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Il coach della nazionale di volley Davide Mazzanti: «Ci manca il contatto con i tifosi»

Open Week Unicatt Il coach della nazionale di volley Davide Mazzanti: «Ci manca il contatto con i tifosi» Ne ha parlato in diretta streaming al talk “ A tutto sport ” promosso dall’Università Cattolica nell’ambito dell’iniziativa Open Week . L’apprezzamento per il percorso Dual Career dell’Ateneo, cui partecipa anche la capitana delle azzurre Cristina Chirichella by Paolo Ferrari | 23 maggio 2020 «Ci mancherà il contatto con le persone che seguono lo sport. L’emergenza Covid costringe anche lo sport agonistico a fare i conti con forti limitazioni e Davide Mazzanti , allenatore della nazionale italiana di pallavolo , esprime i sentimenti di tutto il movimento del volley italiano. Questo modo di giocare la pallavolo ci ha permesso di colmare il gap con le altre nazionali ma ha tirato fuori anche il meglio delle persone, con tutti i vantaggi e gli spigoli annessi, nel senso che abbiamo dovuto anche gestire dei conflitti». Noi stiamo studiando questo fenomeno con il supporto di neuroscienziati e siamo stati confermati nel fatto che la variabilità è l’elemento rispetto alla condizione normale e che è la situazione di emergenza che permette di essere creativi». Pensando a grandi atleti che trovano motivazioni anche a 40 anni, Mazzanti ha detto che «se loro pensassero di fare quello che hanno sempre fatto non starebbero più a quel livello. Sul rapporto con le atlete, spesso con radici culturali diverse, l’allenatore della nazionale ha detto che non ci sono mai stati problemi di integrazione: «Quando siamo in palestra non ci sono situazioni da gestire ma persone che tirano fuori il proprio vissuto».

 

Consigli pratici per tenersi in forma a casa

Milano Consigli pratici per tenersi in forma a casa Continuare a muoversi negli spazi e con gli attrezzi che si hanno a disposizione, dedicare almeno un’ora all’attività motoria, unire agli esercizi fisici anche tecniche yoga. Ma questo non esenta dal praticare ogni giorno attività fisica e trascorrere in casa qualche ora Lo suggerisce il professor Francesco Casolo , coordinatore del corso di laurea in Scienze motorie, per il quale «Il nostro corpo non si può fermare o bloccare come una macchina produttiva. L’inattività del corpo può nuocere anche all’attività mentale, quindi occorre trovare una soluzione per mantenere in attività i circa 600 muscoli, le 200 ossa, il miliardo di neuroni». Le soluzioni non mancano e si possono recuperare nel vasto mondo della rete che consente di sostituire il personal trainer con siti specializzati dedicati al fitness, all’home fitness, dove si possono scaricare attività o lezioni orientate all’allungamento muscolare per mantenere elastico il corpo, utilizzando tapis roulant o cyclette. Difficile anche esercitare da casa gli sport di squadra, pertanto agli atleti è consigliabile mantenere la forma fisica tramite la preparazione atletica classica in casa forniti di funicella, cavigliere, panche per l’attività addominale, e bilancieri. La prima seduta consiste nell’attivazione dei muscoli in allungamento (ad esempio, pettorale in allungamento, estendendo l’avambraccio e il pollice verso il basso), con riferimento ai sistemi di antiche culture, come quella della medicina orientale, di cinquemila anni fa, utilizzate per migliorare l’elasticità e attivare energia. Anche per il professor Tirelli occorre implementare in casa l’uso di cyclette o di tapis roulant mentre si ascolta musica o si vede tv per alleggerire il senso di fatica o di noia.

 

Sport InCampus sbarca a Piacenza

Grazie alla preziosa collaborazione del Csi (Comitato Sportivo Italiano) , Sport InCampus si è strutturato come un progetto di ampio respiro che ha coinvolto diversi attori in un dialogo che continua con profitto. In virtù di questo interesse e per rispondere al bisogno degli studenti di avere un’area attrezzata per praticare diverse discipline sportive, anche in Campus, Educatt inaugura a Piacenza il servizio sportivo. La zona sportiva comprende d ue macroaree, una indoor e una outdoor . All’aperto due campi da calcio a 5 (che all’occorrenza possono diventare set di partite di tennis) e una parete di roccia attrezzata, con torretta, per il climbing sportivo. Al coperto invece, una tensostruttura rinnovata e in linea con le più moderne palestre ospita la pratica sportiva di diverse discipline, perlopiù a squadre: calcio a 5, pallavolo, basket e tennis. Il dialogo tra Educatt e il Csi continua all’insegna della condivisione dei valori cristiani, favorendo il sostegno e l’inclusione, per uno sport non competitivo in cui al centro c’è l’essere umano e la sua esperienza e non solo il risultato fine a sé stesso. Educatt, in quanto Ente per il Diritto allo Studio universitario, si impegna costantemente nella ricerca della soddisfazione dei bisogni della comunità universitaria, mostrando particolare interesse per quello che concerne il benessere psico-fisico della persona.

 

Il calcio è in fuorigioco?

milano Il calcio è in fuorigioco? Mercoledì 15 febbraio la presentazione del decimo rapporto curato da Focus in Media e OssCom e promosso da Fondazione per la Sussidiarietà sulla disaffezione del pubblico italiano nei confronti del pallone. Il rapporto riguarda la relazione tra sport (il calcio, in particolare), etica e media, e si intitola “Il calcio in fuorigioco? Indagine sulla disaffezione del pubblico italiano nei confronti del sistema calcio” . La ricerca, affidata a una équipe di sociologi ed esperti di giornalismo sportivo, ricostruisce i principali mutamenti che investono il mondo del calcio a livello internazionale e nel contesto italiano, cercando di mettere in luce le specificità del nostro Paese. In particolare due vicende hanno segnato la storia recente del calcio in Italia: il “doping amministrativo”, con i suoi illeciti, e la complessa vicenda dei diritti televisivi da cui il sistema calcistico italiano dipende più di ogni altro grande sistema europeo. sport #calcio #media #audience Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Fondazione Milan, lo sport che include

È questa una delle mission di Fondazione Milan, public charity che dal 2003 agisce in Italia e all’estero per generare impatto sociale positivo. Crediamo che lo sport possa contribuire alla crescita e allo sviluppo delle singole persone, permettendogli di contribuire, a loro volta, al benessere e alla prosperità delle proprie comunità». Per questo motivo la Fondazione si è avvalsa del contributo di Università Cattolica, attraverso l’Alta scuola di psicologia Agostino Gemelli (Asag). Il concetto di inclusione è molto facile da definire, ma quando viene messo in pratica talvolta si traduce in una mera fornitura di materiali – commenta Caterina Gozzoli , docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni e direttore di Asag –. Il vero punto di forza di questo progetto, però, è l’espansione delle reti territoriali che favoriscono la vita di questi ragazzi. Si è creata davvero una rete territoriale prima inesistente? È stata realizzata veramente una relazione di fiducia o una maggiore coesione fra i ragazzi? Noi abbiamo verificato come variano tutti questi elementi». In tutte le collaborazioni che abbiamo portato avanti in questi anni, non solo nel settore sportivo, il minimo comune denominatore è stato una profonda interazione con gli attori che sono sul territorio, che è un valore aggiunto sia per il territorio stesso sia per l’Università».

 

Così nascono i giovani talenti dello sport

Brescia Così nascono i giovani talenti dello sport Il team di Cattolica per lo Sport e i professionisti delle realtà sportive territoriali sono intervenuti nell'incontro dedicato allo sviluppo del talento sportivo per spiegare cosa significa individiuare e supportare il talento in ambito professionistico. by Francesco Berlucchi | 16 dicembre 2016 Un incontro dedicato allo sviluppo del talento sportivo, con il team di Cattolica per lo Sport e i professionisti delle realtà del territorio, tra calcio, basket, volley e rugby. Un incontro dedicato al tema dello sviluppo del talento sportivo, attraverso uno sguardo psicosociale, in dialogo con diversi protagonisti del territorio e mediante una visione davvero interdisciplinare, tra calcio, basket, volley e rugby. Cosa significa talento - «Da qualche anno il tema del talento nello sport è diventato di moda – spiega Caterina Gozzoli , coordinatrice scientifica di Cattolicaper lo Sport e direttrice dell’Alta scuola in Psicologia dell’Università Cattolica (Asag) -. Ma come si scopre un giovane talento e come si accrescono le sue doti? Parlare di talento significa occuparsi di transizione di carriera. Si tratta di professionisti di alto livello, pertanto una sana gestione del talento non significa solo individuare e scoprire ragazzi che possano costituire il futuro della prima squadra di una società sportiva. Tra le tante realtà, il team di Cattolicaper lo Sport ha voluto creare una lente di ingrandimento sul territorio, dando voce a chi studia da tempo questi temi, ma soprattutto a chi ci convive ogni giorno, lavorando per scovare, crescere e sviluppare nuovi talenti.

 

Roma, lo sport si mette in rete

Roma Roma, lo sport si mette in rete Con la presentazione alla Camera dei Deputati del progetto Unisport, le università romane lanciano insieme al Csi un coordinamento per le attività sportive. In programma campionati e tornei interuniversitari ed eventi culturali e seminari. UniSport è il tavolo di coordinamento che mette in connessione alcune università della città di Roma che intendono cooperare per dare diffusione e qualificazione alla cultura dello sport e alle attività sportive già sperimentate al proprio interno. Fanno parte del progetto Università Sapienza, Università Lumsa, Università Cattolica, Roma 3, Università di Roma Tor Vergata, Università Europea, Campus Bio Medico. Attorno alle parole chiave educazione, divertimento, amicizia, benessere, inclusione, socialità si costruisce tutto il progetto UniSport, il cui primo obiettivo è il benessere integrale degli studenti, e lo sviluppo, attraverso la formazione sportiva all’educazione di personalità, della loro capacità di essere partecipi protagonisti di una società aperta e solidale. In quest’ottica sono in programma per il 2017 attività di promozione di campionati e tornei interuniversitari e l’organizzazione di eventi culturali e seminari di studio inerenti la cultura dello Sport nelle sue diverse declinazioni. Per quanto riguarda l’Università Cattolica, tutte le nuove attività legate a UniSport saranno ospitate all’interno del Campus, nelle strutture e nei campi gestiti da Educatt, che proprio nel febbraio di quest’anno ha inaugurato Sport InCampus.

 

Sono della Cattolica gli Azzurri vincenti!

MILANO Sono della Cattolica gli Azzurri vincenti! Ai Campionati Universitari Milanesi trionfano le squadre Unicatt: vittoria per la squadra di calcio, successi anche per le squadre maschili e femminili di basket. giugno 2018 Nell’estate dei Mondiali senza Italia ci sono delle maglie azzurre che una coppa al al cielo l’hanno alzata: quelle della squadra di calcio maschile della Cattolica che battendo 2-1 la Statale hanno conquistato il Campionato Universitario Milanese. Il primo gol da opportunista di area di rigore mentre il secondo, in apertura di ripresa, a detta di tutti i presenti è destinato ad essere ricordato come uno dei più belli mai visti nella storia del torneo: dribbling a rientrare e imparabile destro a giro sul secondo palo. Devo ringraziare Dario Bettoncelli che ha seguito questa squadra per due stagioni e sicuramente questa vittoria è frutto anche del suo lavoro oltre che dell'impegno di quest'anno”. Gara sempre condotta dalle nostre ragazze che però, nel finale hanno lasciato campo alle avversarie consentendo loro di tornare in partita proprio nell'ultimo quarto. Emozioni a non finire anche nel torneo di basket maschile dove la Cattolica ha conquistato il titolo all'ultimo secondo dell'overtime battendo sempre la Statale 100-98. Ad un passo dalla vittoria i ragazzi della pallavolo che si sono arresi solo in finale contro la Statale che si è imposta con un netto 3-0 (26-24, 25-17, 25-23).

 

SportHouse al via con Aldo Montano

ROMA SportHouse al via con Aldo Montano La nuova offerta sportiva gestita da Educatt nel campus di Roma è stata inaugurata alla presenza del campione olimpico di Atene 2004 nella scherma. by Federica Mancinelli | 10 febbraio 2017 La presenza del campione olimpico Aldo Montano ha reso speciale la giornata inaugurale della SportHouse , la rinnovata struttura polivalente coperta della sede di Roma dell’Università Cattolica. Insieme alla medaglia d’oro di Atene 2004 a improvvisare un’esclusiva lezione di scherma per gli studenti dei corsi di laurea di Economia e di Medicina e chirurgia il campione olimpico Michele Maffei e il commissario tecnico della Nazionale Giovanni Sirovich. Presenti all’inaugurazione il preside di Medicina Rocco Bellantone , il coordinatore della Laurea Triennale in Economia e gestione dei servizi Manuela Macinati , il direttore della sede di Roma Fabrizio Vicentini , il direttore del Centro di Ricerca e formazione umana professor Giacinto Abele Miggiano , e il direttore di Educatt Angelo Giornelli . La nuova struttura è stata benedetta dall’Assistente ecclesiastico generale monsignor Claudio Giuliodori , che ha sottolineato «la missione educativa dell’Università Cattolica soprattutto per la socializzazione che lo sport contribuisce ad aumentare”. sport #scherma #educatt #roma Facebook Twitter Send by mail Print LEZIONI GRATUITE DI SCHERMA Per accostarsi a questa disciplina, che richiede temperamento e rigore ma che educa anche a un’ottima forma fisica, il 15 e il 22 febbraio sono previste anche lezioni gratuite di prova. Per avere informazioni sull’offerta e iscriversi ai corsi, sia di fitness che di scherma, è sufficiente rivolgersi alla sede Educatt di Roma ( sportincampus@educatt.org ).

 

Educatt, 12 mesi di servizi

Ateneo Educatt, 12 mesi di servizi Dalla piattaforma online per cercare alloggio al progetto sportivo della sede di Roma, dal bookcrossing in aeroporto al prestito intersede, dall’ampliamento dell’Hub digitale al piatto unico in Mensa&;Pizza.9. La sezione racchiude le interfacce sviluppate negli ultimi anni per la ricerca di alloggi in affitto – Dotstay e Roomtastic – entrambe partner di Educatt a fianco degli studenti durante la ricerca di una soluzione abitativa a portata di Campus. L’iniziativa rientra nella rete UniSport Roma, progetto promosso da sette Atenei della capitale – tra cui l’Università Cattolica del Sacro Cuore – aderenti alla proposta del Csi (Centro Sportivo Italiano) di fondare un’idea di rete sportiva che promuova i valori di condivisione, benessere e inclusione in ambito sportivo. Con il progetto Listening Ideas For Empowerment (Life) partito lo scorso giugno, Educatt ha coinvolto un campione di studenti e un team di esperti con l’obiettivo di indagare i bisogni degli stessi attraverso la valutazione dei servizi attivi. Nelle sedi di Brescia, Piacenza-Cremona e Roma gli studenti dell'Università Cattolica hanno la possibilità di ottenere in prestito gratuito per tre mesi fino a sei libri adottati nei corsi, in particolare con finalità di studio. Dopo il successo di Wise (Welfare for Improved Social Dimension of Education), progetto europeo di cui l’Ente era capofila per l’individuazione dei bisogni degli studenti, Educatt ritorna promotore di due progetti di partenariato strategico. A conclusione di un anno ricco di iniziative e progetti e in vista delle celebrazioni per il S. Natale, la sede di Roma ospita per una serata di condivisione e solidarietà la Comunità di Sant’Egidio.

 

L’industria è finita nel pallone

Cattolicapost L’industria è finita nel pallone Nel calcio la differenza non la fanno più solo i campioni ma anche l’aspetto societario e il modello di governance e di business . È sempre più un fenomeno aziendale in cui assume importanza anche l’aspetto societario e il modello di governance e di business che viene adottato. Una riflessione che è stata alla base anche del corso di Alta formazione promosso dall’Ateneo e dalla Lega Nazionale Professionisti B, finalizzato a fornire ai partecipanti i fondamenti teorici e gli strumenti operativi che permettano loro di valorizzare nell’ambito calcistico l'esperienza maturata. La formazione universitaria offre un solido punto di riferimento nelle aree aziendali, nell’area della finanza d’impresa, della statistica e della organizzazione d’impresa che può essere completata con percorsi personalizzati finalizzati ad offrire le conoscenze aggiuntive derivanti dall’analisi e dalla discussione di casi concreti e dall’approfondimento della letteratura specialistica. Occorre dotarsi di un patrimonio di conoscenze giuridiche sia sul piano teorico che tecnico-applicativo, che consenta di operare con la massima efficienza e competenza nei rispettivi ambiti di attività. Per poter operare nell'ambito giuridico dello sport, è necessario conoscerne il complesso funzionamento e le reali esigenze di intervento professionale, come l'attività di assistenza e redazione di accordi negoziali, non più riservata ai soli Procuratori sportivi (ex Agenti Fifa), ma consentita anche agli avvocati. La comunicazione dello sport si avvale sempre più di piattaforme digitali che integrano, accanto ai media tradizionali, la presenza di siti web con l’avvio e la gestione di una relazione costante con il proprio pubblico.

 

Con lo sport ho ripreso a vivere

milano Con lo sport ho ripreso a vivere Valentino Statella , dopo un tragico incidente sul lavoro, attraverso l’attività sportiva ha spezzato il cerchio della solitudine e della fragilità, divenendo campione paralimpico di pesistica. È un’esperienza fondamentale che aiuta a spezzare il cerchio della solitudine e ad annullare le fragilità. Parola di Valentino Statella , campione paralimpico di pesistica, ospite, lo scorso 8 marzo, della giornata di studi che l’Ateneo ha dedicato allo sport come strumento di inclusione sociale . Un processo che passa anche dall’Università, luogo di scambi, di condivisione e di esperienze. Valentino è l’esempio di una persona che si è affidata allo sport per ripartire, per vincere le difficoltà e ricostruirsi una vita dopo un tragico incidente. Statella, oltre a essere coordinatore regionale per l’attività paralimpica della federazione italiana pesistica, è anche il referente regionale per il comitato paralimpico per gli avvenimenti dello sport degli infortunati sul lavoro. Lo sport è uno strumento di riabilitazione per l’inserimento sociale» ha dichiarato.

 

La Tv e le voci dello sport

milano La Tv e le voci dello sport Pierluigi Pardo, Francesco Pancani, Antonio Raimondi, Massimiliano Ambesi ed Elena Pero sono alcuni dei volti più conosciuti della telecronaca sportiva. by Matteo Nava | 11 aprile 2018 Le loro voci sono familiari tanto quanto le gesta dei campioni che raccontano lo sport in Tv. Pierluigi Pardo, Francesco Pancani, Antonio Raimondi, Massimiliano Ambesi ed Elena Pero sono solo alcuni dei volti più conosciuti della telecronaca sportiva, che accompagnano gli appassionati nello spettacolo del calcio, nel fascino del ciclismo o nell’agonismo del rugby. Sono stati protagonisti dell’evento Diamo voce allo sport , promosso da Cattolicaper lo sport lo scorso 9 aprile in aula magna, stimolati dalle domande del docente di giornalismo radiofonico e televisivo Giorgio Simonelli . Per Antonio Raimondi , di Discovery-Eurosport, icona giornalistica della palla ovale, «l’importante è sempre ricordarsi che i protagonisti devono essere gli atleti, coloro che lottano in campo e non i telecronisti». Nel mio caso è però fondamentale la conoscenza del paesaggio, che in tempi così dilatati offre vaste possibilità di narrazione in momenti statici delle corse». Le seconde voci sono invece state sperimentate per la prima volta nel tennis, per il quale Elena Pero realizza le telecronache su Sky Sport: «Se non si è sul campo è importante aver già vissuto direttamente l’evento che si racconta almeno una volta.

 

Cattolicaper lo Sport, consulenti in campo

CATTOLICAPOST Cattolicaper lo Sport, consulenti in campo La consolidata esperienza in formazione, consulenza e ricerca applicata che l’Ateneo da tempo mette a disposizione delle società sportive diventa ora un progetto che propone a team, federazioni e singoli atleti un’offerta completa in sei aree strategiche. by Francesco Berlucchi | 05 maggio 2016 Forte della sua vocazione e missione educativa, da sempre l’Università Cattolica lavora nel campo dello sport, formando generazioni di insegnanti e professionisti del settore attraverso i suoi corsi di laurea e le numerose attività collaterali. Da qualche anno, grazie all’incontro con manager, amministratori e atleti, l’ateneo mette a disposizione delle diverse società sportive una consolidata esperienza nel campo della formazione, della consulenza e della ricerca applicata. Proprio per potenziare questa esperienza e sostenere lo sviluppo di nuove business partnership è stato creato Cattolicaper lo Sport , il progetto che consolida la mission dell’Università nel settore sportivo, creando relazioni di valore con lo specifico supporto di una qualificata struttura di docenti, ricercatori e professionisti. Come è nata l’idea «Partecipando a una manifestazione fieristica di settore, Football Avenue – spiega Roberto Brambilla , direttore Formazione Post-laurea e Research partnership dell’Università Cattolica – è emersa ai nostri occhi l’evidenza che gran parte delle risposte alle esigenze di sviluppo delle società calcistiche presenti all’evento, noi le avevamo in casa. Cos’è Cattolicaper lo Sport Da qui l’idea di fornire la possibilità alle società sportive, alle leghe, alle federazioni e ai singoli atleti di usufruire di un’offerta completa, che consente all’Università di affiancare i player dello sport in ogni ramo di azione. Il team Il lavoro d’équipe è reso possibile da un team di docenti e professionisti di grande esperienza, con elevate competenze nelle proprie materie di ricerca – dalla comunicazione alla psicologia, dalle scienze motorie all’economia aziendale –, che già lavoravano per il mondo dello sport.

 

Special Olympics e Gemelli: ricerca, assistenza e sport

Roma Special Olympics e Gemelli: ricerca, assistenza e sport L'accordo di collaborazione presentato in occasione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics che si svolgono a Montecatini dal 4 al 9 giugno, con gli occhi puntati ai Giochi Mondiali di Abu Dhabi del 2019. L’accordo di collaborazione, presentato in occasione dei Giochi Nazionali Estivi Special Olympics, in corso a Montecatini Terme e Valdinievole fino al 9 giugno, ha l’obiettivo principe di indagare e comprendere in che misura la pratica sportiva può migliorare la qualità di vita e le relazioni delle persone con disabilità intellettive. Il protocollo consentirà inoltre a Special Olympics Italia di vedersi associati a una istituzione sanitaria di eccellenza che già a partire dai Giochi Nazionali Estivi di Montecatini Terme e Valdinievole ha il fine di fornire una sempre migliore e qualificata assistenza ai loro atleti”. “Ricerca e assistenza clinica di alto livello per un fine di assoluto valore sociale come migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità cognitive che praticano lo sport, che grazie all’impegno di Special Olympics diventa uno straordinario mezzo di inclusione – afferma Marco Elefanti -. Il perseguimento di questo obiettivo ci ha spinti con entusiasmo a sottoscrivere questa intesa perché le finalità coincidono con la missione alla base della nostra Fondazione, di recente riconosciuta Istituto di Ricovero e Cura a Carattere scientifico, e cioè la centralità delle persone, in particolare delle persone più fragili. In particolare, tra le varie iniziative, è stato definito, con l’Unità di Operativa Complessa di Medicina dello Sport della Fondazione Policlinico A. Gemelli, diretta dal professor Vincenzo Palmieri , un Progetto Pilota finalizzato alla valutazione medico-sportiva di tutti gli Atleti convocati ai Giochi Mondiali Estivi di Abu Dhabi nel 2019. Il protocollo consentirà inoltre a Special Olympics Italia di vedersi associati ad una istituzione sanitaria di eccellenza che già a partire dai Giochi Nazionali Estivi di Montecatini Terme e Valdinievole ha il fine di fornire sempre migliore e qualificata assistenza ai loro atleti.

 

La seconda vita dei campioni

Una ricerca europea di Asag scrive le linee guida su ciò che si fa nel Belpaese per sostenere la Dual Career degli sportivi e accompagnarli al termine della carriera. luglio 2017 Studiare e fare sport a livello agonistico: missione impossibile? Sì, secondo gli sportivi italiani intervistati dall’Alta Scuola in Psicologia “A. Gemelli” ( Asag ), nell’ambito dell’indagine europea Regional Center for Dual Career Policy and Advocacy ( DC4AC ) . Nell’ Handbook delle pratiche italiane, elaborato nell’ambito del progetto europeo, abbiamo riunito tutto ciò che in Italia si fa in materia di duplice carriera degli atleti» spiega Chiara D’Angelo , la psicologa dell’Asag che ha curato lo studio. Attraverso questa ricerca, sono stati individuati 28 progetti italiani, di cui otto gestiti dalle Federazioni, sei da Università, quattro da Ministeri, quattro da associazioni di giocatori, tre da aziende e tre co-finanziati dall’Unione Europea. I risultati prodotti indicano un’attenzione crescente verso il tema e una volontà di consentire a questi giovani di conciliare i molti impegni che caratterizzano le loro vite di atleti mantenendo un’attenzione al loro futuro dopo lo sport» prosegue Chiara D’Angelo. Forti sono le aspettative, non sempre corrisposte, che gli intervistati sentono verso il sistema scolastico, in particolare durante la transizione al livello senior (dai 15 ai 19 anni) e nel momento della massima prestazione, ossia il livello senior. Mediamente gli atleti sentono di essere stati poco supportati nel loro percorso di crescita e sviluppo come atleti, e ritengono che la famiglia e l’allenatore siano in assoluto le persone che li possono sostenere nel loro percorso di Dual Career.

 

Il “Setterosa” per i piccoli ricoverati del Gemelli: campionesse di solidarietà

luglio 2016 Prima, importantissima vittoria per il “Setterosa” alla vigilia della partenza per i Giochi Olimpici di Rio: quella della solidarietà. Oggi le nostre pallanuotiste hanno portato nei reparti pediatrici del Gemelli il loro contagioso entusiasmo e incoraggiato tutti i bimbi ricoverati, insieme ai loro genitori, a vincere la loro partita per la guarigione». olimpiadi #roma #gemelli #rio #medicina #sport Facebook Twitter Send by mail Print.

 

Football Avenue a Milano

cattolicapost Football Avenue a Milano Allo stadio di San Siro anche Cattolicaper lo Sport parteciperà l’8 e 9 novembre al forum dedicato al business development con le più importanti società calcistiche di serie A, B e Lega Pro. ottobre 2017 Giovedì 9 e venerdì 10 novembre lo stadio San Siro, che molti chiamano la Scala del calcio, ospiterà la quinta edizione di Football Avenue . Il nostro Ateneo parteciperà attraverso Cattolicaper lo Sport , la piattaforma di esperienze e competenze al servizio di società e istituzioni sportive, ma anche degli atleti e dei professionisti del mondo dello sport. Il forum è un luogo d’incontro tra aziende leader e referenti delle società di calcio professionistiche: dove fare business, trovare nuovi contatti e scoprire le più recenti innovazioni nell’industria calcio. Saranno presenti top club come Inter, Milan, Roma e Lazio ma anche Sampdoria, Genoa, Udinese, Verona e importanti società che militano in Serie B e Lega Pro quali Novara, Brescia, Salernitana, Siena, Pisa, Cosenza, Monza e Piacenza. Non mancheranno le tre leghe più importanti del calcio italiano (Serie A, Serie B e Lega Pro), oltre a diverse squadre europee. Per l’Università Cattolica, che ha partecipato a tutte le precedenti edizioni, quest’anno scenderà in campo un team di otto delegates: docenti e professionisti che possano diffondere e promuovere al meglio i progetti, gli eventi e l’offerta formativa dedicati dall’Ateneo al mondo dello sport.

 

Wakeboard, Alice campionessa del mondo

Cattolicaper lo sport Wakeboard, Alice campionessa del mondo Partecipa alla Dual Career dell’Università Cattolica la diciannovenne che ha vinto ad Abu Dabi il mondiale di questo nuovo sport nella massima categoria. E dietro all’immancabile sorriso, nasconde la gioia più grande: a 19 anni, è la nuova campionessa del mondo di wakeboard , nella massima categoria. Ho capito di averla in pugno nel primo passaggio di gara, tra le due boe. Lì devi far vedere tutto ciò che sai fare, e ho capito di avere qualcosa in più. Dove Chiara («È stata una grande sfida, sono contentissima per Alice, che felicità!») ha pagato un errore di troppo: «Mia sorella soffre di più la gara, è più emotiva. Il wakeboard è uno sport di nuova generazione, nato negli Stati Uniti a metà degli anni Novanta dalla fusione tra lo sci nautico e lo snowboard. Frequentano il secondo anno di Scienze motorie e dello sport all'Università Cattolica e partecipano al Percorso di Dual Career per gli studenti-atleti di alto livello promosso da Cattolicaper lo Sport (il cui secondo anno verrà presentato venerdì 29 novembre ). Da allora non abbiamo più smesso, cercando di alzare sempre più il nostro livello, e con passione e duri allenamenti siamo state tra le prime dieci donne al mondo a disputare gare internazionali in questa disciplina.

 

Sport, le selezioni per le squadre

Tutte le opportunità promosse dai campus dell’Ateneo e le date per entrare a far parte dei team della sede di Milano 29 settembre 2016 Fare sport mentre si frequenta l’Università non ha solo un valore ricreativo ma serve a sviluppare e rafforzare anche le competenze trasversali oggi molto richieste. Oltre a questo, nel campus di Milano , è possibile partecipare alle selezioni per le squadre degli studenti, allenate dai docenti del corso di Scienze motorie, che partecipano a diversi campionati, in Italia e all'estero. Lo scorso anno le squadre del campus milanese si sono fatte onore , vincendo i tornei di basket e di tennis maschili e femminili nei campionati universitari del Cus Milano. Il campus di Piacenza dispone di un centro polisportivo di 8.000 mq , in cui gli studenti dell'Ateneo possono usufruire - anche grazie alle proposte dell’associazione studentesca Asup (Associazione Sportiva Universitaria Piacenza) - di tornei di calcio, volley, basket, capoeira, ping pong, e partecipare anche al torneo quadrangolare intersedi dell’Università Cattolica. Il campus di Roma è dotato di una serie di strutture sportive gestite da Educatt , tra le quali un campo di calcio a 11 in erba, due campi da tennis, un campo di calcio a 5 e una palestra sportiva polifunzionale. L’offerta è arricchita adesso da una nuova struttura sportiva polifunzionale coperta, nella quale sarà possibile praticare e seguire corsi di calcio a 5 (femminile e giovanile), minibasket, basket femminile e maschile, pallavolo femminile e maschile, Judo, danza sportiva, scherma. A Roma si tengono ogni anno anche le Collegiadi , una settimana dedicata allo sport, con tornei di tennis, nuoto, calcio, basket, pallavolo, ping pong, corsa, tiro alla fune, ecc. L’iniziativa coinvolge ragazze e ragazzi di Collegi in Campus e Residenze in città.

 

A muro per volare oltre la rete

Alumni A muro per volare oltre la rete Ilaria Galbusera è capitana della nazionale italiana volley femminile sorde e si è laureata in Economia e gestione dei beni culturali. Si descrive con queste parole Ilaria Galbusera , 27 anni, una di quelle persone che permettono di dire che la meglio gioventù esiste ancora. Laureata in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo nella sede milanese dell’Università Cattolica, capitano della nazionale italiana volley femminile sorde , ha fatto della sua sordità uno stimolo per abbattere barriere e pregiudizi e ha trasformato lo sport nel più efficace degli strumenti di inclusione. Hai imparato a convivere positivamente con un handicap che reputi sia percepito come tale molto più dagli altri che da te. Quando è scattata questa consapevolezza? Oggi vivo la mia condizione in modo estremamente positivo e, da persona ironica quale sono, ci rido su. Quando mi relaziono con gli altri, mi rendo conto che c’è ancora parecchia ignoranza sulla sordità e su come rapportarsi con le persone non udenti. Quali sono stati i traguardi sportivi che ti sono rimasti più impressi? «Il traguardo più bello in assoluto è stato la medaglia d’argento vinta alle Deaf Olympics , i giochi olimpici per le persone sorde. Spero che questo riconoscimento possa aiutare bambini e ragazzi sordi ad accettarsi, proprio come ho fatto io, e sono felice di poter dire che, da adesso, la nostra disabilità fa ancora più rumore.

 

Scendere in campo nella vita

Brescia Scendere in campo nella vita Dagli allenamenti sui campi da calcio della Nazionale femminile italiana di seria A, ai banchi della facoltà di Scienze religiose. È la storia di Elisa Mele , centrocampista 21enne del Brescia Calcio che ha rinunciato alla carriera per dedicarsi agli altri. “Ho iniziato a giocare a calcio, per gioco, all’età di 6 anni all’oratorio, ero l’unica femmina in mezzo a una squadra di maschi ma una talent scout del Brescia Calcio mi notò e chiese subito a mio padre di reclutarmi. Il calcio mi ha dato moltissimo sia a livello umano – il rapporto stretto con le mie compagne e allenatrici è stato fondamentale – che professionale con 44 presenze nella Nazionale femminile di Cabrini, 8 reti in 11 stagioni tra settore giovanile e prima squadra ”. Ora sono iscritta al primo anno di Scienze religiose , e sono da poco tornata da un viaggio in Mozambico dove io e altri 10 volontari ci siamo confrontati e abbiamo aiutato persone, bambini e famiglie alle prese con difficoltà concrete e quotidiane per noi impensabili. studenti #scienzereligiose #sport #calcio #bresciacalcio Facebook Twitter Send by mail Print Sogni e bisogni L'edizione 2017 dell'evento inaugurale del Corso di laurea in Progettazione pedagogica e formazione delle risorse umane ha avuto come titolo Pensare avanti: tra sfide e traguardi. Al tavolo dei relatori chiamati a confrontarsi sul tema, sono intervenuti il Sindaco della città Emilio Del Bono , il prof. Pierluigi Malavasi , Coordinatore del Corso di laurea magistrale promotore dell'evento, il Presidente di Fondazione ASM Roberto Cammarata e Mons.

 

Il tifoso nella stanza dei bottoni

milano Il tifoso nella stanza dei bottoni Negli ultimi due anni c’è stato un aumento del 110% del crowdfunding sportivo , ribattezzato con un neologismo fan funding . I progetti di Nicola Verdun di Tifosy e di Riccardo Pittis con la Lega Basket. In questo contesto, il sostenitore di una squadra non è più solo un attore passivo; vuole essere coinvolto sempre più. Quali sono i risultati concreti di queste attività? «Abbiamo raccolto 350mila euro per due campi da calcio da destinare al settore giovanile del Portsmouth; altri 171 mila euro per il museo del Parma, con 15 giorni anticipo rispetto alla deadline e altri 120 mila per la Fondazione del Fulham» spiega con orgoglio Verdun. Le nostre devono essere operazioni con un beneficio per i tifosi: loro non vogliono entrare nella stanza dei bottoni colma di dirigenti che si occupano di calciomercato». Riccardo Pittis (nella foto a lato) , mental coach, keynote speaker e uno tra i giocatori più rappresentativi della nazionale di pallacanestro vicecampione Europea negli anni Novanta, spiega come è diventato protagonista della partnership tra Lega Basket Serie A e Tifosy. La società di cui faccio parte è molto attenta nella ricerca di talenti e i partecipanti di questo corso hanno il profilo ideale per far parte della squadra invisibile della Juventus».

 

Buffa, più valore per lo sport

Milano Buffa, più valore per lo sport Il giornalista di Sky, accolto con incontenibile entusiasmo dagli studenti per il lancio di Cattolicaper lo Sport, ai nostri microfoni chiede al nostro Paese di investire di più. Il vincitore del Giro d’Italia del 2006 e del 2010 è coinvolto, insieme ad altri campioni, nel progetto che si serve di una qualificata struttura di ricercatori e professionisti attivi nell’ambito della gestione della comunicazione, del marketing e del potenziamento delle risorse umane. In una società è fondamentale la formazione psicopedagogica per gli adulti che lavorano a stretto contatto con i ragazzi», ha spiegato Filippo Galli , direttore del Settore giovanile del club rossonero. Lo sport richiede sempre più lo sviluppo di competenze relazionali per ruoli chiave come l’allenatore o il dirigente», ha detto Caterina Gozzoli , direttrice dell’Alta scuola di Psicologia dell’Ateneo e moderatrice dell’evento. Chi lavora nello sport deve avere una visione globale del proprio team, che va dai social network al rapporto con i tifosi (di cui si parlato in un evento parallelo lo scorso 28 novembre con Riccardo Pittis ). Non bastano più le doti naturali per arrivare ad alti livelli» ha detto Carlalberto Ludi , ex calciatore del Novara di cui adesso è collaboratore tecnico. Uno sportivo deve saper comunicare con gli altri e saper vivere in armonia con i compagni di squadra e le altre persone qualificate di cui ogni società sportiva si dota».

 

Un premio a sport e disabilità

Roma Un premio a sport e disabilità Al Centro di Medicina dello Sport della Fondazione Policlinico A. Gemelli IRCCS-Università Cattolica il riconoscimento “Ugo Cassinis 2017”, bandito dalla Federazione Medico Sportiva Italiana per il miglior lavoro scientifico dell’anno sul tema. È questo il significato del Premio “Ugo Cassinis 2017”, bandito dalla Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) per il miglior lavoro scientifico dell’anno, attribuito all’articolo dal titolo “Sclerosi tuberosa, rabdomioma cardiaco e attività sportiva agonistica paralimpica: descrizione di un caso”, pubblicato sulla rivista federale “Medicina dello Sport”. "È con entusiasmo che accolgo questa onorificenza, che condivido con i professori Paolo Zeppilli e Antonio Dal Monte, due “pilastri” della Medicina dello Sport del nostro Paese» afferma il professor Palmieri. È per me e per il nostro gruppo di lavoro un attestato di stima, che sottolinea l’impegno di oltre trent’anni con questi atleti, e inoltre un incoraggiamento ad andare oltre i concetti di limite e barriera, troppo spesso ancor oggi associati alla parola disabilità. Molte volte infatti queste barriere sono semplicemente una rappresentazione dei limiti culturali nell’approccio a tutto ciò che concerne il mondo della disabilità". "Lavorando con questi atleti - continua Palmieri - una buona valutazione impone un approccio ancor più rigoroso, che tenga conto di tutte le possibili ripercussioni che la pratica delle varie discipline sportive può presentare su apparati e organi in parte compromessi dalla patologia di base. Per chi ha il privilegio di assistere ogni giorno gli atleti disabili, si dà un valore culturale aggiunto: l’interpretazione e la valorizzazione della diversità, senza stigmatizzarla nè misconoscerla".

 

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