La tua ricerca ha prodotto 11 risultati per fotografia:

Le origini in uno scatto

Roma Le origini in uno scatto Grande successo per il contest fotografico promosso dal Collegio San Luca Barelli di Roma sul tema delle radici. Le foto più belle sono state votate sulla pagina “collegi Università Cattolica e quattro sono risultate vincitrici. maggio 2017 Si è appena chiuso, con grande successo, il contest fotografico promosso dalle studentesse del Collegio San Luca Barelli di Roma e aperto a tutte le residenze in città e ai collegi in campus romani dell’Università Cattolica. Il Contest fotografico 2017 – Origini si è posto l’obiettivo di indagare attraverso scatti e istantanee le radici di tutti e di ciascuno. Sulla pagina Collegi Università Cattolica i 15 scatti ritenuti più in linea con gli obiettivi del contest sono stati votati dagli utenti attraverso i “like”, che hanno deciso le quattro foto vincitrici del contest. Gli autori degli scatti più votati sono stati premiati con riconoscimenti messi a disposizione da Educatt durante la festa di venerdì 24 maggio presso Mensa&Caffè.23. Nell’immaginario degli studenti hanno prevalso alla fine i luoghi, i paesaggi e, su tutti, ha trionfato il mare, come a dire che chi sente più forte il richiamo delle origini è proprio chi sceglie o in qualche modo è costretto a prenderne le distanze.

 

milano.ti amo all’Augustinianum

Milano milano.ti amo all’Augustinianum La prestigiosa mostra fotografica che ha allietato nei mesi scorsi i viaggiatori in passaggio per gli Aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate Rimarrà visitabile fino a tutto il mese di ottobre nel collegio milanese di via Necchi. luglio 2017 Rimarrà visitabile fino a tutto il mese di ottobre nel collegio Augustinianum (sala Pototschnig) la prestigiosa mostra fotografica che ha allietato nei mesi scorsi i viaggiatori in passaggio per gli Aeroporti di Milano Malpensa e Milano Linate. milano.ti amo è un racconto fotografico, una narrazione per immagini di una città che, come recita la presentazione alla mostra, è «grigia solo per chi non ci vive». La galleria di immagini di Andrea Aschedamini , che le ha scattate e raccolte in più di 10 anni di attività, presenta in esclusiva ai frequentatori del Collegio e dell’Ateneo i ritratti insoliti di una città accogliente e innovativa. fotografia #mostra #milano #augustinianum Facebook Twitter Send by mail.

 

Sinti, scatti oltre il pregiudizio

Piacenza Sinti, scatti oltre il pregiudizio Una mostra nella sede di Piacenza per smontare tanti stereotipi che circondano la realtà del campo nomadi. Alla paura della diversità e alla necessità di incontrare l’altro è dedicata la giornata di studi promossa dalla facoltà di Scienze delle formazione. novembre 2017 Mostrare la quotidianità di una comunità alle porte della città per smontare i tanti stereotipi che circondano quella realtà. “Il quotidiano che non è ovvio” è il titolo della mostra fotografica promossa dalla Caritas diocesana sul Campo Sinti di via Torre della Razza a Piacenza. Gli scatti, realizzati da Sergio Ferri , sono stati esposti nei locali di Scienze della formazione della sede di Piacenza dell’Ateneo. Sempre in tema di diversità la facoltà di Scienze della formazione organizza una giornata di studi lunedì 6 novembre . Un appuntamento ormai tradizionale con cui la facoltà di Scienze della formazione si pone al servizio del territorio che la ospita con spunti e riflessioni derivanti dall’attività di studio e ricerca.

 

Giornata del volontariato

Piacenza Giornata del volontariato Martedì 5 dicembre si celebra la Giornata internazionale istituita dall’Onu nel 1985. Una mostra allestita nella sede piacentina dell’Ateneo documenta il mondo del volontariato italiano attraverso la fotografia. novembre 2017 Il 5 dicembre si celebra la Giornata Internazionale del volontariato , istituita dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 17 dicembre 1985 per riconoscere il lavoro, il tempo e le capacità dei volontari in tutto il mondo. Documentare il mondo del volontariato italiano raccontando, attraverso la fotografia, l’impegno dei milioni di volontari attivi nel nostro Paese è il cuore del progetto fotografico collettivo “ Tanti per tutti . Viaggio nel volontariato italiano ” realizzato da Fiaf – Federazione italiana associazioni fotografiche; Cifa – Centro italiano per la fotografia d’autore e CSVnet – il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. Da febbraio a dicembre 2015 700 fotografi, professionisti e non, con il supporto degli operatori dei Centri di Servizio per il Volontariato, hanno fotografato i volontari italiani durante le loro attività. Osservando queste immagini, soffermandosi su questi volti, immedesimandosi in queste situazioni, ci auguriamo si possa sostare il tempo necessario a “farsi contagiare” dalla testimonianza di chi “fa’” o, meglio, di chi “è” volontariato.

 

Da afgano vi dico: la vita è bella

Milano Da afgano vi dico: la vita è bella Akef Mussafer , vissuto in uno dei Paesi più devastati dalla guerra, dove studiava giornalismo, frequenta Scienze linguistiche in Cattolica e racconta il suo Afghanistan con una mostra fotografica. Akef Mussafer , fotografo freelance, è uno studente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, dove frequenta la facoltà di Scienze linguistiche grazie a una borsa di studio del Centro di Ateneo per la Solidarietà internazionale (Cesi) finanziata interamente con i fondi del 5x1000 destinati all’Ateneo. Che Afghanistan metti in mostra? «Ho vissuto la guerra ma con questa mostra voglio far conoscere i lati positivi del mio Paese, perché per vedere le immagini del conflitto basta andare su internet. Già da piccolo ero curioso di conoscere la vita di chi incontravo e, appena ho avuto la possibilità, ho iniziato a fare le foto. Ogni immagine racconta mille storie e, invece di narrarle una per una, ho deciso di raccoglierle in una mostra fotografica. Voglio descrivere l'Afghanistan dal mio punto di vista, con l’occhio di un afgano, esattamente come l’Italia può essere raffigurata nella sua essenza solo da un italiano. Qui c’è crisi, e non si può negare, ma non c’è una guerra e bisognerebbe apprezzare di più quello che si ha, perché la vita è bella».

 

Fotografia dell’anima con Berengo Gardin

Milano Fotografia dell’anima con Berengo Gardin Il grande fotografo che ha dedicato la sua vita all’indagine sociale con immagini che gli hanno garantito il successo internazionale interviene al convegno del dipartimento di Psicologia “Fotografia: identità, società e memoria”. gennaio 2016 Le immagini fotografiche possono essere lette dalla psicologia e dalla psicanalisi da diversi punti di vista che ne mettono in rilievo la valenza emotiva, la capacità di “parlare” a chi le osserva, la forza espressiva, l’abilità di ingaggiare l’osservatore. D’altra parte l’arte è una sorta di sogno condiviso socialmente che affonda nel mondo onirico, dell’inconscio, dell’indicibile, ma non resta, a differenza dei sogni notturni, proprietà privata. Tra queste l’analisi dei processi di fruizione e di produzione fotografica; il nesso tra preferenze per determinate pratiche fotografiche (analogico, digitale, selfie…) e costruzione dell’identità personale e sociale; la relazione tra fotografia, benessere e conoscenza di sé e con la memoria storica. Interverranno inoltre al convegno studiosi del tema: Gabriella Gilli , docente di Psicologia dell’arte in Cattolica, introdurrà il valore e la storia dell’immagine nella psicologia e nella psicanalisi e racconterà quali sono gli ambiti di ricerca e applicazione. Verranno illustrate le principali tecniche della fototerapia che usano la fotografia come strumento proiettivo a partire da immagini della storia e della famiglia del paziente e autoritratti, fino al photolangage, ossia l’uso della fotografia come strumento di mediazione nel gruppo. Inconscio e fotografia ” a cura di Gabriella Gilli e Sara Guerini (editore Postcart) che racconta come dietro ogni immagine ci sia un percorso conoscitivo di sé e l’ascolto dei propri bisogni comunicativi.

 

Fotogrammi di misericordia

Rientra nell’ambito delle iniziative dell’Ateneo per l’anno giubilare, la mostra fotografica con gli scatti di Marta Carenzi e Franco Viganò su gesti, volti, incontri. Nelle suggestive immagini dei fotografi Marta Carenzi e Franco Viganò, la mostra propone una riflessione sul senso della misericordia, attraverso gesti, volti, incontri portatori di senso ben aldilà dei bisogni che li hanno sospinti. Franco Viganò (Milano, 1952) – che nella sua fotografia predilige i ‘panorami umani’ di situazioni normali spesso trascurate – ha realizzato la sua campagna nella Fondazione Don Gnocchi, che da oltre sessant’anni si occupa di rispondere ai bisogni emergenti delle persone più fragili. Marta Carenzi (Busto Arsizio, 1977) invece ha scelto di proporre un percorso attraverso otto realtà (enti e associazioni, tra le quali il Banco Alimentare Lombardia, il Consultorio La Famiglia, il centro Esagramma) che a Milano mettono in atto opere che vanno incontro ai bisogni fondamentali dell’uomo. In una galleria di gesti e volti, emergono le storie del quotidiano impegno di carità, così umano da avere in sé tracce del Divino. La mostra, allestita nello scalone d’onore nel primo chiostro di largo Gemelli nella sede milanese, sarà presentata il 16 maggio dalla curatrice e da Giuseppe Colombo, insieme a Francesco Botturi , prorettore vicario. Le fotografie selezionate verranno esposte, con il nuovo anno accademico, insieme a quelle di Carenzi e Viganò e presentate in occasione del convegno conclusivo sulla Misericordia in programma per il 10-12 novembre 2016.

 

La fotografia ai tempi dell’Iphone

Milano La fotografia ai tempi dell’Iphone Un nuovo contest per gli studenti dedicato al tema “La misericordia è una carezza”, in occasione dell’esposizione dell’omonima mostra. Percorsi di bellezza attraverso la fotografia”, al quale possono partecipare tutti gli studenti mettendosi alla prova con scatti a tema; le foto selezionate verranno poi esposte e presentate in occasione del convegno conclusivo sulla Misericordia in programma per il 10-12 novembre 2016. Il percorso che così ha preso avvio prevede anche alcuni incontri di approfondimento sulla tecnica fotografica – promossi da Educatt e dal comitato del progetto Bellezza – cui è possibile partecipare liberamente. smartphone #fotografia #bellezza Facebook Twitter Send by mail CHI È ANDREA ASCHEDAMINI Milanese, appassionato di montagna, è specializzato in fotografia di viaggio; si definisce “fotolitografo”, dividendo la propria vita professionale tra tecnica e creatività. Nel 2012 ha fondato insieme a Cristina Locatelli different.photography, agenzia che si occupa di realizzare progetti di grafica integrata partendo dal concept passando dalla fotografia, fino alla stampa. Nel 2013 con Cristina Locatelli ha guardato l’Islanda attraverso l’obiettivo di un iPhone («Intorno alla nuova terra/viaggio circolare») e, sempre con Cristina, nel 2014 ha pubblicato «Passaggio in Ladakh», diario fotografico di viaggio edito da EDUCatt (Università Cattolica del Sacro Cuore) con il contributo dell’antropologa Giovanna Salvioni. Nel 2015 ha raccontato l’Engadina, sempre attraverso l’obbiettivo, nel libro «Umauns sainza amur sun ervas sainza flur» (Alpes) con l’introduzione di Luciano Bolzoni e testi di Valerio Ambiveri.

 

La fotografia ai tempi dell’Iphone

Milano La fotografia ai tempi dell’Iphone Un nuovo contest per gli studenti dedicato al tema “La misericordia è una carezza”, in occasione dell’esposizione dell’omonima mostra. Percorsi di bellezza attraverso la fotografia”, al quale possono partecipare tutti gli studenti mettendosi alla prova con scatti a tema; le foto selezionate verranno poi esposte e presentate in occasione del convegno conclusivo sulla Misericordia in programma per il 10-12 novembre 2016. Il percorso che così ha preso avvio prevede anche alcuni incontri di approfondimento sulla tecnica fotografica – promossi da Educatt e dal comitato del progetto Bellezza – cui è possibile partecipare liberamente. smartphone #fotografia #bellezza Facebook Twitter Send by mail CHI È ANDREA ASCHEDAMINI Milanese, appassionato di montagna, è specializzato in fotografia di viaggio; si definisce “fotolitografo”, dividendo la propria vita professionale tra tecnica e creatività. Nel 2012 ha fondato insieme a Cristina Locatelli different.photography, agenzia che si occupa di realizzare progetti di grafica integrata partendo dal concept passando dalla fotografia, fino alla stampa. Nel 2013 con Cristina Locatelli ha guardato l’Islanda attraverso l’obiettivo di un iPhone («Intorno alla nuova terra/viaggio circolare») e, sempre con Cristina, nel 2014 ha pubblicato «Passaggio in Ladakh», diario fotografico di viaggio edito da EDUCatt (Università Cattolica del Sacro Cuore) con il contributo dell’antropologa Giovanna Salvioni. Nel 2015 ha raccontato l’Engadina, sempre attraverso l’obbiettivo, nel libro «Umauns sainza amur sun ervas sainza flur» (Alpes) con l’introduzione di Luciano Bolzoni e testi di Valerio Ambiveri.

 

Berengo Gardin, foto buona vs foto bella

Milano Berengo Gardin, foto buona vs foto bella Il noto fotografo, che ha immortalato le classi sociali negli anni ’70, il problema delle grandi navi a Venezia e le condizioni dei “manicomi” ai tempi della legge Basaglia, ha dialogato con gli psicologi dell’Ateneo sul ruolo dell’immagine in terapia. Così si è espresso il noto fotografo Gianni Berengo Gardin , ospite d’onore all’affollatissimo seminario in aula Bontadini “Fotografia: identità, società e memoria”, promosso dal dipartimento di Psicologia dell’ateneo. Commentando molte delle immagini che gli hanno procurato un grande successo, Berengo Gardin ha raccontato alcuni aspetti della sua lunga e fortunata carriera, spaziando dal contributo in occasione dell'approvazione della Legge Basaglia, al memorabile volume Dentro le case . Da Ugo Mulas ho imparato che una foto bella non comunica niente agli altri - al contrario di quella buona - che veicola il suo messaggio - ha aggiunto il fotografo -. Un esempio molto concreto dell’uso della fotografia nelle terapie psicologiche è dato dalle tecniche di fototerapia che usano fotografie scattate dal soggetto, ma anche provenienti dalla sua vita e dalla sua storia familiare. Infine Francesca Belgiojoso , laureata in Università Cattolica, psicologa esperta di interventi clinici e formativi attraverso l’uso della fotografia presso lo “Studio Arte Crescita”, ha presentato le tecniche che permettono ai pazienti di ritrovarsi riflessi nell’arte attraverso le immagini. L’uso di foto scattate dal paziente, di album di famiglia e del photolangage nei casi di mediazione dall’interno del gruppo sono modalità che aiutano a recuperare il paziente e a farlo risocializzare con il mondo esterno.

 

Misericordia e Bellezza, prossimi eventi

Milano Misericordia e Bellezza, prossimi eventi Mentre si conclude il contest fotografico La misericordia è una carezza , prosegue il percorso sulla bellezza con un dibattito a due voci, accompagnato dalla lettura da parte di Christian Poggioni, di capolavori della letteratura sul tema della natura. settembre 2016 Giunge a conclusione il 30 settembre il contest fotografico La misericordia è una carezza. Il percorso si è inoltre articolato in una serie di incontri con fotografi professionisti, ultimo dei quali si è tenuta giovedì 29 ottobre alle 18.30 allo Scalone d’Onore in largo Gemelli 1 a Milano. Alessandra Fuccillo , titolare dello studio fotografico CameraOff, ha dialogato con gli studenti di fotografia e attualità. Il titolo dell’incontro, Il Bello e il brutto in fotografia; ritratti e foto da (non) pubblicare , metteva al centro la provocazione di uno scatto che ha come soggetto il “brutto”, in una società come la nostra sempre più ossessionata dall’estetica e dal culto del bello a tutti i costi. Un’occasione preziosa per riflettere assieme a una professionista del settore di tecnica e intuizione. bellezza #misericordia #educatt #fotografia Facebook Twitter Send by mail.

 
Go top