo gli ecosistemi verdi, la restituzione è molto superiore al costo del loro mantenimento. La cosa bella di questo processo è che non si è mai soli, perché si basa sul lavoro di squadra, sul dialogo e sul confronto, sia con i membri del proprio gruppo di ricerca sia con équipe internazionali.

 

Al via il progetto di ricerca Opinion leader 4 future

Una delle sfide principali che le istituzioni devono raccogliere è quindi identificare le caratteristiche e i modelli di influencing dei nuovi leader di opinione, rendendoli parte attiva dei flussi comunicativi. Nello spirito della Terza Missione, Università Cattolica, attraverso il sistema delle Alte Scuole di cui Almed fa parte, ha creato un percorso di ricerca per comprendere i processi di creazione dell’opinione». L’istituto ha aderito con entusiasmo alla scelta di Almed di portare avanti con decisione questo progetto perché ritiene che una corretta informazione sia alla base della possibilità di porre in essere, consapevolmente, quelle scelte che ciascuno di noi compie giornalmente e che influenzano la nostra vita. La ricerca continuativa è finalizzata a comprendere caratteristiche e modalità di funzionamento dei processi di influencing online e offline, attraverso la messa a punto di modelli interpretativi e di nuovi tool di analisi. In parallelo alla ricerca continuativa, l’interpretazione di casi di studio permetterà di testare la validità degli strumenti di analisi individuati e di esplicitare la crescente rilevanza degli opinion leader. Primo banco di prova e sfida della ricerca è stata la messa a sistema di un ampio plesso di studi condotti durante il lockdown sulle direzioni, la velocità e i modi di diffusione delle informazioni. Di fronte alla ridondanza informativa ogni individuo ha provato a mettere in atto processi di ordinamento dei contenuti e di selezione delle fonti, al fine di creare personali modelli interpretativi e orientare i propri comportamenti.

 

Robot, partner sociali nello sviluppo dei bambini

È quanto emerge da uno studio condotto su 32 bambini di diciassette mesi, nato dalla collaborazione tra l’ Unità di Ricerca sulla Teoria della Mente all’interno del dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica, l’Università di Kyoto, l’Università Doshisha e l’Università di Osaka. Per la ricerca, alla quale hanno partecipato per l'Italia i ricercatori della Cattolica Antonella Marchetti , Davide Massaro , Cinzia Di Dio e Federico Manzi , è stato usato un robot umanoide del laboratorio giapponese guidato dal professor Hiroshi Ishiguro. Secondo la massima di Henri Bergson “L'occhio vede solo ciò che la mente è preparata a comprendere”, gli occhi non servono solo per vedere ciò che ci circonda: lo sguardo riflette il mondo interiore dell’individuo ed è fondamentale per le relazioni sociali, in particolare per la specie umana. L'abilità di comprendere dallo sguardo cosa un altro essere umano intenda fare non è innata, al contrario essa si sviluppa nel corso dei primi mesi di vita, anche attraverso l’esposizione ripetuta del bambino alle interazioni sociali. Sebbene, infatti, quelli osservati siano stati maggiormente attratti dallo sguardo umano, i risultati hanno mostrato che anche lo sguardo di un robot viene da essi impiegato efficacemente per anticiparne i comportamenti. Possiamo, dunque, affermare che la simulazione da parte di un robot antropomorfo di un comportamento socialmente saliente attira, in una certa misura, la nascente attenzione sociale dei bambini molto piccoli. Questa scoperta permette di ipotizzare un futuro nel quale i robot diventeranno partner sociali competenti anche nei primi mesi di vita, supportando la socializzazione precoce sia in condizioni di sviluppo tipico sia nel caso in cui fossero presenti fattori di rischio evolutivo.

 

Agrisystem, la selezione di nuovi talenti

Un percorso innovativo e unico nel panorama italiano, che attira a Piacenza i migliori laureati provenienti da diverse università italiane e straniere e assicura al 95% dei propri dottori di ricerca un’occupazione entro i primi 6 mesi dal conseguimento del titolo . Agrisystem è un intenso percorso di crescita formativa e personale che permette di confrontarsi quotidianamente con ricercatori di aree differenti e di diversi paesi. Il dottorato, il cui bando scade il 14 settembre 2020, mette a disposizione 11 posti, 8 con borsa di studio , destinati ai migliori laureati, italiani e stranieri, motivati ad approfondire la propria formazione nel campo della ricerca applicata ai vari aspetti del sistema agroalimentare. La crisi Covid-19 ha profondamente segnato il nostro Paese e il mondo intero che sta piangendo centinaia di migliaia di vittime e che soffrirà a lungo per le inevitabili conseguenze economiche e sociali. Accreditata dall’Anvur, Agrisystem valorizza l’esigenza, tipica del settore agroalimentare, di raggiungere un giusto equilibrio tra il radicamento territoriale e la formazione di una cultura imprenditoriale capace di operare in un mercato sempre più globalizzato. agrisystem #dottorato #ricerca Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Smart working: dall’emergenza alla pianificazione

Questi gli elementi chiave emersi dalla survey condotta dalla facoltà di Economia e Giurisprudenza che ha esplorato, in un’analisi multi prospettica, il funzionamento dello smart working in 60 imprese della provincia di Piacenza, coinvolgendo 217 lavoratori e 113 responsabili. L’epidemia da Covid-19 ha costretto molte aziende a ricorrere allo smart working in sostituzione alla presenza fisica dei lavoratori. Un vantaggio, a livello nazionale, di 13,7 Miliardi annui» - ha ricordato la professoressa Virtuani, sottolineando quanto lo smart working possa diventare uno strumento molto potente a livello di efficienza se usato bene. Coordinamento e controllo Per sfruttare le potenzialità dello smart working in termini di produttività, riduzione dei costi e work life balance, emergono come necessari uno stile manageriale partecipato e basato sulla fiducia, che sostenga l’autonomia e la responsabilizzazione. La fiducia è un valore fondante, come emerge dalle risposte dell’85,7% dei lavoratori intervistati, che rispetto agli aspetti tecnici, ritengono primari gli aspetti relazionali per la buona riuscita del lavoro a distanza - ha precisato Cantoni -. Dall’emergenza alla pianificazione Quali sono quindi le prospettive per lo Smart working? «Dalla survey emerge che il 64,3% dei lavoratori è favorevole a proseguire anche dopo l’emergenza Covid 19 e che il 23,1% propende per una forma mista. Cosa serve allora per passare dallo shock dell’emergenza ad un’adozione piena e consapevole dello smart working in azienda? «Le condizioni per la continuazione dello smart working ci sono, ma occorre adottare cambiamenti di natura manageriale e culturale - ha concluso Cantoni-.

 

Ricerca e innovazione per lo sviluppo della società

Il dibattito intorno a questa decisione vede protagonista, insieme alla Commissione, anche il Parlamento Europeo, che si è fatto portavoce della richiesta di un budget ambizioso e conforme ai bisogni della società. Gli investimenti nel settore della ricerca e dell’innovazione sono tra i temi al centro del dibattito, e mettono dunque in luce il ruolo delle Università nella ripresa europea. Sotto la presidenza dell’Università Cattolica si è svolto alcuni giorni fa, nell’ambito del network informale UnILiON, un webinar con Mr. Cristian-Silviu Busoi, Coordinatore del Comitato ITRE (commissione per l'industria l'energia e la ricerca) che si occupa di ricerca, industria ed energia all’interno del Parlamento Europeo. L’incontro si inserisce in un più ampio contesto di dialogo che UnILiON porta avanti sia internamente che con attori esterni sui temi della ricerca e dell’innovazione nel panorama europeo. Ancora prima che essere una priorità, la sinergia tra i due programmi Horizon Europe e Green Deal, e dunque tra ricerca, innovazione e transizione ecologica, rappresenta per gli Stati membri una necessità, in quanto una ripresa economica che si fondi su quest’ultima non potrebbe sussistere senza le prime. In primo luogo la decisione di accorpare in un unico portafoglio, quello della Commissaria Gabriel, i temi della ricerca e dell’educazione, decisione che il Coordinatore approva e a cui riconosce il merito di una rinnovata collaborazione tra il Comitato ITRE e il Comitato CULT. In secondo luogo egli ha ribadito la sua fiducia in una risoluzione del negoziato sul QFP entro i tempi stabiliti, ossia la fine del 2020, auspicando una chiara presa di posizione da parte della presidenza tedesca, che sarebbe in grado di indirizzare il Consiglio verso una decisione definitiva e puntuale.

 

5xmille, un aiuto concreto per studenti e ricerca

Le voci del 5xmille 5xmille, un aiuto concreto per studenti e ricerca Grazie a questo strumento dal 2010 a oggi sono state incrementate le borse di studio, consentendo a 2.183 studenti di formarsi in Cattolica. L’intervento del rettore Franco Anelli 21 luglio 2020 L’attuale situazione impone una riflessione sulle gravi implicazioni che la crisi conseguente alla SARS-CoV-2 avrà sulle condizioni economiche del nostro Paese e su molte famiglie nei prossimi mesi. Basti pensare che dal 2010 a oggi in virtù di questo strumento è stato incrementato il numero di borse di studio, consentendo a 2.183 giovani di formarsi in Cattolica. Assicurare questo diritto ai giovani, favorendo le loro inclinazioni e rispettando le loro esigenze, non solo consente loro di intraprendere un percorso di studi ma assume ora una ancor più significativa rilevanza sociale poiché contribuisce alla costruzione del futuro delle nuove generazioni, che saranno protagoniste della ripresa del Paese. La creazione del Fondo intende rendere più strutturato l’impegno dedicato dal nostro Ateneo negli ultimi anni a favore di tutti gli studenti che, per effetto della riduzione dei contributi pubblici, non avrebbero avuto la possibilità di proseguire il loro percorso universitario. Gli interventi in ambito formativo comprendono anche il potenziamento dei servizi didattici per gli studenti con disabilità e disturbi dell’apprendimento al fine di consolidare le iniziative di accoglienza che hanno reso il nostro Ateneo un modello di inclusività. È una firma che consente la realizzazione delle aspirazioni che gli studenti, e le future matricole, affidano al nostro Ateneo; ricambiare la loro fiducia, sostenendoli nella scelta di entrare a far parte della nostra comunità universitaria, è un gesto di generosa attenzione e di responsabilità condivisa.

 

La sostenibilità non è solo una questione ambientale o tecnologica

La transizione di sostenibilità, a partire dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, si è incuneata nelle strategie dei governi di ogni livello. La sostenibilità riguarda una società che desideriamo, ma la transizione ad essa non è garantita perché sono in atto altre grandi transizioni che non sono né controllate né orientate dalle strategie di sostenibilità. Si tratta in particolare della transizione verso una società più anziana, che porta ad una profonda trasformazione sociale, ben esemplificata dall’Italia, e della transizione tecnologica, che può essere così trasformativa da cambiare il nostro rapporto con la realtà e, più in profondità, con l’umano stesso. Le proiezioni presentate nel rapporto indicano che, di per sé, questo effetto ‘ageing’ vale il 4% di emissioni di CO2 in meno in tutti gli scenari di popolazione formulati dalla Commissione Europea per il 2050. Mentre una parte delle risposte al cambiamento climatico e alla conservazione delle risorse naturali passa attraverso le tecnologie, la rivoluzione digitale non è governata da preoccupazioni di sostenibilità, richiede grandi quantità di energia, e le stesse tecnologie ‘verdi’ hanno effetti complessi sull’ambiente nel loro ciclo di vita. Alla convergenza tra i due precedenti, il terzo nodo è quello della transizione dei bilanci pubblici e di una possibile ‘competizione di bilancio’ non favorevole alle politiche di sostenibilità. Non solo il suo significato è profondamente trasformativo si economie, società e valori, ma inoltre essa prende vita o meno nell’ambito di grandi trasformazioni che sono poco controllabili e prevedibili, in un gioco di effetti che rimane ad alta incertezza e va affrontato con ampie visioni sulle relazioni.

 

Hate speech antisemita al tempo del Covid

Svolto dall’Osservatorio Mediavox e dal Centro di ricerca sulle Relazioni interculturali dell’Università Cattolica, lo studio ha analizzato tra l’1 marzo e il 31 maggio 900 tweet scelti casualmente tra tutti quelli scaricati e classificati manualmente da esperti di antisemitismo. Il nemico che un tempo era rappresentato dalla famiglia dei Rothschild, dal “grande vecchio” e dall’occulto, oggi è incarnato da George Soros accusato di favorire gli immigrati e dalle grandi banche che “si servono” dell’Europa». Non riuscendo a gestire una situazione complessa che ha a che fare con la globalizzazione, la personalità debole, insicura, spaesata di fronte a un mondo che non controlla cerca un nemico, un bersaglio su cui riversare il proprio odio». Innanzitutto è considerevole l’ordine temporale dei post perchè abbiamo notato che il numero dei tweet è decrescente nei mesi presi in considerazione (487 tweet pubblicati nel mese di marzo, 303 in aprile e 110 a maggio). E lo stesso andamento ce l’hanno i tweet che sono stati classificati come contenuti di odio (66 nel mese di marzo, 56 nel mese di aprile e 25 nel mese di maggio). Per l’online, invece, ci si basa di solito sulle segnalazioni di attivisti che operano ad esempio sui blog, ma dobbiamo ancora sviluppare forme di ricerca vere e proprie. Per l’analisi dei termini scelti che vedeva l’associazione di “ebrei” e “virus” non ci si poteva basare sugli algoritmi perchè questi non sono in grado di trovare i contenuti d’odio.

 

Università e impresa insieme per una siderurgia sostenibile

La Ricerca Università e impresa insieme per una siderurgia sostenibile La facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali è tra i principali partner dell’innovativo progetto di ricerca avviato dall’acciaieria bresciana Duferdofin-Nucor. L’obiettivo è incrementare la competitività attraverso una forte riduzione del fabbisogno energetico, e migliorare l’efficienza e la qualità del processo di produzione», spiega il professor Daniele Tessera , coordinatore della ricerca targata Cattolica che vede anche la collaborazione del ricercatore Marco Della Vedova . Stiamo realizzando, in accordo con il personale tecnico dell'acciaieria un modulo di analisi in grado di identificare, a partire dall’archivio storico delle colate, quelle che meglio approssimano determinati target, fornendo, per le varie fasi del processo produttivo, le principali statistiche sulla distribuzione dei valori di ogni singola colata. Il modulo prevede anche di analizzare ex-post le colate, valutando il mix di rottami iniziali, le fasi di processo e le aggiunte di elementi chimici in funzione del tipo di acciaio prodotto». Il secondo aspetto riguarda l’integrazione digitale, dallo sviluppo della sensoristica 4.0 di cui è dotato il nuovo impianto, alla realizzazione della “Digital Platform” attraverso la quale vengono raccolte, elaborate e rese disponibili tutte le informazioni e i parametri di funzionamento e di processo provenienti dalle diverse macchine. Consultando i valori storici per le colate prodotte con un determinato mix di rottami si potranno valutare le performance delle fasi di processo sia in termini di aggiunte di elementi chimici, sia in termini di efficienza energetica. Lo strumento di analisi dei dati che stiamo realizzando potrà essere utile anche in fase di studio di fattibilità di nuovi target di colate per acciai speciali».

 

Le università europee fanno rete

ricerca Le università europee fanno rete Unilion riunisce più di 40 liaison offices in rappresentanza di oltre 150 atenei in tutta Europa ma anche in Giappone e Russia. La Cattolica è tra i fondatori e un suo dottore di ricerca, Alexandru Marchis , ne è segretario generale 09 dicembre 2019 « Unilion - Universities Informal Liaison Offices Network - è un network tra più di 40 liaison offices in rappresentanza di più di 150 università in tutta Europa, ma anche in Giappone e in Russia . In questo triennio, grazie alla collaborazione con altre università facenti parte del network, la Cattolica ha stabilito importanti relazioni con alcune tra le più importanti istituzioni dell’Unione Europea, come la Commissione europea e il Parlamento europeo». Permette di prendere parte attiva a un numero maggiore di progetti – spiega sempre Marchis – e di espandere le nostre reti di conoscenza nonché intavolare un confronto con gli stakeholder di varie discipline sviluppando dialoghi e partnership con associazioni di settore e piattaforme tecnologiche». Alla luce delle ultime sfide scientifiche, ambientali, educative, lavorative che sono al centro del dibattito europeo la collaborazione con altre università si è evoluta divenendo fondamentale e sempre più proattiva. Il neo segretario generale di Unilion sottolinea infatti come «attraverso il dialogo con gli altri atenei, enti ed istituzioni si è in grado di comprendere quali siano le aree di interesse comune e in che direzione si possano sviluppare ulteriormente i progetti. Infine Marchis ricorda che per quanto riguarda i progetti di ricerca e innovazione finanziati in Horizon Europe , la Commissione europea richiede, in molti casi, di collaborare con l'industria, le Ong e le organizzazioni di cittadini.

 

Nasce l’Italian Institute for Planetary Health

RICERCA Nasce l’Italian Institute for Planetary Health Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" e Università Cattolica insieme per la salute dell’uomo e del pianeta, partendo da una corretta alimentazione 18 novembre 2019 Oggi si muore più di cattiva alimentazione che di droga, fumo, alcol e rapporti sessuali a rischio messi insieme. Siamo in 7 miliardi qui sulla Terra, compresi i 3 miliardi che non si nutrono adeguatamente (troppo, troppo poco o male) e produrre cibo per così tante persone aumenta la temperatura globale, compromette la biodiversità, inquina e consuma suolo e acqua più di quanto la terra e i mari possano sopportare. Da questo nasce un grande progetto: l’Italian Institute for Planetary Health – IIPH, frutto dell’unione tra l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e l’Università Cattolica del Sacro Cuore con la partecipazione di Vihtali, spin off dell’Ateneo. Questo è senz’altro il risultato della presenza di un Servizio Sanitario (SSN) che rende accessibile il diritto alla salute a tutti gli italiani, senza discriminazioni di reddito, di genere o di età. Senza dimenticare che il nostro Paese ha una tradizione alimentare nella dieta mediterranea che contribuisce a una sensibile riduzione di diverse malattie come quelle cardiovascolari e i tumori. Sarà poi importante raccordarsi a istituzioni come Human Technopole, l’European Food Safety Authority, che ha sede in Italia, e con tutti gli istituti di ricerca che operano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale”. IIPH sarà guidato da un Consiglio di Amministrazione snello di cui fanno parte il Presidente, Carlo Salvatori , i VicePresidenti, Walter Ricciardi e Giuseppe Remuzzi , l’Amministratore Delegato, Angelo Del Favero , e il Consigliere Raffaele Ianuario , in rappresentanza di Vihtali - Value in Health Technology and Academy for Leadership and Innovation.

 

Brescia e i bresciani nei libri antichi

Un appuntamento annuale, quest’anno giunto all’VIII^ edizione (sono appena stati pubblicati gli atti della VII^) nato da un’idea della docente e studiosa Carla Maria Monti con la precisa volontà di creare un’occasione di incontro e aggiornamento in grado di coinvolgere giovani ricercatori e studiosi del settore. Durante la giornata studenti, docenti e ricercatori del Dipartimento di Scienze Storiche e Filologiche si sono riuniti per fare il punto a proposito delle ricerche in corso, illustrando così fatti, curiosità e risultati emersi dalle indagini attuali e da quelle recentemente concluse. Oltre ai contributi locali, il programma ha previsto l’intervento di studiosi provenienti da realtà accademiche italiane che, nel corso delle loro ricerche, si sono imbattuti in vicende e protagonisti bresciani. Da qui la volontà di Rossetti di indagare uno dei manuali redatto dal Britannico per gli studenti alle prese con l’apprendimento della lingua latina. L’intervento di Luca Piccinali è stato dedicato alla circolazione della cultura scientifica all’inizio del Seicento e, in particolare, sulla corrispondenza epistolare tra lo scienziato e moncato benedettino Benedetto Castelli e Galileo Galilei . Alla Fondazione Ugo da Como di Lonato del Garda è custodito l’autografo quattrocentesco del notaio e copista Taddeo Scolari , che per primo compose una silloge delle iscrizioni bresciane. Si tratta di un’importante testimonianza della cultura epigrafica bresciana che – come fa ha sottolineato Carolina Bortolotti – è oggi al centro di nuovi accertamenti e verifiche circa la datazione e l’acquisto da parte del senatore Da Como.

 

"Progetto Down", la ricerca della Cattolica

Ha moderato l'incontro giornalista di TV2000 Cesare Cavoni . E’ questo un progetto che mira ad aprire finestre di speranza per tutte quelle famiglie che ricevono una diagnosi prenatale di Trisomia 21”. “La letteratura esistente e gli studi finora condotti mostrano possibilità concrete di sviluppo della ricerca sulla Sindrome di Down” - aggiunge il Professor Giuseppe Noia . Il progetto si inserisce nella tradizione delle cure e delle fragilità prenatali, già patrimonio culturale, umano ed operativo dell’Hospice Perinatale – Centro per le Cure Palliative Prenatali - “Santa Madre Teresa di Calcutta” del Policlinico Gemelli. La Fondazione “Il Cuore in una Goccia” Onlus, in adempimento della sua mission rivolta alla tutela e cura della vita nascente, e attraverso la collaborazione attiva con il Centro Studi per la Tutela della Salute della Madre e del Concepito dell’Università Cattolica, sostiene e promuove il Progetto Down”.

 

Sla, premio a Camilla Bernardini

Gli RNA non codificanti sono molecole di materiale genetico che non viene tradotto in proteine, ma hanno la funzione di regolatori del flusso delle informazioni tradotte dal DNA in proteine. Onlus - Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, Fondazione Cariplo, Fondazione Telethon e Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport Onlus. sla #ricerca #neuroscienze Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Aspettando la rivoluzione quantistica

BRESCIA Aspettando la rivoluzione quantistica L’Europa investirà un miliardo di euro per sostenere progetti sulle applicazioni dello studio dei quanti: dalla comunicazione alla biomedica fino a nuovi materiali e sistemi di conversione energetica che aiuteranno il pianeta. settembre 2017 L’Europa ha messo in campo un miliardo di euro in dieci anni per sostenere i progetti legati alle applicazioni della quantistica. L’Università Cattolica è in prima fila e chiama a Brescia, lunedì 25 settembre , un nutrito gruppo di fisici per studiare insieme nuove proposte da sottoporre alla Unione europea. Lo sviluppo di nuovi e più precisi strumenti tecnici consentirà di indagare porzioni di realtà inesplorate. Le teorie scientifiche sulla meccanica quantistica sono ormai consolidate da anni e ora si prepara il terreno per nuove applicazioni pratiche e per una nuova rivoluzione tecnologica. La teoria elaborata negli anni ’20-’30 del secolo scorso, che regola gli eventi fisici a livello molecolare, atomico, e subatomico, sono alla base della nuova rivoluzione scientifica che si sta sviluppando in questi ultimi anni. Gabriele Ferrini , docente di fisica (Elettronica quantistica) ne parla nell'intervista pubblicata di seguito.

 

Soft skills in Collegio

INDAGINE Soft skills in Collegio La ricerca Acru sul legame tra competenze trasversali e residenze universitarie prosegue, coinvolgendo più di 900 collegi. In arrivo le risposte delle 1.000 matricole intervistate per il progetto, che ha interessato anche i collegiali della Cattolica. by Valentina Giusti | 28 marzo 2019 Prosegue l’indagine per la valutazione del ruolo del Collegio nell’acquisizione delle soft skills delle matricole universitarie . Dopo la raccolta dati e il contatto diretto, all’inizio del 2019 si è entrati ufficialmente nella terza fase del progetto: la somministrazione di questionari a un campione di 1.000 studenti selezionati. Partita nel mese di ottobre 2018, la ricerca – a cura dell’Associazione Collegi e Residenze Universitarie (Acru) in collaborazione con l’Istituto Toniolo – è nata con la finalità di esaminare la progettualità educativa all’interno delle strutture che accolgono studenti e studentesse negli anni dell’Università. Da un campione di 100 strutture di tutta Italia sono state selezionate 1.000 matricole, a cui è stato somministrato, a partire dal mese di gennaio, un questionario da cui ricavare le informazioni necessarie per un riscontro sul collegamento soft skills-vita collegiale. Questa terza fase, attualmente in corso, ha prodotto da subito riscontri positivi: la maggior parte delle regioni coinvolte dimostra una partecipazione buona o addirittura ottima; sono state raggiunte 28 città, con la somministrazione (all’altezza degli inizi di marzo) di più di 600 questionari.

 

Un dialogo necessario tra genitori, avvocati e assistenti sociali

Brescia Un dialogo necessario tra genitori, avvocati e assistenti sociali I risultati della ricerca qualitativa condotta su un campione di famiglie sono stati presentati durante il seminario “L'indagine psico-sociale: una ricerca empirica sulle relazioni tra famiglie, professionisti e istituzioni”. by Bianca Martinelli | 27 marzo 2019 Il dialogo tra i professionisti del settore sociale e di quello giuridico, è un aspetto cruciale per il buon esito dei provvedimenti operati su quelle famiglie sottoposte a situazioni di indagine o intervento da parte dei servizi sociali. I risultati sono stati discussi con i rappresentanti delle istituzioni giudiziarie (Tribunale per i Minorenni, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario) e con diversi professionisti, quali psicologi, avvocati e assistenti sociali. La paura che il proprio punto di vista non venga compreso è generalmente fonte di tensione e sfiducia nei confronti degli operatori; mentre fondamentale diviene la serenità nel potersi esprimere liberamente senza che questo abbia conseguenze inaspettate sull’esito del percorso. Vergogna, timore di essere giudicati, senso di rabbia e ingiustizia, sono alcuni tra i sentimenti più comuni manifestati dal campione di genitori intervistato. Ne consegue la paura che questa venga osservata dall’esterno, giudicata e messa in discussione, secondo un’immagine stereotipata – talvolta erroneamente alimentata dai media – secondo cui il nucleo famigliare sottoposto a questo genere di prassi sia composto da genitori inadeguati, pericolosi, incapaci di provvedere ai propri figli. La ricerca è di stampo qualitativo, pertanto non possibile generalizzare i risultati che, tuttavia, risultano decisamente in linea con quanto emerso della letteratura di settore.

 

Fibrosi polmonare, un anticorpo per la cura

Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Respiratory Medicine ed è stato coordinato a livello globale dal professore Luca Richeldi (nella foto) , Ordinario di Pneumologia all’Università Cattolica - campus di Roma e.direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pneumologia del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Inoltre il farmaco sembra avere effetti positivi sulla qualità di vita dei pazienti e sull’indice di fibrosi (che si usa per misurare la gravità della malattia). Pamrevlumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che si lega al CTGF, una delle molecole al centro del processo di deposizione del collagene. L’insieme dei risultati riportati in questo articolo sono la base dello studio di fase 3, denominato ZEPHYRUS, che arruolerà a livello globale circa 600 pazienti in un disegno verso placebo per la durata di un anno. Lo studio - conclude il professor Richeldi – che ha già arruolato i primi pazienti e che auspicabilmente confermerà i promettenti dati emersi dallo studio di fase 2, sarà coordinato a livello mondiale dalla Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS». La causa della fibrosi polmonare idiopatica è tuttora sconosciuta, anche se alcuni fattori di rischio sono stati identificati, tra cui il fumo di sigaretta, il reflusso gastroesofageo, virus respiratori ed esposizioni a inquinanti ambientali. Attualmente sono disponibili due farmaci (nintedanib e pirfenidone) che rallentano la progressione della malattia (la velocità di perdita della funzione polmonare) di circa il 50%, anche se purtroppo nessuno dei due farmaci ha dimostrato di migliorare la sopravvivenza o la qualità di vita dei pazienti.

 

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