Pubblichiamo la prima parte dell’articolo che la professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi ha scritto per il magazine Vita e dedicato alla spinosa questione del sovraindebitamento. La docente di Diritto dell’economia avanza alcune proposte per far fronte alla crescita dei cosiddetti crediti problematici in Italia. Tra queste, la riforma della legge numero 3 del 2012 mediante la quale recepire in via immediata alcune fra le più rilevanti importanti novità introdotte dal Codice della Crisi d’Impresa, la cui entrata in vigore è purtroppo slittata al 2021


di Antonella Sciarrone Alibrandi *

Nell’ambito della pesante crisi socio-economica che ha già investito il nostro Paese per effetto della pandemia, stiamo purtroppo assistendo ad un aumento del tasso di disoccupazione generale, a un repentino deterioramento delle condizioni reddituali dei privati e alla conseguente (e già rilevata a livello di prime stime) crescita dei cosiddetti crediti problematici. In questo scenario, le nuove disposizioni in materia di sovraindebitamento dei consumatori e delle famiglie (o, per meglio dire, dei debitori non fallibili), contenute nel Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCI) e destinate a entrare in vigore il prossimo 15 agosto, avrebbero potuto offrire strumenti adeguati di contenimento del fenomeno, comportando un netto miglioramento degli strumenti giuridici oggi utilizzabili e il superamento di numerose questioni al momento di dubbia interpretazione da parte dei giudici.

L’entrata in vigore dell’intero Codice della Crisi d'Impresa (compresa la nuova disciplina del sovraindebitamento) è stata però rinviata al 1° settembre 2021 per sottrarre nell’immediato le società e le imprese medio-grandi, oggi assoggettate alle procedure fallimentari, dal dover rispettare norme più stringenti e rigorose (ad esempio la disciplina dei sistemi di allerta della crisi).

A fronte di questo slittamento, rimane dunque in vigore la vigente legge numero 3/2012 con tutti i punti di debolezza emersi nei suoi otto anni di vita (durante i quali è stata peraltro assai poco utilizzata), che la rendono ora del tutto inadeguata ad affrontare l’ulteriore impoverimento delle famiglie italiane.

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* prorettore vicario dell’Università Cattolica e docente di Diritto dell’economia nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative