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L’Ateneo nel comitato strategico della Fiuc

La presidente della Federazione Internazionale delle Università Cattoliche, infatti, ha incontrato il rettore Franco Anelli in occasione dell’ingresso dell’ateneo di largo Gemelli nel neo-nato Comitato per la Trasformazione dell’alta formazione cattolica, interno della FIUC. La mission del Comitato strategico è quella di offrire una voce forte e unificata sul ruolo e il contributo della ricerca e dell’alta formazione, un contributo condiviso, tenendo conto dei cambiamenti del mondo del lavoro - ha affermato la professoressa -. Per fare questo abbiamo la necessità di riunire le eccellenze accademiche che consolidino i valori che plasmano l’alta formazione di ispirazione cattolica. Una posizione condivisa dal rettore che è appena entrato a far parte del Comitato strategico e che ha commentato: «Il Comitato strategico è un’idea nata tre anni fa, volta a promuovere il ruolo delle università cattoliche rinnovandone sia le modalità di azione sia gli obiettivi. Nel contesto attuale è importante porre l’accento sulla ricerca senza abbandonare la tradizionale vocazione delle università continentali, e in particolare di quelle cattoliche, all’educazione. Così, stiamo pensando a una trama di rapporti rafforzati tra le università cattoliche che possono già contare su una significativa attività di ricerca». Il loro ruolo non è solo quello di formare professionisti e di fornire skills tecniche ma soprattutto quello fondamentale di formare la persona secondo i valori della collaborazione e del rispetto nei confronti di tutti, anche di coloro che la pensano diversamente».

 

Scola, tecnocrazia e cyborg sfidano l’umano

by Katia Biondi | 14 giugno 2019 «Senza sottovalutare gli apporti positivi per la salute umana, postumanesimo e transumanesimo rappresentano una tecnognosi: hanno la pretesa non solo di penetrare il mistero dell’uomo e di rimpiazzare l’umano con il cyborg , ma anche di costruire un’ingegneria della felicità sostituendo la politica con la terapeutica». È uno dei passaggi più significativi della densa lezione pronunciata dal cardinal Angelo Scola a un’attenta platea di accademici e di dottorandi riuniti nella Sala Negri da Oleggio dell’Università Cattolica per partecipare alla giornata di studio e confronto sulla ricerca scientifica intitolata: Tecnica e umanesimo. Un’iniziativa nata con l’obiettivo di misurarsi con la ricerca avanzata», ha esordito monsignor Claudio Giuliodori , assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo introducendo l’evento promosso dalle Scuole di Dottorato e dal collegio docenti di Teologia dell’Ateneo. Anche il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli ha ribadito l’idea di individuare «chiavi di comunicazione comune nella riflessione sulla relazione tra umano e tecnologia per capire come interloquire con una realtà che influenza sempre più la nostra vita e prende decisioni». È appena uscito in Italia un libro di uno dei massimi cultori di queste nuove teorie Michael S. Gazzaniga dal titolo La coscienza è un istinto , che altro non è se non il tentativo di ridurre al cervello il fenomeno della coscienza umana», ha affermato l’arcivescovo emerito di Milano. Pertanto il messaggio da dare ai futuri ricercatori dell’Università Cattolica è di fare un salto di qualità: «Non si può più parlare oggi - lo si vede già nella catechesi ai più piccoli - senza tener conto di queste scoperte strabilianti che poi hanno delle conseguenze pratiche rilevanti sulla vita quotidiana». Sono le “nuove” frontiere della ricerca in Università Cattolica portate avanti da dottorandi e giovani ricercatori che venerdì 14 giugno hanno illustrato i loro progetti al cardinal Angelo Scola , arcivescovo emerito di Milano, intervenuto all’iniziativa intitolata: Tecnica e umanesimo.

 

Magre e sexy? Meglio un buon lavoro

 

Il centro e il cerchio, convegno dantesco

 

Un patto per l’ambiente con A2a

È l’obiettivo dell’accordo di collaborazione firmato tra A2A, Università Cattolica e Università degli Studi di Brescia, presentato il 12 febbraio a palazzo Loggia. Nello specifico - spiega Giovanni Valotti , presidente della multiutility lombarda - la collaborazione con le due università bresciane è finalizzata a realizzare un’approfondita indagine sulla popolazione dell’area bresciana per individuarne le esigenze e le aspettative in campo ambientale. In particolare, i ricercatori saranno chiamati a esplorare e documentare le best practices delle tecnologie e dei processi relativi alla trasformazione dei materiali di scarto e dei sistemi di gestione e trattamento dei rifiuti urbani, mettendole in relazione comparativa con le soluzioni adottate da A2A. L’indagine dovrà poi individuare quale sia la percezione, da parte del territorio, del brand A2A Ambiente e della qualità del suo operato, sia dal punto di vista dei servizi forniti, sia della qualità, efficacia, efficienza e livello di innovazione degli impianti realizzati e gestiti. Con questo accordo la multiutility lombarda amplia i rapporti di collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia e l’Università Cattolica, sostenendo le migliori tesi di laurea a progetti di ricerca e di dottorato sull’innovazione e la percezione delle tematiche energetiche e ambientali. Nell’ambito dell’intesa saranno organizzati eventi di natura scientifica (seminari/workshop) sul tema energetico/ambientale destinati a un pubblico specializzato, anche a livello internazionale, nonché eventi divulgativi per un pubblico locale. Secondo il professor Mario Taccolini , delegato dal rettore Franco Anelli a rappresentare la sede, «questa iniziativa molto significativa risponde a una responsabilità sociale del nostro ateneo; condividere questo progetto significa formare e rendere partecipi le nuove generazioni».

 

A Cristian Ripoli il Premio Roche

Roma A Cristian Ripoli il Premio Roche Il ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e chirurgia vincitore del Premio Roche per la Ricerca 2018 nell’Area Neuroscienze. by Federica Mancinelli | 15 marzo 2019 Sono stati celebrati lo scorso 5 marzo, in occasione della terza cerimonia di premiazione del bando Roche per la Ricerca per giovani ricercatori, i vincitori dell’edizione 2018 con progetti di ricerca a carattere scientifico orientati ad un approccio sempre più personalizzato della terapia medica. Per l’Area Neuroscienze il premio è stato assegnato al dottor Cristian Ripoli (al centro nella foto in alto) , ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Umana della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica. In particolare, mediante l’utilizzo di tecniche di elettrofisiologia, di FRET-FLIM imaging e di biologia molecolare, il dottor Ripoli studia la funzione di una protein-chinasi, LIMK1, la cui attivazione è un fenomeno cruciale nel determinare la dimensione e la forma delle spine dendritiche. Recentemente, insieme al team di Ricerca dell’Istituto di Fisiologia Umana, diretto dal professor Claudio Grassi , e in collaborazione con il gruppo del professor Yasunori Hayashi dell’Università di Kyoto, ha identificato sei nuove fosforilazioni a carico di LIMK1 mediate da una cascata molecolare “non canonica”. Grazie al Premio Roche per la Ricerca e al finanziamento Giovani Ricercatori del Ministero della Salute, il dottor Ripoli caratterizzerà gli effetti di questo nuovo meccanismo molecolare e delle nuove fosforilazioni a carico di LIMK1. In parallelo, grazie alle conoscenze derivanti da questi studi, i ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Umana svilupperanno una proteina LIMK1 ingegnerizzata per tentare di prevenire e/o rallentare le alterazioni neuronali che si riscontrano in modelli sperimentali di malattie umane.

 

Nanoparticelle spray contro le infezioni

Ricerca Nanoparticelle spray contro le infezioni I risultati della ricerca condotta dal centro I-Lamp inseriti fra i 70 Hot Article della prestigiosa rivista scientifica Nanoscale . marzo 2019 La prestigiosa rivista scientifica Nanoscale , pubblicata dalla Royal Society of Chemistry , ha inserito fra i 70 hot article 2019 (su circa 3000 pubblicati) anche quello firmato dai ricercatori del laboratorio diretto dal prof. Luca Gavioli , facente parte del centro di ricerca I-LAMP del Dipartimento di Matematica e Fisica di Brescia. L’articolo “Sintesi di particelle a multielementi di Ag-Cu-Mg per rivestimenti ad ampio spettro antibatterico” spiega come sia stato possibile ottenere una nuova famiglia di rivestimenti a base di nanoparticelle composte da tre elementi, sintetizzati con una tecnica eco-friendly, cioè che non produce residui chimici e scarti pericolosi. “Questi rivestimenti- riferisce Gavioli - presentano un'attività battericida ad ampio spettro non riscontrata in precedenti lavori (hanno grande efficacia sia su ceppi Gram-positivi che su ceppi Gram-negativi), utilizzando una concentrazione bassissima di elementi preziosi come l’argento. Le potenzialità di questi sistemi sono enormi: possono essere applicati in l’ambito biomedicale per la riduzione delle infezioni correlate ad impianti prostetici; in ambito fotovoltaico per sostituire metalli tossici come l’indio creando strati trasparenti alla luce ma conduttivi; possono fornire materiali nanogranulari adatti a saldature a bassa temperatura”. I materiali vengono sintetizzati e studiati in via Musei dal team di ricercatori, anche grazie al supporto del “International Doctoral Program in Science”, con una tecnica che assomiglia ad uno spruzzo ottenuto con una bomboletta spray. La rivista Nanoscale si rivolge a scienziati, ricercatori e professionisti interessati alla nanoscienza e alle nanotecnologie, che operano nelle della fisica, chimica, biologia, medicina, materiali, energia/ambiente, tecnologia dell'informazione, scienza del rilevamento, assistenza sanitaria e scoperta di farmaci ed elettronica.

 

Salute, alla Cattolica il Premio Agnes

roma Salute, alla Cattolica il Premio Agnes A ritirare il riconoscimento, conferito per il ruolo dell’Ateneo come struttura d’eccellenza internazionale nel campo della ricerca scientifica, è stato il rettore Franco Anelli . Il nostro obiettivo è portare la medicina ai più alti livelli di conoscenza e ai maggiori risultati per il bene delle persone – ha aggiunto il rettore Anelli –. Concludo con un augurio agli studenti e, più in generale, alle nuove generazioni chiamate ad assicurare con la nostra guida continuità a queste importanti esperienze di studio e ricerca per la crescita del nostro Paese». Ha aperto il Forum Walter Ricciardi , ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica e direttore del Dipartimento Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e Consigliere del Presidente della Regione Lazio per la Ricerca e l’Innovazione. premio #dipendenze #ricerca Facebook Twitter Send by mail ALLARME DIPENDENZE PER I GIOVANI I giovani e le dipendenze: un tema attuale, preoccupante, segnato da un fattore sempre più pervasivo: la tendenza all’eccesso. Non più soltanto alcol, fumo e droghe, i giovani oggi sono sempre più a rischio di sostanze ugualmente insidiose e subdole, perché spesso sottovalutate, come Internet, gioco d’azzardo e social network. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, nel 2018 quasi 700 mila minorenni hanno giocato almeno una volta.

 

Se la semiotica studia il negozio

Milano Se la semiotica studia il negozio Nell’ambito del Salone del mobile verrà presentato in Fiera il progetto che ha coinvolto un centinaio di studenti dell’Ateneo nella rilevazione dei significati e dei valori profondi veicolati dallo spazio di vendita di dieci realtà associate a Federmobili. Analisi di alcuni spazi vendita di Milano e provincia associati a Federmobili attraverso il metodo di una Semiotica dell’esperienza (Modello SPES) . All’interno di questo approccio innovativo (che dialoga con le varie forme di studio della user, consumer & customer experience nelle aree del marketing, pur adottando metodi differenti), un ruolo specifico riveste la semiotica dello spazio e dell’esperienza spaziale . In questo senso la semiotica lavora sulla interpretazione molto attenta di elementi oggettivi e intersoggettivi al fine di formulare ipotesi sui progetti di esperienza che il dispositivo del negozio implica. Nel progetto sono stati coinvolti un centinaio di studenti che, divisi in gruppi di 10 persone, hanno analizzato, secondo questo metodo, 10 diversi punti vendita. Nel secondo e terzo incontro uno dei sottogruppi ha svolto un’osservazione partecipante dei comportamenti dei clienti e del personale del negozio. La presentazione dei risultati della rilevazione si terrà nell’ambito del Salone internazionale del mobile venerdì 12 aprile 2019 dalle 10 alle 12.30 alla Fiera di Milano Rho/Pero, Centro congressi, primo piano, sala Sagittarius.

 

Un premio per il miglior "original article"

Roma Un premio per il miglior "original article" Lo hanno vinto due studenti della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica nell’ambito del Congresso studentesco Moremed. L'esperienza congressuale incentiva la formazione e l'interesse degli studenti su tematiche extra-curriculari e incoraggia lo sviluppo di competenze nella ricerca autonoma delle fonti scientifiche, nel lavoro di gruppo, nella presentazione e nell'efficace comunicazione di informazioni scientificamente attendibili e comprovate. Si tratta di Margherita Bigossi, studentessa del quinto anno del Corso di Laurea in lingua inglese in Medicine and Surgery, e Nicola Coletta , studente del sesto anno del Corso di laurea in Medicina e chirurgia. I due studenti sono stati premiati dal campione olimpico di nuoto Gregorio Paltrinieri . Si tratta di uno studio che utilizza un plasmide codificante il gene umano di Sonic Hedgehog per stimolare, in modelli sperimentali in vivo, un processo angiogenico che risulta simile a quello delle malformazioni arterovenose cerebrali umane, che sono la prima causa di emorragia cerebrale non traumatica nei giovani adulti. Questo studio utilizza metodiche di biotecnologia innovativa, coerentemente con la missione della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, e contribuisce a migliorare le conoscenze sulla fisiopatologia delle malformazioni arterovenose cerebrali, con potenziali benefici diagnostici e terapeutici.

 

Enrico Pola alla guida di AOSpine

Roma Enrico Pola alla guida di AOSpine Il professore dell’Istituto di Clinica Ortopedica dell’Università Cattolica è stato eletto presidente italiano della Società scientifica internazionale di chirurgia vertebrale per il triennio 2019-2022. Il professor Pola (nella foto) coordinerà, congiuntamente con altri due colleghi italiani, l’attività di istruzione e di condivisione della ricerca innovativa nell’ambito della comunità scientifica nazionale per il triennio 2019-2022. Enrico Pola , laureato in Medicina e Chirurgia all'Università Cattolica, specializzato in Ortopedia e Traumatologia presso la stessa università, è cultore della materia e vincitore di premi nazionali e internazionali nel campo della ricerca scientifica sulla colonna vertebrale. ortopedia #chirurgiavertebrale #ricerca Facebook Twitter Send by mail AOSpine: formazione e ricerca L’AOSpine nasce verso la fine degli anni '90, quando un gruppo di chirurghi spinali si rese conto delle potenzialità di un'organizzazione scientifica specializzata che si concentrasse sulle patologie e il trattamento della colonna vertebrale. Guidati da John Webb, Max Aebi e Paul Pavlov, e supportati dai partner industriali di AO, la loro iniziativa ha portato alla creazione di un AO Specialty Board for Spine Surgery nel 2000. Oggi la comunità di AO Spine formata da chirurghi, ricercatori e professionisti della colonna vertebrale conta oltre 30.000 membri e annovera una importante sezione italiana. AOSpine Italia integra continuamente gli ultimi progressi della ricerca sulla colonna vertebrale e gli esiti del trattamento nei suoi programmi educativi in modo che i membri siano in prima linea nella cura e nella ricerca delle patologie della colonna vertebrale.

 

Erasmus e ricerca alla prova del voto

Eppure se c’è un collante che lega i Paesi dell’Unione europea è il network della comunità scientifica e la rete degli scambi studenteschi che, a partire dal lontano 1987, ha visto crescere la cosiddetta “ generazione Erasmus ”. Da allora, 9 milioni di studenti, di cui 843.000 italiani , hanno studiato in università di altri Stati, accolti in 5.000 istituti di 33 Paesi diversi. Se si è parlato poco di università è anche perché in certe aree politiche si sta diffondendo una ridotta fiducia su come ricerca, scienza, cultura possano contribuire allo sviluppo» afferma il professor Pier Sandro Cocconcelli , delegato del rettore per il coordinamento dei progetti di internazionalizzazione. Questo interesse però è ben presente nelle nuove generazioni che sono sempre più aperte a investire nel loro futuro, impegnandosi in periodi di studio e di ricerca all’estero, che considerano un passo fondamentale per costruirsi un curriculum di alto livello». Un network di ricerca sovranazionale di alto livello… «Tutto questo assume ancora più importanza perché si sono ridotti i finanziamenti nazionali, mentre sono aumentati quelli europei che hanno indotto i ricercatori delle scienze umano-sociali, delle scienze esatte, della biologia, a spostarsi su una ricerca multinazionale all’interno dell’Unione Europea. Per accedere ai fondi di ricerca bisogna passare da un sistema di ricerca nazionale a quello della ricerca europea, che sarà sempre più aperto a nuove collaborazioni con altri grandi partner come Cina, Stati Uniti o Paesi emergenti. È stato già così con il progetto Horizon 2020, il framework della ricerca che sta finendo adesso, e ancor di più sarà così con Horizon Europe , il prossimo framework della ricerca che partirà dal 2021, a cui sarà destinato un investimento di 120 miliardi di euro».

 

Soft skills in Collegio

INDAGINE Soft skills in Collegio La ricerca Acru sul legame tra competenze trasversali e residenze universitarie prosegue, coinvolgendo più di 900 collegi. In arrivo le risposte delle 1.000 matricole intervistate per il progetto, che ha interessato anche i collegiali della Cattolica. by Valentina Giusti | 28 marzo 2019 Prosegue l’indagine per la valutazione del ruolo del Collegio nell’acquisizione delle soft skills delle matricole universitarie . Dopo la raccolta dati e il contatto diretto, all’inizio del 2019 si è entrati ufficialmente nella terza fase del progetto: la somministrazione di questionari a un campione di 1.000 studenti selezionati. Partita nel mese di ottobre 2018, la ricerca – a cura dell’Associazione Collegi e Residenze Universitarie (Acru) in collaborazione con l’Istituto Toniolo – è nata con la finalità di esaminare la progettualità educativa all’interno delle strutture che accolgono studenti e studentesse negli anni dell’Università. Da un campione di 100 strutture di tutta Italia sono state selezionate 1.000 matricole, a cui è stato somministrato, a partire dal mese di gennaio, un questionario da cui ricavare le informazioni necessarie per un riscontro sul collegamento soft skills-vita collegiale. Questa terza fase, attualmente in corso, ha prodotto da subito riscontri positivi: la maggior parte delle regioni coinvolte dimostra una partecipazione buona o addirittura ottima; sono state raggiunte 28 città, con la somministrazione (all’altezza degli inizi di marzo) di più di 600 questionari.

 

Borse Zegna, poker Unicatt

cattolicapost Borse Zegna, poker Unicatt Dal naso elettronico che fiuta le malattie al “taglia-incolla” del DNA che studia la progressione dei tumori; dalle tecnologie 3D per il movimento dentale agli studi sulla longevità . Tre ricerche di frontiera per tre cervelli italiani che, grazie al programma Ermenegildo Zegna Founder’s Scholarship , potranno sviluppare o proseguire i loro progetti in prestigiosi centri di ricerca internazionali. Lavoro alla realizzazione di quello che comunemente viene chiamato “naso elettronico”, una piattaforma di sensori in grado di rilevare specifiche molecole di gas, per applicazioni soprattutto biomediche » spiega Sonia. Soffiando sui sensori è possibile determinare se un paziente è sano o presenta qualche patologia - cancro, fibrosi cistica, broncopneumopatie cronico ostruttive, per citarne alcune - perché nel nostro respiro ci sono centinaia di molecole, che però sono in quantità diversa se una persona è sana o se è malata». Insieme a Sonia, Luigi ed Edoardo, quest’anno l’Università Cattolica ha calato il poker, grazie alla conferma della borsa Zegna a Davide Vetrano , il 32enne geriatra della facoltà di Medicina già da tre anni a Stoccolma per un dottorato di ricerca all’Aging Research Center del Karolinska Institutet. Un'iniziativa, istituita in onore del fondatore dell'azienda, che ha compiuto cinque anni e che è stata festeggiata a Trivero - dove nel 1910 venne inaugurato il Lanificio Zegna - con i 114 studenti selezionati nelle edizioni passate e i 49 a cui è stata assegnata la borsa di studio per l’anno accademico 2018/2019. A oggi una ventina di loro sono rientrati in Italia e sono professionalmente attivi nel settore pubblico e privato anche con il sostegno del Gruppo Zegna, che si impegna a verificare i progressi dei borsisti durante gli studi all’estero e a facilitarne il rientro.

 

Medicina, doppia laurea con Filadelfia

Roma Medicina, doppia laurea con Filadelfia Quella tra Università Cattolica-Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS insieme alla Jefferson University è la prima esperienza italiana di “double degree” per una laurea in Medicina e Chirurgia riconosciuta nei Paesi dell’Unione Europea e negli Stati Uniti. Grazie a questa intesa i due Atenei attiveranno, oltre al Doppio titolo, uno scambio di studenti dei rispettivi corsi di laurea in Medicina e chirurgia per esperienze cliniche della durata di un mese (Clinical Rotation) o per periodi di ricerca fino a due mesi (Research Rotation). medicina #doubledegree #jefferson #ricerca Facebook Twitter Send by mail L'ACCORDO Il programma prevede una fase preliminare, che porterà gli studenti coinvolti fino al conseguimento del titolo di Bachelor of Science erogato da Jefferson. Alla fine del terzo anno, infine, gli studenti potranno candidarsi per proseguire gli studi presso la Jefferson dove completeranno il corso di MD presso il ‘Sidney Kimmel Medical College’ per poi tornare nuovamente in Cattolica per concludere gli studi e conseguire la Laurea italiana. Il secondo pilastro dell’accordo riguarda l’attività di ricerca e prevede l’elaborazione di un Programma di Ricerca congiunto tra i due Atenei e la Fondazione Policlinico Univesritario Agostino Gemelli IRCCS. Il programma di ricerca congiunta prevede di esplorare opportunità di cooperazione che includano ogni tipologia di ricerca che generi diritti di brevetto, copyright e altri diritti di proprietà intellettuale. Jefferson si colloca alla posizione 379 nel ranking Shanghai a livello mondiale, pertanto è comprovato il valore sia della produzione scientifica (numero di pubblicazioni) sia della qualità delle pubblicazioni (numero di citazioni) ( http://www.jefferson.edu/ ).

 

Horizon, 100 mld per la ricerca

Ateneo Horizon, 100 mld per la ricerca A tanto ammonta il budget del programma quadro europeo per il quinquennio 2020-2025. A Bruxelles la presentazione delle modalità di allocazione delle risorse del nuovo bando e un confronto sul rapporto tra ricerca di base e ricerca industriale. Tra il pubblico erano presenti più di 20 rettori, numerosi direttori di Servizi ricerca, esponenti della Commissione europea e del Parlamento. A rappresentare la Cattolica, la Direzione ricerca e l’ Ufficio di rappresentanza di Ateneo a Bruxelles , che sarà la sede a dicembre dell’incontro di tutte le istituzioni che partecipano a UniLION. L’evento del 17, che si è svolto a porte chiuse al Parlamento Europeo, ha visto quali relatori il parlamentare europeo Dan Nica , Rapporteur sulle regole e la partecipazione a Horizon Europe e futuro membro della prossima Presidenza rumena del Parlamento, e Julia Prikoszovits , membro dell’attuale Presidenza austriaca. I temi trattati hanno riguardato principalmente le politiche della ricerca, i rapporti tra Ricerca di base e Ricerca industriale, l’importanza dell’impatto sociale ed economico della Ricerca nonché le priorità tematiche. Agli incontri ha fatto seguito una intensa attività di networking che ha aiutato ad individuare e approfondire diversi campi di collaborazione tra le istituzioni.

 

Soft skills nei Collegi

EDUCATT Soft skills nei Collegi Al via una ricerca dell’ Associazione Collegi e Residenze Universitarie (Acru) , in connessione con l’Istituto Toniolo, che si propone di indagare su un campione di 1.000 studenti le competenze trasversali dei ragazzi nelle residenze universitarie in Italia. by Valentina Giusti | 18 ottobre 2018 Un’indagine per valutare le soft skills delle matricole universitarie che sperimentano la vita in Collegio e nelle Residenze universitarie. Parte proprio in questi giorni la fase di raccolta dati della ricerca avviata dall’ Associazione Collegi e Residenze Universitarie (Acru) , in collaborazione con l’ Istituto Toniolo e con alcuni ricercatori universitari. L’Acru ha da sempre a cuore la progettualità educativa all’interno delle strutture che ospitano ragazzi e ragazze durante il percorso dell’università: da qui la sua peculiare azione di cura verso l’educazione e la formazione integrale, culturale, umana e religiosa degli studenti. È a tal proposito che l’Associazione ha fatto affidamento sull’Istituto Toniolo per commissionare una ricerca sul collegamento tra le soft skills sviluppate dalle matricole e la vita in Collegio che sta coinvolgendo al momento ben 750 strutture universitarie (ma il numero è in aumento). Il progetto, il cui mandato è stato affidato a ricercatori universitari, ha visto una prima fase di creazione di un database di tutte le strutture residenziali d’Italia, regione per regione; una mappatura delle residenze collegiali creato appositamente per questa ricerca, che ha visto una seconda fase di contatto diretto . Dopo aver introdotto il progetto, alle residenze sono state chieste informazioni sul numero dei posti disponibili, sulla struttura in generale, sulle attività interne e soprattutto sul regolamento e sul progetto formativo , necessario per lo step successivo della ricerca.

 

Faccia a faccia con la ricerca

Brescia Faccia a faccia con la ricerca Dallo spettroscopio che rivela l’autenticità di un dipinto all’algoritmo che scova le fake news; dalla psicologia alla corretta creazione della web reputation. by Bianca Martinelli | 03 ottobre 2018 C’era anche la Cattolica di Brescia tra le Istituzioni che, venerdì 28 settembre in centosedici città italiane, hanno aperto le porte dei loro laboratori in occasione della “Notte dei Ricercatori” , dal sottotitolo MEETmeTONIGHT promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005. Ne è stato un esempio il laboratorio dedicato alla tecniche spettroscopiche di norma impiegate per analizzare la composizione di materiali particolari che oggi trovano una sempre maggiore applicazione nel contesto della verifica dell’autenticità o di successivi rifacimenti dei dipinti e delle opere d’arte. Discipline scientifiche ed artistiche sono alla base anche della ricerca scultorea dell’artista olandese Rinus Roelofs , le cui sculture a grandezza monumentale – composte da elementi modulari il cui rapporto è basato su teoremi matematici - sono state esposte e illustrate per tutta la giornata. In un'epoca in cui i grandi cambiamenti digitali hanno investito (forse più di altri) il mondo informazione, fare ricerca significa anche individuare un modo per attestare la veridicità delle notizie che ogni giorno vengono diffuse sui media e sulle piattaforme digitali, e i social network. L’area Arte, Comunicazione e Spettacolo ha invece proposto "Brand Yourself" in cui sono stati illustrati gli strumenti orientarsi e costruire la propria web reputation , anche attraverso simulazioni e presentazioni di case-history . Grande successo, infine, anche per la "Caccia al Tesoro" pensata per coinvolgere i ragazzi delle scuole medie e superiori, che si sono così sfidati nella risoluzione di rebus e rompicapi matematici in giro per la città.

 

La scienza scende in piazza

Ateneo La scienza scende in piazza Dallo spettroscopio che rivela l’autenticità di un dipinto all’algoritmo che scova le fake news; dalla psicologia del traffico alla moda sostenibile, fino alla gastronomia molecolare. Le sedi di Milano, Brescia e Cremona alla Notte dei ricercatori 2018 18 settembre 2018 Centosedici città coinvolte in tutta Italia per svelare al grande pubblico le meraviglie della scienza. Torna venerdì 28 e sabato 29 settembre MEETmeTONIGHT, la Notte dei Ricercatori , l'iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005, che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i Paesi europei. L'Italia ha aderito da subito all'iniziativa europea con una molteplicità di progetti che ne fanno tradizionalmente uno dei paesi europei con il maggior numero di eventi sparsi sul territorio. L’Università Cattolica allestirà stand con laboratori dedicati al teatro antico, all’educazione social e digitale per i ragazzi riservati alle le scuole), al benessere psico-fisico, ai segreti della gastronomia molecolare, a una serie di attività legate alle neuroscienze, alla psicologia dello sport e a quella del traffico. A Brescia venerdì 28 settembre la mattinata è organizzata in quattro grandi aree di ricerca nelle sedi di via Musei e di via Trieste: matematica-fisica, psicologica, comunicazione e spettacolo, pedagogica . Il pomeriggio si svolgerà all’interno del Museo di Santa Giulia, uno dei luoghi simbolo di Brescia, dove, insieme ai vari laboratori dedicati al rapporto tra arte e ricerca, si terrà un aperitivo con la scienza.

 

Servono ancora le università?

cattolicapost Servono ancora le università? Dall’osservatorio americano il professor Paolo Carozza (Notre Dame) vede il rischio che la conoscenza venga sostituita da informazioni prese “a consumo” dagli studenti. Non di rado, nelle ultime decadi, abbiamo imparato a guardare oltreoceano per cogliere i primi sintomi di fenomeni che, di lì a pochi anni, sarebbero approdati, magari trasformati o rivestiti di forme autoctone, anche nel vecchio continente. Gli abbiamo rivolto alcune domande sulle prospettive delle università nel terzo millennio, in un contesto informale: una pausa pranzo con assaggi di gustose, morbide focacce. Negli Usa lo stato finanzia gli atenei, ma per garantire certi standard i costi di accesso rimangono ancora molto alti e questo si ripercuote non solo sulle famiglie, bensì anche sulla modalità di far quadrare i bilanci da parte del management universitario. C’è tuttavia una crisi ancora più significativa di quella economica ed è quella che riguarda l’identità delle Università. Dove si rendono evidenti, o per lo meno espliciti, i segni di questa decadenza? Quali sono i sintomi di questa endemica malattia? «Potrei citare l’emergere di alcuni fenomeni ben precisi, che incontro quotidianamente all’interno del mio lavoro. Ci si specializza in modo esagerato, si frammenta la conoscenza e questo provoca un cambiamento di paradigma: la stessa etimologia di “uni-versità” intesa come sapere intero, unico, viene messa in discussione a favore di una visione “multi-versitaria”.

 

PhD, la carica dei 400

ATENEO PhD, la carica dei 400 Lunedì 16 aprile in Aula Magna cerimonia di proclamazione e consegna del titolo di dottore di ricerca. Dopo il discorso del rettore Franco Anelli , la lezione del direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova Roberto Cingolani 05 aprile 2018 Provengono da tutta Italia, una trentina dall’estero, hanno competenze scientifico-culturali e aspirazioni professionali diverse. È questo il profilo delle 262 neo dottoresse e dei 143 neo dottori di ricerca che hanno discusso negli anni 2016 e 2017 la tesi di dottorato nei campus di Milano, Piacenza e Roma dell’Università Cattolica. Tutti insieme riempiranno l’ Aula Magna di largo Gemelli lunedì 16 aprile alle 17 per ricevere il titolo di dottore di ricerca dal rettore Franco Anelli . Dopo il discorso di apertura del professor Anelli, il direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova Roberto Cingolani terrà la lectio dal titolo “Dove va la tecnologia?” . Da anni l’Ateneo è impegnato a valorizzare il percorso dottorale nella convinzione che investire sulle capacità e sulle competenze dei giovani ricercatori sia una condizione imprescindibile per lo sviluppo e la crescita di molti comparti economici, sociali e produttivi del nostro Paese. La riforma del dottorato del 2013 ha introdotto il dottorato industriale , una nuova modalità di collaborazione tra università e aziende che permette a queste ultime di formare, attraverso un percorso dottorale, i propri dipendenti già impegnati in attività di elevata qualificazione.

 

Garda, la forza della narrazione

Brescia Garda, la forza della narrazione Dai grand tour sette-ottocenteschi di Goethe e Lawrence ai blogger di oggi, il turismo lacustre cresce anche per la capacità evocativa del racconto. by Bianca Martinelli | 08 marzo 2018 La capacità attrattiva esercitata da un territorio è strettamente correlata alla narrazione che ne viene fatta, e lo sguardo di chi la racconta è quindi un mediatore fondamentale. Il convegno Il Garda e il turismo lacuale: tradizione e sviluppo ha ripercorso la relazione strettissima che, dall’epoca preromantica sino ai giorni nostri, lega il turismo gardesano all’immagine dei luoghi restituita dalla cronache di viaggiatori e intellettuali. Dalla prima guida turistica dedicata ai laghi, anglofona e pubblicata nel 1810, al fenomeno dei blog digitali “Oggi più che mai ha ancora senso parlare di narrazione e letteratura dei luoghi”. Pensiamo al fenomeno dei blog, degli influencers e dei social media: si tratta di narrazioni odierne estremamente funzionali alla diffusione della conoscenza dei luoghi, e al conseguente sviluppo del turismo. E il perché è presto detto: «Il Garda si trova all’8° posto nella classifica delle mete più attrattive del Paese, e al 1° sul podio di quelle più internazionali, con un sonoro 80% di turisti stranieri rispetto al 60% registrato nelle città d’arte». Un fatto non così scontato ma che, tramite l’uso di sonar, veicoli autonomi di superficie (specie di droni) e tecnologie ad ultrasuoni, ci ha permesso di osservare diversi metri sotto il fondo del lago e stilare profili batimetrico, geologico e sismico» ha spiegato Gasperini.

 

Fare ricerca all’estero con Horizon 2020

Giunto quasi a fine ciclo, finanzia progetti di ricerca e innovazione che danno concretezza ai principi fondamentali della strategia comunitaria “Europe 2020” per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Horizon 2020 contribuisce a questo obiettivo associando la ricerca all'innovazione e concentrandosi su tre settori chiave: eccellenza scientifica, leadership industriale e sfide per la società. Le opportunità offerte da Horizon 2020 sono molteplici, con caratteristiche progettuali e finalità diverse, che vanno dai classici progetti collaborativi internazionali basati su un tema individuato dalla stessa Unione europea, a progetti finalizzati a sviluppare prodotti per il mercato, fino a finanziamenti individuali volti a sostenere la ricerca di base. È proprio a questi ultimi, che rientrano nel settore dell’eccellenza scientifica, che si presta una crescente attenzione. In particolare, le azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA) propongono un’ampia serie di opportunità di formazione e scambio per i ricercatori , promuovendo la crescita del capitale umano di eccellenza in Europa attraverso borse di ricerca per il sostegno alla mobilità internazionale, intersettoriale e interdisciplinare dei ricercatori. Interverranno esperti di Individual fellowship che forniranno strumenti e suggerimenti utili per la preparazione di proposte progettuali. La partecipazione è gratuita, previa registrazione all’indirizzo email ufficio.ricerca@unicatt.it #ricerca #horizon #mariecurie #fellowship Facebook Twitter Send by mail.

 

Il semaforo per stufe a legna

Ambiente Il semaforo per stufe a legna La combustione di biomasse immette nell’atmosfera Pm da 150 a 3.800 volte in più di una caldaietta a metano. Una ricerca europea, capitanata dai fisici di Brescia, svilupperà una App per suggerire agli abitanti dell’arco alpino quando è meglio bruciare. Nasce da qui il progetto BB-CLEAN , un Interreg Alpine Space , approvato qualche settimana fa per mettere a punto dei sistemi di tipo tecnologico, informatico e normativo per rendere la combustione delle biomasse più sostenibile ai fini del riscaldamento domestico. L'Università Cattolica, con la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali , è capofila di questo progetto con un numeroso partenariato internazionale che comprende, tra gli altri, Atmo (l’agenzia per la qualità dell’aria della Regione francese Auvergne – Rhones Alpes) e l’ Agenzia regionale per la protezione ambientale della Valle d’Aosta . In particolare i ricercatori della sede di Brescia (insieme a Giacomo Gerosa, Angelo Finco , Riccardo Marzuoli , Maria Chiesa ) studieranno dei sistemi modellistici che indicheranno quando bruciare la legna in funzione delle previsioni meteorologiche. Attraverso una App, che funzionerà come un semaforo stradale, suggeriranno agli abitanti se bruciare di più o di meno. La Regione Lombardia, per esempio, già vieta di bruciare legna al di sotto dei 300 metri di altitudine tutto l’anno.

 

Protonterapia, primo polo a Roma

È un primo esempio di virtuosa collaborazione tra pubblico e privato, che andrà ad arricchire il mosaico della nuova sanità della Regione Lazio e che coniuga alta qualità assistenziale, innovazione tecnologica, ricerca clinica e appropriatezza delle prestazioni. Questo progetto TOP IMPLART, nato per la realizzazione di un prototipo di acceleratore lineare di protoni per la cura dei tumori e finanziato dalla Regione Lazio, è frutto della collaborazione tra l’Istituto Superiore di Sanità, Enea e gli Istituti IFO Regina Elena. Successivamente ai primi mesi di attività clinica e durante l’istallazione del secondo Gantry al Gemelli, è previsto uno studio epidemiologico ed una valutazione clinico/organizzativa, e l’avvio delle opere per altri due Gantry all’IRE che si concluderanno entro la fine del 2024. tumori #protonterapia #innovazionetecnologica #ricerca Facebook Twitter Send by mail PROTONTERAPIA E TRATTAMENTO DEI TUMORI La protonterapia è una tecnica oncologica radioterapica di precisione che consente di effettuare trattamenti più efficaci e meno tossici sui tumori complessi che ad oggi non si possono trattare con le tecnologie convenzionali. Grazie alle proprietà fisiche dei protoni, la protonterapia permette, rispetto alla radioterapia convenzionale con fotoni, di rilasciare la dose con estrema precisione sul tessuto tumorale e, conseguentemente, di irradiare il tumore con dose più elevata, riducendo l’esposizione e quindi i danni radio indotti sui tessuti normali. L’accelerazione dota i protoni di un’energia che raggiunge i 230 MeV (Mega Electron Volts), rispetto ai 30 MeV della fotonterapia, e che permette di colpire dall’esterno i tessuti tumorali che si trovano fino a 30 cm di profondità all’interno del corpo. E’ una terapia tecnologicamente avanzata, ma il suo utilizzo clinico è ormai consolidato ed in rapida espansione in tutto il mondo, soprattutto grazie alla realizzazione di apparecchiature sempre più precise e impianti sempre più compatti e compatibili con spazi ospedalieri e urbani.

 

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