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Letteratura & Teatro, al via la 15^ stagione

Brescia Letteratura & Teatro, al via la 15^ stagione l ciclo d’incontri della Cattolica affianca la Stagione di prosa del Centro Teatrale Bresciano con approfondimenti critici sui testi dei cinque spettacoli in cartellone. Il ciclo di conferenze organizzato in collaborazione per l’Anno Accademico 2020/2021 e la Stagione di prosa 2020/2021 "Gli infiniti Mondi" è affidato al coordinamento scientifico di Lucia Mor , ordinario di Letteratura tedesca nelle sedi di Milano e Brescia dell’Università Cattolica. Il primo appuntamento è calendarizzato per giovedì 5 novembre, con una conversazione dedicata a una delle più interessanti opere di George Bernhard Shaw , Pigmalione , testo che verrà allestito dal CTB nel mese di maggio 2021 per la Stagione di prosa. Franco Lonati , docente di Lingua e letteratura inglese, racconterà l’opera del drammaturgo Premio Nobel, affiancato dall’attrice Giuseppina Turra che leggerà alcuni brani del testo. Giovedì 12 novembre, Davide Vago , professore di Lingua e letteratura francese, approfondirà l’opera di Jean Giraudoux La pazza di Chaillot , testo di sorprendente attualità, spiazzante e politica commedia scritta nel 1943. Lucia Mor, ordinario di Letteratura tedesca e curatrice della rassegna Letteratura &; Teatro, terrà una conversazione sul dramma Ritter, Dene, Voss – che verrà prodotto nel mese di aprile 2021 dal Centro Teatrale Bresciano – e Piazza degli eroi , spettacolo presente nel cartellone dello stabile cittadino. Euripide e la sua ultima e fondamentale opera, Baccanti , sarà protagonista dell’incontro di giovedì 26 novembre che vedrà Corrado Cuccoro , docente di Lingua greca e Drammaturgia antica, raccontare l’opera composta durante l’esilio in Macedonia del poeta, sulla soglia degli ottant’anni.

 

I collegi alla Scala di Milano

Il resto sarà una conseguenza» (Antoine de Saint-Exupery). Quale spinta, se non la sete di conoscenza, ha mosso tanti giovani a trascorrere l’intera nottata del 12 novembre davanti al botteghino del Teatro alla Scala per conquistare un biglietto d’accesso alla prima giovani del 2019, riservata agli under 30. Ad aprire la stagione lirica 2019-2020 La Tosca di Puccini, diretta da Riccardo Chailly, preceduta, come da tradizione, dall’anteprima riservata ai giovani sotto i trent’anni e accessibile a prezzi vantaggiosi. collegi #scala #teatro #cultura #lascalaunder30 Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Quel che resta del teatro, la voce

Già, perché il teatro ha dovuto rinunciare a riempire le sale con il suo pubblico in questi mesi. Ci siamo reinventati, abbiamo messo insieme “cose” tra lo scherzoso, il poetico e l’approfondimento, per ultima Radio Oscar , che parte mercoledì 27 maggio per regalare al pubblico racconti vocali. Prima del lockdown - continua Poretti - avevamo un centinaio di contatti su facebook, ora contiamo 1100 visualizzazioni e 4500 iscritti al canale youtube offrendo contenuti di valore come pillole di letteratura, filosofia, psicologia, mitologia. Con questa certezza i direttori artistici invitano tutti a partecipare al nuovo progetto che coinvolge tre voci maschili e una femminile, il podcast Radio Oscar. La radio del teatro permetterà al pubblico di accedere e scaricare numerosi contenuti audio ispirati ai vecchi e affascinanti radio drammi. La radio lancerà il primo podcast con Ermanna Montanari che leggerà La vergine degli angeli, con lo spartito della Tosca di Puccini ad accompagnarne la poetica. Insieme a lei si avvicenderanno altre del teatro italiano come Silvio Castiglioni , Maurizio Donadoni , Massimo De Luca che contribuirà con i racconti delle più importanti imprese sportive, e lo stesso direttore artistico Giacomo Poretti insieme a numerosi artisti internazionali che stanno aderendo al progetto.

 

Milano, la città di Ambrogio (e Agostino)

Ambrogio e Agostino, conoscersi per riconoscersi è un racconto teatrale scritto da Luca Doninelli e ha aperto la nuova stagione dei Dialoghi di Vita Buona . La parola chiave della serata è stata l’aggettivo ambrosiano, declinabile come il sentimento di accoglienza e solerte partecipazione che da sempre caratterizza la città di Milano. Tre testimoni ne hanno avvalorato il senso: Omenea Zaid studentessa di Economia dell’università Cattolica, Zhupeng Zhou studente di Ingegneria del Politecnico e Franca Bonola responsabile dell’associazione Portofranco. Poi tocca a Zhupeng Zhou , di origine cinese, che ricorda quando da bambino giocava a Bovisa con il suo amico Marco e del momento in cui ha capito che «essere diversi non è sbagliato. L’ultima voce è quella di Franca Bonoli che racconta l’aiuto fondamentale che l’associazione Portofranco di viale Papiniano dà in modo gratuito a 1500 studenti con 300 volontari, assicurando loro un totale di 12mila ore di ripetizioni nel corso di tutto l’anno scolastico. Nella città dove Sant’Agostino si convertì al cristianesimo ricevendo il battesimo da Sant’Ambrogio continuano a convivere persone che, pur partendo da culture ed esperienze religiose diverse, lavorano insieme per costruire un futuro migliore. Come ha ben ricordato l’arcivescovo Mario Delpini , a conclusione della serata, essere milanese non significa porsi su un piedistallo esibendo le proprie eccellenze ma riconoscere un debito verso tutti coloro che non hanno ricevuto le nostre stesse possibilità.

 

Teatro è attore, aperte le iscrizioni

ROMA Teatro è attore, aperte le iscrizioni Il percorso formativo prenderà avvio a marzo con 100 ore totali di lezioni, tre la settimana, con esercizi propedeutici e apprendimento delle discipline. Il corso si concluderà con la messa in scena di un vero spettacolo teatrale. febbraio 2017 È prorogato fino alla fine di febbraio il termine per iscriversi alla terza edizione del percorso Teatro e Attore. I partecipanti potranno affrontare un percorso formativo articolato in diverse materie tra cui il corretto uso della voce, dizione e articolazione, movimento scenico, recitazione. Gli allievi avranno la possibilità di mettersi alla prova nella messa in scena di un vero spettacolo teatrale che concluderà il primo anno. Il percorso, attivo per un massimo di 12 partecipanti, prenderà avvio nel mese di marzo 2017 e a ospitarlo sarà la sala polifunzionale all’interno del Collegio Nuovo Joanneum. Si tratta di circa 100 ore totali di lezioni, tre ore la settimana, comprendenti esercizi propedeutici e apprendimento delle discipline e lezioni bisettimanali con studio della messa in scena dello spettacolo finale; stage e prove dello spettacolo, prova generale e rappresentazione.

 

Che bella la storia se la racconti

MILANO Che bella la storia se la racconti Registi come Gabriele Vacis , divulgatori come Daniele Biacchessi, fumettisti e storici a confronto lunedì 13 febbraio nel workshop “Dire, fare, raccontare” . febbraio 2017 Com’è che quando va in televisione o a teatro la storia sfonda ma sui banchi non appassiona? È la domanda che si porranno da approcci diversi accademici, giornalisti, fumettisti e registi protagonisti del workshop nazionale sulla narrazione della storia “ Dire, fare, raccontare ”. Tra loro Gabriele Vacis e Daniele Biacchessi , per fare due nomi conosciuti al grande pubblico, ospiti dell’iniziativa promossa per la seconda volta dalla facoltà di Scienze politiche e sociali e dal dipartimento di Scienze politiche , con il coordinamento dei professori Paolo Colombo e Chiara Continisio . Oppure operazioni teatrali come quelle realizzate da Gabriele Vacis, coautore con Marco Paolini di Vajont, o le tournée sulla storia promosse in giro per l’Italia dall’editore Laterza con sale gremite di pubblico eterogeneo. Il workshop organizzato nella sede milanese di via Nirone lunedì 13 febbraio dalle 11 alle 18 favorirà uno scambio di competenze ed esperienze tra le persone invitate, con l’unico obiettivo di rendere la storia più avvincente nei diversi ambiti di riferimento. Per i professori Colombo e Continisio, l’iniziativa si colloca nella decennale attività di “ Storia e narrazione ”, “un vero e proprio laboratorio di creazione di storie”, come lo definiscono loro, in programma al teatro Ariberto di Milano, con il coinvolgimento degli studenti universitari ma anche alla cittadinanza. “Un esperimento che si conclude ogni volta con la partecipazione del pubblico, chiamato ad assistere a una storia coinvolgente e affascinante, come quella che i nostri nonni e i nostri genitori ci raccontavano prima di andare a dormire”.

 

Teatro a scuola, l’Italia si sfida a Milano

festival Teatro a scuola, l’Italia si sfida a Milano Dal 20 al 23 marzo 15 istituti provenienti da varie regioni e 350 studenti metteranno in scena al Festival Thauma tragedie e commedie del repertorio greco e latino. Siamo partiti nel 2015 con un’iniziativa dedicata esclusivamente a Milano e alle scuole lombarde» spiega Elisabetta Matelli , nel presentare la terza edizione del festival teatrale Thauma , che mette in scena il teatro antico prodotto dalle scuole superiori. Dal 20 al 23 marzo a Milano 1 5 istituti provenienti da tutta Italia e 350 studenti si affronteranno in una vera e propria competizione, rappresentando tragedie e commedie del repertorio classico: dalle Troiane al Filottete , da Ifigenia a Edipo re , dalle Rane di Aristofane alla Medea e altri ancora. È un progetto che permette di far emergere l’interesse per il teatro nelle scuole di un Paese ricco di radici culturali come il nostro» sottolinea la curatrice del festival, che in Ateneo è docente di Storia del Teatro greco e latino e direttrice del Laboratorio di Drammaturgia antica . Un’occasione importante, adesso che le attività teatrali in classe hanno acquisito un adeguato riconoscimento, dopo che il Miur ha reso pienamente curricolari le attività teatrali , garantendone la piena cittadinanza nel bagaglio formativo degli studenti. Teatro antico in scena , che tutto l’anno offre spettacoli di teatro classico alla città di Milano. L’ingresso a teatro è libero: spettatori di ogni età, studenti, docenti possono partecipare come per gustare le interpretazioni dei grandi drammi classici che gli studenti liceali elaborano con i loro docenti e tutor, con metodi differenti, e sempre grande entusiasmo.

 

Teatro antico, attori giovani

milano Teatro antico, attori giovani Tre spettacoli, dal 6 all’8 novembre , dei licei che hanno ricevuto speciali menzioni al Festival Thauma 2018 , che promuove la quinta edizione per le scuole di tutta Italia. novembre 2018 In età arcaica le narrazioni epiche venivano recitate e cantate dagli aedi e da queste esperienze cominciarono a nascere le prime tecniche performative: la grande epica ha nutrito i grandi testi tragici non solo antichi ma di tutti i tempi. Un attento studio dei testi guidato dagli insegnati e l’appassionata partecipazione dei giovani interpreti danno carne, sangue, voci e azioni soprattutto alle vicende di due grandi eroi quali Aiace ed Odisseo e alle loro avventurose storie destinate anche a scontrarsi. Odisseo e Aiace degli studenti del Liceo Volta di Como compiamo un emozionante viaggio nell’Ade realizzato attraverso un consapevole uso di luce e buio, che rende l’atmosfera suggestivamente evocativa dell’Oltretomba. Davvero notevole e toccante è la capacità dei giovani attori di esprimere l’incorporeità delle anime nell’Ade e l’abbraccio di Odisseo con l’anima della madre Euriclea. Epos , da Omero e Virgilio del Liceo Canopoleno di Sassari sceglie e presenta episodi di guerra, fuga, esilio e, a seguire, di amore, nostalgia e ritorno tratti da alcuni quadri dell’Iliade, dell’Odissea, dell’Eneide, intrecciandoli con maestria. Lo spettacolo si presenta ben costruito nei quadri omogenei nonostante la molteplicità dei linguaggi (filmico e teatrale con attenzione agli aspetti metrici e musicali di una rappresentazione epica).

 

Scala, abbonamenti a prezzi agevolati

Per la stagione di Recital di Canto il costo del posto palco è di euro 77 e del posto platea di euro 126. I recital di canto sono un’ulteriore occasione di ascoltare alla Scala alcune delle voci più prestigiose del panorama internazionale, ma offrono in primo luogo la possibilità di ascoltare un repertorio di canto da camera che include alcune delle gemme più preziose della tradizione musicale dell’Occidente. Il 26 gennaio il basso Erwin Schrott , protagonista di tante serate scaligere (incluso Escamillo nella Carmen inaugurale del 2009) e di recente apprezzato Alidoro ne La Cenerentola si presenta con un pianista di sicura esperienza come Giulio Zappa . Il 23 febbraio Aleksandra Kurzak , che qui ha cantato in Rigoletto, Le nozze di Figaro e Le Comte Ory e Julius Drake, tra i più apprezzati accompagnatori, presentano un programma di Lieder di Schubert, Schumann, Brahms e Richard Strauss. Il 19 aprile il ciclo dei recital si apre alla voce di controtenore con uno degli artisti più acclamati dei nostri anni, Bejun Mehta , già presente alla Scala in Tamerlano nel 2017 e Giulio Cesare nel 2019, che proporrà musiche di Mozart, Beethoven, Haydn, Britten e Mahler insieme a Jonathan Ware . Per il 27 ottobre è di nuovo Giulio Zappa ad accompagnare Marina Rebeka , straordinaria Violetta sotto la guida di Myung Whun-Chung nel 2019 e di Zubin Mehta nel 2020, con musiche di Rachmaninov, Bellini e Verdi. A concludere il ciclo un’altra coppia imperdibile per affinità di talento, gusto e sensibilità: Sabine Devieilhe , tra le voci più ricercate degli ultimi anni, e il pianista Alexandre Tharaud i n un programma di musica francese.

 

“Ai due chiostri” in scena con Dürrenmatt

milano “Ai due chiostri” in scena con Dürrenmatt In occasione della Festa del Sacro Cuore , la compagnia teatrale composta da oltre 60 studenti della sede di Milano, porta sul palco il 22 e il 25 giugno dell’Istituto Canossiano La visita della Vecchia signora , “commedia tragica” scritta nel 1955. giugno 2019 Nata nel 2006 per iniziativa dell’assistente spirituale don Daniel Balditarra e di una manciata di collegiali, la compagnia Ai due Chiostri conta oggi ben oltre sessanta studenti uniti dallo stesso forte desiderio: fare teatro e portarlo all’interno della comunità universitaria. Molière, Shakespeare, Elliott, Ionesco e Brecht sono solo alcuni degli autori nella storia della compagnia, che quest’anno presenta La visita della Vecchia signora , “commedia tragica” scritta nel 1955 da Friedrich Dürrenmatt. L’opera ruota attorno al ritorno nel paesino di Güllen, “il letamaio”, di una ormai vecchia e ricchissima signora, che si dice disposta a offrire una cifra da capogiro a chi ucciderà l’uomo che l’aveva sedotta e abbandonata all’età di diciassette anni. Leggere il testo è stato come ricevere un pugno nello stomaco» racconta il regista Eugenio Runco , studente di Giurisprudenza, per la violenza con cui lo ha messo di fronte a delle questioni anche “scomode” su cui non aveva mai riflettuto prima. Da qui la decisione, dopo una notte insonne, di proporlo al gruppo e la sfida di portarlo in scena in “una cornice fantastica, ma difficile da addomesticare”, il Chiostro dell’Istituto Canossiano. teatro #spettacolo #durrenmat Facebook Twitter Send by mail Print LO SPETTACOLO La visita della Vecchia signora Friedrich Dürrenmatt 22 e 25 giugno - ore 20.45 Milano, Chiostro dell’Istituto Canossiano, via della Chiusa 9 Informazioni: Compagnia teatrale "Ai Due Chiostri" teatroaiduechiostri@gmail.com http://teatroaiduechiostri.blogspot.it.

 

Teatro, parla Corrado d’Elia

Dopo le riflessioni sulla bellezza della politica, della poesia, dell’arte, dell’economia, della natura, del silenzio, è ora in programma – come prima occasione del 2017 – l’incontro dedicato a Bellezza e Teatro , il 30 marzo alle 18 in via Nirone (aula NI 110). Sul versante della formazione prenderà la parola Giulia Innocenti Malini , coordinatore del Corso di alta formazione per operatori di teatro sociale, giunto quest’anno alla quinta edizione. teatro #collegio Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Professore, raccontami una Storia

milano Professore, raccontami una Storia Registi come Gabriele Vacis , divulgatori come Daniele Biacchessi , insieme a fumettisti e storici, protagonisti del workshop “ Dire, fare, raccontare” . febbraio 2017 Com’è che quando va in televisione o a teatro la storia sfonda ma sui banchi non appassiona? È la domanda che si sono posti da approcci diversi accademici, giornalisti, fumettisti e registi protagonisti del workshop nazionale sulla narrazione della storia “ Dire, fare, raccontare ”. Tra loro Gabriele Vacis e Daniele Biacchessi , per fare due nomi conosciuti al grande pubblico, ospiti dell’iniziativa promossa per la seconda volta dalla facoltà di Scienze politiche e sociali e dal dipartimento di Scienze politiche , con il coordinamento dei professori Paolo Colombo e Chiara Continisio . Oppure operazioni teatrali come quelle realizzate da Gabriele Vacis, coautore con Marco Paolini di Vajont, o le tournée sulla storia promosse in giro per l’Italia dall’editore Laterza con sale gremite di pubblico eterogeneo. Per il professor Paolo Colombo per sconfiggere l'immagine di un insegnamento noioso della storia tra i giovani, bisogna «portarli indietro e portarli in avanti: tornare alla fase infantile in cui era piacevole farsi raccontare delle storie e, insieme, trovare modi nuovi per intercettare generazioni abituate a "surfare" in rete». Daniele Biacchessi, scrittore e giornalista che porta in giro per l'Italia la storia, spiega che, per comunicarla anche alle giovani generazioni, bisogna sperimentare, cioè «fare memoria storica». “Un esperimento che si conclude ogni volta con la partecipazione del pubblico, chiamato ad assistere a una storia coinvolgente e affascinante, come quella che i nostri nonni e i nostri genitori ci raccontavano prima di andare a dormire”.

 

Col magistrato il diritto va a teatro

milano Col magistrato il diritto va a teatro Canzoni eseguite dal vivo e spezzoni di film sono il linguaggio con cui Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, avvicina la giustizia alle persone. È l'intento dello spettacolo Un diritto... messo di traverso del magistrato Salvatore Cosentino , sostituto procuratore generale della Repubblica di Lecce, che si è tenuto giovedì 22 febbraio alla presenza degli studenti della facoltà di Giurisprudenza e del preside Gabrio Forti . L'idea nasce dalla lunga esperienza di Cosentino nelle aule di Tribunale, anche in zone di mafia come Taranto e Locri, e racconta con parole semplici il difficile rapporto tra il cittadino e il mondo del diritto, spesso visto come qualcosa di distante dalla vita quotidiana. L'opera, che racchiude canzoni di autori come Fabrizio De André e Roberto Vecchioni che parlano di giustizia e giudici, è stata scritta in appena una decina di giorni: «Sono tutte cose che già avevo dentro di me» prosegue. Cosentino, che è anche critico teatrale e docente di Giurisprudenza all'Università del Salento, ripercorre i vari modi in cui arte, cinema e letteratura hanno declinato la figura del giurista nel corso dei decenni. Il messaggio che il testo vuol lanciare è che la legalità non si fa soltanto applicando leggi e codici ma soprattutto educando alla cultura, al bello e all'arte. Dentro ai fascicoli processuali, che compaiono fisicamente sul palco, non ci sono solamente dei fogli ma vite intere e maneggiarli significa avere a che fare con storie di persone vere.

 

Il teatro e il mio ‘lavoro’ da don

cattolicapost Il teatro e il mio ‘lavoro’ da don Andrea ha incontrato in modo inusuale il master in “Azioni e interazioni pedagogiche attraverso la narrazione e l’educazione alla teatralità” . Ma anche nel ruolo di vice-parroco quello che ha imparato non è solo una passione ma si sta rivelando una missione. dicembre 2018 di don Andrea Ballarin * Sono vie poco usuali quelle che mi hanno portato al master “Azioni e interazioni pedagogiche attraverso la narrazione e l’educazione alla teatralità ” . Non ho fatto il classico percorso universitario di laurea triennale e magistrale, ma ho frequentato il seminario diocesano di Modena, conseguendo il baccalaureato in Sacra Teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Reggio Emilia, e sono stato ordinato prete nel 2016. La metodologia pratico-teorica mi ha permesso di sperimentare prima di tutto sulla mia pelle la proposta di Educazione alla Teatralità che ci è stata offerta, di essere io il primo a poterne beneficiare e a scoprirne la validità per la crescita umana integrale della persona. Il lavoro che abbiamo svolto insieme è partito dalle basi, dalla grammatica dell’educazione alla teatralità (linguaggio non verbale, linguaggio verbale, linguaggio dello spazio e della musica, manipolazione dei materiali e narrazione) per aiutarci poi a mettere in relazione questi linguaggio e poter costruire un nostro progetto creativo. Non solo riesco a proporre esperienze e laboratori di teatro, di narrazione, di lavoro con le arti espressive a bambini, giovani e adulti, ma mi sento capace di leggere all’interno di questi processi, di comprendere le dinamiche e le interazioni che si attivano e quelle da mettere in moto.

 

Teatro, è Serena l'attrice dell'anno

Alumni Teatro, è Serena l'attrice dell'anno Laureata alla triennale in Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo, Serena Balivo ha vinto il Premio Ubu nella categoria under 35, uno dei più prestigiosi riconoscimenti italiani. In un video racconta come è nata la sua passione per il teatro. Serena Balivo , laureata alla facoltà di Lettere e filosofia nella sede di Brescia dell’Ateneo, si è aggiudicata il riconoscimento fondato nel 1979 dal critico, saggista e traduttore Franco Quadri. I Premi Ubu, assegnati ogni anno alla migliore regia e sceneggiatura, ai migliori spettacoli e ai migliori attori, costituiscono ormai un punto di riferimento per tutti coloro che si interessano di teatro. A Serena è andato ex aequo il premio come nuova attrice o performer under 35, che ha ritirato lo scorso dicembre. Ai microfoni di Cattolicanews , racconta come è nata la sua passione per il teatro, i suoi primi passi, l’iscrizione al corso di laurea triennale in Scienze e tecnologie delle arti e dello spettacolo (Stars) . Un’esperienza formativa molto importante» commenta Serena, che ricorda la qualità del percorso di studi, il rapporto speciale con la professoressa Carla Bino , sua relatrice di tesi, e l’incontro con Mariano Dammacco , il regista con cui nel 2009 ha fondato la “Piccola compagnia Dammacco”, oggi impegnata nella tournée dello spettacolo “Esilio”.

 

A Samo, per fare teatro e pedagogia

Brescia A Samo, per fare teatro e pedagogia È la storia del'educatorel 25enne Michele Senici, che nel campo profughi dell’isola greca ha avviato un progetto che usa il teatro come strumento funzionale ad interventi di pedagogia d’emergenza. L’esperienza di Michele Senici , laureato a pieni voti in Scienze dell’educazione alla Cattolica di Brescia, è una storia d’eccezione svolta in un contesto - quello del campo profughi dell’isola di Samo, situata ad un km dalle coste della Turchia - che per molti è sinonimo di quotidianità. Un’area in cui confluiscono bambini, ragazzi, uomini, donne e famiglie nati e cresciuti nel mezzo della guerra, con alle spalle un bagaglio di dolore, traumi e perdite. Vi rimane un mese, durante il quale lavora alla scuola Mazi, che in greco significa insieme , e il cui nome racconta di quella condivisione che ne anima l’intera attività. Una storia esemplare che ha il suo inizio in Italia, dove Michele lavora da anni come educatore professionale e ha fondato il marchio Pro Teatro . Tornerò» racconta Michele, all’indomani dalla discussione della sua tesi di laurea in cui racconta modalità ed esiti del progetto. Nel frattempo, per conoscere la sua storia e sostenere le iniziative della Onlus, è possibile mettersi in contatto con lui e Pro Teatro tramite i social network Facebook e Instagram.

 

"I Miserabili", élite del fango

Letteratura & Teatro "I Miserabili", élite del fango Luci e ombre della Parigi post Restaurazione nel quinto appuntamento del ciclo “Letteratura e teatro 2017”. by Martina Bertin | 29 novembre 2017 Victor Hugo era uno scrittore pieno di difetti, intriso di manie di potenza, e la sua retorica esagerata ne era la dimostrazione più lampante. Del romanzo e del suo straordinario autore, ha parlato Davide Vago , docente di letteratura francese in Cattolica, dopo l’introduzione di Lucia Mor , coordinatrice del ciclo di “Letteratura &; Teatro”. Il popolo è in marcia verso il progresso sociale, morale e politico, così le vicende personali per la lotta alla sopravvivenza vanno di pari passo con l’affresco sociale, con l’epopea del popolo stesso. Viene introdotta quindi la figura dell’arcivescovo Myriel , che, con sorpresa dello stesso galeotto, lo perdona e lo difende davanti alla polizia, nonostante sappia con certezza che lo abbia derubato dei candelabri. La grande ampiezza del romanzo è data dal fatto che racconta la storia di un popolo di vinti, i miserabili del popolo francese. È il romanzo di una redenzione personale, il romanzo di una pietà scatenata nell’animo dei lettori, di una strenua lotta contro i pregiudizi e le leggi crudeli di una società chiusa e spietata.

 

Giulio Cesare, artefice del proprio destino

Letteratura & Teatro Giulio Cesare, artefice del proprio destino Nel capolavoro shakespeariano si assiste allo sgretolamento di una visione del mondo precostituita e immutabile, e al vacillare delle certezze di fronte alle novità scientifiche, geografiche e religiose nella società cinque-seicentesca. La colpa non è nelle stelle, ma in noi” Parole tratte dal Giulio Cesare di William Shakespeare , che sono riecheggiate nell’Aula Magna della Cattolica per l’ormai consueto appuntamento con Letteratura &; Teatro , coordinato dalla professoressa Lucia Mor . L’opera, presentata dal professor Franco Lonati , docente di Letteratura inglese, venne realizzata appena prima delle principali tragedie di Shakespeare, ovvero nel 1599. Non a caso, il Giulio Cesare venne definito come il “dramma del libero arbitrio” , anche se Lonati preferisce interpretarlo come una “manifestazione del senso di responsabilità”. Oltre alla crisi di quello che era il modello di pensiero del tempo, Shakespeare fu soggetto ad una crisi artistica, che lo vide alla ricerca di uno stile nuovo. Cesare viene ucciso durante una riunione del Senato; tra gli assassini vi è anche Bruto, al quale Cesare si rivolge pronunciando la celebre affermazione: “Tu quoque Brute, fili mi”. Il Giulio Cesare è un esempio di come la lettura di un’opera del passato ci permetta di vivere il presente in modo più consapevole.

 

Teatro a scuola, su il sipario

by Daniela Fogliada | 03 marzo 2017 Dopo anni di impegno, studi e ricerche dalle facoltà delle Scienze dell’Educazione e della Formazione, le materie teatrali escono dalla connotazione di “sperimentazione estemporanea” per entrare a tutti gli effetti nel curriculum formativo, come emerge dalle Indicazioni strategiche pubblicate dal Miur (16/03/ 2016). Un’importante esperienza in tal senso, è quella del master in Azioni e interazioni pedagogiche attraverso la narrazione e l’educazione alla teatralità , giunto alla quarta edizione – con inizio a maggio - che parte dal teatro, soprattutto dalla letteratura e dai linguaggi teatrali, per formare operatori ed educatori. È importante che i ragazzi a scuola siano messi in grado di comprendere i linguaggi della comunicazione teatrale, poiché si ritiene l’Educazione alla Teatralità, un elemento indispensabile alla formazione di una libera e armonica personalità umana» afferma il professor Gaetano Oliva del Consiglio direttivo del corso postlaurea dell’Ateneo. Come si dispiegano gli effetti positivi del teatro? «La teatralità - le arti espressive - funzionano come strumento di coinvolgimento formativo, come accattivante veicolo per la trasmissione di conoscenze e per lo sviluppo di capacità e competenze. Cosa cambia con questo riconoscimento ministeriale? «L’Educazione alla Teatralità entra definitivamente a far parte dell’offerta didattica delle scuole italiane di ogni ordine e grado facendogli ottenere piena cittadinanza nel bagaglio formativo degli studenti. Che valore dà a questo passaggio? «Si tratta di un importante riconoscimento sia per gli studi, le ricerche e i risultati realizzati dalle facoltà delle Scienze dell’Educazione, sia per tutti gli insegnanti/educatori alla teatralità che da anni sul territorio portano avanti progetti, attività e pratiche di teatro-educazione. E questo cosa comporta? «Si amplieranno le possibilità di intervento, il riconoscimento delle buone pratiche che già si svolgono in tanti spazi educativi e didattici ma anche la necessità di una formazione delle figure educative di riferimento.

 

Commedia dell'Arte, ecco la 12° edizione

L'edizione 2019 del Festival si compone di cinque spettacoli, di cui il primo, in programma martedì 15 ottobre, si terrà al Teatro Mina Mezzadri. Durante il percorso proposto dal Festival ,personaggi e maschere faranno rivivere antiche e diverse vicende che possono inscriversi nel nostro mondo contemporaneo, con storie e situazioni comiche e nel contempo drammatiche, in grado di far emergere amare riflessioni sulle radici contraddittorie della nostra cultura mediterranea. In aggiunta agli spettacoli, martedì 12 novembre alle 17.30 nel Foyer del Teatro Sociale, sarà proposta una conferenza-spettacolo sulla figura di Didone, a cura di Massimo Rivoltella , docente di Letteratura Latina. Queste rappresentazioni, che rievocheranno teatralmente la storia del Castello e della città di Brescia, prevedono un intervento finale di approfondimento da parte di guide specializzate, in collaborazione con Fondazione Brescia Musei. commediadellarte #teatro #festival # Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Teatro antico, cultura senza tempo

milano Teatro antico, cultura senza tempo Testi come quelli di Eschilo, Euripide, Sofocle, Terenzio e Plauto toccano temi universali a proposito di vicende umane che a distanza di millenni non sembrano essere molto diversi, anche nell’epoca del digitale. Un corso di Alta formazione in Cattolica 17 dicembre 2018 «Le trame del teatro classico rappresentano esperienze d’arte sublime, alta e potente, capaci di raggiungere uomini e donne di ogni età e di ogni epoca». Parola di Elisabetta Matelli , direttore scientifico del corso di Alta Formazione Teatro Antico in scena dell’Università Cattolica. Si tratta infatti di testi che toccano temi universali a proposito di vicende umane che anche a distanza di millenni avvengono in modo analogo: relazioni familiari, amori, tradimenti, contese, ambizioni, incontri e scontri etnici, ospitalità dello straniero, guerra, pace, eroismo e viltà. Basti pensare alla ricerca della propria identità genitoriale da parte di Edipo nell’ Edipo Re di Sofocle e - in modo diversissimo ma non meno attuale - nello Ione di Euripide. teatro #teatroantico #classico Facebook Twitter Send by mail Print UN CORSO IN CATTOLICA Il corso di Alta formazione “ Teatro antico in scena ”, unico per le sue caratteristiche nel panorama attuale, è realizzato da Università Cattolica con Associazione Kerkis . Diretto dalla professoressa Elisabetta Matelli si avvale della collaborazione di professionisti, attori e musicisti e prevede la produzione di uno spettacolo finale a teatro, dedicato, in questa edizione, all’Antigone di Sofocle.

 

Teatro per ragazzi, Ermanno Nardi sul podio di “In-Box Verde”

Premi Teatro per ragazzi, Ermanno Nardi sul podio di “In-Box Verde” Il laureato al Dams del campus di Brescia e co-autore dello spettacolo “Che forma hanno le nuvole?” vince l’edizione 2020 del premio che sostiene le compagnie teatrali emergenti. Il racconto ruota attorno alle vicende dei due protagonisti, Vera e Nemo, per elaborare un’indagine più profonda del mondo invisibile e di quel particolare frangente in cui i bambini diventano grandi e abbandonano qualcosa per poter crescere. Scrivendo questo spettacolo abbiamo desiderato creare qualcosa che fosse magico per grandi e piccoli, magico anche per noi. Per questo dedichiamo la vittoria alle persone di tutte le età che conservano il coraggio di immaginare ogni giorno mondi nuovi», hanno fatto sapere i due autori. La foto in alto è di Alice Longoni #teatro #dams #alumni Facebook Twitter Send by mail Print LA TRAMA DI “CHE FORMA HANNO LE NUVOLE?” Nemo ha 8 anni, un cane bassotto, due genitori affettuosi e una sorella gemella, Vera, la compagna di tutte le sue avventure. Nemo da qualche tempo è triste, pensa di stare antipatico a tutti: a scuola i maestri non lo considerano; nessuno lo sceglie per giocare a palla avvelenata; in mensa non c’è mai un posto per lui. Un giorno però scopre la verità. Ha inizio una serie di avventure alla ricerca di sé stesso, tra incontri strampalati con colleghi invisibili, gruppi di autoaiuto per amici immaginari, uffici di ricollocamento. Ma cosa succede a un essere immaginario che diventa libero? Nemo scoprirà che la cosa più importante non è il nostro aspetto, ma le azioni che compiamo, come facciamo sentire chi amiamo, come loro fanno sentire noi. Si è invisibili solo se si vuole esserlo.

 

Teatro antico, il trionfo di Caserta

Milano Teatro antico, il trionfo di Caserta Gli studenti del Liceo Manzoni della città campana hanno vinto, con “Processo a Medea”, il Festival Thauma 2017, che ha portato a Milano oltre 400 studenti da tutta Italia. Con la messa in scena del Processo a Medea , i ragazzi dell’istituto campano hanno avuto la meglio, nella sezione spettacoli sulle altre otto scuole partecipanti. GUARDA LE FOTO SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK La giuria di esperti e quella popolare, a cui hanno partecipato anche gli studenti dell’Ateneo, hanno apprezzato della rappresentazione del Processo a Medea soprattutto “il lavoro svolto dai docenti e dai ragazzi sulle varianti del mito, impostate come contraddittorio in forma processuale”. La terza edizione del Thauma festival, organizzato dall’Università Cattolica di Milano sotto la direzione di Elisabetta Matelli , è stata la più ricca di sempre con il coinvolgimento di 410 studenti che si sono fronteggiati a colpi di tragedie e commedie classiche, performance attoriali e la realizzazione di costumi e scenografie. Omaggiata da un’ovazione dell’aula magna quando la professoressa Matelli ha letto il suo nome, la studentessa del Liceo A. Manzoni di Caserta è salita sul podio e ha ricevuto una targa da Mario Gatti , direttore della sede milanese dell’ateneo. Al momento della consegna della targa lo studente di Rho era visibilmente imbarazzato perchè non si aspettava proprio di vincere, nonostante dopo la rappresentazione dello spettacolo al Teatro della Commenda avesse ricevuto molti complimenti. Le prime tre scuole classificate avranno la possibilità di mettere in scena le loro pièce sul palco del Teatro San Lorenzo alle Colonne in collaborazione con l’associazione teatrale Kerkìs - Teatro antico in scena , che tutto l’anno offre spettacoli di teatro classico alla città di Milano.

 

Ecuba, Antigone e Medea sul podio

Milano Ecuba, Antigone e Medea sul podio Alla quinta edizione del Festival Thauma, che premia gli spettacoli messi in scena da scuole superiori di tutta Italia, primo premio al liceo Foscolo di Albano laziale, secondo e terzo al Leone XIII di Milano e all’Istituto Salesiano don Bosco di Palermo. Il Leone XIII di Milano ha rappresentato Un’Antigone , tratto da Antigone di Sofocle, con l’intenzione di raccontare, attraverso le vicende della famiglia dei Labdacidi, le storie quotidiane di ciascuno, fatte di scontri, di ideali, di relazioni, di passioni infrante. E infine il dramma di Medea, messo in scena dall’ Istituto Salesiano Don Bosco - Villa Ranchibile di Palermo , si aggiudica il terzo posto. Nella categoria saggi è stato premiato Hò Theòs Homartèi (Dio ci accompagna) , tratto da Le baccanti di Euripide ed Edipo Re di Sofocle, del liceo Isaac Newton di Chivasso . Sul podio per il miglior coro è arrivato per la categoria Spettacoli l’ Istituto Salesiano Don Bosco - Villa Ranchibile di Palermo , e per la categoria Saggi l’ Istituto Sant’Ambrogio di Milano , mentre per i migliori bozzetti il liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale . Il Premio EPOS è stato assegnato a Lo sguardo di Ulisse da Odissea e altri testi, del Liceo Vittorini di Milano. Riconoscimenti speciali sono stati attribuiti a Il soccorso invisibile, tratto da Dialogo degli Ateniesi e dei Meli di Tucidide, del liceo “A. Volta” di Como; e il Riconoscimento “Kerkis.

 

I Malavoglia, preludio di un “ciclo di vinti”

Letteratura & Teatro I Malavoglia, preludio di un “ciclo di vinti” Il capolavoro verghiano protagonista del quarto appuntamento del ciclo di conferenze "Letteratura &; Teatro 2017". Queste sono le prime parole della prefazione de “I Malavoglia” e dell’intero Ciclo dei vinti verghiano, protagonisti del quarto incontro del ciclo di conferenze “Letteratura e Teatro 2017” (tenuto il 16 Novembre nell'Aula Magna della sede di Brescia) coordinato da Lucia Mor . Del ben noto romanzo ha parlato Maria Teresa Girardi , professoressa di letteratura italiana nella sede milanese dell’Università Cattolica, esponendo i punti focali della storia, accompagnata dalla voce calda e coinvolgente di Sergio Mascherpa , direttore artistico del teatro Le Muse di Flero. “I Malavoglia” ha inizio con la rottura della statica e immobile vita che conduce la famiglia di pescatori protagonista: la chiamata del maggiore dei figli, ‘Ntoni, alla leva militare. L’atto di uscire dalla casa rappresenta una possibilità di evasione e di perdizione al tempo stesso, che lo porta a bramare l’ignoto e a cercare qualcosa a lui sconosciuto. La fiumana è un termine che Verga ripete spesso, riprendendo il secondo canto dell’Inferno dantesco, dove la parola aveva un’accezione negativa: rappresentava infatti qualcosa che poteva condurre alla perdizione. Alla fine del romanzo, la casa del Nespolo, ovvero la dimora della famiglia, viene riscattata dopo una lunga serie di vicende tragiche, tra cui la morte dello stesso padron ‘Ntoni.

 

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